Narrativa italiana Romanzi La gallina volante
 

La gallina volante La gallina volante

La gallina volante

Letteratura italiana

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Carla insegnante di lettere in un liceo di Torino, è la voce narrante di questo romanzo. Al centro della vicenda sono i problemi quotidiani con cui la protagonista deve confrontarsi, ma soprattutto il rapporto intenso e profondo che instaura con una sua allieva particolarmente sensibile e intelligente, Tanni. Nasce tra loro una complicità che porterà la ragazzina a confessare una difficile situazione familiare, con la madre che se ne è andata, il padre che ha qualche problema con l'alcol e un fratello più piccolo da accudire. Ed è solo con lei che Carla condividerà un progetto apparentemente folle, cui ha dedicato tempo e passione: quello di far volare le galline che alleva nel giardino di casa.

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La gallina volante 2017-08-11 17:34:17 Unda Maris86
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Unda Maris86 Opinione inserita da Unda Maris86    11 Agosto, 2017
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Le ali della libertà

Ho ricevuto in regalo "La gallina volante", romanzo d'esordio di Paola Mastrocola, in occasione del mio ultimo compleanno, qualche mese fa. Conoscevo l'autrice, sapevo anche dei suoi studi classici e del suo lavoro come insegnante di Lettere in un liceo torinese, ma non ero ancora entrata a far parte del suo pubblico di lettori. Di sicuro, la prima cosa che colpisce è l'originalità dello stile, imbevuto di sagace ironia sin dal titolo: perché mai una gallina dovrebbe apprendere l'arte del volo? In realtà, la storia in cui vi imbatterete - in pratica, il diario di un anno scolastico redatto con lo sguardo critico di una Prof. di Italiano, Carla - è la metafora di un acuto punto di vista sul mondo della scuola e sulla realtà in generale, dove spesso la forma prende il sopravvento sulla sostanza e comodi stereotipi si sostituiscono alla bellezza, pur faticosa, dell'atto creativo. Così, istruire delle galline escogitando bizzarri sistemi per farle volare diventa il pretesto per credere in qualcosa di apparentemente impossibile e per abbattere i pregiudizi che non di rado condizionano la nostra percezione del mondo. Allo stesso tempo, Carla, la protagonista, cercherà di coltivare il rapporto d'amicizia con un'allieva speciale, Tanni, ribelle come ogni adolescente in cerca del senso profondo della propria vita, ma dotata anche di particolare talento e sensibilità. Non a caso, pur imboccando una strada del tutto controcorrente e al di là di ogni legittima aspettativa, la ragazza dimostrerà d'aver compreso come nessun altro l'indole e i sentimenti della sua insegnante, tanto da regalarle lo stesso libro che Carla aveva a propria volta pensato di donare a lei. Tra le righe, quindi, l'autrice sembra voler suggerire, come messaggio finale, che la vita ci riserva spesso percorsi inaspettati e molto lontani dalle attese di chi ci è intorno, ma fatti su misura per noi, per incrociare un giorno le nostre aspirazioni e dare compimento al nostro destino: "Non di tutto possiamo essere felici. Non di tutte le cose che facciamo nella vita. Basterebbe esserlo di una perché quell'una poi rischiara tutte le altre e siamo salvi".

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La gallina volante 2012-10-07 14:37:12 Riccardo Cimedi
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Riccardo Cimedi Opinione inserita da Riccardo Cimedi    07 Ottobre, 2012
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Quando le galline volano, e gli esseri umani no

Paola Mastrocola insegna lettere in un liceo scientifico di Torino, e con le sue opere ha vinto diversi premi. Premi meritati, perché è evidente che l’autrice sa scrivere, e pure bene. Il suo modo di raccontare è moderno, ironico: in “La gallina volante” descrive in modo estremamente efficace i tic della protagonista, “io narrante” che condivide con l’autrice il ruolo di docente di lettere. La lettura è piacevole, e le semiserie avventure della Professoressa Carla nel tentativo di far volare una delle sue galline, coltivando allo stesso tempo l’amicizia con Tanni, una delle sue allieve, appassionano e fanno leggere il libro d’un fiato.
Come spesso accade nei romanzi moderni che in qualche misura vogliono darsi uno spessore intimista, le vicende sono intercalate da riflessioni che l’autrice ha il pregio di porgere con estrema nonchalance spesso sotto forma di frasi ed effetto: queste sicuramente arricchiscono il testo e si prestano a approfondimenti personali da parte del lettore.
Tutto molto bene, dunque? Come lettura divertente e prodotto editoriale ben riuscito, sicuramente sì.
I problemi sorgono semmai se ci si lascia prendere la mano dall’autrice, e se si dà un seguito alle sue riflessioni. Perché il quadro che ne scaturisce è piuttosto desolante. La professoressa non ne può più di insegnare, ha due figli ridotti a vuote figure ectoplasmatiche, un marito che intona un controcanto a ogni suo tentativo di comunicare, colleghi alienati e alienanti, una classe amorfa e una alunna problematica. Dietro al racconto brillante viene messa in scena, dunque, la solita storia della moderna umanità alienata: se le galline hanno le ali ma non volano, gli uomini hanno cervello e sensibilità ma non sono felici perché comunque a loro manca qualcosa. L’autrice suggerisce che cosa possa mancare all’uomo moderno, ma il suo suggerimento non è esaustivo, e infatti anche la vita della protagonista si ripiega su se stessa, senza soluzione di continuità. Povera professoressa. Poveri studenti. Di fronte a loro, la gallina giganteggia.

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“La gallina volante” è una lettura consigliabile, ma nonostante l’ironia e le numerose frasi ad effetto che l'arricchiscono non vi lascerà un gran che.
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La gallina volante 2011-07-11 11:52:03 Merilu
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Merilu Opinione inserita da Merilu    11 Luglio, 2011
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Libro dal sapore insolito

Nella mia "libreria" (è un gran complimento, davvero, definirla tale) ci sono libri di vario genere.
Questo non saprei come classificarlo.
Forse perchè insolito in quanto narra le vicende di un anno scolastico vissuto non da uno scolaro ma da Carla, insegnante di lettere triste perchè non sempre riesce a trasmettere ai suoi alunni ciò che vorrebbe.
Forse perchè descrive teneramente la storia dell'amicizia creatasi tra la professoressa e Tanni, una ragazzina che "...non è la prima della classe e forse non è nemmeno un genio. Però ha qualcosa, non so come dire: ha i pensieri; e possiede la dote straordinaria, ormai rarissima, di saperli esprimere, in un sorriso, in un tema."
Forse perchè, anche grazie al tema trattato che mi sta a cuore, è uno di quei libri che mi è piaciuto seriamente, che non ho faticato a rileggere sottolineando frasi che mi hanno colpita.

Unico neo, a mio parere, è il finale: perchè Tanni non "segue", non rimane con la donna che tanto le vuole bene, che l'ha aiutata ad "andare avanti" nonostante la difficile situazione familiare con cui la ragazzina si trova a convivere?
D'altronde l'ho detto: il libro è insolito. Quindi non poteva finire in modo diverso!

...Sarà che a me piacciono i lieti fine, i "e vissero per sempre felici e contenti" delle favole...

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"Una barca nel bosco", della stessa scrittrice
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