Narrativa italiana Romanzi Le otto montagne
 

Le otto montagne Le otto montagne

Le otto montagne

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice


Pietro è un ragazzino di città, solitario e un po' scontroso. La madre lavora in un consultorio di periferia, e farsi carico degli altri è il suo talento. Il padre è un chimico, un uomo ombroso e affascinante, che torna a casa ogni sera dal lavoro carico di rabbia. I genitori di Pietro sono uniti da una passione comune, fondativa: in montagna si sono conosciuti, innamorati, si sono addirittura sposati ai piedi delle Tre Cime di Lavaredo. La montagna li ha uniti da sempre, anche nella tragedia, e l'orizzonte lineare di Milano li riempie ora di rimpianto e nostalgia. Quando scoprono il paesino di Grana, ai piedi del Monte Rosa, sentono di aver trovato il posto giusto: Pietro trascorrerà tutte le estati in quel luogo "chiuso a monte da creste grigio ferro e a valle da una rupe che ne ostacola l'accesso" ma attraversato da un torrente che lo incanta dal primo momento. E li, ad aspettarlo, c'è Bruno, capelli biondo canapa e collo bruciato dal sole: ha la sua stessa età ma invece di essere in vacanza si occupa del pascolo delle vacche. Iniziano così estati di esplorazioni e scoperte, tra le case abbandonate, il mulino e i sentieri più aspri. Sono anche gli anni in cui Pietro inizia a camminare con suo padre, "la cosa più simile a un'educazione che abbia ricevuto da lui". Perché la montagna è un sapere, un vero e proprio modo di respirare, e sarà il suo lascito più vero: "Eccola li, la mia eredità: una parete di roccia, neve, un mucchio di sassi squadrati, un pino". Un'eredità che dopo tanti anni lo riavvicinerà a Bruno.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 2

Voto medio 
 
4.6
Stile 
 
4.5  (2)
Contenuto 
 
5.0  (2)
Piacevolezza 
 
4.5  (2)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Le otto montagne 2017-02-25 02:48:06 CortaZur
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
CortaZur Opinione inserita da CortaZur    25 Febbraio, 2017
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un piccolo gioiello che fa tanto bene al cuore.

Paolo Cognetti - Le otto montagne

Libro bellissimo! Un vero gioiello da scoprire e gustare pagina dopo pagina. Una storia di amicizia bella, sincera che tocca i sentimenti più profondi.
Le otto montagne è un libro che parla al cuore, l’ho letto con quella rara voracità che di solito accade con i thriller dove c’è un assassino da scoprire e invece qui da scoprire c’era molto di più: una vita, un’amicizia, dei sentimenti.
Molte volte scorrendo le pagine sono stato sul punto di commuovermi, mi sono molto immedesimato in questa relazione tra i due protagonisti e mi sono sentito davvero al loro fianco partecipe delle loro emozioni belle o brutte che fossero.
Si parla di premi importanti, ho sentito che lo si voglia candidare allo STREGA 2017, sarebbe un candidato difficile da battere.

La trama è semplice: Cognetti ripercorre i suoi ricordi attraverso (mi piace pensare) il suo alter ego Pietro quando da ragazzino andava in montagna in vacanza con i suoi genitori, a loro volta dei montanari veneti costretti ad andare a vivere in città per lavorare, e dove conosce il suo amico Bruno figlio di pastori locali che si occupa di pascolare le vacche lungo quei pascoli. Da qui parte la storia familiare che vede i rapporti personali tra Pietro e il padre, tra Pietro e Bruno e non da meno tra Bruno e il padre di Pietro.
Anni che passano, rapporti che mutano, relazioni che si evolvono e persone che cambiano fanno di questo libro un racconto perfetto della vita. La vita definita come la storia delle persone che hai incontrato e delle relazioni che hai avuto con loro. La vita descritta attraverso quei fili sottili ma indistruttibili che legano gli amici a distanze incalcolabili e dopo tempi immemori.
Un libro sull’amicizia, secondo alcuni, la più alta forma di amore fra due persone.

Finora ho descritto la componente umana del libro ma non vorrei che passasse inosservata la componente naturalistica, qui tra queste pagine c’è una grande, maestosa e indiscussa protagonista che è la montagna. La montagna con i suoi ghiacciai, i suoi passi, le sue valli, i suoi sentieri, i suoi laghi e tutto quello che nasconde e che mostra a chi ha la voglia e la perseveranza di scalarla e diventarne amico. Le otto montagne si scopriranno solo leggendolo e in più si viene assaliti da una voglia incontenibile di andarci a vivere o almeno in vacanza.

