Lettera ad un bambino mai nato
Letteratura italiana
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Sottrarsi al nulla e vivere
Questo libro è il frutto dolceamaro di un periodo di lotte femministe, ma è anche specchio impietoso di quesiti esistenziali, espressi con stile struggente e caustico.
Decidere se dare la vita o negarla, quando non si crede in Dio e nella vita, significa dover percorrere da soli un sentiero pieno di contraddizioni laceranti.
La protagonista è una madre che gronda tenerezza dalle unghie, capace di difendere il suo bambino contro tutto e tutti, ma forse non contro se stessa. E' il prezzo da pagare alla cosiddetta maternità consapevole, che disdegna ogni forma di retorica da melodramma.
Ed ecco sbocciare l'amore più puro, quello non imposto dallo Stato e dalla religione, amore caparbio verso una creatura che prende forma: “Dormiamo insieme, abbracciati. Io e te, io e te... Nel nostro letto non entrerà mai nessun altro”.
E invece il mondo ci deve entrare, con le sue leggi buone per tutte le stagioni, con le sue ipocrisie: “Tu che non conosci ancora la peggiore delle verità: il mondo cambia e resta come prima”.
Una madre deve fare anche questo, preparare il figlio a difendersi dalle prepotenze, raccontargli favole senza lieto fine, insinuargli il dubbio: vale davvero la pena sottrarsi al nulla e vivere?
Ma sul terreno sdrucciolevole del dubbio lei stessa finisce per inciampare, e i sentimenti ostili di una donna che non fa sconti neppure a se stessa prendono il sopravvento: “Ti insinuasti in me come un ladro, e mi rapinasti il ventre, il sangue, il respiro. Ora vorresti rapinarmi l'esistenza intera. Non te lo permetterò”.
E' la zampata di una tigre abituata agli spazi aperti e costretta all'immobilità da una gravidanza difficile, forse è solo un momento di stizza, ma necessario come la vita stessa.
Costerà “vallate di tristezza invano fiorite d'orgoglio”, ed approderà ad una speranza carica di disillusione, messaggio estremo rivolto ad un essere che alla fine, avvilito, ha smesso di lottare:
“Il dolore non è il sale della vita. Il sale della vita è la felicità, e la felicità esiste: consiste nel darle la caccia”.
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Una bellissima opera
Oriana Fallaci è sicuramente una scrittrice da me ammirata al massimo ! Adoro i suoi pensieri , il suo femminismo, la sua lotta per la parità dei sessi che si intravede in questo suo romanzo !
In questo romanzo vi è una donna in lotta tra se stessa, sembra che nel suo io siano due persone a parlare, due persone che si scontrano e litigano : una vuole il figlio,l'altra non lo vuole. Ma la realtà è che, come tutte le donne, lei ha paura, è sola, ma ama questo essere che vive dentro lei. Si sente in gabbia da ciò che serve al bambino, non è pronta a dare sacrifici, lei vuole essere semplicemente libera!
"Mai due sconosciuti uniti nello stesso corpo furono più sconosciuti,più lontani di noi."
Questa è la frase del libro che più mi è piaciuta e che credo racchiuda i pensieri contrastanti di questa donna. Riesco a immedesimarmi molto in lei poiché avrei fatto gli stessi suoi errori !
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L'altro volto della maternità
Mi trovo di fronte ad uno dei testi letterari più difficili da recensire in assoluto. Sia perchè più cerchi di commentarlo nei dettagli e più ti sembra di avere saltato tanti passaggi fondamentali, sia perchè è davvero difficile per un uomo capire nel profondo la sconfinata psiche dell'Universo femminile. Ci si può provare, ci si può sforzare di andare a fondo, ma non è detto che ci si riesca con successo. Io comunque voglio provarci a tutti i costi, perchè questo testo, ma soprattutto l'Essere donna presentatoci dalla Fallaci, merita di essere capito.
Avete mai provato ad immaginare una donna che vede la nascita del proprio figlio come una 'condanna morale al dovere' anzichè come 'la gioia più grande del mondo, insieme al primo bacio ed al giorno del proprio matrimonio'? Ecco, se non vi è mai capitato di soffermarvi su una riflessione del genere, questo è il libro che fa al caso vostro.
