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Imago mortis. Un'esca per la regina nera Imago mortis. Un'esca per la regina nera

Imago mortis. Un'esca per la regina nera

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di "Imago mortis. Un'esca per la regina nera", opera di Andrea Saviano edita da Il Filo. Un’insolita rappresentazione del topos letterario della partita a scacchi contro la morte; un breve racconto (impreziosito dalle illustrazioni dell’autore stesso) che sconfina nel fantastico e nell’esoterico. Due cari amici, un teologo e uno scienziato, mettono tutti i propri talenti nel conoscere e comprendere il momento del trapasso dal quale sono entrambi, in modi differenti e per motivazioni diverse, irrimediabilmente affascinati. Le lunghe dissertazioni su ciò che la morte è e su come la si possa rappresentare, intrecciate a interminabili partite a scacchi cariche di significati simbolici, e illuminate dalle diverse fedi (dell’uno in una realtà superiore, dell’altro nel metodo scientifico), sfociano in un esperimento rivelatore che li metterà di fronte al dubbio che li conduce in questa difficoltosa ricerca: una personificazione della Morte, concreta e credibile, dotata di un’essenza o di una qualche corporeità, insomma, una vera e propria Regina Nera, è veramente pensabile?

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Opinioni inserite: 9

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Imago mortis. Un'esca per la regina nera 2014-02-02 00:51:52 mariaangela
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mariaangela Opinione inserita da mariaangela    02 Febbraio, 2014
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Ipotesi di Tiozzo e Boscolo: catturare la morte.

Due amici, Filippo Boscolo, professore universitario e scienziato, Raffaele Tiozzo sacerdote, filosofo e teologo, protagonisti di questa storia esoterica, ossessionati dalla morte; interessati al momento del trapasso, alla lotta tra il bene e il male, tra luce e tenebre.
A dispetto di molti non sono spaventati dalla tanatofobia, cioè dalla paura di morire.
Insieme lavorano al tanatoscopio, macchinario fondamentale per portare avanti il loro esperimento: osservare la morte nel momento stesso in cui stà accadendo; catturare l'angelo della morte, perché essa ha una sua consistenza, se non fisica sicuramente spirituale.
Ma la macchina riuscirà a dare forma e corpo alla Signora delle tenebre?
Gli studi condotti dimostrano che nell'istante dopo il decesso si verifica una scomparsa di massa corporea pari a 21,2 grammi.
Questo è un indizio...

L'ultima cosa che un uomo defunto vede è la morte. Dunque è possibile catturare la sua immagine dalla retina dei morti.

Riusciranno a farlo? Tutto l'esperimento ruota intorno a questo.

Non so che pensare del libro, molto artificioso e fine a se stesso.
L'unica riflessione che la lettura mi provoca è di pensare alla morte sotto una veste nuova, una morte più vicina e naturale, come se fosse possibile addomesticarla.
Una morte viva, furba, che vince, ma vince anche chi si schiera con lei. Che insomma è lei a guidare la partita, in questo senso, una partita a scacchi giocata con la morte. Ma ci fa credere che siamo noi a farlo e a scegliere le mosse.
E ci fa credere che mentre un fatto accade, noi possiamo scegliere di vederlo semplicemente per quello che è, oppure dargli quel significato tanto anelato. Cioè decidiamo che abbiamo visto. E questo ci aiuta. Ma è vero? Cosa abbiamo visto? E soprattutto cosa non abbiamo visto?

Un horror condensato in pochissime pagine...durante le quali sei in buona compagnia....cùcù.....

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Consigliato, ma mi aspettavo tutt'altro. Forse un pò delusa, si.
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Imago mortis. Un'esca per la regina nera 2011-05-02 17:20:11 Annalisa64
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Annalisa64 Opinione inserita da Annalisa64    02 Mag, 2011
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Tra la 24-esima e la 25-esima ora

Poche volte capita d'imbattersi in racconti del brivido che creino il brido senza cadere nel sanguinario e questo è uno di quei rari casi. In bilico tra fantascienza e romanzo gotico d'autore la trama ruota intorno alla più grande e atavica delle paure umane: la morte. Scienza, esoterismo e fantastico si mescolano così in una storia che pur essendo ibrida risulta credibile. I personagi, ben delineati, risultano in fin dei conti la rappresentazione dell'uano sapere e dell'umano credere, entrambi aspetti che forniscono solo risposte parziali che in fin dei conti costituiscono più fonte di quesiti che di risposte. Puo l'uomo cogliere e vincere grandi sfide come quella contro la morte? L'ultima pagina e forse nemmeno quella fornisce una risposta a tale proposito. Grandioso affresco a tinte scure, da leggere.

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Stephen King e altri romanzieri che viaggiano sulla sottile lama di rasoio che è il brivido e il fantastico
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Imago mortis. Un'esca per la regina nera 2010-05-05 13:05:50 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    05 Mag, 2010
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Partita a scacchi con la morte...

