L'Amore che non c'è L'Amore che non c'è

L'Amore che non c'è

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di L’Amore che non c’è, romanzo di Lojelo edito da MJ Editore. "C’è un mondo, forse due, dentro di me, dentro di noi: un mondo del cazzo, pieno di sentimenti, passioni, un mondo diviso in due. Un lato crede nelle favole, nel lieto fine, nell’ottimismo a tutti i costi, nelle soluzioni divine, la magia e le coincidenze che tali non sono. Poi c’è la parte disillusa tradita, ferita, offesa, il raziocinio ottuso, convinto che siano vere le regole del giusto / sbagliato. Che ci si debba sentire in colpa ogni qualvolta si esce dalle righe. Ogni volta, che desideriamo qualcosa, che crediamo di non meritare. Qualcosa che ci fa sentire colpevoli di non accontentarci di essere vivi, avere un tetto e da mangiare. Poi c’è il punto in cui i due lati si uniscono: il confine."

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L'Amore che non c'è 2008-12-07 20:51:31 Mariella Musitano
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Opinione inserita da Mariella Musitano    07 Dicembre, 2008

recensione

Il 4 ottobre a Sabaudia, nel Museo Emilio Greco, ho assistito alla presentazione del libro: L'amore che non c'è, di Karen Lojelo. Sono rimasta colpita da immagini, da alcune frasi che sono state recitate in frammenti di lettura. Scrivo questo perché ho potuto avere la fortuna di ascoltare la recensione del poeta Beppe Costa che ha introdotto il libro incantando il pubblico presente.

Partendo dalle sirene, ricordando l'antica attesa di Penelope ed il pellegrinaggio di Ulisse, due figure che rappresentano l'amore tormentato dalle vicissitudini della vita, ha saputo stuzzicare l'attenzione di un pubblico sempre più rapito da immagini antiche, per approdare nell'attualità della copia definendo l'idea di "donna che aspetta", dell'amore di seconda mano. Beppe Costa presentava il libro accompagnato da Orsetta Foà, grande artista dalla voce avvolgente che ha letto alcuni brani sulle note delicate del giovane compositore Dario Pierini. L'intervento dell'autrice, nel dialogo tra pubblico, Beppe Costa ed Orsetta, è stato teso a motivare e spiegare il contenuto del testo senza svelarne le trama. Nel testo la giovane autrice ha voluto soffermarsi su un dialogo che spesso manca nelle nuove coppie di oggi, spesso perché distolti da vicende di vita che sopprimono la volontà della comunicazione, un dialogo avvilito dalla mancata conoscenza di sé e dei propri limiti.



Che forse i giovani abbiano perso questa capacità atavica che ha tenuto ferme intere generazioni di famiglie? Si è voluto così ritornare a Sabaudia, con un sapore romantico a percorrere vie, angoli, piazze, dove i ricordi di Pasolini, Moravia, sono ancora presenti e forti lì, dove parte della nostra cultura moderna si è formata, e dove un giovane Beppe Costa percorreva le vie della poesia. Questo ricordo ha reso ancora più emozionante l'incontro tra quest'uomo ed un pubblico attento, che sicuramente apprezzerà il libro di Karn Lojelo, giovane donna che, partendo da sé e tornando a sé, in un'analisi profonda, ha puntualizzato, con intuito, un malessere intrinseco alla nostra società in una trama leggera che si dipana senza malintesi, simpaticamente scorrevole sino all'ultimo.