Sì, perchè un bambino, di solito, stravolge positivamente le vite dei due genitori che si sono uniti sotto il vincolo dell'Amore (Eterno, lasciatemelo puntualizzare) e che hanno deciso di trascorrere il resto dei loro giorni l'uno accanto all'altra. Questo avviene 'di solito', perchè il contesto in cui è immersa la nostra protagonista è tutt'altro che idilliaco e gioioso.
Il suo compagno (per la vita? O solo per la notte in cui l'ha messa incinta?) l'ha abbandonata, la sua amica le consiglia di abortire, il suo capo si preoccupa della sua 'efficienza' sul posto di lavoro, e la società ha già espresso il suo (pre)giudizio su di lei, considerata una ragazza-madre senza dignità e senza un briciolo di buonsenso verso una creatura che dovrà crescere da sola contro tutto e tutti.
Si può definire come una donna-oggetto. Niente di più, niente di meno.
Per fortuna, però, la Fallaci non si dà per vinta e non lascia che siano 'gli altri' ad avere l'ultima parola in questo romanzo. Perchè la nostra protagonista, pur partendo da quei presupposti, inizia ad esporre un monologo terrificante, in cui si sofferma a riflettere sull'etica, sulla morale, sulle questioni sociali e sulla maternità.
Il suo bambino dovrebbe (o deve?) avere il diritto di scegliere se voler partecipare o meno alla 'massa' che popola questo mondo brutale, se decidere di affrontare la sfida della vita oppure uscire di scena senza lasciare alcuna traccia nel mondo, eccezion fatta per la cicatrice indelebilmente marchiata nella mente della donna che lo porta in grembo.
Il vero e proprio dramma di una donna che ha dovuto affrontare prima il problema della gravidanza in una società fortemente conformista, e poi quello della perdita del bambino. Racconta del dolore provato dopo la perdita del figlio, delle reazioni opposte alternatesi dentro di lei, di quel legame inscindibile fra tutto l’amore e tutto l’odio, così come l'anelito di avere un bambino che sente esclusivamente proprio e dell’ostilità verso questa vita che cresce dentro e che si sente estranea, surreale e fuoriluogo.
La scena conclusiva del tribunale e della 'visione' del figlio ormai adulto lascia spazio ad un vero e proprio ribaltamento della prospettiva; perchè adesso sarà proprio quest'ultimo a dover stabilire la sentenza sull' "operato" della madre. Ma non posso e non voglio anticiparvi nulla.
Infine, "Tu sei morto. Ora muoio anch’io. Ma non conta. Perché la vita non muore". Frase di una profondità immensa, perfetta per dimostrare come il libro sia ancora attuale nonostante abbia più di 30 anni. Perché sempre attuali sono la vita e la morte. E sono inseparabili, perchè l'una esclude l'altro, e l'altra conferma l'uno.
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Un libro per crescere
Il tema di questo libro è tutt'altro che scontato: certo tratta dell'aborto, ma anche di tutte le contraddizioni interiori che vive una donna, una madre.
Io sono un'ostetrica e penso che ogni ostetrica (e ogni donna) debba leggere questo libro.
Siamo spesso portati a giudicare gli altri senza nemmeno lontanamente pensare che dietro la decisione di una persona ci sia un lungo dialogo interiore e, molte volte, una lotta interna, difficile da capire, ma prima ancora da esprimere.
Oriana Fallaci ce l'ha fatta, è riuscita a scrivere tutto questo in un modo unico e chiaro!
L'ho letto un paio d'anni fa, quando ancora studiavo e facevo tirocinio; è più utile di tutte le lezioni di psicologia e di comunicazione a cui si possa assistere. Mi ha aiutata a comprendere, a mettermi nei panni della ragazza/donna/madre/figlia con cui mi relazionavo (e spesso ho pianto con lei/loro per le lotte che combattevano, impotente), mi hanno ringraziata perché si sentivano CAPITE (perchè questo è il nostro dovere, non siamo macchine, dobbiamo diventare le loro confidenti, devono fidarsi di noi, altrimenti non potremo mai assisterle nel modo migliore). In quel periodo, e ancora oggi, mi vergognavo per le mie colleghe che puntavano il loro dito accusatorio verso gli altri senza minimamente provare a capire cosa avesse spinto a prendere una scelta piuttosto che l'altra.
Credo che forse, tra le tante riforme universitarie che i Governi attuano, quella più sensata sarebbe di introdurre la lettura obbligatoria di questo capolavoro: vorrebbe dire formare persone migliori!