In definitiva un libro meraviglioso, che vi stupirà e vi farà innamorare se già non lo siete, della montagna e dei suoi personaggi.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
a chiunque abbia voglia di buone emozioni, sentimenti sinceri e viaggiare con la fantasia.
Trovi utile questa opinione? 
100
Segnala questa recensione ad un moderatore
Le otto montagne 2016-11-19 17:24:44 68
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
68 Opinione inserita da 68    19 Novembre, 2016
Top 100 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Montagna e vita, destini incrociati

Questo bellissimo romanzo nasce e si nutre del sapore e dei gusti della montagna in un percorso spazio-temporale tra vite da essa segnate e anime altrove perdute.
Al centro il protagonista e voce narrante, Pietro, e quella vita indirizzata, sin dalla infanzia, da relazioni famigliari interrotte e dal legame con Bruno, suo coetaneo, una amicizia trentennale inizialmente quasi obbligata.
Una apparente indifferenza si farà legame profondo, inseguendo una traccia e la propria memoria, sfuggendo ad una certa definizione, lasciandosi per ritrovarsi, in quello stesso luogo, tra un nugolo di domande, presenze-assenze, perdite dolorose, desiderio di riconciliazione con un passato ingombrante.
Pietro, sin dai primi anni, ha fatto della montagna il proprio nutrimento, spinto da un padre emotivo, autoritario, indifferente, che si incamminava per sentieri tortuosi cercando disperatamente di raggiungere ogni vetta, anche lontana, per ripartire all' istante, cittadino insoddisfatto in fuga dai rumori molesti e dalle ingiustizie di una metropoli crudele ed indifferente ( Milano ).
Al contrario una madre forte, tranquilla, conservatrice, che amava sostare lungamente in un posto, e prendersene cura, coltivandolo della propria quotidianita'.
Ha inseguito le impronte di una vita così diversa da quella di Bruno, montanaro di nascita, con una famiglia poco attenta, assente, in altro affaccendata ed un destino segnato, " adottato " sentimentalmente dai genitori di Pietro.
Il tempo ed il destino ha consegnato ai due amici un lembo di terra sul quale costruire un rifugio che diverrà la loro " casa ", dimora dell' animo dove tornare e riallacciare un rapporto controverso, mai pienamente vissuto, silenzi oscuri e protratti, riannodando i fili di un passato troppo in fretta cambiato, improvvisamente interrotto, scavando nei propri ricordi ed in desideri insondabili, in un presente difficile e tortuoso ed in un futuro ancora indecifrabile.
Pietro sa che Il proprio destino abita tra le montagne, ha imparato ( dal padre ) che il passato è a valle, il futuro a monte. Spesso e' più facile osservare la natura che se stessi, e per fare i conti con il proprio vissuto non resta che allontanarsene ( inizierà così lunghi viaggi himalayani ).
Ma quando si parte gli altri continuano a vivere e si finisce con il trovare il proprio posto nel mondo in modi meno imprevedibili di quello che si credeva.
Il luogo della conservazione della memoria si lega ad affetti, rumori, silenzi, odori, ed in questo la montagna è speciale. Li' tutto sembra fermarsi, ci si riappropria di se', si vive seguendo un ciclo naturale che alterna luce e oscurità , i colori cangianti della primavera ed il bianco uniforme dell' inverno, mentre i ghiacciai, la' in alto, conservano la memoria del tempo.
La montagna non è solo natura selvaggia, prati, boschi, fiori, torrenti, neve, è anche silenzio, riflessione, consapevolezza e segna il percorso di una vita, diviene somma esperienza di vita.
È il luogo dove Bruno vorrà restare per sempre, dove inizia e finisce il suo mondo, e quello che sa fare, altrove non si riconosce, ed è inutile cercare di cambiarlo.
Pietro lo ha conosciuto meglio di tutti, o forse no, e viceversa, di certo i due hanno condiviso una importante parte di se'.
Da queste montagne ha continuato a partire per ritornarvi ogni volta, senza fissa dimora, ne' relazioni durature, riconciliandosi con la memoria del padre, che comincia a conoscere solo da adulto e scopre che la propria essenza e stabilità risiede nel senso della montagna, in quella esplorazione continua spinto dalla sola curiosità, libero di avventurarsi, senza una meta precisa.
Vi sono vette, infatti, sulle quali non si può più tornare, laddove si è persa una importante parte di se'. E la conservazione della memoria, attraverso un rituale ripetuto, nel significato, ma ogni volta diverso, nel gesto compiuto, ravviva il senso di appartenenza alla vita e ad affetti improvvisamente negati.
Paolo Cognetti ci consegna un romanzo denso, lirico, potente, una visione estetica e vivida all' interno della vita di un ragazzo prima e di un uomo poi ( con forti connotazioni autobiografiche ), un' amicizia per sempre, un modus vivendi segnato dalla continuità di forme e rituali consegnati e conservati nella saggezza secolare della montagna e nei suoi segreti più intimi.
È una lettura da assaporare lentamente, come salendo su un sentiero ripido e tortuoso, sostando di tanto in tanto a gustare il rumore del silenzio, respirando a pieni polmoni, scrutando l' orizzonte ed ascoltando i battiti, più o meno accelerati, del proprio cuore.
Buona lettura.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Tante piccole sedie rosse
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Le nostre anime di notte
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
La mia vita non proprio perfetta
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Commedia nera n.1
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Magari domani resto
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'arminuta
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
Prima di cadere
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Il mestiere dello scrittore
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Lussuria
Valutazione Redazione QLibri
 
4.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Intrigo italiano
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
4.5 (1)
Qualcosa
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
3.9 (2)
Sempre più vicino
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri