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Non avevo capito niente Hot

Non avevo capito niente

Letteratura italiana

Autore Diego De Silva

Editore

Casa editrice Einaudi


La trama e le recensioni di Non avevo capito niente, romanzo di Diego De Silva edito da Einaudi. Vincenzo Malinconico è un avvocato napoletano che finge di lavorare per riempire le sue giornate. Divide con altri finti-occupati come lui uno studio arredato con mobili Ikea, chiamati affettuosamente per nome come fossero persone di famiglia. La sua famiglia vera, del resto, è allo sfascio: la moglie l'ha lasciato, i due figli adolescenti, amatissimi, hanno i loro sogni e i loro guai. A Vincenzo Malinconico capitano improvvisamente due miracoli. Il primo è una nomina d'ufficio, grazie alla quale diventa difensore di un becchino di camorra, Mimmo 'o Burzone, e si trova coinvolto in un'avventura processuale rocambolesca. Il secondo miracolo si chiama Alessandra Persiano: la donna piú bella del tribunale, che si innamora di lui e prende a riempirgli la vita e il frigorifero. Ma il vero miracolo, per noi lettori, è la voce svagata, digressiva ed eccentrica intorno a cui ruota l'intero romanzo. Il vero miracolo è il pensiero storto e irresistibile di Vincenzo, che riflette su tutto quello che attraversa la sua esistenza e la sua memoria, seducendoci, di deriva in deriva, fino in fondo.

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E' un libro che aiuta a capire

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Le analisi interiori compiute sui singoli personaggi risultano ben fatte rispecchiando in primissima battuta, fin dalla prima pagina, la triste condizione degli uomini appena usciti da una separazione: "si va a passeggio.. per lo shopping della disperazione, che spinge a investire su mercati inesistenti. Perché è chiaro che quando non hai alternative cominci a travisare la realtà disponibile". Quanti non capiscano un simile concetto, o non si ritrovino in certi atteggiamenti, sono quelli probabilmente mai separati. Appaiono invece pesanti ed eccessive talune digressioni che allontanano, spesso, il lettore dalla trama portandolo, a volte, anche fuori scena. Il libro è complessivamente piacevole e gradevole; le sue 310 pagine vanno giù d'un fiato senza alcuna difficoltà. Non vi è nulla di incomprensibile in un testo che risulta, invece, scritto con semplicità e autentica padronanza del linguaggio dal suo autore.

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Irritante

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Opinione inserita da carturco
19 Aprile, 2010
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Ero stato indotto alla lettura di questo romanzo dalla recensione entusiasta di una nota firma del supplemento domenicale di Il Sole-24 Ore che, tra l'altro, magnificava la novità del cambiamento di stile e registri di De Silva.
Non c'è ombra di dubbio sul fatto che, nella panoramica contemporanea italiana, l'A. sappia scrivere bene. Ma al di là di questo ho trovato il romanzo irritante per la vacuità dei personaggi e della storia.
A mio parere riflette fedelmente la vacuità di certa filmografia "giovane" e "giovanilista", incentrata su personaggi che non crescono mai, e che pensano di autoassolversi per il solo fatto di esserne consapevoli: il problema, però, è che ne sono anche compiaciuti! Questo autocompiacimento, per il modo in cui trasuda da tutta la narrazione, finisce per coinvolgere la visione di un autore che non appare mai prendere le distanze.
Si aggiunga poi a tutto questo una rappresentazione di personaggi, fenomeni e atteggiamenti camorristici come se si trattasse di bozzetti di costume, di folclore - in tempi di "Gomorra"!! - e, francamente, l'irritazione mi è sembrata una reazione del tutto appropriata.
Alla fine non ho potuto evitare ri pensare che il titolo, in un certo senso, risulta paradossalmente appropriato.

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EVVIVA!

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Opinione inserita da danilo
20 Marzo, 2010
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Dopo averlo letto potete dar fuoco a tutta la vostra biblioteca. Lo so che il commento è esagerato, ma come si fa a non trovarsi in ogni arguta osservazione che De Silva spiattella ironicamente su ogni gesto quotidiano e le sue origini psico-comportamentali che ci portano ad agire più o meno consapevolmente per continuare a sentirsi vivi? Dopo questa lettura se aveste mai pensato di aver bisogno di uno psicologo per le vostre piccole-grandi nevrosi, allora capirete che potreste essere proprio voi il consulente mentale di voi stessi... e risparmiare un bel po' di soldi. Unica ostacolo: bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro con onestà disarmante. E De Silva lo fa senza preoccuparsi di alcun giudizio.

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nemmeno io ho capito

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Non ho capito questo libro, che ho ripreso dopo un po' perché non riuscivo ad andare avanti. Ma dopo un anno riprovandoci la situazione non è migliorata. Alcune pagine divertono ma come romanzo non ha molto senso.

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Non avevo capito niente

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Libro di piacevole lettura, sicuramente non impegnativo.

In alcuni tratti brillante e veramente spiritoso, la verità.

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che bella malinconia!

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Opinione inserita da pinuccia.1156
20 Ottobre, 2009
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Ma che bella malinconia!!

