Non ti muovere
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Opinioni inserite: 25
STRUGGENTE..
Uno dei libri più belli che abbia mai letto. Quello di Timoteo è l'esame a cui andremo tutti incontro; è un bel libro perchè è reale, contemporaneo e quindi nuovo. Margaret è una delle mie preferite.Lo stile è struggente, sono riuscita a commuovermi e provare un forte senso d'angoscia nel giro di una pagina. Unico sgarro: la descrizione di Italia, della sua vita, della sua casa, dei rapporti passionali tra lei ed il protagonista sono sicuramente stati il cardine di tutta la storia ma ad un tratto c'è stato qualcosa di troppo spinto, esagerato che mi ha infastidito. Per il resto libro fantastico.
Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 2012
Toccante
Ho letto il libro dopo aver visto per caso il film e ne ho riassaporato i contenuti con immenso piacere... E' un libro delicato, commovente, struggente, ma allo stesso tempo crudo. Timoteo fugge la quotidianità e trova in sè un uomo diverso, si riscopre in Italia, donna sola, forte nella sua fragilità. Contraddizioni? Credo che la realtà sia piena di contraddizioni. Un libro da leggere, assolutamente!
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Pessimo.
Uno dei libri peggiori che abbia mai letto.
Non tanto per lo stile della Mazzantini, piuttosto perché è proprio la storia ad essere scontata, ripetitiva, noiosa, banale, in una parola: brutta.
Un libro orribile, non lo consiglierei nemmeno al mio peggior nemico.
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Com'è facile farci piangere!
L'unica cosa che la salva è che scrive bene .Per il resto le sue storie sono un insieme strappalacrime di disgrazie e luoghi comuni.E' troppo facile far piangere:scrive di tutte le cose brutte di cui abbiamo paura, di tutti i dispiaceri che prima o poi ognuno di noi passa,di tutti gli orrori che possono accadere.
Non so...questo tipo di libro non mi entra dentro..fa leva su emozioni troppo facili da smuovere.Mi fa piangere come una pazza ma non mi fa riflettere.E dopo che ho pianto non mi è restato dentro niente di nuovo da quello che già avevo, perchè ha parlato solo di cose che ognuno di noi già sa.Ecco, forse è questo il punto:i suoi libri ci piacciono perchè sono banali,perchè non ci portano mai lontano da ciò che siamo e che sappiamo già di essere. E allora non mi piacciono più, perchè uno scrittore non ci deve far piacere la banalità,ma ci deve scuotere con idee e pensieri che escono fuori dai nostri schemi e ci deve far pensare ,nel bene o nel male, ma pensare.
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Ricordi e segreti
Non ti muovere nasce dalle contraddizioni insite nell’animo umano, quelle contraddizioni sopite da sempre che emergono con forza di fronte ad eventi sconvolgenti. Un mattino piovoso, un incidente stradale terribile, una corsa in ambulanza contro il compiersi di un destino crudele. Angela, un’adolescente di appena quindici anni, viene trasportata in gravissime condizioni nello stesso ospedale dove suo padre è uno stimato chirurgo. Per la prima volta Timoteo vive quel groviglio di emozioni, dalla paura all’inadeguatezza all’impotenza, che assale chi attende al di là di una sala operatoria. E questa attesa divorante lo conduce a mettere in discussione se stesso attraverso un lungo e dettagliato racconto, un’introspezione dolorosa nella propria anima e nel tempo. Lui, professionista di successo dall’esistenza oramai appiattita, al suo fianco una donna forte e brillante, circondato da un contesto colto e borghese, ripercorre quella parte della sua vita che oramai credeva sepolta nell’oblio. Inghiottito dalle passate emozioni, risucchiato dai ricordi, da odori forti e colori scuri, rivela quel segreto che lo ha condotto lontano fisicamente e mentalmente dal suo mondo e dalla sua normalità, quella passione amorosa che mai avrebbe pensato essere sua e della quale gli rimane ora solo una scarpa rossa. Una confessione dolorosa a sua figlia, ma in realtà a se stesso. Il libro ha ispirato l’omonimo film diretto da Sergio Castellitto.
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Un grido nel vuoto
Non ti muovere è un grido, il grido di un padre, di un'amante, di un marito: è il grido di un uomo che non sa afferrare la vita, ma che vi scivola attorno in una danza quasi surreale. Timoteo è un professionista affermato, stanco della beatitudine che la serenità del matrimonio e della vita borghese gli ha portato, sceglie, perciò, la via del grottesco, di tutto ciò che è animale, sporco, freddo e sudicio: sceglie Italia. Nasce questo amore, un sentimento profondo e altalenante, fatto di salite ripide e di ricadute inaspettate. Il loro è un odio, un disprezzo che diventa amore puro, perchè lei, così lasciva e fragile, pronta a soccombere di fronte alla violenza e alle prevaricazioni, è quella "sedia vuota" dove Timoteo non riuscirà mai a sedersi. Italia è quel grido nel vuoto a cui Timoteo accorre quando la figlia è in fin di vita, è il richiamo ad un mondo che è avulso da tutto ciò che conosce. Mancanza, dolore e animo, tutto in solo libro, vincitrice del prestigioso premio Strega, in uno stile unico e ricco.
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non ti muovere
non ti muovere; è un'incredibile coincidenza o Margaret Mazzantini si è ispirata fortemente al romanzo di Georges Simenon "lettera al mio giudice"? la trama, la caratterizzazione psicologica dei personaggi e l'impostazione della confessione in prima persona sono troppo simili per ritenere che sia una coincidenza.
mi sembra purtroppo che l'autrice di "non ti muovere" abbia completamento tratto la sua storia da "lettera al mio giudice" apportando giusto qualche dovuta modifica. ecco che forse ci si spiega come la Mazzantini sia riuscita ad interpretare cosi bene la psicologia e caratterizzazione di un personaggio maschile.
mi dispiace, ho sempre pensato che la Mazzantini fosse una brava scrittice, ma non le si può attribuire il merito di questo romanzo che invece va a Simenon, perchè non basta fantasticare sopra ad una storia già scritta per farla propria.
c'è un unico merito e va a Simenon.
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Penoso.
Un'immagine stereotipata e pietista del professionista pieno di rimorsi e di domande.
Una situazione caricaturale da operetta absburgica.
Se dovevo leggere il meglio di questa scrittrice, chiamiamola pure così, l'ho fatto.
Una marmellata di luoghi comuni e di contraddizioni.
Povero il padre...della Mazzantini.
Lui sapeva scrivere.
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Un senso 2....
Premetto che adoro lo stile della Mazzantini, e che questo, insieme a Venuto al mondo, rappresenta per me la sua produzione più felice.
Detto ciò, dopo avere letto l'opinione di Elfina, avrei potuto anche rinunciare a scriverne un commento, perchè è assolutamente rispondente alla mia!
Ma scriverò due parole in merito; mi è rimasto nel cuore!
Una storia d'amore splendida, e nello stesso tempo terribile, che ti scuote fin nel profondo...
Una storia nata NONOSTANTE TUTTO.
Il degrado materiale e morale in cui vive Italia e la differenza di ambiente, di culture, non impediscono la nascita di questo amore impetuoso , che trascende ogni buonsenso.
Questo amore che non avrebbe dovuto essere, neppure cominciare, nasce e cresce, a dispetto dei travagli interiori di Timoteo, della sua bella ed ignara moglie (che sta per renderlo padre), del suo "rifiutarlo" per poi andarlo a cercare!
A questo proposito c'è un brano che meglio di tutti mi ha reso l'idea dello stato d'animo di Timoteo.
E' un brano che ho letto molte volte, perchè lo "sento" particolarmente.
In questo brano, Timoteo ricorda quando aveva tentato di interrompere la sua storia con Italia.I suoi tentativi inutili e patetici di dimenticarla....
"......................
Mi ero iscritto ad una palestra. Ci andavo la sera dopo l'ospedale, mi chiudevo in quel locale senza aria, in mezzo ad altri uomini incastrati dentro macchine da sforzo, e sudavo.
Sputavo sudore sulla cyclette, convinto che questo esercizio mi avrebbe aiutato ad espellere anche le scorie interne.
Facevo scattere la leva del rapporto, dovevo faticare di più, inerpicarmi lungo una salita fittizia. Abbassavo la testa, chiudevo gli occhi e spingevo i muscoli.
Tornavo a casa, svuotavo la sacca con i panni madidi per terra accanto alla lavatrice, e mi sentivo più pronto per andare di là, ad affrontare quel clima di fiaba fasulla.
La pancia di mia moglie cresceva.
.................................................. .................................................. .............................
Una sera l'onda mi raggiunse potente. L'onda nera della malinconia, del disastro.
La vita mi cadeva addosso.
Non bastava pedalare nel vuoto per essere salvi.
Il male non si staccava da me, rimaneva fermo come quella bicicletta senza ruote.
Quella sera le telefonai.".
Il film è uno dei pochi , nella mia carriera di cine-amatrice, che io abbia ritenuto all'altezza del romanzo.
Che rimane comunque ineguagliabile.
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Un senso...
Ho letto il libro incuriosita dal titolo.
Mi aspettavo una storia del tutto diversa. Un libro letto in metropolitana. E considerando il caos della metropolitana nelle ore di punta riuscivo comunque a immergermi completamente nella lettura.
Ho immaginato i personaggi fin nei minimi particolari, e ho cercato di calarmi nel personaggio maschile.
Non tanto in Italia, ma in Timoteo cercando di capire il suo stato d'animo difronte alla tragica fine di un amore clandestino scaturito dalla voglia di evadere, di togliersi quel vestito cucito su misura che lo fa apparire e non essere.
Credo che il racconto sia stato appositamente scritto in maniera non lineare, senza seguire una cronologia perfetta degli eventi. In tal modo la Mazzantini riesce a catturare l'attenzione del lettore trasformandola in curiosità.
Una curiosità che va al di là del capire come andrà a fine. E' una curiosità concentrata soprattutto su un'analisi quasi psicologica dei personaggi, non solo di Italia e Timoteo, ma anche di sua moglie, degli amici e anche di Angela.
