Il visconte dimezzato
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 10
Tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti tutti
è il primo libro che leggo di Calvino,autore che avevo già sentito nominare molte altre volte.Così vado in biblioteca,tiro giù dallo scaffale un'edizione del "Visconte dimezzato" e torno a casa , iniziando la lettura già ben predisposto dalla trama che ho trovato interessante e che è stata il motivo principale per il quale ho deciso di leggere questo libro.Il libro narra le vicende del visconte Medardo di Terralba diviso in due metà una buona fin quasi alla nausea e l'altra estremante cattiva.Meno di un centinaio di pagine che però riescono a trasmettere al lettore il messaggio che l'autore voleva dare.Letto in un paio di giorni proprio perché oltre che breve e anche coinvolgente per l'ironia che con cui Calvino scrive il libro.Una storia alquanto strana che però ho trovato originale,ben costruita che dire.... perfetta nel suo insieme.Il finale come già detto da altri utenti e un po' scontato ma è il modo con cui , come già detto ci arriva è da ammirare.
Bravissimo Calvino !!!
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Calvino o dell'acume
Leggere Calvino, e rileggerlo, è come tuffarsi in un gran mare d'intelligenza, per la quale ti puoi illudere che venga da te, che sia dentro di te, tanto bene l'autore la sa innesacare con la sua intelligenza, anche con la sua ironia, non sempre bonaria. Rara è questa sua mescolanza di fantasia e di realismo, tenuti insieme dall'intelligenza, appunto, dall'acume e dall'erudizione usata con sapienza e non esibendola. Grande Italo.
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Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 2011
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...dottor Jekyll e Mr. Hyde!
Bellissimo, unico,originale...superlativo!
primo libro della "trilogia araldica" insieme al Cavaliere Inesistente e il Barone Rampante.
Quando ho scoperto che Calvino si era dedicato anche anche a questo genere l'ho trovato buffo per un autore così classico;
poi ho pensato che se un autore del suo calibro si fosse messo a scrivere un genere così "fuori dalle righe", non poteva essere una cosa tanto banale. Cito Calvino: "Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso e possibilmente per divertire gli altri; ho pensato che questo tema dell'uomo tagliato in due, dell'uomo dimezzato,avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l'altra."
L'originalità è che il racconto si basa sulla storia di un uomo diviso fisicamente in due metà alle quali, ovviamente, viene associata anche una suddivisione di animo (il buono e il malvagio). La convivenza separata delle due metà genera una serie di situazioni contrastanti che, alla fine, fa giungere il lettore alla conclusione che entrambe le metà del visconte sono ugualmente insopportabili, sia nel bene che nel male. Perciò, non solo è sbagliato comportarsi unicamente in un certo modo, ma anche vedere le cose sempre da un solo punto di vista. Il finale è scontato, ma è attaverso le considerazioni con le quali l'autore ci arriva che piace tanto ed è il succo della storia.
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Il visconte dimezzato
Calvino è un genio! esordisco così perché ogni libro che leggo di Calvino non stanca mai e riesce a rinnovare il suo stile geniale, sì perché ciò che mi piace di più di questo scrittore non sono tanto le trame ma il modo in cui scrive, che è sempre nuovo e mai banale.
In questo piccolo racconto Calvino ci narra le vicende di un cavaliere o come dice il titolo di un visconte, che per una seria coincidenze riesce a vivere con metà corpo e nonostante dei passaggi veramente esilaranti, lo scrittore riesce ad inserirci anche una morale esplicita e una implicita. Per tutto il libro il lettore è accompagnato da un bambino, lontano parente del visconte, questo particolare punto di vista ci porta ad osservare quasi sempre da lontano senza far realmente parte del libro.
Promosso a pieni voti!
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Ultimo aggiornamento: 05 Giugno, 2011
Clavino è sempre Calvino
Non c'è che dire i libri scritti da Calvino sono eccezionali, insieme a questo sono da leggere gli altri due libri della "trilogia" un misto di contenuti nascosti e di ironia. Situazioni che nonostante la loro impossibilità di esistenza non scocciano, ma divertono. Spettacolare.
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Ultimo aggiornamento: 09 Marzo, 2011
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Il visconte dimezzato.
Ecco a voi le vicende del Visconte di Terralba ferito in guerra divenne "dimezzato"!
Calvino in questo piccolo e intenso racconto si addentra nella psicosi umana, facendoci ridere con una storia un pò strampalata, dove c'è l'uomo dimezzato cattivo e l'altro buono.
Il cattivo è terribile, orrendo, vendicativo e il buono è caritatevole, dolce, arrendevole nessuna delle due metà è quella giusta solo riunendosi insieme possono tornare ad una "certa" normalità ma mai alla "perfezione", come ognuno di noi!
Proviamo a pensarci e vorrei vedere chi dice che Calvino in questa sottile analisi del "noi interiore" non si è sbagliato!
"Non c'è notte di luna in cui negli animi malvagi le idee perverse non s'aggroviglino come nidiate di serpenti, e in cui negli animi caritatevoli non sboccino gigli di rinuncia e dedizione. Così tra i dirupi di Terralba le due metà di Medardo vagavano tormentate da rovelli opposti."
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Incompletezza e giovinezza
“A volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane.”.