Mariella Musitano

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Consigliato a chi ha letto...
Recensione del libro Mjm Editore Karen Lojelo di Beppe Costa<br />
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E’ stata una gioia presentare a Sabaudia, presso la Sala delle Conferenze del Museo Emilio Greco (malgrado l’acqua e il freddo) il libro di Karen Lojelo. Chi ha problemi e non sa o non vuol sapere o ha dimenticato l’amore, quindi si trova in “zona morta” faccia in modo di acquistarlo.<br />
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Vi assicuro che fa bene alla salute, ridà speranze e magari vi fa venir voglia di tornare, come lei ha fatto, nei luoghi di Pasolini e Moravia, ma tanti altri (me stesso che vi è ritornato con piacere).<br />
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Costa meno di un gioiello e di un chilo di fichidindia. Uno strumento utile che può farvi comunicare anche con lei.<br />
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La presenza di Orsetta Foà, la magia della voce sprigionata dall’emozione nei passi letti e la musica del compositore Dario Pierini, hanno completato una presentazione più unica che rara.<br />
Grazie alla presenza di un pubblico attento e colto che aveva negli occhi quel che ogni presentatore si aspetta: l’ATTENZIONE.<br />
(anche questo un titolo di Moravia).<br />
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Le tematiche trattate nel volume sono di enorme attualità. Quell’amore svilito, troppo spesso mascherato da beni d’altro consumo, la mancata conoscenza di sé nel rapporto con l’altro, l’impossibilità di distinguere la vita in comune con un rapporto spesso devastante che trascina figli allo sbaraglio e la quasi inconsapevolezza dell’importanza del vivere, come se la vita fosse o valesse meno di un concorso alle poste, sono la parte vitale e vibrante del racconto dell’Autrice.<br />
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Sogni e segnali della vita e per la vita: sono queste le direttrici fondamentali e ricorrenti addirittura in forma compulsiva, che guidano Karen Lojelo, l’autrice de “l’amore che non c’e’”, questo romanzo-meditazione, mentre si tormenta e interroga continuamente sul senso e sui sentimenti dell’esistenza di ogni singolo individuo, partendo sempre da se stessa e tornando sempre a se stessa, alla sua privata dimensione personale.<br />
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L’autrice narra in prima persona fingendosi uomo, inventando un io al maschile, che incontra e frequenta una donna alter-ego. Ed è questo un personaggio che funziona quasi come l’interfaccia della sua coscienza umana e che fornisce lo spunto di base per i loro due emblematici nomi, che reciprocamente si danno: Penelope e Ulisse, individui che cercano una progressiva sintonia tra loro ed ognuno di essi con la vita. E tutto questo in quel di Sabaudia e dintorni, nel magnifico scenario costiero del basso Lazio. E ogni tanto, mentre si intensificano i contatti tra loro, vengono inframezzate riflessioni e periodiche introduzioni “in corsivo” di tipo filosofico-esistenziale, poesie e testi di canzoni inserite nel testo del libro in abbondanza, sempre riflessioni di vita, consigli di vita, medizioni sulla vita e per la vita e via discorrendo. Compresi i fenomenali versi di Neruda “ muore lentamente che evita una passione…chi non si permette almeno una volta di fuggire ai consigli sensati…essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare…”<br />
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Vicende di coppia, altre persone…Andrea, Ettore, Sofia Ortega, Virginia…sono tutte figure attoriali che dovrebbero servire strumentalmente ad illustrare ed impersonare i momenti e le esigenze emozionali dell’autrice, tra le quali emerge innanzi tutto la fame d’amore “Qualcuno che …riesca a trasmettere tutto, che mi difenda contro tutto e tutti, che sappia parlare d’amore…” “…Una luce negli occhi…qualcuno che hai solo intravisto e con cui hai inventato una vita…”<br />
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Le varie vicende raccontate, accennate, alluse, le vicende sentimentali tra il protagonista e Penelope, tra il protagonista narrante e Virginia, il giallo di Ludovica Brenner…sembrano comunque aspetti funzionali ad illustrare la situazione emotiva dell’autrice-autore, che un po’ racconta e un po’ riflette ad intervalli puntuali, periodici, inframezzati nella linea narrativa e discorsiva del romanzo, e si lascia andare ai suoi sfoghi, ai suoi lirismi e risolutive speranze, al suo sollievo spirituale ed alla sua pace emotiva.<br />
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Beppe Costa
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