Mi sono visto di spalle che partivo. Tra scegliere e restare ho preferito il mare Mi sono visto di spalle che partivo. Tra scegliere e restare ho preferito il mare

Mi sono visto di spalle che partivo. Tra scegliere e restare ho preferito il mare

Letteratura italiana

Editore



La presentazione e le recensioni di "Mi sono visto di spalle che partivo. Tra scegliere e restare ho preferito il mare", opera di Francesco Paolo Oreste pubblicata da Pensa Multimedia Edizioni. Il libro è una sorta di diario nel quale si intrecciano vicende pubbliche e private rielaborate dall’autore che le passa attraverso il vortice delle emozioni. Il lettore viene quasi trascinato dalla prima all’ultima pagina in un viaggio che offre uno spaccato della realtà dei giorni nostri, fatta di luci e ombre, contraddizioni, delusioni ma anche speranza. Oreste, sottufficiale della Polizia di Stato, riesce perfettamente a dosare i vari elementi. Il risultato è una narrazione semplice e coinvolgente, capace di spingersi oltre i soliti cliché e di tradurre a parole stati d’animo collettivi e individuali. In appena cento pagine, da leggere tutte d’un fiato, l’autore si racconta senza retorica, quasi con un pizzico di ingenuità. In questo “magma” emergono le storie di Ciro, lo “scugnizzo” cresciuto troppo presto, di Gennaro, Lino, Marco e tanti altri che racchiudono in sé vizi e virtù del popolo vesuviano. Oreste è parte integrante di questa comunità che conserva la capacità di indignarsi di fronte ai soprusi, che vive, lotta e non si rassegna all’idea di finire sommersa dai rifiuti trasportati, ogni notte, da decine di camion diretti verso la discarica Sari nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio. «Mi sono visto di spalle che partivo» è un atto d’amore nei confronti di una terra martoriata dalla criminalità, in cui, però, c’è chi trova la forza di reagire e sceglie da che parte stare, anche se questo costa sacrifici e fa male. Ma è il prezzo che bisogna pagare per sentirsi davvero liberi. (di Carmine Alboretti da ScrivoNapoli.it)

Recensione della Redazione QLibri

 
Mi sono visto di spalle che partivo. Tra scegliere e restare ho preferito il mare 2011-12-22 17:35:08 Dilo
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Dilo Opinione inserita da Dilo    22 Dicembre, 2011
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senza infamia e senza lode

Un diario di un cittadino del sud, un ragazzo che viaggia, da Roma a Napoli, da Napoli a Roma, da Milano a Napoli. L'uso dell'espressione cittadino del sud è voluta, perché benché sia chiaro che la città d'origine del protagonista è Napoli,manca qualcosa di veramente caratteristico, per cui è chiaro che siamo nel sud, ma sappiamo che siamo a Napoli solo perché viene ripetuto all'interno del libro svariate volte, mancano gli odori, i colori i sapori che fanno una città diversa dall'altra. Le descrizioni, secondo me, sono un po' troppo stereotipate, sebra che lo scrittore, e di conseguenza il protagonista, non le abbia vissute ma abbia appreso determinate cose solo per sentito dire.
Bellissime le citazioni all'inizio di ogni sequenza, danno al libro una marcia in più...La metafora del viaggio è perfettamente riuscita e anche il contrasto interno del protagonista tra giusto e sbagliato è molto interessante. Un libro interessante senza troppe pretese che fa passare piacevolmente un'oretta

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