La strada che va in città La strada che va in città

La strada che va in città

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di La strada che va in città, opera di Natalia Ginzburg pubblicata da Einaudi;
Uscito nel 1942 sotto lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, La strada che va in città è la storia di una ragazza che sceglie di fare un matrimonio d'interesse, di prendere la strada che va in città. Per poi accorgersi che il vero amore è altrove... Passioni senza via d'uscita, vite alla deriva, anime alla ricerca di un approdo sicuro dove lenire le proprie delusioni: con impietoso realismo ma senza alcun giudizio morale Natalia Ginzburg, in questo suo primo romanzo, descrive la solitudine di un'esistenza che nel gioco della memoria rievoca ciò che le è passato accanto come un mistero incomprensibile e inafferrabile.

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La strada che va in città 2011-08-02 12:07:33 Stefp
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Stefp Opinione inserita da Stefp    02 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 02 Agosto, 2011
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La strada che va in città

Delia, vive in un piccolo paese, in una famiglia povera e sogna una vita migliore. Il traguardo, che è anche un punto di partenza, per lei, è la città. Ogni giorno, Delia prende la strada che va in città, per respirare benessere, per guardare negozi, bella gente, dimenticare la povertà della sua famiglia della quale si vergogna. In questo racconto, ci sono gli anni che hanno cambiato la vita di Delia che lei stessa, attraverso la memoria, ricorda e analizza. Gli eventi che le sono passati accanto, per lei, a volte, incomprensibi e ineluttabili. Delia cerca il matrimonio d'interesse, forse con ingenuità, ma alla fine con determinazione e scoprirà quando sarà ormai troppo tardi, che il vero amore è un'altra cosa.
La strada che va in città è il primo romanzo di Natalia Ginzburg. E' uno sguardo impietosamente realista di quelle che già, decine e decine di anni fa, erano giovani vite allo sbando che nel mare della povertà e dell'ignoranza cercavano un approdo nella spiaggia della tranquillità economica, all'ombra del rispetto dato dallo stato sociale. Natalia Ginzburg non dà nessun giudizio etico e morale e fa uscire dalla bocca di Delia, con un lessico appositamente semplice, acerbo, ma immediato e molto efficace il racconto della sua arrampicata sociale, riuscita con l'esempio da emulare, costante davanti agli occhi, della sorella più grande, da tempo sposata, con casa in città, due figure femminili che, agli opposti all'inizio, una ingenua e quasi vittima, l'altra scaltra, disinibita, “arrivata”, finiscono poi per essere simili e sovrapponibili. Sicuramente da leggere.

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