Il rumore dei tuoi passi Il rumore dei tuoi passi

Il rumore dei tuoi passi

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Il rumore dei tuoi passi, romanzo di Valentina D'Urbano edito da Longanesi. In un luogo fatto di polvere, dove ogni cosa ha un soprannome, dove il quartiere in cui sono nati e cresciuti è chiamato «la Fortezza», Beatrice e Alfredo sono per tutti «i gemelli». I due però non hanno in comune il sangue, ma qualcosa di più profondo. A legarli è un’amicizia ruvida come l’intonaco sbrecciato dei palazzi in cui abitano, nata quando erano bambini e sopravvissuta a tutto ciò che di oscuro la vita può regalare. Un’amicizia che cresce con loro fino a diventare un amore selvaggio, graffiante come vetro spezzato, delicato e luminoso come un girasole. Un amore nato nonostante tutto e tutti, nonostante loro stessi per primi. Ma alle soglie dei vent’anni, la voce di Beatrice è stanca e strozzata. E il cuore fragile di Alfredo ha perso i suoi colori. Perché tutto sta per cambiare.

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Il rumore dei tuoi passi 2013-02-16 11:57:20 Patrizia
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Opinione inserita da Patrizia    16 Febbraio, 2013

consiglio gratuito a chi ama leggere non la "solit

Sto leggendo il libro di questa giovane autrice e ammetto che MI PIACE.
Il suo stile è decisamente scorrevole e privo di mielensature. Ha uno stile diretto, crudo ma "non crudele", semplicemente "vero" e ben si ambienta agli anni 80...anni in cui impera la droga e l'aids o almeno anni in cui si "parla" di droga ovunque e dovunqe....Mi piace lo stile di questa nuova e giovane autrice che non gira intorno alla realtà ma la racconta in maniera semplice, senza fronzolature.....Il dramma di una violenza gratuita di un padre verso i suoi tre figli maschi....il dramma di amori nascosti a mai svelati....il dramma di essere adolescenti in un mondo crudo e crudele...il dramma della droga che tutto cancella, "cancella" non solo vite ma le personalità, le identità, le dignità di coloro che la "incontrano". Su tutto ciò però l'AMORE riesce a "regalare" un barlume di speranza positiva...Grazie Valentina!!! Ti leggerò ancora!!!! Patrizia

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lettura consigliata a chi ha letto LA COLPA di Enza Ghinelli (e di cui la sottoscritta ha espresso una critica non positiva)
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Il rumore dei tuoi passi 2012-10-19 08:49:18 Mac
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Mac Opinione inserita da Mac    19 Ottobre, 2012
Ultimo aggiornamento: 19 Ottobre, 2012
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Inchiostro digitale, una nota dal diario di un let

Questo articolo nasce come trascrizione di note che ho scritto sul mio diario durante la lettura dell’ultimo libro che avevo sul mio comodino : Il rumore dei tuoi passi di Valentina D’Urbano.

Eviterò di raccontare la storia questa volta, magari di soffermarmi su alcuni passi e momenti descritti che ricordo di più, questo sì, lo faccio, ma senza scendere in particolari. Chi avrà voglia di leggerlo è liberissimo di farlo, chi l’ha già fatto e come me ha letto in precedenza Jack Frusciante è uscito dal gruppo di Enrico Brizzi magari capirà e comprenderà meglio quello che spero di riuscire a trasmettere con queste mie parole.

Brizzi avrebbe definito, come ha già fatto nel libro a cui faccio riferimento, come tardo-adolescenziale gli eventi che si susseguono e che prendono vita nel lavoro di Valentina D’Urbano e personalmente non potrei essere più d’accordo perchè il tutto mi ha dato l’impressione di già sentito, vissuto in questi anni, di storia trita e ritrita riguardante la realtà di periferia di una grande città come Torino – in questo caso -, di quartieri in cui neanche la polizia mette piede, di gioventù lasciata a dover fare i conti con l’ambiente circostante e a dover crescere in fretta a causa delle difficili condizioni in cui immersa.
Nulla di originale, se vogliamo, già sentito, appunto, che ad un certo punto ha fatto nascere in me un “e allora?” “basta” “non vedo l’ora di finire”. Pensieri non molto belli da fare, me ne rendo conto, ma dal mio punto di vista ,o forse semplicemente a causa della maturazione che credo di aver raggiunto, e non solo per l’età ma per il percorso letterario che ho fatto, non possono più sopportare.

Il rumore dei tuoi passi è scritto bene, la storia scorre e non lo metto in dubbio, l’autrice ha fatto un buon lavoro ma, c’è sempre un “ma” con cui fare i conti e credo che in questo caso sia proprio questo: non se ne può più di “casi umani”, di parole che scorrono troppo in fretta e di immagini che si susseguono vorticosamente e che riempiono pagine e pagine.

Personalmente ho bisogno d’altro, ho bisogno di libri stimolanti e non piatti, in cui ogni parola abbia un peso, in cui la mente sia stimolata ad andare avanti per fame di conoscenza e non per inerzia. Personalmente ho bisogno di parole più ricercate che al tempo in cui lessi Jack Frusciante trovai, ora no. Prima avevano un senso, oggi meno.

Non è mia intenzione stroncare il libro della D’Urbano, anche se credo di averlo già fatto e mi dispiace perchè comunque è il suo primo lavoro e di strada ne farà sicuramente e glielo auguro con tutto il cuore, voglio solo dire che l’appiattimento che si vede in giro, che si sente in musica e in altre arti l’ho provato tantissimo, in questo caso e in altri, anche in letteratura. Ho trovato una matrice, un negativo – inteso come struttura base del racconto – utilizzati per costruire tutta la storia e non mi è piaciuto tanto. Alcune evoluzioni di vita dei personaggi le ho immaginate prima che arrivassi alla pagina in cui descritte: litigi, dialoghi, ambiente e altro…già visti e letti.

