Non ho tempo da perdere Non ho tempo da perdere

Non ho tempo da perdere

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Non ho tempo da perdere, opera di Fabio Di Credico e Tommy Dibari edita da Cairo Editore. Lazzaro è un giovane pugliese alla ricerca del suo futuro. Anche se a Polignano a Mare costruirsi un futuro non è facile. Qui, per racimolare qualche soldo, nelle notti d’inverno i ragazzi si danno appuntamento al porto per scaricare le bionde di contrabbando nella speranza di non essere beccati dalla polizia. Lazzaro però è diverso. Vive in un mondo tutto suo e sono in molti a considerarlo un po’ strano. Lui, in realtà, non ha tempo da perdere perché ha un sogno: vuole diventare chef. Per questo decide di tentare la fortuna al Nord, a Milano. L’inizio non è facile. Lui, che per la prima volta si è allontanato dal paesello e dalla famiglia, deve imparare i nuovi codici della vita in città. E, soprattutto, deve scordarsi i chilometri che lo separano dal mare. Dopo un primo lavoro come sguattero e la tenera amicizia con Sofialoren, trans sudamericana dal cuore d’oro, Lazzaro incontra Vito, un carabiniere del Sud come lui, che gli propone di andare a vivere in un appartamento di sua proprietà, già occupato da quattro ragazze. E per lo spilungone di Polignano, come lo chiamano al paese, inizia il periodo più bello della sua vita. Con Dalila, Barbara, Teresa e Adelina in casa si crea subito un clima di grande complicità e Lazzaro riesce anche a farsi assumere come aiuto cuoco in un’osteria pugliese. Ogni cosa sembrerebbe andare per il verso giusto quando un’improvvisa telefonata lo riporta al passato mandando all’aria tutti i suoi piani. Suo fratello ha trovato il lavoro che fa per lui: Lazzaro non sa dire di no, lascia la «famiglia di via Sarpi» e si ritrova «assistente» di Carmine Cordaro, un tizio circondato da dubbia fama, di cui riesce solo a intuire i loschi traffici. Finché per caso non scopre una terribile verità…

Scritto a quattro mani da Tommy Dibari e Fabio Di Credico, Non ho tempo da perdere è una storia di lacrime e sorrisi, palpiti e miraggi, andate e ritorni. Perché il viaggio più avventuroso è quello che passa attraverso i propri sogni.

Recensione della Redazione QLibri

 
Non ho tempo da perdere 2012-05-04 13:43:12 peucezia
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peucezia Opinione inserita da peucezia    04 Mag, 2012
Ultimo aggiornamento: 16 Mag, 2012
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Storia di un gigante buono

Scorrevole e gergale nella narrazione senza disdegnare termini pseudo-dialettali il romanzo racconta di un gigante buono, Lazzaro è il suo nome, che, come fece Zalone nel suo primo film, parte dalla natìa Polignano verso la tentacolare Milano in cerca di lavoro.
Di fatto la storia è divisa in due parti distinte: quella dedicata a Polignano più colorita anche se poco benevola nei confronti dell'incantevole paesello a picco sul mare e quella meneghina a volte più dura, che non manca di sottolineare gli aspetti più contraddittori e negativi della vita nelle grandi città.
Le vicende tragicomiche del nostro eroe sono raccontate con molta ironia anche quando il protagonista si trova nei guai così come fece Fielding narrando le avventure del suo Tom Jones.
Belle le descrizioni dei personaggi tese a catturare le essenze dei singoli difetti ma con molta amabilità. Narrazione onnisciente con uso di dialogo diretto libero e scarsa intrusione da parte del narratore nelle vicende del personaggio eccezion fatta per l'introduzione e la conclusione della storia che richiamano la divisione classica propria del romanzo ottocentesco , anch'esso omaggio ironico ai tanti romanzi che in passato si occupavano di narrare eroiche avventure.
Molto televisivo e attuale nelle citazioni corre il rischio di bruciarsi troppo in fretta perché col tempo molte allusioni alla stretta attualità potrebbero cadere nel dimenticatoio.
Sicuramente adattabile agli schermi televisivi ( e non a caso è stato scritto a due mani da due autori di trasmissioni di successo) il libro è adatto per una lettura spensierata estiva o domenicale perché godibile e ben scritto.Consigliato.

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Carofiglio
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Non ho tempo da perdere 2012-02-20 11:59:21 doronzo
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doronzo Opinione inserita da doronzo    20 Febbraio, 2012
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Forza Lazzaro

Romanzo che si legge tutto d'un fiato, ma soprattutto un romanzo dolce e al tempo stesso dalle emozioni violente. Lo consiglio a tutti

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