L'ultima riga delle favole L'ultima riga delle favole

L'ultima riga delle favole

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di L'ultima riga delle favole, romanzo di Massimo Gramellini edito da Longanesi. Tomàs è una persona come tante. E, come tante, crede poco in se stesso, subisce la vita ed è convinto di non possedere gli strumenti per cambiarla. Ma una sera si ritrova proiettato in un luogo sconosciuto che riaccende in lui quella scintilla di curiosità che langue in ogni essere umano. Incomincia così un viaggio simbolico che, attraverso una serie di incontri e di prove avventurose, lo condurrà alla scoperta del proprio talento e alla realizzazione dell’amore: prima dentro di sé e poi con gli altri. Con questa favola moderna che offre un messaggio e un massaggio di speranza, Massimo Gramellini si propone di rispondere alle domande che ci ossessionano fin dall’infanzia. Quale sia il senso del dolore. Se esista, e chi sia davvero, l’anima gemella. E in che modo la nostra vita di ogni giorno sia trasformabile dai sogni.

Massimo Gramellini, torinese di sangue romagnolo, è giornalista e vicedirettore de La Stampa. Ha pubblicato: Colpo Grosso (con Curzio Maltese e Pino Corrias), 1994; Compagni d’Italia, 1996; Buongiorno, 2002; Granata da legare, 2006.

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Opinioni inserite: 17

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L'ultima riga delle favole 2013-02-27 14:12:31 Elena-cug
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Elena-cug Opinione inserita da Elena-cug    27 Febbraio, 2013
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Mi ha lasciata un po' dubbiosa!

La trama di questo libro mi attirava particolarmente,e in effetti non mi ha deluso. Fantasioso,si può considerare come una favola dei nostri giorni. Non è stato però come lo aspettavo. A volte risultava noioso o un po' impacciato,anche se l'idea e il contenuto era abbastanza piacevole. Nonostante ciò,dopo la prima metà mi sono affezionata a questo libro. Consigliato a chi cerca se stesso negli altri.

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L'ultima riga delle favole 2013-02-27 13:29:58 gianni1978
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gianni1978 Opinione inserita da gianni1978    27 Febbraio, 2013
Ultimo aggiornamento: 27 Febbraio, 2013
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Soporifero

Ho comprato questo libro perché la fama dell'autore è bastata a convincermi dell'aquisto. Gramellini è uno dei giornalisti più seri e preparati che ci sono in Italia, e un libro scritto da lui credevo meritasse attenzione.
Che errore!!!
Il viaggio onirico raccontato nel libro è terribilmente noioso. I processi di purificazione spirituale che subisce il protagonista, sono monotoni e ripetitivi. Sembra di leggere in continuazione le stesse cose. Raramente mi sono annoiato tanto. Non ho trovato nessun significato in questo libro. Solamente, il compiacersi da parte dell'autore, delle proprie (presunte) abilità letterarie.



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L'ultima riga delle favole 2013-01-31 15:21:47 ilmondodisofia
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Opinione inserita da ilmondodisofia    31 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 14 Febbraio, 2013

Vuoto e privo di significato

Quando l'ho comprato ero cosi' entusiasta di leggerlo, dopo aver letto "fai bei sogni" , mi aspettavo un altro capolavoro! Ma gia' dal primo capitolo ho avuto seri ripensamenti; non sapevo se continuarlo a leggere, ma mi sono promessa e fatta forza nel finirlo. La storia all' inizio mi sembrava promettente, originale, ma non ha saputo valorizzarla e svilupparla meglio. Piu' andavo avanti con la lettura e piu' non capivo come stava sviluppando la trama: un libro di fantascienza? Un sogno del protagonista?. Inoltre ha usato molte frasi da "baci perugina": frasi fatte, pompose ma prive di contenuto. Mi ha molto deluso, specialmente per la buona impressione che mi aveva regalato l'altro libro. Speriamo un un altro successo migliore!

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L'ultima riga delle favole 2013-01-31 00:11:21 mariaangela
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mariaangela Opinione inserita da mariaangela    31 Gennaio, 2013
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ma che noia

Gramellini ti conosco come vicedirettore del quotidiano La Stampa, ti seguo spesso da Fazio e ti trovo sempre giusto e misurato; riesci a raccontare con la stessa delicata attenzione accadimenti leggeri e divertenti e fatti importanti e gravi. Insomma ti lasci ascoltare facilmente. Ma in questo romanzo, proprio non ti ho capito. Ma tanto non ti ho capito che ho difficoltà ad esprimere un giudizio.
Spontaneamente mi vien da dire: ma che libro è? Mi dico devo finirlo perché poi arriverà a un punto e tutto sarà chiaro…ma che fatica! tutti questi capitoletti praticamente identici!
Questa è la sensazione che mi resta. Anche ora che scrivo, ad un giorno di distanza, penso di aver letto pagine e pagine e pagine tutte identiche l’una all’altra. E totalmente campate in aria, senza una logica. Oppure io non ho avuto la sensibilità di capire. Probabilmente questo tipo di romanzo, che forse voleva essere una favola moderna sull’amore, a me non è neanche arrivato come tale.
Inutile. Una lettura totalmente inutile.