Leggo per la prima volta De silva e forse, essendo napoletana, ho colto il senso di tutto quello che l'autore ha voluto dire.

La lettura è molto piacevole e scorrevole, i personaggi estremamente curati nel profilo, e vi assicuro molto fedeli all'originale.

Ambientazione accurata e precisa in tutti i particolari.

La storia è credibile e divertente.

Nel finale grande riscatto.

Lo consiglio e vi assicuro l'ho consigliato a tutti gli amici che amano leggere.

Non pretende di essere letteratura impegata ma, francamente una lettura così piacevole è rara. Molto bravo De Silva!

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Malinconico... fino a che punto?

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De Silva questa volta ha usato un linguaggio diverso rispetto al suo precedente "Una donna di scorta", in entrambi c'è il messaggio vero, di "vite vere". Vincè Malinconico (di nome e di fatto) è un personaggio "semplicemente complicato" che chissà quanti ne incarna e chissà quanti ne conosciamo nella nostra vita quotidiana, in questo caso è solo grazie al linguaggio e alla bravura dell'autore che ho percepito di avere letto un libro profondo e ricco di rifessioni, malgrado le risate che mi ha sucitato.

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NON HO CAPITO NIENTE

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Opinione inserita da DOLORES
24 Settembre, 2009
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Mi spiace per l'autore, ma già della prime pagine questo libro è stata una delusione: pieno di descrizioni quasi maniacali che non aiutano la fluidità della storia, che a sua volta è proprio povera. Non l'ho finito di leggere e per me è davvero una cosa insolita.

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Capire di non aver capito niente...

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Opinione inserita da erciocia
02 Luglio, 2009
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L'ironia è usata come arma per difendersi dalla violenza come dal grigiore di una vita piena di problemi più o meno reali. Una lettura piacevole arricchiata qua e là da situazioni umoristiche che ti strappano il sorriso o da rilessioni leggere quanto pungenti.

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Non avevo capito niente

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Un libro assolutamente da leggere. Divertente senza mai diventare banale, anche quando tratta argomenti che allegri non sarebbero. Un periodo di pesanti cambiamenti nella vita del protagonista descritto ridendosi addosso ed illustrando in dettaglio una magnifica e pratica filosofia di vita. Sono le cose che tutti noi pensiamo quotidianamente messe su carta in modo davvero piacevole. L’Avv. Malinconico è un personaggio riuscitissimo e il suo “segugio” Tricarico altrettanto. In realtà tutti i personaggi sono perfettamente delineati e veritieri.

Ho adorato il suo modo di sdrammatizzare gli eventi usando i nomi del catalogo IKEA per i mobili (e intanto sottolinea la precarietà della situazione).

Cassarlo per una bestemmia (riportata, peraltro, non detta!) è, a mio avviso, da bigotti.

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non avevo capito niente

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Opinione inserita da federica
04 Mag, 2009
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Un libro divertente, piacevole e consigliato veramente di cuore a tuttti quelli che si prendono troppo sul serio!fa pensare!

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Dolceamaro

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andrea70 Opinione inserita da andrea70
08 Dicembre, 2008
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Ultimo aggiornamento: 08 Dicembre, 2008
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Se pensavate che una buona laurea ed una professione importante vi garantissero contro le "buche" che la vita ci mette ogni giorno davanti...vi sbagliavate di grosso. E' questo che ci racconta l'autore attraverso le vicissitudini di Vincenzo Malinconico , Professione avvocato con un solo cliente , appena abbandonato dalla moglie per un brillante architetto ...alle prese con un possibile cliente alquanto "incomodo" , i problemi dei figli adolescenti e una nuova storia d'amore. Il tutto scandito da pensieri e parole (spesso diversi tra loro) di quest'uomo che affronta le situazioni con irascibile determinazione nonostante contraddizioni , sbagli e paure .

Dialoghi e situazioni sono parecchio realistici e spesso strappano più di un sorriso, in mezzo all'ironia c'è anche dell'amarezza e viceversa... alcuni passaggi sulla solitudine oppure sulla difficoltà di realizzarsi svolgendo una professione "inflazionata" sono molto ben riusciti.

Lo scritto dell'autore poi è molto vicino al "fiume di parole" tipico del personaggio di cui ci racconta la storia.

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non avevo capito niente

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Opinione inserita da Lillo
24 Novembre, 2008
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Libro gradevole e scorrevole, con Malinconico alle prese con i problemi di tutti noi.

Peccato per la sua arrabiatura con la preside che cercava di aitare lui e suo figlio, mi è sembrato ingeneroso e scortese il modo con cui ha trattato la malcapitata.

Complimenti comunque a De Silva.

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Bello e divertente

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Opinione inserita da ML
03 Ottobre, 2008
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Riesce ad essere estremamente divertente senza essere banale. Scritto molto bene con un linguaggio ricco ma scorrevole

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Una piacevole sorpresa

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Opinione inserita da Luigi
08 Settembre, 2008
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E' il primo libro che leggo di Diego De Silva ed è stata un'autentica sorpresa. Una lettura piacevole. Un libro disincantato ed ironico dei nostri giorni. Leggendo tra le righe ci sono spunti di riflessione sul vivere quotidiano (naturalmente per chi riesce a coglierli). Bravo De Silva.

