Né qui né altrove
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Opinioni inserite: 11
Denso di...atmosfera.
Prima di commentare il romanzo vorrei fare una premessa.
Quando l'ho letto , ero dubbiosa su due fronti. Il primo: se ti abitui a leggere le storie con un personaggio come protagonista, ( vedi Montalbano, Guerrieri...), spesso rimani delusa del romanzo di tutt'altro genere....
Secondo: ero reduce da una delusione del genere, COCENTE,con il romanzo breve di Camilleri, "Un sabato, con gli amici" - secondo me, la peggiore produzione del mio scrittore preferito!
Potete dunque immaginare con quale predisposizione d'animo io l'abbia affrontato.
Mi sono dovuta ricredere, pagina dopo pagina.
Emozionante questa serata fuori programma dei tre amici , ex compagni di scuola...e di ciò che ne scaturisce...
Protagonisti: la voce narrante ( potrebbe essere l'autore ..o qualcuno di molto simile?), l'amico Paolo, docente universitario , ormai cittadino americano, e Gianpiero, ricco notaio, figlio di notaio. La classica persona arrivata, piena di "status symbol".
Da una serata insieme, con cena, parte una serie di "amarcord", su persone, luoghi, momenti....E poi amori, esperienze, incontri..
Intorno ai tre amici , in questa serata quasi fuori dal tempo, c'è Bari. Bari di notte, animata; le vie, i suoni, i rumori....
Una Bari così affascinante, che mi è venuta voglia di conoscerla meglio!
Poi , lentamente, l'atmosfera cambia , si fa più intima, ed emergono confidenze e situazioni dolorose: la vita di Gianpiero, con risvolti che forse non avrebbe voluto esternare...e una miriade di nostalgie, rimpianti, turbamenti.
Sembra che Carofiglio stesso, in questo lungo racconto, scopra cose di sè e della sua città, che forse non aveva ancora messo a fuoco; che questo processo gli sia servito per "guardarsi dentro".
Un racconto di una notte, scritto con lo stile come sempre impeccabile di Carofiglio; una notte e dei pensieri che potrebbero essere di ognuno di noi, in un'altra città, con altre persone, sotto un altro cielo.
Da leggere!
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Ultimo aggiornamento: 11 Luglio, 2010
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Amore per la propria città
Bel titolo, come al solito, e bel gesto di amore di Carofiglio verso la sua città, Bari. Per caso si ritrovano alcuni compagni di liceo per una cena e da lì partono ricordi, sensazioni, confessioni. Il libro ha qualche parte un po' lenta, direi volutamente lenta, che tutto sommato non appesantisce.
La considerazione finale è che spesso sono le storie d'amore giovanili a condizionare il corso della nostra vita futura, nel bene o nel male, così come può accadere che i sentimenti di amicizia o di odio dell'adolescenza restano scolpiti dentro di noi per tutta la vita.
Da leggere
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Voto 7,5!
Racconto affascinante. Le notti a Bari sembrano avere un'atmosfera "noir".
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simpatica lettura
Un libro gradevole, una sorta di guida turistica che attraversa la gioventù dell'autore. A tratti esilarante, ma riesce anche spesso ad indurre alla riflessione. Certo, un libro leggero, magari da "bruciare" su un volo di un paio d'ore come è successo al sottoscritto ma comunque una piacevole compagnia.
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ne qui ne altrove
ottima descrizione di una bari ai piu sconosciuta. personalmente mi e' venuta voglia di visitarla dopo aver letto il libro. bello.
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Nè qui nè altrove
Una chiara "speculazione" di un autore che ha avuto successo e che vuol sfruttarne l'onda.
Racconta l'adolescenza di un ragazzo borgese (Carofiglio), che vive in un quartiere borghese (Murat), ed è "costretto" a confrontarsi, a volte fisicamente, con ragazzi meno fortunati di lui, che vivono in una zona periferica a ridosso del murattiano.
Questi, stando al racconto, sfogavano la propria rabbia di emarginati cercando continui scontri con coetanei della ricca borghesia barese come Carofiglio.
Da questo scontro, ovviamente, Carofiglio ne esce vincente, non solo nell'età adulta quando da affermato magitrato incontra uno di loro nei corridoi del tribunale in un "ruolo" chiaramente differente dal suo, ma anche da ragazzo quando coraggiosamente stende a terra uno di loro.
Carofiglio ha perso una buona occasione per sottolineare i disagi di una generazione costretta a vivere ai margini della società, sempre etichettati da rampolli come lui come "cozzali" e delinquenti.
Chi scrive, ovviamente, era dall'altra parte della barricata...
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Per i lettori più attenti...