“Ho ritrovato un po’ delle cose che avevo perduto”.
“Sono fidanzato con la mia anima.”
”Ora che l’anima hai imparato ad amare, trova la gemella e mettetevi a volare.”
Il tema è anche interessante, ma proprio non sono riuscita ad entrare in sintonia con la modalità del racconto e neanche con la scelta dei fatti.

“Quando ridurrete il maschio e la femmina a un unico essere, così che il maschio non sia solo maschio e la femmina non solo femmina, allora avrete trovato l’entrata del Regno.”
Vangelo di Tommaso, 22

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L'ultima riga delle favole 2012-12-01 14:49:23 simone
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Opinione inserita da simone    01 Dicembre, 2012

Chi ancora crede nelle favole

Sarà forse che sono un irrimediabile romantico e, con un poco di vergogna lo ammetto, ma ne sorrido, sogno l'Anima Gemella, io ho trovato questo libro spiritualmente ed emotivamente molto alto. Nonostante la ridondanza presente negli atteggiamenti del protagonista e il fatto che i cambiamenti siano un po' troppo improvvisi e legati ad una reazione alle volte, il percorso che non solo Tomàs ma anche i suoi compagni di terme compiono, l'ho trovato un incredibile metafora dell'indagine che ognuno è chiamato a compiere di sè, in qualsiasi momento della vita, quando non è soddisfatto di quello che ha o lo è troppo. Il concetto chiave è semplice, volendo: amare se stessi per unire esterno ed interno, accadimenti e mutamenti interiori, sè ed altro, e questo rapporto è portato al massimo nell'incontro non con un altro qualunque ma con la propria anima gemella, capace addirittura di fondere le controparti sopite all'interno di ciascuno. Sebbene dicevo questo sia chiaro e semplice, tutti i ricami con cui Gramellini orna questa proposta di vita raggiungono complessità da Alchimista di Coelho. Di una favola in realtà secondo me ha poco. Troppi pensieri e troppi sentimenti. Tuttavia se il protagonista è l'anima non può essere che tale, la sua favola. E' un elenco di consigli, ma anche un esempio di vita, ma anche un avvertimento, ma anche, e soprattutto, un avviso: sebbene viviamo nell'era del pragmatismo da fine mese, credere ogni tanto alle favole può farci riscoprire l'importanza del Cuore.

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L'ultima riga delle favole 2012-10-20 08:19:40 Yoshi
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Yoshi Opinione inserita da Yoshi    20 Ottobre, 2012
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L'ultima riga delle favole.

Tomas è la classica persona un po arida di sentimenti che a causa di alcune batoste subite si chiude sempre più in se stesso lasciando il mondo fuori.
Esce con le donne finchè non è momento di impegnarsi seriamente e quando queste se ne vanno si piange addosso all'infinito.
Quando è vero che dicono "in amore vince chi scappa", trova Arianna che lo anticipa chimandolo e dandogli il due di picche anticipandolo nella sua mossa.
Tomas si avvia in spiaggia a passeggiare e rimuginare sulla sua vita quando, un incontro sfortunato, lo fa cadere in acqua facendo si che il tempo si fermi.
In bilico tra la vita e la morte, il suo ultimo pensiero va a lei, Arianna.
Sarà proprio questo che gli aprirà le porte per "le terme dell'anima" dove Tomas inizierà un viaggio attraverso se stesso, alla ricerca dell'amore e della guarigione.

