Io sono di legno Io sono di legno

Io sono di legno

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Io sono di legno, romanzo di Giulia Carcasi edito da Feltrinelli. Una madre e una figlia. La figlia tiene un diario e la madre lo legge. Alla storia di anaffettività, di sentimenti negati o traditi della giovane Mia, Giulia risponde con la propria storia segnata da quell'"essere di legno" che sembra la malattia, il tormento di entrambe. È come se madre e figlia si scrutassero da lontano, o si spiassero, immobilizzate da una troppo severa autocoscienza. Bisogna tornare indietro. E Giulia lo fa. Torna a riflettere sulla giovinezza ferita dall'egoismo e dalla prepotenza di una sorella falsamente perbenista, sul culto delle apparenze della madre e sul conforto che le viene da una giovane monaca peruviana, Sofia. Torna a rivivere i primi passi da medico, fra corsie e sale operatorie, il matrimonio con un primario, la lunga attesa di una maternità sofferta e desiderata. Più la storia di Giulia si snoda nel buio del passato, più affiorano misteri che chiedono di essere sciolti. E il legno si ammorbidisce. Ma per madre e figlia l'incontro può solo avvenire a costo di pagare il prezzo di una verità difficile, fuori da ogni finzione.

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Io sono di legno 2011-11-16 11:10:34 Rowan
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Rowan Opinione inserita da Rowan    16 Novembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 16 Novembre, 2011
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Il destino non fa cenni, non suggerisce

Dopo aver adorato Ma le stelle quante sono, non potevo che apprezzare questo secondo libro dell'autrice.
Io sono di legno racconta una storia tutta al femminile, fatta di diari e lettere: Mia è una diciottenne che ha tutta l'intenzione di tenere lontano l'amore. Passa le notti con uomini di cui non conosce il nome, e la mattina dopo se ne va, lavando via l'odore di un letto che non è suo.
I suoi sabati sera si concentrano sulla discoteca, il motorino, una sigaretta e via, un altro uomo senza nome la attende. E conosciamo Mia attraverso le pagine del suo diario, scritte di getto e senza mezzi termini.
Dall'altra parte abbiamo Giulia, invece, la mamma di Mia. Giulia sembra una madre come tante altre, vorrebbe avere un bel rapporto con la figlia, che a malapena le parla, vorrebbe essere felice, vorrebbe correre, volare.. ma i suoi piedi restano ancorati a terra. E il silenzio la spinge a leggere il diario di Mia, e sopratutto a scriverle in risposta la sua storia, la storia di una donna che sembra non avere più nulla da dire, ma che in realtà vuole solo essere ascoltata.
Inizia così una storia a più battute, di una madre che si racconta alla figlia, buttando fuori segreti, errori e gioie, e di una figlia che impara finalmente a conoscere la donna che l'ha messa al mondo.

Citazioni:
Ho imparato i comandamenti e il rosario, ma rinunciare a un dolore non si può. Non credo al perdono. Il male fatto resta, ed è una faccenda tra uomini. Dio non c'entra.

La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa. Io sono di legno.

Io penso che l'amore sia un sacrificio sociale. E tu puoi dirmi che non è vero, ma questo è quello che ho visto. Mi guardo intorno ed è pieno di gente divorziata, di storie d'amore franate e io come faccio a stare con una persona e a credere che non finirò anch'io tra quelle macerie?

Il mio professore di fisica dice che l'universo tende al disordine, le molecole si allontanano ogni giorno di più una dall'altra. Io penso che anche le persone funzionano così, ogni giorno si disperdono fino a non ritrovarsi.

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Io sono di legno 2011-03-16 13:19:03 gio gio 2
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gio gio 2 Opinione inserita da gio gio 2    16 Marzo, 2011
Ultimo aggiornamento: 28 Aprile, 2011
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Parole di carta

La parola del legno
non è uniforme,
è una polifonia
di rumori ardenti
che hanno come diapason
le foglie mosse dal vento.
Alda Merini

Giulia e Mia,madre e figlia divise da un "burrone" di segreti,di anni di silenzio che la madre decide di rompere aprendo il diario di Mia.
Un diario intriso del suo "essere di legno",letto all'alba di una delle tante domeniche in cui Giulia aspetta il ritorno della figlia dai suoi sabati senza freno.
E cosi, l'ingranaggio delle parole non dette si svela attraverso le parole "di carta",leggendo "l'immobilità emotiva autoimposta" della figlia,Giulia,riconosce l'eredità che ha lasciato a questa creatura nella quale scorre il suo stesso sangue,carne della sua carne e conseguenza del suo passato sottomesso,carico di segreti e decisioni che soffocano il suo vero essere,il suo vero amore.
Un destino segnato da una madre timorosa che per paura non ha mai voluto battersi,una sorella crudele nascosta dietro una maschera perbenista che ha segnato il percorso della sua vita rendendola "di legno",il matrimonio con il primario dell'ospedale in cui comincia a percorrere la sua carriera di medico.
Attraverso le "parole di carta" che Giulia decide di usare per poter permettere a Mia di correre,di essere libera,di urlare contro chi le fa del male ...le lacrime che le farà inevitabilmente versare ammorbidiranno il legno,un'anima che necessita di conoscere la verità per poter volare...

Uno stile sincompato ed insieme morbido,frasi brevi,"pallide" che arrivano chiare e sferzanti all'animo del lettore.
Due voci femminili,lontane, che per avvicinarsi e trovare pace invocano il coraggio delle verità,che solo sulla carta riescono ad essere svelate.
Un romanzo breve,un girotondo di emozioni che si immergono nel passato e poi tornano nel presente,regalando ad esso la possibilità di essere libero.

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