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Io e te

Io e te

Letteratura italiana

Autore Niccolo Ammaniti
Sito autore Visita il sito di Niccolo Ammaniti

Editore

Casa editrice Einaudi


La trama e le recensioni di Io e te, romanzo di Niccolò Ammaniti edito da Einaudi. Una cantina, una innocente bugia raccontata ai genitori e l’idea strampalata di una settimana bianca nelle viscere del proprio palazzo. Tutto qui. Con una manciata di ingredienti e uno stile scarno e asciutto, Ammaniti ci racconta il più semplice e imperscrutabile dei misteri: come diventare grandi. Barricato in cantina per trascorrere di nascosto da tutti la sua settimana bianca, Lorenzo, un quattordicenne introverso e un po’ nevrotico, si prepara a vivere il suo sogno solipsistico di felicità: niente conflitti, niente compagni di scuola, niente commedie e finzioni. Il mondo con le sue regole incomprensibili fuori della porta e lui stravaccato su un divano, circondato di cocacola, scatolette di tonno e romanzi horror. Sarà Olivia, che piomba all’improvviso nel bunker con la sua ruvida e cagionevole vitalità, a far varcare a Lorenzo la linea d’ombra, a fargli gettare la maschera di adolescente difficile per accettare il gioco caotico della vita là fuori.

Niccolò Ammaniti nasce a Roma il 25 settembre 1966. Il suo primo romanzo, "Branchie!", esce nel 1994 per la casa editrice Ediesse, e verrà poi ripubblicato nel 1997 per Einaudi Stile libero. Assieme al padre Massimo, docente di Psicopatologia generale e dell'età evolutiva presso La Sapienza di Roma, ha pubblicato "Nel nome del figlio", un saggio sui problemi dell'adolescenza. Nel 1996 pubblica per Mondadori la raccolta di racconti "Fango"; tre anni dopo esce, sempre per Mondadori, "Ti prendo e ti porto via", ma è il suo romanzo successivo, "Io non ho paura", Einaudi Stile libero 2001, a farlo conoscere al grande pubblico. Nel 2006 ha pubblicato per Mondadori il romanzo "Come Dio comanda", che compone, insieme a "Io non ho paura", un ideale dittico sul rapporto padre-figlio. Dai suoi libri sono stati tratti al momento quattro film: "L’ultimo capodanno" (di Marco Risi, 1998); "Branchie" (di Francesco Ranieri Martinotti, 1999); "Io non ho paura" e "Come Dio comanda" (entrambi diretti da Gabriele Salvatores, 2003 e 2008). I suoi libri sono stati tradotti in 44 Paesi.

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Recensione Utenti

Opinioni inserite: 38

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Ho letto questo libro e anche se nonè poi così travolgente come altri , ti fa riflettere . Lorenzo questo ragazzo così timido , poi i suopi genitori che lo pressano troppo per fare delle amicizie .Anche la storia della sorellastra è molto forte. Io dal titolo mi sarei aspettata qualcosa di più romantico , ma anche l' "amore" tra fratello e sorella è bello in questa storia .Il libro , consigliato cioè obbligato dalla mia prof , non mi è piaciuto molto , ma tutto sommato non è neanche così brutto. Leggibile.

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Un ritorno sintetico

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Poche righe e poche parole, il tempo breve chiuso in uno scantinato, l'emozione di conoscere l'altro e dimenticare la rabbia e le proprie frustrazioni. Sembra che Ammaniti ci chieda questo, com'è possibile nasconderci se il mondo là fuori ci riprende prepotente con la bellezza di una sorella poco conosciuta e il dolore di una sofferenza troppo adulta? Non è possibile, questo impara Lorenzo in pochissimo tempo, una lezione importante e necessaria per sopravvivere. Sicuramente Ammaniti c'è, con il suo stile, il suo disincanto, il suo essere sfrontato e mai volutamente delicato, indiretto. Ma qualcosa manca a quest'opera. l'ho letta velocemente, eppure con una lentezza che non ricordo di aver mai riservato ad alcuna altra opera di questo autore. Sento la fiacchezza di un tema forse già visto, scontato. Come se l'autore fosse stato "costretto" a parlarci di Lorenzo, come se l'entusiasmo e la spontaneità delle storie raccontate altrove mancasse del tutto.

Non lo rileggerei e non lo consiglierei come prima lettura di Ammaniti, potrebbe portare fuori strada. Ma lo consiglio a chi intende segnare le differenze tra una scrittura autentica e una rassegnata.

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Consigliato a chi ha letto... Io non ho paura, Come Dio comanda
 

Crescere.

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Questo è il primo libro che ho letto di Niccolò Ammaniti, devo dire che mi ha dato una stupenda impressione! Questo potrei benissimo definirlo un romanzo di formazione, dal momento che Lorenzo si mostra come un personaggio a tutto tondo. Lorenzo frequenta un liceo e sopravvivere moralmente al liceo è dura, dunque lui preferisce la solitudine. In seguito, grazie al rapporto con la sorella che odiava, riesce a provare dei sentimenti che non aveva mai provato prima anche con delle piccole cose... come il ballo nella cantina del palazzo! E' un libro dalla scrittura semplice e leggera, magari adatto a chi non ama la lettura... potrebbe verificarsi una rivelazione!

