Nessuno sa di noi Nessuno sa di noi

Nessuno sa di noi

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Nessuno sa di noi, romanzo di Simona Sparaco edito da Giunti. Quando Luce e Pietro si recano in ambulatorio per fare una delle ultime ecografie prima del parto, sono al settimo cielo. Pietro indossa persino il maglione portafortuna, quello tutto sfilacciato a scacchi verde e blu delle grandi occasioni. Finalmente, dopo anni di inutili tentativi, di “sesso a comando” e di calcoli esasperanti con calendario alla mano, conosceranno il loro bambino. Non appena sul monitor appare il piccolo Lorenzo, però, il sorriso della ginecologa si spegne di colpo. Lorenzo è “troppo corto”. Ha qualcosa che non va. Comincia così il viaggio di una coppia nella nebbia di una realtà sconosciuta. Luce e Pietro sono chiamati a prendere una decisione irrevocabile, che cambierà per sempre la loro vita e quella di chi gli sta intorno. Qual è la cosa giusta quando tutte le strade li conducono a un vicolo cieco? E l’amore fino a che punto potrà salvarli? Nessuno sa di noi è la storia della nostra fragilità. Di un mondo che si lacera come carta velina e di un grande amore che tenta in ogni modo di ricomporlo. Un’esperienza di dolore e rinascita raccontata da una voce così potente e umana da rimanere impressa per molto tempo. Un romanzo che scuote l’anima.

Scrittrice e sceneggiatrice, Simona Sparaco è nata a Roma. Dopo aver preso una laurea inglese in Scienze della Comunicazione, spinta dalla passione per la letteratura, è tornata in Italia e si è iscritta alla facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Ha poi frequentato diversi corsi di scrittura creativa, tra cui il master della scuola Holden di Torino. Per Newton Compton ha pubblicato i romanzi Lovebook e Bastardi senza amore, tradotto anche in lingua inglese. Vive tra Roma e Singapore.

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Opinioni inserite: 15

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Nessuno sa di noi 2014-03-24 20:48:35 ant
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ant Opinione inserita da ant    24 Marzo, 2014
Ultimo aggiornamento: 24 Marzo, 2014
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Lo strazio interiore di Luce

Libro molto struggente che tratta un tema sicuramente non facile: l'aborto preventivo.
Ammetto che da uomo ho provato ad entrare nelle profondità e sensibilità che solo una donna può capire quando si affrontano certe tematiche, mi sono molto commosso nel leggere dello strazio interiore della protagonista Luce, ma so già che è solo un tentativo, una donna che vive certe cose, un uomo non potrà mai comprenderla fino in fondo.
La trama: Luce e Pietro sono una coppa gioiosa e dinamica, lei giornalista lui uomo d'affari, il loro sogno si avvera finalmente Luce aspetta un bimbo. Controlli, esami , analisi fino al giorno fatidico in cui al piccolo nascituro Lorenzo ormai da quasi 7 mesi in grembo viene diagnosticata una terribile malattia: la displasia scheletrica. Pietro cattolico praticante e Luce atea, si trovano di fronte ad un dilemma che li tormenta: in Italia non è più possibile abortire in altri posti sì e dopo mille confronti, dialoghi e sconvolgimenti interiori volano a Londra.... nel periodo natalizio e...
Da questo momento in poi il libro diventa un'analisi interiore spietata, soprattutto per la protagonista Luce di cui vengono sviscerate ogni sorta di sensazione ed emozione, un calvario psicologico senza sconti
Voglio estrapolare solo qualche passaggio crudo, terribile a riguardo dei dialoghi pre aborto. Pietro a Luce:
...Pensa a un giorno della tua vita, al giorno in cui hai provato il dolore più insopportabile, in cui ti sei sentita più messa da parte. Prendi quel giorno e moltiplicalo fin all'inverosimile, fino all'impensabile. Poi non pensare più a te , a noi , che magari bruceremo all'inferno, pensa a questo bambino. E' così che sarà la vita di nostro figlio se disgraziatamente dovesse sopravvivere al parto"....
Ho provato molto dolore nel leggere queste cose, ma un libro che mi stravolge così vuol dire che alla fine mi ha emozionato e quindi, anche se l'argomento è ostico, mi è piaciuto
Non voglio lasciare nessun giudizio morale o etico ci mancherebbe, solo sensazioni
Straziante

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libri con problematiche sociali terribili
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Nessuno sa di noi 2014-01-14 18:59:14 Maury14
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Maury14 Opinione inserita da Maury14    14 Gennaio, 2014
Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio, 2014
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Un libro che ti scuote dentro

