L'arte della gioia
Letteratura italiana
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Opinioni inserite: 6
Ultimo aggiornamento: 24 Novembre, 2011
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Paragonarlo al Gattopardo è un'eresia
Non lo definirei un romanzo noioso, alcuni personaggi sono ben delineati, c'è una trama ben dipanata. Ma paragonarlo alla bellezza e purezza del Gattopardo è un'eresia, lo dico da lettrice e da siciliana. La protagonista non mi sembra "vitale e scomoda, potentemente immorale secondo la morale comune", ma semplicemente affetta da ninfomania e perversione sessuale. Sentire il bisogno di portarsi a letto qualunque essere umano un po' interessante ti capiti a tiro, uccidere candidamente chi non appartiene alla predetta categoria e dedicarsi a pratiche onanistiche per celebrare l'evento, potrebbe andare ancora bene per un personaggio cattivo a tutto tondo. Ma lei invece deve anche indugiare sull'elegiaco, esaltare l'amicizia, soffrire per amore, mostrarsi impavida e generosa. Il che suona falso, ipocrita, stucchevole, come se una vecchia signora ti toccasse il sedere mentre ti racconta la sua lunga e intensa vita. Nei suoi momenti migliori ricorda un po' la Claudine di Colette, ma non ha niente a che vedere con i capolavori siciliani.
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L'arte della determinazione
Inizialmente ho faticato ad avvicinarmi a Modesta, donna egoista, surreale, anticonformista, determinata, immorale e priva di scrupoli ma pian piano sono rimasta affascinata dal suo modo di raccontarsi, dai passaggi tra la prima e la terza persona come per osservarsi dall'interno e dall'esterno rivolgendosi a volte direttamente al lettore.
E' stato interessante osservarne i pensieri e sorprendente riconoscere nella mia lettura pregiudizi che non credevo mi appartenessero così come è stato interessante osservare il '900 sullo sfondo di questa splendida lettura. Un inno alla vita, alla libertà e all'accettazione di se stessi e degli altri.
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Racconta Modesta, racconta.
Confermo che questo libro è un piccolo gioiello. Lessico, sentimenti, caratteri ed intenzione sono sempre al loro posto.
Lettura magari non facile per chi abituato ad altro, ma certamente di estremo pregio. E che sa ripagare chi sa gustare ogni pagina fino in fondo.
Mi spiace ma non tutti possono capire il genio.
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Un mattone di noia...
Con tutto il rispetto per i critici che l'hanno definito un capolavoro, paragonandolo al "Gattopardo", io l'ho trovato noioso, pesante e un po' scontato nella trama.
Ho dovuto interrompere più volte la lettura, prima di arrivare in fondo...
Premetto che sono molto dispiaciuta per la vita difficile dell'autrice, che è finita in carcere a causa del tradimento di un'amica, ma questa opera è un mattone pesantissimo e molto difficile da "digerire", uso questa immagine scherzosa per non dire altro, che altro si potrebbe dire, di peggio.
L'intento dell'autrice era forse quello di descrivere l'esistenza di un'eroina spregiudicata capace di divertirsi e sedurre anche in un'epoca difficile e dolorosa come quella fascista...
Forse se avesse usato un tono più leggero nel raccontare, la sua intenzione sarebbe riuscita, ma in questo modo rende all'utente assai difficoltosa la lettura di questo libro.
Ardua e ripida scalata.
Adatta forse per i momenti soporiferi quando siamo vicino al sonno.
Sconsigliato.
Saluti.
Ginseng666
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L'arte della noia
Leggere "L'arte della gioia" significa soprattutto capire l'uso letterario del termine "mattone".
Tutto quello che ci voleva dire, la tosta Protesta, ce l'ha raccontato nelle prime venti pagine. Nelle restanti cinquecento straparla.
Straparlano poi, per cinquecento pagine, i molti personaggi del romanzo, piazzati in prospettiva come pastori del presepe a celebrare Nostra Signora Minestra.
Che peccato! E' tutto vero, signori critici, è vero che Molesta è un inno sonato e cantato dall'inizio alla fine.
Ma che bisogno c'era di applaudirsela continuamente?
Con questo applauso a scena aperta che le viene tributato ad ogni rigo dall'autrice, replicata a specchio in tutti i pupi del presepe, con tutta 'sta fanfara a festa, si fa fatica a rimanere noi pure ossequiosi e babbasuni.
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- sì
- no
La tosta Modesta
Sarà trasgressiva,/ sarà talentuosa,
ma un altro è il problema:/è proprio noiosa!
Da più recensioni-/sedotto ed illuso
già fin dall'inizio-/rimasi confuso:
le sensazioni-/dal libro destate/
furon soltanto/sbadigli o risate/.
Critici presi da raptus ideologico/
con trent'anni di ritardo,/
stabiliste che è un capolavoro?/
ancora meglio del Gattopardo?/
Bene, mi fido del vostro giudizio/
per metter fine a questo supplizio/,
no,non intendo sorbirmi il malloppo/,
a un certo punto deciso mi stoppo!/.
Offeso nel senso artistico-estetico/
da tal pasticcio sicul-patetico/
ben presto in me montò la protesta:/
però che du palle la tosta Modesta!/
Da buon cittadino cercai un cassonetto/,
e lì gettai il libro con lancio perfetto/,
con gli altri rifiuti così alla rinfusa/
e tanti saluti alla "tosta carusa"!/