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Non un caso letterario

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Non sarà certo il caso letterario degli ultimi tempi, Ammaniti ha scritto sicuramente di meglio anche se non mi reputo una conoscitrice di questo autore. E' una storia piacevole, che non ha niente di straordinario. Prende pezzi plausibili da storie arrivate all'orecchio per sento dire, magari anche da qualche film, o semplicemente segue il filo logico della vicenda. Non mi è piaciuto, ma nemmeno dispiaciuto. Che forse è anche peggio. Il bambino problematico che la scampa dai genitori, la sorellastra problematica, il bambino che si accorge della tossicodipendenza dalle macchie rosse sulle braccia, ma non riesce a dare un nome a questo pensiero perchè è troppo innocente...non so, non mi ha convinto. Del resto l'ho letto in due sere, tutto tende ad alleggerire la lettura stessa.

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Mi ha preso e schiacciato dentro questa storia

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Letto in una sera in cui non avevo nulla da fare, distesa sul letto, preda dell'insonnia. Finito in due ore, gli occhi rossi e lo strazio di non riuscire a chiudere occhio nonostante il mio forte desiderio di fare tutto ciò. Ma, dopotutto, l'ho apprezzato - questo romanzo, intendo!
Cioè, forse l'espresssione "l'ho apprezzato", non è pienamente adatto: mi è piaciucchiato, ma nemmeno questo è ciò che vorrei dire. è un libro alquanto strano, ad essere sincera, breve e coincisa. Mentre lo leggi vedi chiaramente davanti a te Lorenzo, lungo sul letto della sua cantina solitaria, che si chiede perché lui sia solitario come la cantina stessa; esplora i suoi desideri, li contempla, li scaccia; pensa ai suoi doveri, li accetta, li accoglie dentro di sé; piange. E poi c'è Olivia, una ragazza apparsa così, per caso, una sorella dimenticata e forse mai conosciuta; problematica, complicata, difficile. Una ragazza con dei problemi che Lorenzo non riuscirebbe mai ad immaginare.
Un finale un po' frettoloso direi, sarebbe potuto essere sviluppato in modo migliore, ma ... okay.
Consiglio fortemente questo libro, perché mi ha lasciato dentro qualcosa che non so ben descrivere.
Ammaniti mi ha preso e schiacciato dentro questa storia, mi ha rubato il cuore e il cervello e l'ha gettato nella disperazione, nella sofferenza; per poi tirarlo fuori, al compimento della lettura, lasciandolo bagnato, sudicio di tutto ciò.

Sayonara.

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Perplessa

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15 persone su 15 hanno trovato questa recensione utile

Perplessità è il nome con cui definirei l’emozione provata nel leggere questo racconto.
Ho avuto la sensazione di guardare una fotografia,lo scatto,in bianco e nero,di una cantina polverosa,ingombra di mobili vecchi,con un adolescente magrolino steso su un letto di fortuna e una giovane donna dolorante su un divano.
Sono vicini eppure ognuno guarda in una diversa direzione.
Sono Lorenzo e Olivia,fratellastri uniti solo da metà sangue,immersi entrambi nel loro disagio,nei loro malesseri esistenziali,nella loro incapacità di far fronte al quotidiano.
Trovano un rifugio dal mondo in questo luogo piccolissimo,inadatto a contenere tutto il dolore che si trascinano dietro.
Alle prima pagine ho creduto fosse una storia sull’adolescenza,ma poi una durissima realtà si inserisce all’interno e la mia visione si è capovolta:e’una storia di adulti vissuta da due persone che hanno troppa poca vita alle loro spalle.
E’amaro Ammaniti,crudo,rapido e scorrevole nella scrittura ma mi è parso distante.
Ti butta in viso quello che ha da dirti senza indicazioni,senza giudizi,senza proporti un punto di vista,senza darti le coordinate per comprendere.
Ti sussurra lievemente all’orecchio di prendere la sua storia e pensarne ciò che vuoi.
Mi ha lasciata spiazzata,confusa,disarmata ma non indifferente.
E’il suo primo libro per me e questa nostra estraneità ha sicuramente inciso fortemente sulla mia capacità di comprenderlo.
Onestamente non so cosa voglio farne di questo neonato rapporto,ma suggerisco fortemente di leggerlo.
Ti lascia una emozione(fosse anche di disagio)e si legge in circa un’ora.
Vale la pena utilizzare questo breve tempo per conoscere o approfondire questo autore.