Si tratta di un romanzo breve e intenso..
Illustrato dallo stesso autore, narra di due amici che si avventurano su un terreno pericoloso e che non porta nulla di buono..
Dissertazioni durante innumerevoli partite a scacchi, i due vorrebbero prendere possesso del loro destino, conoscere la data della loro morte e pure delle circostanze...
Brrr...a me personalmente questa cosa, il senso di questa cosa mi dà i brividi... Lo trovo macabro e irragionevole...
Comunque, i due personaggi, uno animato da ragioni filosofiche, l'altro che segue un disegno di misterioso esoterismo, tentano tramite uno stravagante strumento di attirare la Morte, perchè riveli loro i suoi arcani segreti...
Non sarà la Morte, la nera signora, simile alla regina nera degli scacchi? e saranno loro così capaci e talmente abili nel saperla evocare?
Temibile prospettiva, secondo me...
Consigliato..
Agli amanti del genere horror...
Sconsigliato ovviamente ai paurosi..
Nessuno si offenda...Ha spaventato anche me.
Saluti.
Ginseng666

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Agli amanti dell'horror...
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Imago mortis. Un'esca per la regina nera 2010-05-04 19:13:50 Stefy
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Stefy Opinione inserita da Stefy    04 Mag, 2010
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Così bello da sembrare troppo corto

Una partita a scacchi diventa il pretesto per presentare due uomini e la loro ossessione: la Morte. Non il fenomeno fisiologico della morte, ma l'esistenza o meno di un essere spirituale o corporeo in grado di privare l'umanità della vita. Nasce così l'idea di uno scontro finale che gira intorno a un sofisticato macchinario: il tanatoscopio. Nella miglior tradizione della letteratura gotica l'esperimento diventa quindi il palcoscenico su cui i tre protagonisti (Raffaele, Filippo e la Morte) si muovono danzando ora al ritmo dell'agnosticismo scientifico ora a quello molto più intrigante a volte mistico a volte esoterico della religione. Come premesso così bello da sembrare corto o forse la cosa è voluta, perché un finale a sorpresa lascia aperta la porta a un seguito che, personalmente, attendo con ansia.

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A chi ama la cara, buona, vecchia letteratura in genere
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Imago mortis. Un'esca per la regina nera 2010-03-08 18:00:15 Annie72
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Annie72 Opinione inserita da Annie72    08 Marzo, 2010
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Se non temi di vedere il vero volto della morte

Se non temi di vedere il vero volto della morte, allora dovresti leggere questo breve romanzo. Un piccolo capolavoro di letteratura del "terrore" made in Italy. Due scenziati piuttosto disinvolti, un macchinario (il tanatoscopio) intorno al quale ruota e verte tutta la trma, un unica grande protagonista: la Morte, quella con la emme maiuscola, signora e padrona della vita di tutti i mortali.

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Thriller in genere, ma soprattutto racconti in cui la scienza e l'esoterismo tendono a mischiarsi
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Imago mortis. Un'esca per la regina nera 2009-12-28 16:22:14 Mirco
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Mirco Opinione inserita da Mirco    28 Dicembre, 2009
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Quando l'orrore e bellissimo!

Una storia per chi ama l'orrore vechia maniera, quello senza "effetti speciali" ma con tanta atmosfera. Il titolo alude al doppio significato del termine REGINA NERA (pezzo degi scacchi e personificazione della morte). Filosofia, scienza ed esoterismo sono sapientemente mixati dando così origine ad una storia che narrando un esperimento volto a catturare la morte ne esplora gli ambiti teologici, scientifici ed esoterici. Incredibile il cambio di timbro dell'autore, che è passato dalla commedia al thriller. Ottimo, per tutti coloro che come me hanno pochi ritagli di tempo per poter leggere, il fatto che sia solo una cinquantina di pagine (illustrazioni comprese).

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A tutti coloro che non temono la morte, ma ne sono affascinati
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Imago mortis. Un'esca per la regina nera 2009-12-22 22:48:39 Luca65
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Luca65 Opinione inserita da Luca65    23 Dicembre, 2009
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Comprato, letto, piaciuto!

Comprato sull'onda emotiva del precedente romanzo e favorevolmente colpito da radicale cambiamento di stile e di genere. Piacevole l'idea d'ambientare la storia in Italia con personaggi "nostrani", quasi a sfatare il mito che il genere sia plausibile solo quando ambientazione e protagonisti sono stranieri. Molto avvincente il finale, che arriva come un proiettile sparato in mezzo alla fronte da un killer professionista. Ho gradito la cura dedicata dall'autore ai particolari, che rende credibile e scientifico l'esperimento. Sarebbe bello vedere una riduzione cinematografica che, a mio avviso, potrebbe riportare Cinecittà ai fasti di un tempo. Comprato, letto e piaciuto. Un ottimo regalo per questo Natale.

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A tutti coloro che amano i classici del gotico da Poe a Lovecraft
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Imago mortis. Un'esca per la regina nera 2009-12-16 14:21:41 Miriam
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Miriam Opinione inserita da Miriam    16 Dicembre, 2009
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Fantastico e... brevissimo!

Una piacevole lettura di stile gotico che nulla ha da invidiare ai racconti di Poe. Una storia breve ma ben costruita, con personaggi ben caratterizzati. Grazie alla brevità (sono circa 60 pagine) può essere un modo per invitare alla lettura anche gli adolescenti e quelle persone che hanno poco tempo.

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Edgar Alan Poe
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Imago mortis. Un'esca per la regina nera 2009-12-11 15:04:07 Roberto Nordio
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Roberto Nordio Opinione inserita da Roberto Nordio    11 Dicembre, 2009
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Bello da... morire

Si tratta di un racconto dalla tipica struttura classica e linere in cui i flash-back sono ridotti al minimo. I due co-potagronisti non sono che le "spalle" (a volte comiche) dell'unica protagonista: la Morte. Quella con la maiuscola, cioè l'entità che priva gli esseri della vita. L'esperimento che dovrebbe dimostrare l'esistenza di tale entità (e possibilmente catturarla) gira intorno ad un fantascientifico macchinario: il tanatoscopio. Pare che la storia abbia ispirato l'omonimo film uscito nelle sale cinematografiche a gennaio, molti gli elementi in comune, ma altrettanti queli che separano le due trame (fatto sta che il film è stato di traino alla pubblicazione). Bello, almeno per chi come me ama molto i classici, che ne farò un regalo di Natale.

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Edgard Alan Poe e tutta la letteratura gotica in genere
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