Il sale sulla ferita
Letteratura italiana
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Patchwork
Io questo romanzo lo direi un patchwork, intessuto com'è di tempi, luoghi e situazioni diverse, anche per indicare il cambiamento dopo il tramonto di un modo di vivere. Il risultato è la difficoltà del puzzle, che non risolve, e soprattutto i ricordi non combaciano. Lettura molto coinvolgente.
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La ferita
Ho amato intensamente questo libro, oltre le cinque stelle. Per me questo è il più denso, serio, dolente e intelligente libro sulla fine del mondo contadino in Europa. Che questa fine sia vista in Sardegna, dove troppi vanno ancora a ricercarla, lo rende ancora più interessante. Ne porto dentro la commozione, insieme con la vertigine da mutamento epocale. Forse chi non coglie questo e altro quanto me, è perché è troppo cittadino. Ma qui c'è anche la città, tutta la città, che senza la campagna non c'è mai stata. L'ambiguità dei ricordi intorno al personaggio principale (il giovane che muore) è giocata con amorevole acume, mai visto prima, almeno non io. E certi momenti di poesia, come il bue che muore, sono struggenti, evocativi di millenni di civiltà contadina mediterranea, indimentucabili. E ha ragione Goffredo Fofi. Questo è sale, dale vero, che fa male sulla ferita, per chi ce l'ha. E io, modestamente, ce l'ho.
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Risvolti
Un bel risvolto di copertina di Goffredo Fofi per questo romanzo che racconta con ironia e commozione certi risvolti della storia recente che ha visto la fine in Italia, e altrove, del cosiddetto mondo contadino o civiltà contadina, quella "cantata" da Verga e da Levi, che però andava raccontata anche così, dal di dentro, e da un dentro vero e vissuto.