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Incontro di solitudini

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E’ il libro più breve che abbia mai letto. Racconta la storia di un 14enne un po’ nevrotico e introverso, che si barrica in cantina, fingendo di essere in settimana bianca. L’autore è un abile ritrattista del mondo adolescenziale e ci fa scoprire il mondo di Lorenzo grazie alla bella figura di Olivia. E’ brutto, nella crescita di un ragazzino, sperimentare la difficoltà di essere riconosciuto e ben accolto dagli altri. Lorenzo sperimenta, nel suo piccolo mondo, come superare il peso della solitudine. Anche Olivia a modo suo è una persona sola. E la cantina diventa il luogo dove le due solitudini entrano in contatto e dove i due ragazzi scoprono se stessi. Lo stile e il linguaggio sono semplici e diretti ed è un piccolo libro che aiuta a muoversi nel labirinto delle menti dei ragazzi.

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Non è dei migliori

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Io l'ho letto in tre giorni.
Non è uno dei migliori che io abbia letto,
non mi fa impazzire e per quanto riguarda il finale non mi è piaciuto per niente, con questo non voglio dire che mi piacciono sempre i perenni lieto fine però questo non mi ha lasciato niente, nè caldo nè freddo. Poi a parer mio dieci euro non li vale solo per il nome dell'autore, Niccolò Ammaniti, per la sua fama, io non li avrei mai spesi, infatti mi è stato prestato e anche la mia amica ne è rimasta amareggiata, senza contare che è molto piccolo.

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Consigliato a chi ha letto... Per tutti
 

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L'idea in se non è male anche se non è nulla di geniale. Mi sono piaciuti i personaggi, in particolare Olivia.
Lo stile di Ammaniti non è dei migliori ma mi piace la sua schiettezza. Non cerca di rendere la storia più bella con giri di parole inutili.
La trama è carina, come ho già detto l'idea di base non è male e anche il modo in cui poi si sviluppa il libro è accettabile.
Nell'insieme un libro abbastanza piacevole.

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Uno squarcio nel buio

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7 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

Chiudersi in una cantina, illudendo il mondo di essere altrove. Un altrove fisico, ma anche ideale, quello che inscena Lorenzo rifugiandosi laggiú, in un luogo buio e scomodo in cui invece trova un abbraccio caldo e consolatorio. Un chiudersi in se stessi che viene squarciato dall'arrivo inaspettato di Olivia, con i suoi problemi, le sue angoscie, alla ricerca dello stesso "buio".
Sará lei ad aprire Lorenzo al mondo, a farlo uscire suo malgrado dalla cantina.
Il migliore stile di Ammmaniti si sposa perfettamente con la brevitá del romanzo. A differenza di altri suoi scritti, non c'é tempo di maturare l'amore per il personaggio, di crescere, di scoprirlo. Si é catapultati nella visione del mondo di Lorenzo e nel suo inaspettato impatto con il mondo. Duro e imprevisto per lui quanto per noi.

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Bugie e legami

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Opinione inserita da Patrizia Argento
31 Agosto, 2011
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Un ragazzino sociopatico o forse solo un ragazzino figlio di due genitori che lo vorrebbero diverso da quello che è, aiuta Olivia una ragazza drogata a superare le crisi di astinenza. In realtà la ragazza è sua sorella, ma nella sostanza è una sconosciuta. In comune hanno solo il padre. Ma durante quella settimana passata in cantina, nascosti da tutto e da tutti, scoprono entrambi che esiste tra loro un legame profondo. Non è proprio una novità, immagino sia una storia vera o almeno basata su una storia vera, non lo definirei nemmeno un racconto lungo e nemmeno un romanzo breve. E' una storia poco raccontata e ben impostata sia dal punto di vista letterario, nessuno può negare le capacità di Ammaniti, che dal punto di vista grafico. Un finale amaro, ma purtroppo realista.
Il prezzo è sicuramente esagerato.

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se solo avesse avuto qualche pagina in più...

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6 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

Lo stile è semplice e scorrevole, da leggere in poche ore. I personaggi sono ben delineati e catturano subito il lettore.
Il tema è delicato e non facile da trattare, si rischia di cadere nel banale e nel " già letto".
Credo che Ammaniti avrebbe dovuto approfondire e dare maggior respiro a questo romanzo. Peccato perchè l'idea era buona.

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io e te..due elementi e tanta fantasia

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6 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

Come al solito Ammanniti non delude.
Con pochi elementi: due ragazzi, una cantina e tante situazioni al limite del paradossale riesce a dare un quadro completo di uno spaccato di vita sensazionale.
Consigliatissimo.
Unico neo il costo: francamente 10 euro per un libro di 112 pagine mi sembrano un tantino eccessivi..ma esistono amici e biblioteche ;)
Buona lettura.

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Consigliato a chi ha letto... Ammaniti
 

Io e te

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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Un libro da leggere in un pomeriggio o durante un volo in aereo, un libro breve ma denso di significato. Un tema affrontato da tanti, ma nonostante tutto non è per nulla banale la crescita di un adolescente che vive in una famiglia borghese e incasinata, la scoperta di una sorella. Il classico esempio di come talvolta in un anno non succede nulla e invece in una settimana si può crescere e diventare grandi. Un libro che racconta di rapporti umani in maniera unica e ci fa capire che a volte l'unica barriera tra noi e gli altri siamo proprio noi stessi. Ammaniti scrive sempre in maniera scorrevole e piacevole, senza perdersi in paroloni spesso inutili

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Speed

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5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Romanzo tanto breve quanto ottimo, Ammaniti riesce a trattare argomenti e problematiche già viste senza però diventare monotono e noioso, riuscendo a comporre una trama avvincente.
Il successo di questo romanzo è proprio la brevità della storia trattata: se l'autore avesse cercato di dilungarsi sicuramente avrebbe fallito, rendendo il romanzo monotono, lento e addirittura noioso ma, così facendo, riesce sicuramente a tenere desta l'attenzione del lettore dalla prima all'ultima pagine.
Da leggere!

