Mi sono visto di spalle che partivo. Tra scegliere e restare ho preferito il mare
Letteratura italiana
Editore
Recensione della Redazione QLibri
senza infamia e senza lode
Un diario di un cittadino del sud, un ragazzo che viaggia, da Roma a Napoli, da Napoli a Roma, da Milano a Napoli. L'uso dell'espressione cittadino del sud è voluta, perché benché sia chiaro che la città d'origine del protagonista è Napoli,manca qualcosa di veramente caratteristico, per cui è chiaro che siamo nel sud, ma sappiamo che siamo a Napoli solo perché viene ripetuto all'interno del libro svariate volte, mancano gli odori, i colori i sapori che fanno una città diversa dall'altra. Le descrizioni, secondo me, sono un po' troppo stereotipate, sebra che lo scrittore, e di conseguenza il protagonista, non le abbia vissute ma abbia appreso determinate cose solo per sentito dire.
Bellissime le citazioni all'inizio di ogni sequenza, danno al libro una marcia in più...La metafora del viaggio è perfettamente riuscita e anche il contrasto interno del protagonista tra giusto e sbagliato è molto interessante. Un libro interessante senza troppe pretese che fa passare piacevolmente un'oretta