La notte può essere molto diversa dal giorno, perché di notte possono accadere molte cose, non visibili alla luce del sole, fatti che ci riportano indietro, azioni che ci fanno rivivere il passato, un passato che forse non vorremmo più che ritornasse da noi. E’ proprio questo quello che accade in “Né qui né altrove – Una notte a Bari” romanzo scritto da Gianrico Carofiglio edito da Laterza, 2008. Non ci troviamo nella Bari splendente e luminosa che siamo abituati a conoscere, bensì in una Bari diversa, dove il tempo sembra essersi fermato ai tempi dell’adolescenza di tre ragazzi, ormai uomini che ritornano nel luogo dove sono racchiusi i loro pensieri da bambini. Tensione, Disagio, ma anche affetto e nostalgia sono le emozioni principali in una notte dove l’amicizia è la protagonista indiscussa. Un’amicizia che sembra essere cancellata per sempre dal passare del tempo, ma che in realtà è sempre stata conservata gelosamente e che questa notte vuole tornare alla ribalta a Bari, come un’attrice che dopo una lunga pausa riprende la sua gloriosa carriera acclamata dai fan in delirio. Contraddistinto da un lieve tratto ironico, il romanzo di Carofiglio descrive minuziosamente i luoghi di una Bari riscoperta, rispolvera le sensazioni e fa rinascere qualcosa che non è mai morto. Carofiglio mostra la crescita di tre bambini ormai diventati adulti... Ma cosa vuol dire l’essere adulti? Quando si diventa adulti? Leggendo il romanzo si capisce che non esiste un’età biologica in cui si diventa adulti, ma si capisce che per Carofiglio l’essere adulti non indica solo guidare una macchina sfrontata, ma bensì prendersi cura e amare una figlia autistica. Caratterizzato da una lettura scorrevole, alla fine del romanzo si ci ritrova con un forte senso di nostalgia, una nostalgia che ci riporta alla nostra adolescenza, la stessa nostalgia che diffonde in noi il desiderio di poter rivivere almeno per un’ultima volta i momenti più entusiasmanti della nostra giovinezza. Il romanzo di Gianrico Carofiglio, battezzato con un titolo che ci porta direttamente alla misteriosa notte di Bari, esprime forti emozioni che solo il lettore più attento può cogliere.
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Ad occhi chiusi
Carofiglio? Sì, bravo, sì bravo, dicono da ogni dove. Bene, allora ho comprato il suo ultimo libro. Su Bari. (Poi, per consolarmi, anche due borse.) Lo ammetto: il fatto di aver letto la Duras la sera prima non ha giovato alla valutazione, ma, di certo non basta inanellare sequenze di parole in italiano corretto per suscitare emozioni. Queste, ma è solo una mia opinione, devono innanzitutto turbare colui che si accinge a condividerle con un foglio bianco. Uscivamo dal Maltese o dal Pellicano (quello di via Monte Grappa in particolare) scossi, profondamente scossi. Eravamo più di tre, eravamo in tanti, anche se poi ci sparpagliavamo in sottogruppi per le vie, le case, i vicoli di Bari. Non c'è quiete nella vita di un adolescente, né distacco, né saggezza, anche se può esservi malcelata solitudine. Non eravamo bravi ragazzi, di notte, perché quei locali fumosi ci donavano un'aria scapigliata così intensa da apparire autentica, e la vita diurna costituiva un mero contenitore di argomenti da cui evadere, fuggire. Amare Bari, anche se scorre sangue misto nelle vene, è facile. Lo hanno fatto in tanti, prima di noi. Alcuni, Carofiglio lo ha scordato, sono illustri figli della città e i loro nomi giacciono in bella mostra su lapidi bianche. Altri hanno recentemente dipinto Bari, quella sotterranea, quella che fa paura, ma sa far ghignare, al cinema. Molti si allontanano, per poco, poi tornano. Nel libro c'è tutto, troppo: la cucina, le librerie, il Petruzzelli, Punta Perotti... Grandi assenti: le emozioni di pancia. Non bastano frasi ad effetto, sporadici incontri con le canne (canne, non spinelli o droga, non siamo mica in questura), qualche striminzito ricordo adolescenziale, per apparire solidi ai propri lettori. Se il tema è la consapevolezza, non ci si può fermare all'attenzione. Il titolo, lo ammetto, è bello.
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Davvero noioso
Ho letto tutti i libri di Carofiglio, sono arrivato a tre quarti e non ne posso più, storia di tre amici che si ritrovano svogliatamente a Bari dopo tanti anni, il libro è di una noia mortale e non so neanche se ho voglia di finirlo, si descrive la città com'è e com'era, i cinema locali, un capitolo per com'era il cane del protagonista, un capitolo per cosa hanno mangiato a cena. Che delusione...
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Ottimo me l 'hanno passato ma ...
Sono molto più giovane rispetto ai ragazzi della generazione descritta da Carofiglio ma il modo in cui viene descritta bari è davvero eccezionale. Io sono della città e quasi quasi la odio ma leggendo questo libro ho scoperto tante di quelle cose di cui non ero a conoscenza e ne ho rivalutate tante di quelle che consideravo in modo superficiale. Mi riconosco molto anch'io nei pensieri dei ragazzi , perchè anch'io ho tanta voglia di scappare...
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Per caso, casa..
L'ho trovato per caso.. in libreria e non sapevo fosse uscito il giorno prima.. è uno di quei libri che ti fanno venir voglia di avere l'autore per amico.










Opinione inserita da Cristina V 06 Dicembre, 2010