In questo libro si narrano le vicende di Pietro e Luce.
Questa coppia cerca da lungo tempo un figlio, dopo il sesso a comando finalmente arriva il giorno in cui Luce scopre d'aspettare un figlio.
Un giorno durante una visita di controllo viene diagnosticata una patologia seria al piccolo Lorenzo, una patologia che ne comprometterà la sopravvivenza.
Alla fine vengono posti davanti ad una scelta, proseguire accompagnando Lorenzo verso una fine inevitabile oppure eseguire un aborto terapeutico, ma il tempo legale in Italia è scaduto, unica scelta è andare in Inghilterra.
Luce e Pietro allora intraprendono un viaggio dopo sperano la diagnosi venga smentita, ma ahimè la diagnosi viene confermata, Luce ormai distrutta e senza forze non sa cosa fare, Pietro allora decide per entrambi.
Al ritorno le cose sono cambiate è il periodo di Natale, inevitabile non pensare a Lorenzo, il dolore per entrambi è straziante, ma per Luce è una ferita dell'anima che la sta uccidendo dentro piano piano.
La coppia entra in crisi, inutili gli sforzi di Pietro e dei loro amici per risollevarsi, Luce trova sollievo alle sue pene nella lettura delle discussioni di alcune donne che come lei hanno vissuto vicende simili iscritte ad un blog.
Ogni capitolo inizia con la discussione di una utente del blog, come fosse un ipotetico dialogo tra amiche in questo viaggio.
All'inizio del libro Luce è la protagonista, durante il loro viaggio della speranza emerge come punto centrale emerge prepotentemente Pietro, ma nel dolore la coppia fa capanno isolandosi da tutti insieme superano anche questa terribile esperienza.

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Trovo che questo sia tra tutti i libri letti nel 2013 il più bello.
Potrebbe sembrare triste, ma è un libro che ti scuote dentro e per questo è bellissimo.
Consigliatissimo.
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Nessuno sa di noi 2014-01-01 14:58:41 GLICINE
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GLICINE Opinione inserita da GLICINE    01 Gennaio, 2014
Ultimo aggiornamento: 01 Gennaio, 2014
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IL CARNEVALE DEGLI STEREOTIPI