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Comunque da leggere

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andrea70 Opinione inserita da andrea70
08 Mag, 2011
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Ultimo aggiornamento: 08 Mag, 2011
9 persone su 9 hanno trovato questa recensione utile

A me è piaciuto, lo spunto della storia è molto interessante, facile trovare in questo racconto dei flash sulla situazione della famiglia in questi anni : genitori distratti, famiglie divise o allargate, figli insicuri che si rifugiano in un mondo alternativo perchè quello che devono affrontare tutti i giorni li spaventa, le difficoltà di relazionarsi non solo con i genitori ma con gli stessi coetanei.
Tanti argomenti magari anche solo accennati ma che sono parte della storia perchè in fondo sono il motivo di certe scelte degli adolescenti. Il finale è scioccante ma non è niente altro che l'impietoso e freddo contrasto tra chi , nonostante tutto, ce la fa, e chi viene sconfitto. Si , forse meritava più "pagine" , più approfondimento ma è una storia nella quale le pagine mancanti le possiamo scrivere noi con i volti che conosciamo e le storie che abbiamo incontrato nel nostro più o meno tormentato cammino da adolescenti a uomini e donne.

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forse era meglio dilungarsi un pò....

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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

...lo stile è quello di Ammaniti, scorrevole e coinvolgente e probabilmente si legge in fretta anche per questo...
...ma il contenuto è veramente troppo troppo stringato!! forse era meglio spendere qualche pagina in più e spiegare meglio cosa accade nell'animo del ragazzino dopo la settimana di vacanza trascorsa in compagnia forzata della sorrelastra tossica nella cantina del proprio condominio...
...è vero che forse l'intento dell'autore era quello che ognuno di noi arrivasse a costruire dentro di sè le emozioni del giovane e a sentir sulla propria pelle come questa esperienza "forte" possa averlo cambiato e reso meno introverso spingendolo avanti nella vita che per lui era una sorta di agonia...ma temo l'autore abbia un pò esagerato e la sensazione finale è che in questo racconto manchi qualcosa...

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Occasione Mancata

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6 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

E' il primo libro di Ammaniti che leggo, spinto dalla curiosità per un autore di successo e per la notizia che Bernardo Bertolucci sta lavorando alla preparazione del suo prossimo film, basato su "Io e Te"
A mio parere, il lungo racconto (o breve romanzo, come già qualcuno ha definito questo libro) rappresenta una bella occasione mancata.
L'argomento della difficoltà della crescita, il passaggio all'età matura, la difficoltà di comunicare con il modo esterno, le fantasiose rappresentazioni del mondo interno di una adolescente rappresentano un argomento sempre intrigante.
Brillante l'idea di esplorare questa maturazione in un adolescente che decide di rifugiarsi in un mondo suo, la cantina di casa, dove maturare la propria crescita.
Toccanti le fantasie che Lorenzo sviluppa e racconta, che ci riportano alle nostre fantasie adolescenziali; Lorenzo rappresenta tutti noi.
Ma Ammaniti sorvola e sfiora il processo del cambiamento, lo vede ma non lo tocca, non scava a fondo.
Ho trovato coinvolgente la prima parte del libro, dove viene espressa l'ineguatezza di Lorenzo.
L'arrivo di Olivia, segna quasi un disturbo, un'interruzione al decollo del protagonista verso la sua maturità: non aggiunge e non toglie nulla.
Molto più profondo il breve e toccante incontro con la nonna moribonda che indica l'inquietudine di Lorenzo.
Al termine del libro, ho avuto l'impressione come se l'affascinante bolla di sapone che volava, fosse esplosa all'improvviso, lasciando la delusione di un'occasione mancata ad un'esplorazione più profonda dei sentimenti e dei cambiamenti del protagonista.
Lo stile è piacevolmente scarno di fronzoli e in linea con il racconto in prima persona.
Rimane la curiosità di vedere cosa e come Bertolucci sarà in grado di sviluppare e tradurre in film questo gradevole racconto.

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Ammaniti e l'editoria moderna

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4 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Che dire, Ammaniti è sempre lui: lo stesso stile graffiante, la stessa capacità di creare empatia e coinvolgimento nel lettore sin dalle prime righe di un romanzo.
Perfino in questo libro, che più di un romanzo breve si può definire un racconto lungo e che si legge agevolmente in non più di mezz'ora.
Operazione commerciale? Non stento a crederlo. Ed anche per questo anche s eil libercolo mi è molto piaciuto, ma non mi sento di loradlo più di tanto.

