Mi vendo
| 4.9 (4) |
Letteratura italiana
| Autore | Saradisperata |
Editore
| Casa editrice | Newton e Compton |
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 4
l'ironia come arma
Ha un ruolo storico questo libro: perché è scritto, con un linguaggio moderno, secco e senza fronzoli, da una precaria che invece di far l'intellettuale e della sociologia si sofferma a raccontare, testimoniando. Ci sarebbe da piangere e c'è da piangere: Saradisperata è talmente disperata che preferisce ridere e faro sorridere (un po' come a Cuba che se passa un poliziotto loro ridono, e poi magari si fanno un rum). Ma, ripeto, il libro, apparentemente "leggero", è, inrealtà un'accusa, precisa a questo particolare momento storico che vede nel precariato una piaga quanto mai dolorosa.
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | sì |
Denuncia al precariato
Vorrei consigliare la lettura di questo romanzo per diversi motivi.
Scorrevolezza: le 236 pagine si lasciano leggere in un giorno, facendo entrare il lettore in uno stato di dipendenza.
Stile: scrittura forte, diretta, ironica
Contenuto: argomento di grande attualità e di sicuro interesse, il precariato. Inoltre troviamo una avvincente storia d'amore che fa pensare se le scelte che si prendono nella vita, siano quelle giuste.
In conclusione, ho trovato anche commovente il finale; credo sia il secondo libro che mi ha commosso tra tutti i libi che ho letto...e il primo è stato La Zona Morta di S. King
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | sì |
Da leggere tutto di un fiato
Il libro parla di precariato in modo diretto, mettendo in risalto l'anomalia del lavoro flessibile. Scrittura di ottimo livello per questa autrice esordiente. Sarcasmo, amore, disperazione, tutto concentrato in un perfetto mix. Veramente consigliato.
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | sì |
Mi vendo: tutto quello che avreste voluto sapere
Un libro toccante, spietato e lucido come un reportage sul mondo del lavoro precario. La storia di Sara che dopo dieci anni di speranze vane e disillusioni decide di aprire un blog dove dichiara di essere disposta a concedere una notte di sesso per un contratto di lavoro a tempo indeterminato: la sua provocazione finisce sui giornali suscitando interesse della stampa nazionale e non solo. Lo stile dell'autrice è fresco, ironico, divertente e riesce a non scadere mai nell'autocommiserazione, offrendo la via d'uscita dell'ottimismo, ben diversa dal finale rosa e fiori a cui ci hanno abituato tanti romanzetti rosa scadenti.
Indicazioni utili
| Lettura consigliata | sì |
| Consigliato a chi ha letto... | Ammaniti, Gomorra |
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