La bruttina stagionata La bruttina stagionata

La bruttina stagionata

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di La bruttina stagionata, romanzo di Carmen Covito edito da Bompiani. Marilina Labruna vive in una Milano livida, popolata di donne solitarie e di furbi che approfittano dei bisogni d'amore. Perciò lei, quarantenne non brutta ma, peggio, bruttina, deve trovare un modo diverso di trionfare. Da questo romanzo sono stati tratti un monologo teatrale (interpretato da Gabriella Franchini con la regia di Franca Valeri, adattamento di Ira Rubini) e un film (interpretato da Carla Signoris, sceneggiatura e regia di Anna Di Francisca).

Carmen Covito è autrice del notissimo bestseller La bruttina stagionata (Bompiani, 1992), che ha vinto il Premio Bancarella 1993 e dal quale sono stati tratti uno spettacolo teatrale di successo e un film. Con il secondo romanzo, Del perché i porcospini attraversano la strada (Bompiani, 1995), ha confermato le sue qualità di narratrice provocatoria, attenta alle trasformazioni del costume sociale e del linguaggio e capace di dare vita a trame forti e avvincenti.

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La bruttina stagionata 2011-10-24 17:12:07 lella gritti
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lella gritti Opinione inserita da lella gritti    24 Ottobre, 2011
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Una Bridget Jones de' noantri

E' un libro un po' datato, è del 1992. Ma l'ho ripreso in mano perchè ne sto leggendo un altro di Carmen Covito. E questo è appunto il suo lavoro d'esordio.
Per intenderci subito è un libro alla Bridget Jones, ma di casa nostra. E pure un po' più avanti negli anni - sui 40 - e, purtroppo, bruttina. Come pensa di essere la stessa scrittrice.
Si raccontano le storie e le esperienze di vita di questa "ragazza" in relazione all'amicizia, all'amore, al sesso, alla famiglia. Con tutte le paure che si accompagnano ad una persona che si sente sola più che single.
Alcuni passaggi possono apparire divertenti, esagerati, ma è questa una modalità per nascondere la propria inadeguatezza agli eventi.
Ad ogni modo non si può non partecipare al sentire della protagonista e a solidarizzare con lei. E' quasi certo che ciò vale di più (o solo?) per noi donne. Sicuramente si prova una sensazione di condivisione. Anche chi legge può riconoscersi in certe situazioni e condividerle, se non addirittura trovare indicazioni su come gestirle (o come non gestirle).
A me personalmente hanno dato un po' fastidio certi termini un po' volgari. Ma, anche questi, potrebbero far parte di un certo genere di personalità.
Mi pare che questo testo sia stato declinato anche per il teatro e il cinema. Non ho visto nessuno dei due, però mi riprometto di tornare su questa mio riscoperta....

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