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bravo diego!

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Opinione inserita da Anna
27 Agosto, 2008
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io in realtà ho letto prima questo e poi la solitudine ecc... Ovviamente quello di Da Silva non è un capolavoro ma è ironico e avvincente e ti concede un sorriso non scontato... ti ritrovi a pensare ai tuoi pezzi Ikea, ai surgelati, alla precarietà del lavoro e delle famiglie che ci costruiamo senza sapere bene se saremo in grado di portarle aventi...niente a che vedere con l'angosciosa noia e il fittizio esistenzialismo dei due protagonisti di giordano che ti vien voglia di farli malmenare da mimmo 'o Burzone così vediamo se si svegliano!!

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Consigliato a chi ha letto... la solitidine dei numeri primi e vuole riprendersi dal trauma!
 

non avevo capito niente

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Opinione inserita da daniela
07 Agosto, 2008
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Oltre la storia romanzata c'è la possibilità di fare un viaggio introspettivo grazie all'ironia con cui tratta temi a tutti comuni..la fine di una storia,il lavoro che non corrisponde a ciò che si sognava..ti permette di ridere su se stessi oltre che sul protagonista

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NON AVEVO CAPITO NIENTE

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Non è un capolavoro ma non ha nemmeno la pretesa di esserlo. Protagonista un pò retrò che a volte pecca di eccessiva ingenuità ed altre prende la vita con troppa leggerezza.

Un libro scorrevole e piacevole, adattissimo sotto l'ombrellone

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Voli pindarici

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La forza del libro sta nella narrazione, si parla di camorra e di rapporti umani con una leggerezza ed un humor irresistibili. Si finisce per appassionarsi alle vicende del protagonista (Vincenzo Malinconico...il nome è già tutto un programma), la cui umiltà ne giustifica i continui errori. Interessanti sono anche i "voli pindarici" del protagonista che spaziano fra i "massimi sistemi" e le banalità della vita quotidiana.

Uniche pecche del libro un bestemmia inserita a pag.249 e un'abbreviazione linguistica (per es.) ripetuta più volte nel testo. Buona lettura:)

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Non avevo capito niente

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Opinione inserita da Mariangela
28 Febbraio, 2008
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E' il protagonista la forza di questo libro, il suo modo nello stesso tempo leggero e profondo di esaminare tutto quello che gli succede. Scorrevole e piacevole da leggere. Lo consiglio a tutti!

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un goccetto di amaro piacevole

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Opinione inserita da jack07
20 Gennaio, 2008
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La forma colloquiale può piacere o meno, ma è una scelta rispettabile. La storia è un insieme di sottostorie, nessuna della quale riesce a prendere il sopravvento.

Finale un pò tirato come un cazzotto, forse proprio una di quelle accelerazioni improvvise di cui si parla tanto nel libro.

Gustoso e molto "umano" il personaggio del tutor.

A rileggerci presto, dunque.

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Consigliato a chi ha letto... Consigliato a chi annaspa nel mare melmoso della professione.
 

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Opinione inserita da Bruno Bonizzi
05 Dicembre, 2007
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Molto molto piacevole. Nonostante la semplicità della storia è davvero coinvolgente nelle riflessioni, trattate con un'ironia di certo già vista, ma ciò nonostante sempre divertente.

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Una bella sorpresa

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Opinione inserita da erik paleni
21 Novembre, 2007
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Nel suo genere, una chicca. Estremamente piacevole, offre la rappresentazione del dramma di (soprav)vivere ben stemperato dalla leggerezza. Strappa genuine risate e ciò è impagabile. Più che buono.

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contiene una bestemmia

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Opinione inserita da maria scafidi
20 Novembre, 2007
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... ma cosa voleva dimostrare con quella bestemmia forzatamente inserita a pag. 249? Che in Italia esiste la libertà di stampa? Bene, bravo, bis!

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Ma carofiglio che ne pensa?

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Opinione inserita da anna saporito
17 Novembre, 2007
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Io l'ho trovato pericolosamente simile a "Con gli occhi chiusi" di Carofiglio, che avevo letto un anno fa. Sono esterrefatta. Esterrefatta.

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cocktail all'italiana anzi alla napoletana

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Opinione inserita da marcello
13 Novembre, 2007
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L'autore ha preso un pò da woody allen, un pò da bret easton ellis, ha aggiunto una spruzzatina di immancabile camorra e ha confezionato un libro piacione...se questi sono i nuovi scrittori italiani...aridatece De Crescenzo

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non ho capito io?

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Opinione inserita da serena
23 Ottobre, 2007
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perchè il personaggio del figlio a un certo punto scompare e non sappiamo che fine fà?

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Diego De Silva

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Un romanzo che si fa leggere senza problemi. Non siamo di fronte ad un capolavoro della letteratura, ma lo stile e l'ironia dell'autore sono piacevoli. La storia in sè non ha spessore, ma permette all'autore di compiere numerose riflessioni, spesso interessanti. Promosso

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