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Anche per me: Breve ma Intenso!

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13 persone su 13 hanno trovato questa recensione utile

Ancora alla scoperta di Ammaniti, che per quanto mi riguarda ho scovato piuttosto di recente, esplorandone la bibliografia in senso cronologico inverso e riservandomi come tassello finale quest’ultima uscita.

Ho letto diversi pareri contrastanti riguardo “Io e Te” , e sento fermamente di volermi schierare con chi ha definito questo piccolo romanzo “breve ma intenso”.
Breve, è vero, talmente breve che lo si legge in poco meno di un viaggetto Roma-Napoli in Intercity. Ma intenso, così intenso da escludere la possibilità di confonderlo ed amalgamarlo in un’ipotetica eventuale antologia di racconti ammanitiani, così come ha suggerito qualcuno.
Intenso, perché il piccolo ed insicuro Lorenzo diventa grande in quel frangente di vacanza inverosimile che poi tanto inverosimile non è, se si pensa che la cantina-rifugio dove si nasconde per una settimana potrebbe richiamare in qualche modo il posto più segreto che esiste dentro ognuno e dove ci si rifugia dalle proprie paure e dalle inadeguatezze più forti.
Intenso, perché quando Lorenzo trova finalmente il coraggio di stringere tra le braccia Olivia, con tutte le sue fragilità e le sue sofferenze, ha anche trovato il coraggio di stringere la sua vita, quella vita che tanto lo ha impaurito e che lo attende fuori.
Intenso, perché anche non trascendendo nelle sue consuete e ricche descrizioni e nella spiccata ironia, Ammaniti riesce comunque a regale un microcosmo di emozioni contrastanti e fortissime e a delineare i tratti di ciascun personaggio (da centellinare prorpio per la brevità delle apparizioni!).

Un’ultima considerazione voglio spenderla in riferimento alla scrittura lievemente “neoavanguardista” a cui spesso lo scrittore attinge; scrittura che, ad un occhio poco avvezzo o giustamente desideroso del “corretto scrivere”, può magari apparire a tratti sintatticamente poco corretta. Presumo che ciò sia voluto, che non siamo nel caso estremo di una Rossana Campo ma che anche il nostro Ammaniti si voglia fare portavoce dei contenuti inconsci dei suoi personaggi, e che per farlo è pronto a ricorrere, ad esempio, anche a delle stoccature verbali che non sono propriamente il massimo della correttezza.
“Da quel giorno ho continuato a cercare di capire perché le avevo detto quella bugia.”
Le avessi, Lorenzo, le avessi!... Verrebbe da apostrofare leggendo il nostro protagonista. Ma con quale coraggio si può riprendere un ragazzino che, con un fremito di passione e di tenerezza, ha deciso di aprirsi alla sorella e al mondo confidando dubbi e paure? Se Lorenzo non parlasse o pensasse come un adolescente, allora non sarebbe più il Lorenzo che sinceramente mi ha quasi portato alle lacrime. E come lui, tutti gli altri personaggi di tutti i romanzi dello scrittore non sarebbero più gli stessi personaggi.

Che dire? Niccolo, io ti amo! Prendimi e portami via ancora e ancora con le tue storie!

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insomma....

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Insomma....comq qualcuo ha già scritto, questo libro mi ha un po' deluso! E' una storia semplice che parla di un ragazzino introverso ed insicuro, a mio avviso sono stati affrontati troppi argomenti insieme. La famiglia è assente, i genitori sono troppo presi a pensare a se stessi. Il figlio tarscorre la SUA settimana bianca nascosto in cantina. Qui arriva la sorella, poco conosciuta -perchè solo da parte di padre- si sopportano e vivono qualche giorno insieme fino al finale, dopo 10 anni, quando si rivedono. Certo il finale lascia di stucco, qualcuno ha scritto, per forza, un colpo di scena doveva esserci perchè risultava davvero troppo banale. Inoltre io ho trovato molto errori di sintassi, L'uso del congiuntivo imperfetto dopo aver espresso un verbo d'opinione al passato, per me è d'obbligo!
Pensavo che facesse..e non pensavo che faceva....mi urta leggere queste cose!

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Saggio psico-pedagogico!

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Certamente il punto focale della storia è senza dubbio la solitudine, ricercata, voluta, desiderata... Scappare dal mondo reale di cui si ha paura. Crearsi un proprio mondo. Fuggire da tutto. Ma di questo stato anche vergognarsi e quindi dover raccontare bugie pur di salvare la faccia e di apparire diversamente. Tanto materiale per psicologi e pedagogici!!! Bello sotto questo aspetto.La brevità della storia lo fa apparire più come un saggio che non come un racconto.
Non ho apprezzato invece il linguaggio un po' troppo semplicistico. Il suo modo di scrivere così lineare. Non stravolge mai, non crea situazioni intriganti, paradossali... E poi è triste, troppo triste.... mi piacerebbe leggere autori un po' più ironici, positivi della vita! Vabbé sarà per il prossimo libro...