ho deciso di leggere questo libro, incuriosita dalle numerose recensioni inserite e dall'argomento trattato.
Coraggiosa questa scrittrice, mi viene inizialmente da pensare, ma poi maturo anche la riflessione che, forse, sia anche un' ottima strategia pensata a tavolino. L'aborto terapeutico come tema, è intuibile da subito avrebbe creato sicuramente molto rumore, molta pubblicità, molto parlare e quindi molti libri venduti, molta visibilità......
Doveroso prima di altro, dire due parole sullo stile di scrittura, che risulta scorrevole, il libro lo si divora in poco più diuna giornata, anche se ritengo che la scrittrice abbia affrontato questo tema in modo molto superficiale, mantenedo un "basso profilo",nel senso che, la cosa più semplice da fare sia stata focalizzare l'attenzione sulla madre,come vittima di una situazione tragica, inaspettata,arrivando a trovare tutte le giustificazioni possibili alla scelta....
Ovviamente il discorso diventa molto più ampio di quello inserito nel commento a questo "romanzo", la riflessione assume forza ed importanza, se racchiusa nel contesto sociologico che ci ritrovIamo a vivere.
Contesto nel quale il relativismo, il soggettivismo, l'annullamento dei valori indissolubili legati alla difesa, ed al prendersi vera curadella vita come bene primario ed imprescindibile per una società onesta e giusta, la fanno ormai da padrone... Ecco che si cercano continue conferme ad azioni che la stessa coscienza del singolo condanna. Il parlarne, il far passare come "normale", come unica scelta possibile, un aborto terapeutico al settimo mese di gestazione, per di più, all'esterno dell'Italia, in quanto la nostra legge non lo permette, diventa ottimo trampolino di lancio per la Spartaco, ed ottimo sostegno per l'idea collettiva del nostro oggi, che chi non è "normale", non ha spazio nella nostra società, non ha diritti, nemmeno quello di venire alla luce e di essere amato per quello che è e che può dare.
Ecco che ci si riempie la bocca di frasi retoriche quali: " Che futuro può mai avere un bambino con gravi handicap fisici?
Decido di non farlo nascere per non farlo soffrire inutilmente....
L'ipocrisia la fa da padrone,siamo la stessa società che si indigna se viene abbadonato un animale domestico in autostrada d'estate ( confermo che è un'azione bieca e crudele..), dell'aborto però poco si parla...
come i clichè della stessa scrittrice, che fanno leva sulla religione cristiana, menzionando un Dio crudele,che indifferente permette tali tragedie, alla colpevolizazione della Croce di Cristo, come esempio di percorso obbligato di sofferenza perraggiungere la salvezza, al riferirsi anche ad altri credo, in merito alla reincarnazione..... Tutti concetti buttati lì in maniera superficiale, per seguire il pensiero comune ( molto facile scrivere in questo modo....)
Non posso sentire come in questo caso, definire un aborto terapautico al settimo mese di gestazione, liquidandolo con la frase:
" E' solo un feto" ( se pur provocatoriamente... ma quanti possono decidere di prenderla alla lettera?); Uno scrittore ha anche delle responsabilità credo..... Sarà perchè sono nata due settimane prima dell'aborto eseguito su Lorenzo ( questo è il nome del bambino), quindi sentiamo, non ho nemmeno il diritto di essere definita persona? Cosa sarei allora? Un aborto venuto male?
La Spartaco inoltre, lascia ampio spazio a pagine pagine di dolore, incomprensione, buio, che una decisione del genere porta con sè, dando molta visibilità alla difficoltà di gestire tale scelta, e per carità, nessuno nega il dolore,assolutamente, come nessuno nega la
libertà di ciascuno di poter scegliere,ma, ecco che arriva la buccia di banana.... Non si può condannare in maniera derisoria ed aperta, tutte quelle donne che invece, scelgono di portare avanti gravidanze difficili e dolorose, subendo una sorta di attacco al contrario.
E' un libro che non consiglio quindi, che sguazza nel dolore, che rigira il coltello nella piaga, in maniera anche pruriginosa, con descrizioni quasi minuziose della tecnica operata per l'aborto ( che necessità c'è? il concetto è già chiaro di per sè), con personaggi, stereotipati, Luce donna debole, influenzabile come una bambina,Pietro, marito forte che si assume la responsabilità di decidere ed organizzare tutto; La famiglia di Luce, meno abbiente di quella di Pietro, un cattivo rapporto di Luce con la madre,
una suocera invadente....... Alè! Ecco a voi il carnevale degli stereotipi, e noi che abbocchiamo vergognosamente.....
Cara Spartaco non si lucra sul dolore, forse è per questo che nessuno ha mai scritto in modo così aperto e "sbragato" sull'argomento... Non trova?

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Nessuno sa di noi 2013-11-10 07:28:42 Bruno Elpis
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Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    10 Novembre, 2013
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L'ombra di Medea

Nella cinquina finalista del premio Strega 2013, “Nessuno sa di noi” è un romanzo cha affronta un argomento delicatissimo: quello dell’aborto “terapeutico” e dei connessi conflitti personali, morali e psicologici.
La storia si sviluppa in due parti. Nella prima si narrano gli eventi: la promessa di una maternità che finalmente si realizza dopo tanti tentativi (“Il fatto è che io questo figlio lo voglio”; “Non lo voglio un pecorone che segua il branco, voglio che si distingua e che pensi con la sua testa. Bello o brutto, basso o alto, etero o omo, non fa alcuna differenza. Lo voglio speciale, e con un cuore immenso”), la scoperta – durante una visita di controllo – dell’anomalia genetica del feto (“Displasia scheletrica”; “So che gli acondroplastici sono quegli individui comunemente definiti nani”), la sofferta decisione di ricorrere all’aborto terapeutico.
Nella seconda parte si affrontano le conseguenze della decisione assunta da Luce e Paolo: le ripercussioni sul rapporto di coppia (“Vedo ogni giorno dissolversi quello che c’è tra noi”), l’interiorizzazione del senso di colpa, il suo sbocco, se di sbocco si può parlare…

Quanto alla tecnica narrativa, alle parti descrittive del romanzo vengono intervallate parti in forma espistolare: perché Luce è giornalista, tiene una rubrica su un settimanale (“Leggo sempre la sua rubrica. Mi fa compagnia una sera a settimana…”) e a lei scrivono molte donne. Poi, alle lettere della rivista subentrano le mail del forum “lospaziorosa.com”, che Luce frequenta, alla ricerca di conforto e risposte, attanagliata dal proprio senso di colpa.