Con questo voglio solo dire che se scrivere è immaginare o raccontare qualcosa che veramente abbia un senso, forse è arrivato davvero il momento, come diceva anche Henry David Thoreau nella sua introduzione a Walden – ovvero la vita dei boschi – di narrarlo perché vissuto in prima persona e non per sentito dire. Thoreau ha vissuto davvero tutto ciò che ha descritto nel libro, Brizzi e la D’Urbano non lo so. Non è un crimine e neanche uno “sparare a zero” ma io sono stanco e ho bisogno, come già detto, di qualcosa di più.

Avrò sicuramente fatto arrabbiare qualcuno che magari adora il libro ma se c’è ancora libertà di esprimere quello che si pensa – principio su cui è fondato Libera-mente.net -, questo è quel che penso.

http://www.libera-mente.net/blog/2012/10/19/inchiostro-digitale-una-nota-dal-diario-di-un-lettore/

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Il rumore dei tuoi passi 2012-09-14 13:12:11 C l a r a
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C l a r a Opinione inserita da C l a r a    14 Settembre, 2012
Ultimo aggiornamento: 14 Settembre, 2012
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Anche l'ultimo dei poveracci...

Ha bisogno di una storia.

Tutti li chiamano i gemelli.
Alfredo e Beatrice.
Due ragazzini cresciuti insieme, nel tetro mare di cemento di una periferia degradata in un paese dell'Italia centrale non ben identificato. La Fortezza, la città innominata, una sorta di ghetto dal quale è difficile uscire, ma nel quale i protagonisti si sentono anche protetti da tacite leggi non scritte. Qui sorgono enormi palazzoni occupati abusivamente da famiglie di estrazione sociale misera, dove la violenza, la povertà, l’analfabetismo e l’istinto di sopravvivenza la fanno da padroni.
E in questo tragico sfondo c’è questa amicizia profonda e simbiotica che unisce i due protagonisti fino a farli diventare simili persino nelle movenze, nei modi di reagire nei modi di parlare, nei modi di dormire.
Sì perché Alfredo e Beatrice condividono tutto, persino la mamma. Alfredo che una mamma non ce l’ha, ha solo un papà violento e alcolizzato che malmena lui e i suoi fratelli e lo spinge a fuggire da casa. A fuggire in un porto franco, in una gabbia d'orata: il lettone che condivide con Beatrice.
Spartiscono tutto i gemelli, la vita, gli amici, le canne, il dolore, la rassegnazione di essere nati nel posto sbagliato e di non poterne uscire mai. Nemmeno volendo.

“Non lo so, forse era l’ambiente che ci aveva prodotti. Forse ce l’avevamo nel sangue. Forse era la gente che frequentavamo, la noia, la mancanza di obiettivi. La consapevolezza di non poter essere mai niente di diverso, la presa di coscienza che saremmo stati così per tutta la vita. Fuori si susseguivano gli anni e il mondo cambiava. Dentro noi rimanevamo fermi. Non ce l’avevamo un motivo per vivere, non sapevamo darcelo. Lo facevamo e basta.”

Una storia d’amore e d’amicizia, una storia di disperazione e morte, certo non un amore nel senso romantico del termine. Alfredo e Beatrice semplicemente si possiedono. E stare insieme è un'esigenza, è istinto di conservazione.
Semplicemente così deve essere.

Non sembra possibile che sia un romanzo d’esordio. "Il rumore dei passi" è un'opera matura. Matura per una penna che ha solo 28 anni... Valentina D’urbano ha uno stile deciso, essenziale, graffiante, tagliente. Trascina il lettore nella Fortezza, senza alcuna delicatezza: lo ferisce, lo fa commuovere e piano piano lo fa innamorare ed emozionare.

“Il rumore dei tuoi passi” ha per protagonisti due adolescenti ma non è per adolescenti.
A loro preferirei regalare pagine di speranza e possibilità, di coraggio e impegno piuttosto che queste, incentrate sulla resa, sull'impossibilità di cambiamento, sulla morte.
I giovani meritano di credere di avere la possibilità di cambiare il mondo con le proprie forze, piuttosto che arrendersi ancor prima di provarci.
Ai giovani, lasciamoli sognare.

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Il rumore dei tuoi passi 2012-07-10 19:57:39 ant
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ant Opinione inserita da ant    10 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 2012
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L'amore che travolge tutto

Il libro narra di una storia d'amore travolgente tra due adolescenti che vivono in un quartiere popolare, il tutto ambientato alla fine degli anni '80.
La scrittrice è encomiabile perché riesce a far trapelare con chiarezza e trasporto tutta la passione e l'amore che ha la protagonista del libro, Beatrice, per il suo amato Alfredo.
Il titolo è emblematico in quanto Bea e Alfredo, vivendo nello stesso palazzo e sullo stesso piano, hanno più o meno gli stessi ritmi e tempi di vita e il rumore dei passi di Alfredo che torna a casa o che esce... scatena batticuori a ripetizione all'adolescente Bea.
Storia d'amore burrascosa e molto ben descritta dalla D'Urbano, infatti tra i due ragazzi c'è apprezzamento e feeling ma incapacità a manifestarsi e orgoglio e timidezza a palesarsi,quindi spesso i due ricorrono a finti distacchi per scatenare gelosie nell'altra/o che sfociano in litigate memorabili.
E'un libro con risvolti abbastanza tragici perché si affrontano tematiche delicate come la droga e la violenza sui minori, cmq il tutto è ammantato da una prorompente voglia di voler amare e apprezzare gli altri che rende questa storia meno cupa e spiazzante.
Intenso

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libri con storie d'amore travolgenti
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