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IO E TE

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3.8
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Primo libro affrontato di quest'autore, che mi ha lasciato un pò di curiosità anche per i suoi precedenti.
Ha affrontato temi interessanti molto leggermente ed in poche parole, ma quando si è già delusi della "storiella" letta, il finale lascia di stucco.

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ironia e realta' nelle vicissitudini sociali dell'

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dariot Opinione inserita da dariot
17 Gennaio, 2011
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Ultimo aggiornamento: 05 Settembre, 2011
2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Ho terminato questo libro pochi giorni fa, impiegando non piu' di una giornata per leggerlo dato la sua brevita'e scorrevolezza narrativa e la prima reazione che mi ha prodotto e'stata un sospiro di rassegnazione. Nelle poche pagine che conpongono questo libro l'autore, utilizzando una situazione possibile e surreale, l'incontro tra due fratellastri in uno scantinato dove nessuno mette mai piede, svela due problematiche sociali dei nostri tempi, l'introversione e la tossicodipendenza, che relaziona in un crogiuolo di complicita', tenerezza e voglia di vivere.
La salsa che rende il racconto ameno e' lo stile tipico della penna di Ammaniti, un ritmo a battito costante che, improvvisamente cade, con poche riche in un inatteso colpo di scena.

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Consigliato a chi ha letto... Venuto al mondo della mazzantini
 

Io ed Io

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joshua65 Opinione inserita da joshua65
12 Gennaio, 2011
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Ultimo aggiornamento: 12 Gennaio, 2011
7 persone su 9 hanno trovato questa recensione utile

L'ho letto, in una sera.

Chiaro, scorrevole, a tratti interessante, ma complessivamente piuttosto leggerino nei contenuti.

Abbiamo il protagonista, Lorenzo, che sembra chiaramente, o involontariamente, affetto da Sindrome di Asperger (tema, mi sembra, oramai piuttosto battuto dagli scrittori quando si vuole definire un ragazzo caratterialmente difficile).

Abbiamo la sorellastra Olivia, tossicodipendente e in pieno "cold turkey", durante tutto il casuale incontro con il ns protagonista, che fa tanto "Cristiana F."

Abbiamo una storia "Io e te", che in realtà è un "Io ed Io", perchè tutto il libro, dalla descrizione in prima persona, allo stile lineare, volutamente semplice, parla esclusivamente di Lorenzo.

Mi piace molto Ammaniti, soprattutto come sa descrivere i ragazzi. Sa farlo con ironia, passione e la giusta cattiveria. Ma questo libro, mah.

Consigliato a chi si sveglia alle 5 di mattina senza sonno e non vuole alzarsi subito.

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Consigliato a chi ha letto... Io non ho paura
 

Complessivamente delusa!

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Onestamente molto delusa dall'autore! Un libro molto scorrevole e piacevole ma dal punto di vista contenutistico mi aspettavo di più. Modesta opinione da diciassettenne!

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Breve ma intenso

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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

Ottima prova dell'autore che in pochissime pagine riesce a racchiudere una storia che potrebbe apparire semplice ma che in realtà racconta di una fase molto importante e delicata della vita. Il passaggio da bambino ad adulto può avvenire in tanti modi, quello di Lorenzo il protagonista introverso ed inicuro avviene nell'arco di una settimana bianca trascorsa nella cantina del suo palazzo. Una bugia come quelle che quasi tutti abbiamo raccontato ai nostri genitori per farli sentire orgogliosi di noi, del nostro essere come loro ci avrebbero voluti, porta il protagonista ad escogitare un piano infantile, pieno di lacune e punti interrogativi, che lo vorrebbe in montagna a sciare mentre in realtà lui non si è mai allontanato da casa. Tutto parrebbe essere sotto controllo fino a quando la sorellastra Olivia, irrompe nel suo nascondiglio e lo mette di fronte a problemi ben più seri, problemi da adulto, costringendolo a guardare verso la paura e ad accettare la sfida della vita, senza preconcetti. Lorenzo uscirà cambiato e conserverà per sempre il ricordo di quei momenti. L'avventura si conclude con una reciproca promessa, ma solo l'epilogo permetterà di capire che non verrà mantenuta.

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IO E TE.....BRAVO AMMANITI

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3 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Delusa dal libro precedentemente scritto da Ammaniti, ero un pochino scettica....invece sono felice di averlo letto.Un libro davvero bello e scorrevole!Questo bambino e poi adolescente, timido da far paura, che pur di non far soffrire la madre finge di essere quello che non è! Peccato che si legge troppo in fretta!Felice di aver ritovato l' Ammaniti di sempre....