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Ultimo aggiornamento: 15 Ottobre, 2012
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Un'emozione che buca il cuore.
"Stanotte ho saputo che c’eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì, c'eri. Esistevi"
Parte tutto da qui.
Parte da questa consapevolezza un dialogo unilaterale da una madre verso il figlio.
Un dialogo che poggia su poche frammentarie certezze e mille e più dubbi.
La maternità è solo un atto di egoismo, per rispettare la morale, o all'opposto è un atto d’amore verso un bambino che desidera nascere? Regalo o costrizione?
Aborto equivale ad omicidio? O omicidio è far nascere un bambino in un contesto così socialmente e umanamente complesso?
"Ora ti chiedo se sei disposto a correre il rischio di lavare le mutande degli altri e scoprire che il domani è un ieri. Tu che te ne stai dove ogni ieri è domani, e ogni domani è una conquista. Tu che non conosci ancora la peggiore delle verità: il mondo cambia e resta come prima."
Tenera mamma, fuori dagli schemi, racconta al feto fiabe autobiografiche che dipingono la vita come un percorso costellato di soprusi e ingiustizie e lo rende partecipe delle sue ansie, angosce, paure, perplessità. Le fatiche della vita, una guerra che si ripete ogni giorno, nero su bianco, descritte da una penna matura, semplice, nitida, pulita.
Un viaggio tra vita e morte per capire che la maternità non è un dovere morale.
Non è nemmeno un fatto biologico.
La maternità è una scelta cosciente.
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Ultimo aggiornamento: 06 Mag, 2012
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Grande Oriana!
Famosissimo, questo è forse è uno dei libri più belli di Oriana Fallaci, una donna che ha vissuto tutte le sue passioni e i suoi sentimenti senza risparmiarsi nè tirarsi indietro, mai.
Nelle pagine di questo libro c'è un'Oriana ancora giovane, ancora non aspra come negli ultimi suoi: affronta con sentimenti alterni la presenza dentro di sè di una nuova vita e si interroga sul significato di nascere e di vivere.
Il libro si presenta come un colloquio intimo in cui la donna si rivolge alla nuova vita e si sviluppa su un doppio piano emotivo e razionale: si rivolge alla goccia di vita che sente attecchire nel suo ventre, considerandola già da subito come altro da sé, come una persona nuova non, come spesso accade a noi donne, come una parte di se stessa.
Lo fa con tenerezza e con razionalità, lo fa con la consapevolezza di non sentire affatto il desiderio/bisogno di essere madre, ma anche con la convinzione di non potersi arrogare il diritto di negare l'accesso alla vita a qualcuno che già c'è.
Questo libro, che ebbe subito un enorme successo, fu incoerentemente utilizzato come bandiera da chi allora (metà anni '70) lottava per l'introduzione dell'aborto legale in Italia: non ne capisco il motivo, dato che, anche se il bimbo alla fine non nascerà, non sarà per volontà della donna che invece trova in sé mille ragioni per accettare questa nuova vita.
Lo lessi quando ancora non ero madre. L'ho riletto ora a distanza di moltissimi anni e lo trovo ancora più bello, profondo e stimolante.
Lo consiglio a tutte le donne, di tutte le età, e anche a tutti gli uomini che, per mia esperienza, in genere lo apprezzano moltissimo.
[…]
Stanotte ho saputo che c'eri: una goccia di vita scappata dal nulla. Me ne stavo con gli occhi spalancati nel buio e d'un tratto, in quel buio, s'è acceso un lampo di certezza: sì, c'eri. Esistevi. È stato come sentirsi colpire in petto da una fucilata. Mi si è fermato il cuore. E quando ha ripreso a battere con tonfi sordi, cannonate di sbalordimento, mi sono accorta di precipitare in un pozzo dove tutto ere incerto e terrorizzante.
[...]
Vorrei che tu fossi una donna. Non sono affatto d'accordo con la mia mamma la quale pensa che nascere donna sia una disgrazia.
Se nascerai uomo io sarò contenta lo stesso. E forse di più perché ti saranno risparmiate tante umiliazioni, tante servitù, tanti abusi.