Il tema dell’aborto terapeutico è affrontato con una sensibilità che mette in luce i tragici interrogativi che esso pone (“un medico obiettore di coscienza definisce improprio il termine terapeutico accostato all’aborto che si pratica per interrompere la gestazione di un feto affetto da un’anomalia cromosomica” … “si tratta di infanticidio, specifica. E spiega che bisognerebbe insegnare ai genitori ad accettare l’handicap, a valutarlo nella sua completezza, prima di ricorrere a scelte così definitive”).

Anche la dinamica del senso di colpa (“Da cosa crede che dipenda allora il suo senso di colpa?”), l’elaborazione del dramma (“Come si possa sentire una mancanza del genere per qualcuno che non abbiamo mai conosciuto”) e la progressiva consapevolezza che interviene dopo una decisione per forza di cose repentina (“E’ un essere puntiforme e luminoso. Lo vedo circondato da un’aura dorata. Un essere uterino e celestiale che emana una luce calma e costante”) sono analizzate in modo originale, con profondo rispetto per il pluralismo ideologico e nella piena coscienza del relativismo decisionale e del soggettivismo. Con un occhio puntato al complesso di Medea.
Un libro che fa molto riflettere. Un libro che può far soffrire.

Bruno Elpis

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Consigliato a chi ha letto...
... l'indimenticabile "Lettera a un bambino mai nato" della Fallaci
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Nessuno sa di noi 2013-11-05 20:04:54 elina
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elina Opinione inserita da elina    05 Novembre, 2013
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Luce mi fa rabbia

La prima parte del libro è stata molto intensa e commovente. L'idea di portare in grembo un bimbo che forse mai verrà alla luce è fonte di tristezza e depressione e la storia aiuta a far riflettere su un dramma vissuto attualmente da molti genitori. E' dalla metà in poi che il libro perde il suo fascino e diventa un romanzo-lamentela, un romanzo-compassione, un romanzo che ha scatenato in me molta rabbia... Luce è una donna fragile, una donna che non sa affrontare una decisione importante e il momento decisivo della sua scelta lo vive senza convinzione, come un'automa, lasciando alla fine scegliere al marito, l'uomo dalla mille certezze. E' difficile quando ci si trova di fronte a un bivio scegliere la strada giusta, ma se quella scelta riguarda la tua vita, il tuo futuro, tuo figlio bisogna avere coraggio e decidere con la propria testa, seguendo le proprie convinzioni e i propri desideri. Mi aspettavo un libro diverso, meno superficiale nei contenuti, meno banale nei dialoghi, meno stereotipato nei personaggi.

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Nessuno sa di noi 2013-10-03 21:25:12 Marco Caggese
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Marco Caggese Opinione inserita da Marco Caggese    03 Ottobre, 2013
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Nessuno sa di noi

Il giorno che comprai questo libro lo feci tra mille paure.
Sapevo quanto il contenuto scateni in me paure e domande irrisolte.
Cosa può provare dentro una persona che sta per diventare genitore quando i medici lo informano che il bambino non sta bene? Cosa si pensa, cosa si decide di fare? Dove si trova la forza per affrontare un dramma di tali dimensioni?
Questo diario è illuminante, pone tutti i dubbi morali, tutti gli angoscianti quesiti che si scatenano dentro un essere umano che non faccia della superficialità la sua bandiera.
Ma non siamo di fronte ad un racconto sterile, "Nessuno sa di noi" è anche una storia d'amore, che investiga sulla storia delle persone e scopriamo che ognuno di noi ha dentro qualcosa di irrisolto.
Da questo libro si impara soprattutto a non giudicare, si impara a comprendere che la vita è fatta di mille sfaccettature, di angoli che nascondono particolari rilevanti che ci rendono ciò che siamo.
Secondo alcuni critici Simona Sparaco non sarebbe un'autrice di rilievo, ma posso dire che la sua scrittura è accattivante, a tratti poetica, ma soprattutto mi ha colpito la sua capacità di andarte a fondo nei sentimenti, nelle riflessioni, nell'approfondimento psicologico. La Sparaco sa cogliere aspetti della realtà che non sempre è facile vedere.