E' un libro scorrevole che si scioglie fra le mani velocemente.
Una vicenda surreale che mi ha spiazzato facendo si che mi soffermassi su alcune righe per rimarcare il concetto sfuggito.
In quanto alla storia devo ammettere che mi aveva incuriosito molto, visto il tema trattato.
Chi non soffre per qualcosa nella propria vita?
Chi è che a volte non perde le speranze nell'amore?
Chi è che non ha una parte atrofizzata o protetta sotto una campana di vetro dentro il proprio cuore??
Ed ecco accesa la mia curiosità.
In queste pagine troviamo Morelli, la filosofia new age, Junghiana e yoga in chiave di storiella.
Non è facile seguire il filo del discorso e spesso si trovano le classiche frasi da Bacio Perugina, un po banali, scontate e superficiali.
A volte mi sono divertita a leggerlo grazie ai personaggi insoliti e divertenti.
Altre volte mi pareva di essere caduta dentro un quadro astratto in cui tutto il caos prende forme surreali e a volte da incubo.
Ad ogni modo, non credo mi abbia lasciato molto questo libro e questo dipende monto da come si affronta la lettura.
Superficialmente parlando è una bella favoletta, scorrevole e anche piacevolmente veloce.
Se invece si vuole affrontare dei temi importanti (come credo fosse l'intenzione dello scrittore), questo libro non fa per voi perchè è trattato con superficialità e qualunquismo.
Forse il suo intento era quello di essere originale ma mi sono trovata, come dire, con un pugno di mosche.

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L'ultima riga delle favole 2012-09-13 11:03:36
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Fò Opinione inserita da Fò    13 Settembre, 2012
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Temi profondi, sviluppo superficile

" Sai raccontarmi qualcosa di concreto sull' Amore? "

Il tema in cui si è voluto impelagare l' Autore non è da poco. Scrivere romanzi di questo genere è sempre una sfida, complicata. Si rischia di cadere nelle trappole della filosofia spicciola (come dicevano piu giu, le frasi dei cioccolatini..) o nello stile di quei penossissimi libri di auto-aiuto. In questo caso devo dire che la storia si legge abbastanza volecemente e facilmente; consigliata se si ha voglia di passare un po' di tempo con una lettura leggera. Se invece si vuol davvero filosofeggiare sull' Amore, sull' Anima gemella e compagnia bella, allora queste pagine possono essere solo un lontanissimo punto di partenza.. Non approdano da nessuna parte, restano campate in aria, lasciate a metà come frasi iniziate e non finite.
Ai romanticoni che si sono lasciati incantare dalla copertina e dal titolo del romanzo, sconsiglio la lettura, la delusione si percepisce gia dalle prime 3 pagine... Peccato!! :(

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L'ultima riga delle favole 2012-07-07 16:26:19 Minuscola
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Minuscola Opinione inserita da Minuscola    07 Luglio, 2012
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Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l'equil

In realtà mi aspettavo qualcosa di più da questo libro, però devo ammettere che non mi è dispiaciuto. Lìho riletto due volte per comprendere appieno il significato intrinseco (!) E' il "viaggio" di Tomas....il viaggio di se stesso...dello scoprirsi e analizzarsi...Speravo qualcosa di diverso del tipo mi si spiegasse cosa vuol dire l'ultia riga delle favole, ma ho capito che non lo si può sapere, bisogna cercare dentro se stessi il valore della vita...Perdere l'equilibrio per capire...per vivere.

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L'ultima riga delle favole 2012-03-28 11:55:12 andrea70
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andrea70 Opinione inserita da andrea70    28 Marzo, 2012
Ultimo aggiornamento: 28 Marzo, 2012
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Le frasi dei cioccolatini...

Mi tolgo subito il sassolino dalla scarpa: questo libro è appassionante come stare seduti a guardare la vernice che asciuga ...(parafrasando Jodie Picoult).
La storia in generale è di una noia allo stato ...solido, la puoi quasi toccare ma non riesci a liberartene ! Peccato perchè considero Gramellini un giornalista intelligente, arguto, pure simpatico, evidentemente scrivere un libro con una trama ben articolata è qualcosa di diverso .
Si parla di amore in generale, dell'anima gemella, della fiducia in se stessi , del dolore della perdita, della solitudine emotiva, tutti begli argomenti trattati con una superficialità ed una banalità tali da risultare quasi irritante.
Gramellini scrive una storiella surreale alla Coelho (e già per questo merita una bacchettata sulle dita per la scarsa originalità ) , ma soprattutto filosofeggia in maniera pedante, il libro è un susseguirsi di frasi ad effetto, aforismi, frasette fatte per stupire, che se fossero in numero ragionevole le apprezzeresti anche, alla fine sono più del numero di pagine e non sono sorrette da una trama all'altezza, anzi..la trama è di un esile e insulso che svilisce il senso di tutto quel filosofeggiare, tutte le frasi diventano come quelle ben fatte ma fini a se stesse che trovi incartate con certi cioccolatini.
Si parla di situazioni che, chi l'una chi l'altra, tutti hanno vissuto nella loro vita , di piccoli grandi drammi e paure personali con i quali ci siamo confontati tutti, ma non sono riuscito a provare nessun coinvolgimento, nessuna empatia perchè sia la storia che i personaggi sono di una pochezza spaventosa.
Non bastano poche belle parole buttate li in sequenza e magari ripetute più volte per ribadire il concetto per scrivere un bel libro, è come dire "ti amo" ad una stanza vuota, senza la presenza della persona a cui è diretta una dichiarazione così importante, senza le promesse che essa sottintende e senza il pathos dell'incertezza sui sentimenti altrui. Parole vuote.