[…]
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Ultimo aggiornamento: 18 Marzo, 2012
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Cordone ombelicale
E' stato scritto nel 1975 in seguito alla perdita di un figlio e si snoda come un dialogo tra una donna e il bimbo che porta in grembo. E' un libro sul tema della maternità e dell'aborto, è intimo, profondo, toccante. Lei, nel libro, si confronta con un intero mondo: dal padre del bimbo, un vigliacco, ai suoi gentiroi, comprensivi; dall'amica, una femministra, al datore di lavoro, superficiale. Ma soprattutto si confronta con se stessa e con la propria vita. Nel libro lei si pone mille domande e la bellezza di queste pagine sta anche nel fatto che l'autrice non prende mai posizione, anzi sembra voler interrogare il lettore. Singolare è la parte del sogno che la donna fa di un processo, dove è la sua cosicenza ad essere tra le mani delle decisioni del figlio. E' un vero gran bel piccolo libro, che fa davvero pensare al senso della vita e al dono della vita, nonchè al legame più forte che è quello del cordone ombelicale.
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Lettera a un bambino mai nato
Ho letto per la prima volta "Lettera a un bambino mai nato" all’età di dodici anni, ed è proprio grazie a questo capolavoro che mi sono innamorata dei libri e della letteratura.
E’ viscerale, intenso, struggente, scioccante, schietto e poetico come ogni parola scritta da Oriana Fallaci.
All’autrice bastano queste poche pagine per coinvolgere e sconcertare il lettore, affrontare la drammaticità e soprattutto far riflettere su un argomento spinoso come l’aborto. Lo racconta da ogni punto di vista, attraversando i tormenti, i dubbi, le paure, le angosce e le devastazioni dell’anima che sconvolgono una donna costretta a decidere per sé e per il bimbo che porta in grembo.
Tutti quanti, almeno una volta nella vita, dovrebbero leggerlo, soprattutto quelli che sono convinti di avere la verità in tasca.
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solidarietà alla mia mamma!
Un giorno, mentre pranzavo con mia madre, le ho chiesto quale fosse il suo libro preferito.
"Si chiama: Lettera ad un bambino mai nato" mia madre non è mai stata un'amante della lettura ed il fatto che fosse proprio quello il suo libro preferito mi ha fatto ridere, avendo due fratelli e una sorella. Non conoscevo il libro a quel tempo, perciò mia madre aggiunse che quando avrei raggiunto l'età per leggerlo mi avrebbe dato la sua copia.
è passato quasi un anno da quando lo lessi la prima volta, ed è tutt'ora sopra il mio comodino, e non ho intenzione di spostarlo. è un libro speciale, uno di quei libri che ti lasciano qualcosa dentro, e inutile dire che ho pianto come una fontana.
Uno dei miei libri preferiti.
- solidarietà alla mia mamma! -
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Amo questa donna.
..Sono stata un po' di tempo a guardare questa pagina bianca, indecisa se sporcarla con le mie parole. Perchè per questo libro non ci sono termini adatti, trovo difficile esprimere un'opinione, perchè mi rendo conto che è qualcosa di troppo soggettivo. Questo libro ti tocca l'anima, ti prende dentro, ed è difficile esprimerlo in una recensione. Consiglio vivamente di leggerlo a tutte le donne, e a qualche uomo più sensibile. Va al di là del "contro o a favore dell'aborto", è un libro sulla vita e sull'amore. Nonostante la mia giovane età l'ho trovato meraviglioso e l'ho riletto molte volte. Quindi possono leggerlo tutti, indipendentemente dall'età e dalle esperienze riguardo gravidanze e figli..
Stupendo gente, credetemi.
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LETTERA A UN BAMBINO MAI NATO
E' un libro che mi ha dato tanto , forte , deciso , una donna impaurita , ma tenace , piena di sensi di colpa , paure e scossa spesso dalla sua forza che le dice di reagire , dalla sua forza di donna.
Sente nascere dentro di se qualcosa che le appartiene e non le appartiene , sente improvvisamente riempire il vuoto che ha e reagisce in modo contraddittorio da momento a momento.
A volte vorrebbe cancellarlo da dentro di sè , altre lo accoglie nel suo grembo , le racconta favole , lo cura attraverso i pensieri e le parole e curando sè stessa.
Sogni , confusione , momenti sfogati , vissuti anche dal lettore nel corso del libro , domande che creano vuoti e insoddisfazioni , la tranquillità spezzata dal dolore , dall'affrontare qualcosa più grande di noi , troviamo questo leggendo.