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Nessuno sa di noi 2013-08-02 11:31:59 maria68
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maria68 Opinione inserita da maria68    02 Agosto, 2013
Ultimo aggiornamento: 02 Agosto, 2013
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un granello di sabbia...nulla di più

Luce è la protagonista insieme a Pietro del libro "Nessuno sa di noi"    

Cara Luce    
So come ti senti, il tuo disorientamento è stato anche il mio...nonostante le nostre strade siano state diverse. Il dolore, credimi, è uguale.    
Ti guardi intorno e non ritrovi più quelle gradazioni di colore che ti rendevano le giornate piene di speranza, di gioia, ora tutto ha un unico colore: cupo, freddo, asettico.    
Le giornate ti sembrano uguali. Fai fatica ad alzarti e se lo fai vorresti nasconderti all'interno di un armadio; lontano dagli sguardi dei tuoi cari, sebbene sei consapevole che intorno a te ci sono delle persone che ti amano.    
Hai paura di guardarti allo specchio, perché sai bene, che vedrai una persona diversa da te. Allora, che fai? Ti odi perchè sei "imperfetta". In questa società dove l'unica cosa che conta è la perfezione, non c'è posto per te.    
La soluzione al tuo disagio è erigere un muro impenetrabile, convinta che il tuo uomo non possa provare il tuo stesso dolore...ti assicuro, convinzione più che sbagliata.    
Sei alla ricerca spasmodica di silenzio...ma, no!!! hai paura del silenzio, perchè verrebbero in mente tante domande, a cui tu in questo momento non sai trovare delle risposte, per lo meno convincenti...    
Ti scrivo tutto ciò per dirti che non sei sola in questa fase della vita ...
Consigli non ce ne sono, l'unica certezza è che il tempo sarà la miglior cura affinché possa far tuo questo dolore.    
Queste sono le sensazioni che si provano quando  "impreparate" si deve affrontare un dolore,  sia esso la scelta di interruzione alla vita o altro...    
È una lettura che ti pone molte domande ma sono fermamente convinta che le risposte, senza ingerenza alcuna, possono essere date solo nel momento in cui ti trovi coinvolta, rispettandone la scelta e non giudicando come si è solito fare. Certo è, che lo Stato è latitante con le famiglie che non hanno interrotto la gravidanza e questo è un controsenso.    
Essendo noi gli abitanti in una società, per molti versi bigotta, la Sparaco è riuscita ad affrontare un argomento alquanto scomodo.  

"Crescendo si scopre che tutto ha un limite. Persino l’amore. E noi che lo credevamo grandioso, indistruttibile. Ma l’amore è una ferita che non guarisce mai, sempre sul punto di riaprirsi. Basta un niente perché s’infetti"    

Ps. Ho scelto di esprimere la mia opinione prima di aver letto il finale, senza apportare alcuna correzione.

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Nessuno sa di noi 2013-08-02 09:05:50 Minuscola
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Minuscola Opinione inserita da Minuscola    02 Agosto, 2013
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Triste

Libro triste. L'argomento è l'aborto terapeutico e/o l'aborto spontaneo.
Purtroppo la protagonista portya in grembo un feto malato che non soppravviverà nemmeno alla nascita.
Qualche attimo prima di effettuare l'abortio scrive: "E' come sostare sul ciglio di una scogliera poco prima di un tuffo"
Alla 29ma settimana si reca in Inghilterra per l'aborto.....
Nessuno sa di questi figli mancati..ma loro ci sono e segnano per sempre le vite delle loro madri.
LA MATERNITA' E' UNO SPARTIACQUE NELL'UNIVERSO FEMMINILE,
NON BASTANO LIBRI E/O MANUALI PER COGLIERE LE SFUMATURE, PER SCIOGLIERE I NODI.
Anche quando l'aborto è una scelta è doloroso.


Per fortuna l'ho letto che son già madre.............

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Nessuno sa di noi 2013-06-28 15:33:36 LaMarta
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LaMarta Opinione inserita da LaMarta    28 Giugno, 2013
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Delicato e molto triste

Un libro delicato ma allo stesso tempo tristissimo, perchè tratta di un argomento duro e difficile, e molto doloroso.
L'autrice riesce benissimo a trasmettere quali possano essere i sentimenti di una coppia davanti ad un lutto simile, grazie ad una scrittura pulita ed immediata.
E' un romanzo che coinvolge e pone domande (almeno per me è stato così).
Ho pianto molto, forse perché sono mamma e certe paure le ho vissute anche io in gravidanza.
Lo sconsiglio alle donne in attesa però...

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Nessuno sa di noi 2013-05-31 18:30:25 gracy
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gracy Opinione inserita da gracy    31 Mag, 2013
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Alice, il Bianconiglio e la corsa contro il tempo.