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IO E TE

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8 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Due cuori e una cantina
Il disagio di un ragazzo adolescente che non vuole e non riesce ad integrarsi con i propri coetanei diventa il disagio dei genitori che lo percepiscono diverso tanto da portarlo da una psicologa;per allontanare le loro paure e nevrosi Lorenzo inventa quella " normalità" che vorrebbero fargli vivere. In particolare, prendendo spunto da una conversazione rubata ad alcuni compagni di classe, si inventa un invito in settimana bianca, pianificando invece una strategica permanenza di 7 giorni nella cantina dove non scende mai nessuno. Lorenzo porta ricambi e viveri necessari, la musica preferita per godere appieno dei primi giorni da solo. Ma nulla nella vita è mai come lo immaginiamo e l'arrivo imprevisto della sorellastra Olivia, figlia di prime nozze del padre, costringerà Lorenzo a confrontarsi con i problemi , seri ed irrimandabili, di sua sorella e quando uscirà da quella cantina sarà una persona diversa. Finale volutamente scarno e toccantissimo.

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Io e te di

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3 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

E' sempre un piacere quando ho notizia di un nuovo romanzo di Ammaniti. E in questo caso anche un po' una sorpresa in quanto non mi aspettavo una uscita cosi' ravvicinata rispetto alla precedente opera, risalente a neanche un anno fa.
Quello che rende a mio avviso straordinario questo piccolo romanzo e' che ho ritrovato nel giovane Lorenzo - protagonista assoluto dell'opera - me stesso ai tempi delle scuole superiori, con le mie insicurezze, le mie paure, la mia asocialita' che mi facevano rifuggire i fenomeni di massa e tendere ad isolarmi dalle grandi compagnie.
Fosse capitato anche a me quindicenne l'occasione di fingere di andare in settimana bianca per rinchiudermi in cantina con libri, fumetti e generi alimentari di fortuna e l'occasione di trascorrere un periodo insolitamente lungo con tutto cio' che mi potesse infondere sicurezza e conforto non me la sarei certo lasciata scappare. Ed e' proprio quello che fa Lorenzo, che con una certa abilita' organizzativa e grazie anche all'aiuto del progresso di fine secolo (vedi uso cellulari) riesce davvero in questa insperata audace impresa. Nasconto nella dimenticata cantina del suo palazzo, piena di vecchie carbattole della precedente proprietaria, Lorenzo intende trascorrere la prima tranquilla vacanza della sua vita. Ma il sogno del giovane nerd viene interrotto dalla improvvisa irruzione della problematica sorellastra, prima d'ora relegata da Lorenzo a figura di secondo piano, balorda e senza alcun spessore. Grazie ad una drammatica convivenza di un paio di giorni, durante i quali la ragazza tenta anche di uscire dalla tossicodipendenza, tra i due fratelli nasce quell'intesa che prima d'ora sembrava impensabile e che li unira' indissolubilmente fino al tragico epilogo, che ci fara' a rrivare ai giorni nostri.
Ammaniti anche in questa occasione si conferma lo straordinario regista dell'inquieta eta' adolescente che gia' aveva caratterizzato le sue opere migliori.

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Consigliato a chi ha letto... tutti i precedenti titoli dell'autore
 

Mi ricordo montagne verdi...

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6 persone su 7 hanno trovato questa recensione utile

Vi è mai capitato nella vita di trovarvi con la merda fino al collo? Di scoprire che l’amicizia e gli amici sono come le bolle di sapone, belle e colorate fino a che soffia il vento, poi toccano il pavimento duro e fanno splaff…spariscono!
E vi è capitato , se siete tipi fortunati, che alla fine la mano ve la offre uno che manco sapevate che esistesse?
Vi è mai capitato nella vita di sentirvi soli come un cane e di voler stare soli come un cane e poi, vi capita che una o uno che manco sapevi che esistesse t’abbraccia e capisci che di calore umano avevi bisogno e nulla più. Questa è la storia di Io e te. Una storia dolcissima e amarissima. Un pugno nello stomaco, ma non fa male: fa crescere!

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Consigliato a chi ha letto... Il profumo proibito dello zenzero,Tu mio,Ti prendo e ti porto via
 

Piccolo gioiello

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5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

Lettura piacevole, piccolo gioiello di buona letteratura, agile, introspettivo, attualissimo nel tema della difficoltà comunicativa specialmente negli adolescenti. Ho trovato splendide le descrizioni di rapide immagini relative a piccoli dettagli del mondo e della vita, quelli che tutti annotiamo mentalmente senza rendercene conto quando guardiamo dal finestrino dell’auto o visitiamo una casa di riposo. Finale commovente. Forse meno credibile – ovvero meno chiarito e più lasciato all’interpretazione del lettore – è il meccanismo che ha determinato, attraverso l’incontro con la sorella, il cambiamento interiore del protagonista (cambiamento a mio parere un po’ troppo rapido e “letterario”). Comunque, è un libro che lascia una traccia, come spesso quelli di Ammaniti.