E' un libro che ha il potere di affascinare e scuotere allo stesso tempo
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lettera a un bambino mai nato
Consiglio questo libro a tutte le persone. Perchè prima di essere donne e uomini siamo, come dice la scrittrice, persone. Un susseguirsi di domande , che la protagonista si pone da quando sente la goccia di vita scappata dal nulla dentro di lei. Domande a cui risponde in maniera quasi sempre contraddittoria, il dubbio come strumento per vivere e capire la vita. E' la prima volta che leggo " lettera a un bambino mai nato", ma sono sicura che nel corso della mia vita lo rileggerò, perchè in qualche modo è come se i contenuti del libro possano mutare a seconda delle sfumature che il lettore coglie nel momento in cui lo legge.
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commuovente
Un libro dal potere smisurato, inconsciemente ti entra dentro e smuove tutti quei meccanismi che trovano del razionale e naturale in un aborto. Una mamma dalle apparenze moderne, con una brillante carriera che ama, senza profondi legami con l'universo maschile, padre del bambino compreso, ma che mette tutto in discussione davanti ad una nuova esperienza disarmante come la maternità.
Con semplicità, ciò che una mamma tenta di insegnare al proprio bambino riguardo il mondo intero.
L'ho letto diverse volte, e ogni volta ne ho colto una sfumatura diversa. Vorrei che ogni singola parola mi entrasse nel cuore e ci rimanesse per sempre.
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lettera a un bambino mai nato
E' l'unico libro della Fallaci che ho letto e sono contenta di averlo fatto è un'opera che un lettore non può perdere. L'ho letto da ragazzina ma l'ho capito bene a una seconda lettura da adulta, e forse se lo rileggessi ora scoprirei un'altra chiave per interpretare questo stupendo libro che commuove sempre. Bellissimo.
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non mi stancherei mai di parlarne
Devo averlo letto una trentina di volte,dai quindici anni in su.Era di mia madre,quando avevo dieci anni aprivo qualche pagina di nascosto..."una goccia di vita scappata dal nulla...." mi intimoriva e mi incuriosiva al tempo stesso....POI finalmente a 15 anni mi e' stato concesso di leggerlo,dubito di aver afferrato qualcosa di profondo pero' ho pianto anhe allora.Scritto magnificamente questo monologo di una donna che si chiede chi ha il diritto di decidere nascere o morire,la madre o il bambino?poetico,privo di ipocrisie....scritto da una donna che in tutta la sua vita non si e' mai stancata di chiedersi i perche',una donna che ha credeva nella vita,nell'esistenza....che ha combattuto fino alla fine dei suoi giorni con la rabbia,con l'orgoglio e con la forza della ragione.GRAZIE ORIANA
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...a dir poco bellissimo...
Un libro molto profondo e toccante!E' scorrevole e si legge in una giornata..io l'ho già letto due volte! Lo consiglio vivamente a tutte le donne e a tutti gli uomini. perchè ci pone davanti ad una questione veramente delicata...e alla fine ci si commuove per forza!
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come non piangere per un libro del genere
libro angosciante che tocca l'anima . libro che ho letto alle superiori , ma che ho riscoperto all'università. la seconda lettura mi ha fatto vivere sensazioni che non avevo provato alla prima lettura ,forse perchè ero ancora immatura per una lettura del genere .
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lettera a un bambino mai nato
Libro bellissimo ma purtroppo molto breve.
La Fallaci mette a nudo la sua anima raccontando la SUA esperienza di maternità.
Per chiunque si chieda se sia giusto o meno dare e togliere.
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Lettera a un bambino mai nato
E' un libro fantastico...come tutti quelli della Fallaci d'altronde!!!Consigliato assolutamente si!!!
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lettera ad un bambino mai nato
sara' che sono un fan di Oriana, sara' che amo la bella scrittura, sara' che ogni suo libro e' un capolavoro, ma questo in particolare riesce a parlare al cuore come pochi altri. argomento delicatissimo che porta a riflettere . bellissimo libro. prende,prende,prende. !!!
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capolavoro, degno del nobel
é da leggere! non ci sono parole per esprimere quello che oriana riesce a comunicare
Donne uomini,pro aborto e non, da leggere!!!










Opinione inserita da Fò 22 Settembre, 2011