Forum “lospaziorosa.com”

Cara Lucedelmattino

Leggere le pagine del tuo libro è stata una delle cose più dolorose che mi siano capitate negli ultimi tempi, il tuo modo di scrivere e narrare un’argomento così difficile, così inspiegabile, così maledettamente intimo, con la naturalezza di chi parla tra le nuvole del proprio inconscio e le trasmette con parole soffocate nei meandri della mente, per poi inghiottirle e metabolizzarle con gli intestini assorbendone a piccole dosi in tutta la loro sostanza.
Non è una cosa semplice mettere a nudo l’intimità segreta, non tutti ne sono capaci, bisogna avere una sensibilità davvero spiccata e la consapevolezza di elaborare i contenuti e le motivazioni delle scelte seguendo un ordine ben preciso di quello che realmente vogliamo e di quello che siamo.
L’aborto è una condizione che fa tremare, fa scuotere le coscienze e fa secernere lividi e perbenismi più bigotti che pensati e viceversa, per carità non entro nel merito specifico e non sentenzio le scelte di nessuno.
Penso che alla base di tutto debba starci il coraggio. E’ il coraggio che spinge ad affrontare le scelte, un coraggio che in entrambe le situazioni lascia lo spiraglio al pentimento, subentra sempre quel “se”; se fosse nato…se non fosse nato… se non avessi fatto quell’esame….. se ho fatto l’esame è perché…

Ecco, perché?

La vita dovrebbe essere la gioia e il rinnovarsi di quello che più ci piace, tenere in braccio un bambino sano è il desiderio di tutti, è naturale , eppure è la cosa più egoistica che vogliamo se ci fermiamo un attimo a pensare che esistono malattie congenite gravi e irreversibili, la perfezione che agogniamo ci ricambia con questi inghippi, queste magagne che si insidiano nelle famiglie e le fagocitano fino alla fine dei loro giorni. Ma la natura ha fatto le cose davvero perfette,la naturalezza di un genitore che ama il figlio è una cosa che nasce da sola e a conti fatti si vive la vita così come sboccia, col dolore e con la gioia assieme…e il tempo intanto passa e noi cambiamo assieme a lui.

“Siamo ancora noi. Frammenti di un mosaico incapaci di incastrarsi ma che in qualche modo restituiscono alla perfezione l’immagine finale.”

Anch’io cara Luce mi sono sentita maciullata, passata al tritacarne e mi sono persa nella nebbia, aspettavo come un ebete una conferma ed ero completamente insicura e spaventata, mi rifiutavo di pensare alla scelta del sentiero ignoto da intraprendere, mentre rimanevo ancorata nell’asfalto preferivo accarezzare il tarlo più che farlo mio, alla fine sono stata accolta tra i privilegiati, ho ricevuto la grazia di non dovere scegliere. E’ nata prematura, ma sana.

-Credevo fosse una cosa naturale?
-Che cosa?
-Fare un bambino.

gracy

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Nessuno sa di noi 2013-04-04 08:51:02 mokygio
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mokygio Opinione inserita da mokygio    04 Aprile, 2013
Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2013
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la vita che c'è in noi...

non serve scrivere che il libro è bellissimo, perchè soltanto chi lo prenderà in mano e inizierà questo viaggio della vita lo capirà.
Ad un certo punto non ce l'ho più fatta, ho pianto, le lacrime scendevano mentre leggevo, ognuno di noi può trovare un po' di sé in questa storia, perchè i sentimenti che Luce descrive sono sentimenti umani, che anche se di storia si tratta, l'emozione è troppo forte.
stupendo il personaggio di Pietro, un uomo pieno di amore, che prende in mano la situazione fino alla fine.
E' un libro di tanti se, ma e perchè, non cerchi di giudicare, non vuoi farlo, ma ti immedesimi ed inevitabilmente ti chiedi tu cosa avresti fatto.
peccato che fosse troppo corto...

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Nessuno sa di noi 2013-03-18 22:20:55 katia 73
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katia 73 Opinione inserita da katia 73    19 Marzo, 2013
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Nessuno sa di noi

Difficile recensire un libro così, un libro così si deve leggerlo per viverlo , sicuramente è complicato trasmettere le emozioni che scatena anche perché in alcuni casi dipendono dal nostro vissuto.
L’ho letto in due sere, forse tre , è stata una delle poche volte che mi sono imposta di lasciare le ultime pagine per il giorno dopo per avere ancora un giorno con lui, con Luce e Pietro, con il loro dolore e con le loro piccole speranze di riuscire a superare questo lutto .