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L'ultima riga delle favole 2012-03-25 15:09:15 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    25 Marzo, 2012
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Buona solo l'idea

Complessivamente questo romanzo non mi è piaciuto e non lo consiglierei. Scorre e lo stile è fluido, questo sì. Racconta di un uomo, come tanti, che crede poco in se stesso. Una sera comincia a vivere un viaggio simbolico che alla fine lo conduce alla scoperta del proprio talento ed a realizzare l'amore, dentro di sè e con gli altri. L'idea mi è sembrata buona, sia quando ho scelto il libro, sia intanto che lo leggevo. Solo che, alla fine, mi sono resa conto che le domande a cui lo scrittore si propone di rispondere, sul senso del dolore, sull'esistenza dell'anima gemella, sul potere dei sogni, sono trattate in modo banale, con qualche frase a effetto, ma con tante similitudini molto scontate e/o rime baciate, che impoveriscono la bella idea iniziale, pagina dopo pagina.

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L'ultima riga delle favole 2012-03-23 13:16:49 kampax
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kampax Opinione inserita da kampax    23 Marzo, 2012
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Introspezione, noia, paranoia

Ancora una volta ci sono cascato, vedo il successo letterario e mi fiondo a picco.
Ho voluto leggerlo e l'ho finito a fatica.
Forse non fa per me ..

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Consigliato a chi ha letto...
A chi piace la riflessione, la spiritualità, il parlare dei propri stati d'animo
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L'ultima riga delle favole 2012-02-27 17:44:16 LetyDarcy
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LetyDarcy Opinione inserita da LetyDarcy    27 Febbraio, 2012
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Già sentito

Una delle poche volte in cui un libro non mi piace per niente. L'ho trovato noioso, spirituale, sì, ma di una spiritualità già sentita. Mi sono lasciata abbindolare dal titolo, ma ho finito questo romanzo con la sensazione di aver perso tempo. Mi ha infastidito particolarmente quando sul finale viene citata la fiaba della Bella e la Bestia, presentata come la storia che racchiude il principio di tutte le cose, ma raccontata nella versione Disney, lontanissimo dall'originale francese. Non so perché mi abbia disturbato tanto questo particolare, ho pensato che se devi darmi lezioni di vita, almeno abbi cura di darmele da fonti corrette. Non lo consiglio a nessuno

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L'ultima riga delle favole 2011-12-30 05:56:17 ant
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ant Opinione inserita da ant    30 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 30 Dicembre, 2011
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Un viaggio a ritroso nel vissuto di ognuno di noi

Chi legge il quotidiano "La Stampa" e chi guarda il programma tv "Che tempo che fa" conosce l'autore del libro che sto x segnalare, personaggio sicuramente non banale e molto attento a quello che succede nella ns società.
Mi ha intrigato, di questo testo, la capacità dello scrittore di riuscire a miscelare idee e situazioni che bene o male sono comuni... a tutti, come il guardarsi dentro e analizzare quello che avremmo potuto fare e non abbiamo mai fatto per motivi dei più disparati.
La trama:
Tòmas, trentenne prof innamorato di Arianna, per emulare Dante( nel mezzo del cammin "della sua vita") inizia a rivedere e a ripensare sul perché e percome di tante cose e si fa rivenire in mente i momenti in cui da bambino ascoltava a bocca aperta le favole, con quel senso di incompiuto e di non detto che la frase finale "e vissero tutti felici e contenti" gli lasciava(da qui il titolo del libro).
Con questi presupposti di base il romanzo entra in una fase onirica molto suggestiva, praticamente lo scrittore s'inventa un luogo molto affascinante che chiama "Terme dell'anima" dove il protagonista del romanzo si reca per sanare le sue ferite psicologiche.
Nelle terme di cui sopra Tòmas rifà a ritroso il percorso della sua vita analizzando e rivedendo tanti passaggi emblematici della sua esistenza, e s'imbatte, per ottenere la sua guarigione, in personaggi fantastici tipo la Vestale Nera che lo invoglia alla sincerità, oppure deve affrontare momenti particolari come immergersi nella vasca dell'io o bere la tisana della volontà etc
Tante sfaccettature e situazioni che rendono intrigante questo romanzo, da molti definito addirittura di stile "coelhano".
Io, per concludere, volevo estrapolare quella che, a mio parere,è la frase più rappresentativa di questo libro