Il primo della trilogia degli antenati, in ordine di pubblicazione, è “Il visconte dimezzato”, fiaba dolce, un elogio/elegia della maturità e dell’esperienza.
Debito riconosciuto al Mr. Hyde di Stevenson, Calvino costruisce una storia fantastica in cui Il visconte Medardo di Terralba, dopo aver partecipato alla guerra contro i turchi e colpito da una cannonata, ritorna diviso in due metà.
Lo stesso uomo che raccoglie, nella metà destra, la predisposizione al male, e nella sinistra la predisposizione al bene.
Si penserà che la scelta tra le due metà non offre dubbi, invece sia la malvagità che la virtù sono, in senso assoluto, innaturali e disumane.
(che barba un uomo buono buonissimo, che orrore un uomo cattivo cattivissimo).
Conoscere, quasi potessimo sezionarli, il lato positivo e quello negativo del nostro essere, accettare l’imperfezione come elemento fondante dell’umanità, è ciò che può permetterci di percepire la pienezza e l’equilibrio nell’esistenza.
A volte però.
A volte non viene fuori un amalgama, ma un miscuglio.
E non tutti i visconti dimezzati riescono a riattaccarsi bene.
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bene e male
Decisamente un buon libro,Calvino con uno stile fiabesco ci descrive come bene e male convivono in ognuno di noi,un bando alle ipocrisie "buoni e cattivi ognuno dalla propria parte".Una scrittura davvero intelligente.un classico.
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Un classico
Sorprende come una tematica presente in tutte le arti(il doppio, il bene e il male), sia descritta attraverso un racconto così leggero e a tratti divertente. Un grande scrittore un piccolo-grande libro.
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Il doppio
La prima edizione del Visconte dimezzato usci nel febbraio del 1952 per i tipi di Einaudi e già pochi mesi dopo Calvino diede conto di questa sua stranissima opera in una lettera inviata a Carlo Salinari.
Scrive, fra l’altro “Quando ho cominciato a scrivere Il visconte dimezzato, volevo soprattutto scrivere una storia divertente per divertire me stesso, e possibilmente per divertire gli altri; avevo questa immagine di un uomo tagliato in due ed ho pensato che questo tema dell’uomo tagliato in due fosse un tema significativo, avesse un significato contemporaneo: tutti ci sentiamo in qualche modo incompleti, tutti realizziamo una parte di noi stessi e non l’altra…”.
Per quanto questo romanzo possa essere soggetto a diverse interpretazioni, stante il senso metaforico di non poche parti della trama, sembrerebbe, di primo acchito, che il puro divertimento sia stato il motivo principale per scriverlo e del resto, nel prosieguo della lettera di cui sopra, alcune righe dopo si può leggere “Non sono solo io a pensarla così, ad esempio anche uno scrittore molto attento ai contenuti come Bertolt Brecht diceva che la prima funzione di un’opera teatrale era il divertimento. Io penso che il divertimento sia una cosa seria.”.
Mi ha colpito questo quasi ossimoro “penso che il divertimento sia una cosa seria”, anche perché vi si potrebbe leggere un altro significato di questo romanzo, forse il vero intendimento dell’autore, che sembra dirci che siamo uomini imperfetti, che non riusciremo mai a trovare in noi il perfetto equilibrio, e quindi è inutile angustiarci, ma conviene riderci su, stemperare questa amara consapevolezza di insuccesso con una dose di provvidenziale autoironia.
La vicenda, in effetti, oltre a essere paradossale, ha in questa sua credibile incredibilità il pregio di assicurare un sorriso non fine a se stesso, ma che si smorza con una riflessione sul nostro stato. In ognuno di noi vivono due anime, o meglio due parti, una buona e una cattiva, che si mescolano, che a volte vedono prevalere l’una piuttosto che l’altra, in una sorta di eterno dissidio fra l’aspirazione al bene e la tentazione del male.
Questa storia del visconte Medardo di Torralba, diviso perfettamente in due parti (la destra e la sinistra) da una cannonata turca ha quasi un sapore goliardico, una vena di fresca e incosciente gioventù che permea le righe e che in sordina finisce con il coinvolgere e addirittura travolgere il lettore.
Eppure, se ci si sofferma ogni tanto a riflettere, non è difficile vedere nell’esasperazione non solo anatomica, ma anche psicologica dei due visconti, l’uomo moderno, ancor più schiavo che in passato della sua illusione di completezza, con una coesistenza in ognuno di bene e di male che sfumano fra di loro, in quell’eterno conflitto che spesso inconsapevolmente sosteniamo ogni giorno.
Ed è uno stupore continuo nel verificare come Calvino riesca a trattare concetti complessi con una scrittura fluida, che scivola quasi sul foglio, accompagnata da quell’ironia che riesce a stemperare la crudeltà di certi immagini, in un mondo dove si impicca senza colpe e dove pur esistono località dal nome altamente evocativo e sognante come Pratofungo.
Il visconte dimezzato è il primo dei tre romanzi della Trilogia degli antenati, quasi un’introduzione, uno stuzzicante antipasto di qualcosa di molto più corposo come Il barone rampante e Il cavaliere inesistente.
Ne raccomando, per quanto ovvio, la lettura.