Luce è ormai verso il tragurdo, a un passo dal sogno che rincorre da tanto tempo , dopo anni di sesso programmato , di delusioni cocenti finalmente sta per diventare mamma , il piccolo Lorenzo tra poco nascerà e occuperà quella graziosa cameretta preparata con cura , ma non sempre le favole finiscono con “ e vissero felici e contenti”, a volte finiscono con “displasia scheletrica”, una prognosi che non lascia speranze.
Pietro è fantastico, cerca di seppellire il suo dolore e trovare la forza per aiutare Luce , ci prova in tutti i modi ma è difficile, noi ci sentiamo mamme anche quando il nostro bambino è lungo pochi centimetri , lo portiamo dentro di noi e questa è una cosa che un uomo per quanto sensibile sia non potrà mai capire fino in fondo.

Simona Sparaco, con grande mestria ci conduce in questa storia, nel cuore infranto di Luce , ci fa vivere quel dolore sordo, ma che rimbomba in ogni angolo della sua mente e del suo cuore . Lo fa con uno stile crudo, senza indorare la pillola, esattamente come deve essere fatto per un argomento così forte e importante.

Trovo che la scelta di Luce e Pietro di non far nascere Lorenzo sia una atto d’amore e non di egoismo , le coppie che si trovano in questa triste situazione e decidono per l’aborto terapeutico non lo fanno per sostituirsi a Dio, lo fanno per risparmiare del dolore alla persona che più amano: il proprio figlio, facendosene carico loro , questa è la mia sincera opinione.

Una lettura difficile, sicuramente non per tutti , per me è stato per certi versi come fare un viaggio nel mio passato, e a tratti ho rivissuto quel senso di vuoto e impotenza provato nei momenti bui, per chi come me ha lottato e sofferto per realizzare il sogno di diventare madre vi avverto non è una passeggiata inoltrarsi in questo labirinto di dolore ma ne vale veramente la pena .


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Nessuno sa di noi 2013-02-16 21:20:53 Ally79
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Ally79 Opinione inserita da Ally79    16 Febbraio, 2013
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Scelte impossibili.

L'aborto terapeutico è l’interruzione volontaria della gravidanza (IVG) provocata da determinati trattamenti medici al fine di preservare la salute della madre o di evitare lo sviluppo di un feto segnato da malformazioni o gravi patologie.

Definizioni.Quanto contano le definizioni in questo caso?Niente,nulla.

E quanto conta invece quella piccola parola:VOLONTARIO?Chi ti dice che sia volontario?Chi ti dice che interrompere la vita di mio figlio sia quello che voglio?Chi ti dice che non mi laceri il cuore?Che io quel figlio lo vorrei più di ogni altra cosa al mondo,ma non posso,non riesco,non me la sento di dargli una vita segnata da gravi handicap?
Si certo.E’una scelta si potrebbe obiettare.Ma lo è davvero?C’è davvero libertà in scelte del genere?

Simona Sparaco entra con tutta se stessa in un tema di difficilissima gestione.Nel paese della tuttologia,di una buona dose di qualunquismo,nel paese dove anche se sei ateo respiri cattolicesimo,nel paese in cui tutti sono sempre pronti non solo a giudicare,ma anche ad avere ragione,la Sparaco con l’onestà di una donna affronta e affonda mente e mani nell’argomento aborto.
Lo fa con stile,grazia.passione,animo.Lo fa con dolore,sentimento,intelligenza.
Ci sono autori che scrivono,che raccontano storie,magari splendide ma sono storie.
Qui c’è inevitabilmente una storia,ma mille passi prima della scrittrice c’è la donna.
E se io incontrassi questa donna le stringerei fortemente la mano e le direi grazie.
Grazie per essere riuscita con questo libro a ricordarci che un figlio riguarda solo tre persone:la coppia che lo concepisce e la nuova vita che verrà o che non potrà venire.
Grazie perché avrebbe potuto scrivere un romanzo d’amore e invece ha scritto un romanzo sull’Amore.
Grazie perché l’aborto che sia esso spontaneo,volontario o un passo obbligato, ha tutto il diritto di restare una cosa intima,privata,ma ha anche tutto il diritto di essere considerato qualcosa di cui non vergognarsi.E parlare,scrivere,sdoganare quanto più possibile l’argomento resta il modo migliore per diminuire la vergogna.

Mi viene d’obbligo dirvi che non è un libro emotivamente facile….ma del resto,come potrebbe essere altrimenti?
Buona lettura a chi lo sceglierà.