"Se vuoi fare un passo avanti, devi perdere l'equilibrio per un attimo"

Saluti e buon anno a tutti

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Consigliato a chi ha letto...
testi con risvolti psicologici e fantasiosi
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L'ultima riga delle favole 2010-11-13 13:20:30 exeter64
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exeter64 Opinione inserita da exeter64    13 Novembre, 2010
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Un viaggio da ....favola

Incuriosito dal titolo ( l'ultima riga delle favole è per antonomasia "...e vissero felici e contenti." ), ho letto con piacere, anche se in alcuni tratti il romanzo non è scorrevolissimo, il viaggio di Tomàs attraverso se stesso alla ricerca di un'identità perduta o forse mai trovata. Si tratta di un viaggio simbolico in quelle che l'autore definisce "Le terme dell'anima", dove attraverso un, a volte spietato, confronto con le proprie paure o ricordi rimossi, Tomàs lentamente tenta di riacquistare una coscienza di se, necessaria ed indispensabile per amarsi ed amare e per tentare di percorrere la propria esistenza alla ricerca di quel talento che tutti possediamo ma che spesso non ci è dato esprimere.
Personaggi bizzarri, ricordi, sfide simboliche per superare le paure che ci impediscono di vivere pienamente, riempiono questo insolito racconto che, anche se a momenti non risulta veramente avvincente, ha certamente il merito di "scavare" nel profondo di un personaggio che si pone domande e dubbi che assillano molti di noi. Una minima conoscenza di numerologia, simbologia dei nomi, esoterismo permette inoltre di cogliere con maggiore completezza alcuni dettagli non secondari che arricchiscono questo romanzo che tenta di illustrarci come uscire da quella gabbia invisibile, ottimamente rappresentata in copertina, che ci impedisce di "sentire" liberamente i nostri sentimenti.

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L'ultima riga delle favole 2010-10-06 21:02:34 publicnmy
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publicnmy Opinione inserita da publicnmy    06 Ottobre, 2010
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L’ultima riga delle favole

Una favoletta moderna, mai noiosa (sebbene abbia avuto qualche difficoltà a terminare il libro, che peraltro non è nemmeno lungo). Il target dovrebbero essere tutte le persone mature e disilluse che credono ormai poco ai sentimenti, ai legami duraturi. Ci viene suggerito che la loro salvezza, ed il conseguente ritorno all’amore, deve partire innanzitutto dall’amore e dall’accettazione di se stessi per poi ritrovare l’Altro. Ho trovato molti spunti di riflessione (ma anche qualche banalità), ho condiviso alcune considerazioni. Penso che un po’ tutti possiamo ritrovarci negli stati d’animo che descrive, ma non so se questo è un punto a suo favore.

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L'ultima riga delle favole 2010-08-03 12:34:19 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    03 Agosto, 2010
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l'ultima riga delle favole

Tomas non crede nell'amore e soprattutto non crede più in se stesso, una sera si getta in mare, pensa di affogare, ma ad un tratto si ritrova catapultato in un'altra dimensione, popolata da esseri fantastici. Lì dovrà superare una serie di prove che lo condurranno alla scopreta di se stesso e alla realizzazione dell'amore, prima dentro di sè e poi trovando l'anima gemella.
Ottima la sintassi ma non basta, in questo romanzo ci sono troppi aforismi new age,troppo love and peace... peccato perchè il Gramellini giornalista/ opinionista l'ho sempre trovato arguto, ironico, stimolante e da questo lavoro mi aspettavo qualcosa del genere. Peccato davvero .

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L'ultima riga delle favole 2010-05-27 16:24:24 VALENTINA
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Opinione inserita da VALENTINA    27 Mag, 2010

da rileggere

Gramellini traduce i simboli delle filosofie orientali e le pratiche di meditazione in una appassionata vicenda di morte e rinascita dell'anima. Solletica la curiosità del lettore e lo tocca nel profondo il lettore con uno stile che è insieme leggero, affettuoso e compassionevole. Quasi che anche l'anima del lettore si senta purificato a fine lettura. Da regalare a tutte le persone cui si vuole bene e che si sentono in un vicolo cieco.

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