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Io e te

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9 persone su 9 hanno trovato questa recensione utile

Premesso che al momento tutto quello che ho letto di Ammaniti mi è piaciuto moltissimo, anche questo breve (purtroppo!) nuovo romanzo si va ad aggiungere alla lista... Volendo trovargli un difetto posso solo dire...che è troppo corto! E quando ci si trova "faccia a faccia" con uno scrittore così bravo a mettere su carta tante diverse emozioni senza autocompiacersi con esercizi di stile e facili stratagemmi strappalacrime, si vorrebbe avere molto più di un centinaio di pagine da leggere... Detto questo, anche in uno spazio così ristretto, Ammaniti è bravissimo a regalare un ennesimo nuovo personaggio (i suoi protagonisti sono sempre completamente diversi uno dall'altro, eppure ognuno a modo suo riesce ad entrarti nel cuore, buono o cattivo che sia), che nel tentativo di rifugiarsi in un proprio mondo di fantasia e solitudine si rirova a dover aprire- letteralmente- la porta ad un imprevisto ospite, che turberà e smuoverà il suo modo d'essere... Piacevolissimo e, come sempre, consigliato!!

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iop e te

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5 persone su 5 hanno trovato questa recensione utile

come quasi tutti i libri di ammaniti , anche questo e' sicuramente riuscito. in solo un centinaio di pagine si trova tanta struggente emozione dalla prima all'ultima riga. storia di un ragazzo "bene" con forti problemi a socializzare e a relazionarsi con i coetanei. entrera' nella sua vita la figura della "sorellastra" che avra' un impatto molto forte e fondamentale per la sua "crescita". veramente bello .

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Bravo Ammaniti!

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9 persone su 9 hanno trovato questa recensione utile

Ammaniti colpisce ancora. A me piace tantissimo il suo stile, il suo modo di rendere le situazioni ed i personaggi. Questo romanzo è breve e di facile lettura ma non per questo meno intenso. Il protagonista è un adolescente "problematico" che odia tutto ciò che è sociale, che non ha amici e non brama di averne. Per non creare dispiaceri ai genitori si trova però coinvolto in una situazione poco piacevole che si aggrava ulteriormente dalla comparsa nella storia della sorellastra. Mi fermo qui con la trama per non svelarvi troppo ma ve ne consiglio vivamente la lettura perchè il racconto è estremamente toccante. Ribadisco... bravo Ammaniti!

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Io e te

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11 persone su 11 hanno trovato questa recensione utile

Lorenzo è un adolescente introverso, un po' nevrotico, con qualche problema di socializzazione, non ama stare in compagnia, condividere gli spazi, integrarsi con i compagni di scuola, ma è molto intelligente e abile nel mimetizzarsi, nel sembrare come gli altri, nel fare quel minimo che basta a non essere additato e discriminato. Un giorno, non si rende conto neanche lui perché, annuncia alla madre di essere stato invitato ad una settimana bianca da alcuni compagni di scuola. La mamma è così felice che lui non riesce più a dirle la verità e invece di andare in settimana bianca si chiude in cantina con la scorta di viveri per sette giorni e la consolle di videogiochi, felice di farsi la sua settimana bianca, da solo. La figlia di un precedente matrimonio del padre, la sorellastra Olivia lo scopre, per caso, e condivide con lui quello spazio scombinandogli tutti i piani e addirittura Lorenzo dovrà prendersi cura della sorella tossicodipendente in crisi di astinenza.
Ammaniti delinea perfettamente il passaggio da parte di Lorenzo dal mondo che si è creato, ovattato, protettivo, con il rifiuto dell'esterno, alla vita vera, alla vita adulta e questo grazie a Olivia che lo tira dentro chiedendogli praticamente aiuto per i suoi problemi che sono ben più grandi di quelli del fratellastro. Come il lattante gettato in piscina che impara a stare a galla per non affogare, così Lorenzo trascinato dentro i problemi della sorellastra imparerà a vivere e sarà grato a quella che d'ora in avanti sarà non più sorellastra, ma sorella.
Ammaniti ci offre due personaggi e una cantina, tutto qui, eppure questo breve racconto è molto incisivo e il ritratto dei due personaggi è asciutto quanto profondo e ne risulta una storia credibile, emozionante e struggente.

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Laconicamente ...

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8 persone su 8 hanno trovato questa recensione utile

Troppo breve, e forse per questo incisivo.
Adoro Ammaniti, ma questo libro mi ha lasciata un po' di sete.
Avrei voluto leggere di più, e farmi trasportare ancora di più nella vita di questi due emarginati protagonisti.
Ho visto poco dello stile travolgente di Ammaniti, ma ho trovato in questo libro una pulizia di lirismi. E' stato scarno, secco e lucido. Come a voler dare un altra prospettiva della sua scrittura. Ha limato situazioni, luoghi, personaggi e pensieri per dare il nocciolo, il cuore delle mille storie all'interno di quelle poche pagine.
Che mi lasciano un vuoto dentro, e tutta l'acqua del mondo non lo può riempire.
Laconicamente struggente, ho riposto il libro e non ho smesso di sentirmi fuori posto.

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Bello!

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2 persone su 4 hanno trovato questa recensione utile

Davvero un libro appassionante che si legge tutto di un fiato, peccato che duri veramente poco. I personaggi sono fantastici e ho trovato tutta la storia molto affascinante!

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Consigliato a chi ha letto... Gli altri libri di Ammaniti, o comunque a chi piacciono i romanzi di formazione...
 
 
 

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