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Nessuno sa di noi 2013-02-12 14:13:03 CatehEffy
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CatehEffy Opinione inserita da CatehEffy    12 Febbraio, 2013
Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 2013
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UNO DEI DOLORI PIU' ATROCI.

Nessuno sa di noi.Si Intitola cosi questo splendido romanzo di Simona Sparaco. E si, nessuno sa di questo, nessuno sa di loro, nessuno sa di quante altre famiglie, in tutto il mondo, devono affrontare un dolore tanto grande come questo. L'aborto, il dolore più atroce per la persona che ti tiene in grembo,che ti nutrisce con amore e cura come solo una mamma sa fare.
Questo romanzo racconta la storia di Pietro e Luce, una coppia non sposata, apparentemente normale che aspetta un bambino,Lorenzo. Ma quando si accorgono che ce qualcosa che non va quali saranno le dure scelte da prendere, gli atroci momenti da passare?
"Qual'è la cosa giusta quando tutte le strade li conducono a un vicolo cieco? E l'amore fino a che punto potrà salvarli?"
Questo romanzo descrive perfettamente ogni singolo particolare,ogni emozione della mamma,ogni dolore provato da entrambi. Leggendo tra queste righe ho quasi immaginato di essere al suo posto, riuscivo quasi a percepire Lorenzo dentro me.

Scritto bene, lo consiglio:-)

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Nessuno sa di noi 2013-02-01 16:19:10 LuigiDeRosa
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LuigiDeRosa Opinione inserita da LuigiDeRosa    01 Febbraio, 2013
Ultimo aggiornamento: 01 Febbraio, 2013
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Storia di Lorenzo

(...) Che importa ormai? Sono Alice.E ho deciso di seguire il Bianconiglio
in questo buco di mondo.I Palazzi, fuori,sembrano facce,algide,distanti.
Le finestre tanti piccoli occhi chiusi.Per non vedere.Per dimenticare.

No, non è una favola quella che ha scritto Simona Sparaco. Il suo Bianconiglio non ci trascina in un mondo fantastico, anzi i Brucaliffi ,le Regine e i Gatti del Cheshire che abitano la sua storia sono medici,madri e compagni di vita,inquietanti e freddi i primi, inaffidabili e immature le seconde, apparentemente deludenti e distanti gli ultimi. Luce , la protagonista di questa storia, ci descrive la sofferenza più grande che può provare una madre, quella di perdere il proprio bambino e questo dolore è ancora più indicibile e squassante perchè a decidere della vita e della morte di questo bambino è proprio colei che lo nutre nel ventre suo.Stiamo parlando di un aborto.Ma che cos'è l'aborto? E' succhiare,raschiare, lavare, espellere via dal liquido amniotico,da dentro le tue carni: Wonderland, tutti i sogni che un bambino avrebbe potuto avere o essere.
Se "Lettera ad un bambino mai nato" di Oriana Fallaci ci ha costretti a riflettere su quel bambino che non nascerà, "Nessuno sa di noi" di Simona Sparaco ci trascina dentro questo "mai" ed è sconvolgente questo "mai", un dolore che annichilisce e stordisce per sempre.
Simona Sparaco racconta con delicata incisività il dramma che investe una giovane coppia,Luce giornalista e Pietro imprenditore, che dopo sei anni di tentativi andati a vuoto, credevano di essere vicini ad abbracciare il loro primo ed attesissimo figlio: Lorenzo.
Purtroppo, quando tutto sembrava pronto, culletta e stanzetta con Winnie The Pooh che sorride beato dalle pareti azzurre compresi: "displasia scheletrica!", è la sentenza choc che in una delle ultime ecografie cala, come la lama della ghigliottina, sulle vite di Luce,Pietro e Lorenzo.
Naturalmente la coppia allo choc iniziale reagisce con il più classico tour de force dai vari luminari ed alla fine a Londra, quando tutti i medici ormai concordavano sul fatto che il bambino aveva una grave malformazione la decisione: "aborto terapeutico".
Ho trovato indovinati in questo romanzo, l'uso di alternare i capitoli della storia con le lettere delle lettrici di Luce che permette un confronto con tanti altri punti di vista su quest'argomento così delicato e il personaggio di Pietro, perchè, finalmente nella storia di un dolore femminile ci si accorge anche del dolore maschile, è un po' come quando nelle librerie accanto ai manuali : "Sarò madre" hanno cominciato a far capolino anche i "Sarò padre", perchè il dolore ,in una coppia, appartiene a tutti e due.

di Luigi De Rosa

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Lettera ad un bambino mai nato
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