Dopo aver letto il libro ho visto anche il film e per la prima volta non sono stata affatto delusa. Al contrario, ho ritrovato molti aspetti che avevo immaginato leggendo.
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Non ti muovere
Premettendo che a me piace lo stile della Mazzantini e che sono molto indeciso se consigliarlo o no, vi debbo dire che questo libro mi ha lasciato l'amaro in bocca, non ho ancora capito se per la storia che comunque è sì triste e coinvolgente, ma a volte sfocia nel patetico e l'inverosimile, o per la struttura del romanzo che è geniale, ma non ho amato un personaggio che fosse uno (è la prima volta che mi succede!!!!). Per il resto mi ripeto il suo modo di scrivere mi entra dentro e in maniera serrata ti crea un vortice di emozioni sarà per questo che mi ha "colpito".
Lo sò non ci avete capito niente da questa recensione ma forse neanche io di quello che mi ha lasciato il libro.
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L'istinto o la ragione?
Una storia che lascia l'amaro in bocca; un uomo diviso tra ragione e sentimento....si ritrova un giorno a rievocare mentalmente la sua storia d'amore con Italia, mentre la figlia giovanissima è in sala operatoria a causa di un incidente...
Diviso tra il cuore, quindi questa passione giovanile e la mente che gli consiglia comunque di scegliere la donna che il destino gli ha messo accanto, sarà costretto per uno scherzo della sorte a scegliere la seconda...ma in questo modo perderà l'amore della sua vita....Una tragica scomparsa...e il ritorno a una vita normale...
Devo dire che pur apprezzando questo libro che ci conduce nell'oscurità della mente dell'uomo, capace di ogni genere di bruttura, di intrigo e di inganno, non posso dire di aver apprezzato altrettanto il film con Sergio Castellitto...
L'ho trovato incolore e insipido...
Consiglio questa lettura con qualche riserva, per i contenuti di un'opera che comunque trovo interessante...
Astenetevi da vedere il film...per quanto manifesti la tragicità della vicenda, secondo me non è ben riuscito....
Saluti.
Ginseng666
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- sì
- no
non muovetevi!leggete
Ma insomma bisogno sempre costruire dei personaggi-eroi per conquistare i lettori?io l'ho trovato toccante perche' quello che percevivo lo sentivo molto reale,Italia e' una figura davverao molto triste e commovente ma ci pensate che figure cosi ne esistono davvero?e figure come Timoteo anche,un matrimonio sbagliato con una donna ricco-borghese troppo diversa da lui,un infanzia difficile,una carriera importante raggiunta per dimostrare a stesso e al padre che valeva qualcosa,si innamora di Italia perche' la sente sicuramente emotivamente piu' vicina,lei che e' veramente felice anche solo per in paio di scarpe rosse...e quando decide di voler restare con lei...in tragico finale...il rapporto discatto con la figlia perche' e' nata quando lui ha perso Italia...ma poi l'incidente della figlia gli fa comprendere quanto le vuole bene....e racconta,certo anche e soprattutto alla sua coscienza....ma ditemi questo non vi sembra umanemente reale o preferite gli eroi dei romanzetti rosa? Scritto in modo magnifico la Mazzantini e' sempre in grado di svelare in modo profondo le inquietudini dell'animo umano!
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un'autrice che riesce ad immesimarsi in un uomo
devo dire che la Mazantini dimostra di avere una sensibilita' molto forte, in questo libro si e' messa nei panni di un uomo infelice parlando in prima persona, un uomo sposato ma triste, infelice che si innamora di una povera giovane donna disperata forse perche' sente piu' vicina lei che la moglie (una piccola-borghese) perche' ancha lui prima di diventare uno stimato medico professionista era povero, un'infanzia infelice. tutto questo lo racconta alla figlia adolescente in coma dopo un incidente, pregandola di non morire. Una storia che narra di sentimenti forti e combattuti, una giovane donna disperata che riesce a mettere a nudo i sentimenti di un uomo fortemente combattuto. La Mazzantini riesce sempre a toccare le corde piu' profonde dell'anima
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Deludente
So bene che questo romanzo di Margaret Mazzantiniha ricevuto premi lusinghieri e che è stato rapidamente tradotto in film da suo marito Sergio Castellitto: un film non certo memorabile.
Ho ripreso il volume tra le mani e debbo dire che mi è sembrato ancora una volta uno di quei libri fortemente sponsorizzati dai media e indipendentemente dal loro valore nonché già pronti ad essere trasformati senza troppi problemi in sceneggiature di film.
Dietro a questo libro si possono riconoscere da un lato l'influenza di G.Simenon, non il Simenon del commissario Maigret, ma dei forse meno noti romanzi con protagonisti di mezza età scontenti della loro vita e in crisi esistenziale , dall'altro il filone dei romazi rosa (Peverelli, Gasperini) con personaggi patetici.
Rispetto l'opinione di chi trova interessante questo romanzo ed ama la scrittura della Mazzantini, ma, onestamente debbo dissentire.
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non ti muovere
Quando ho acquistato il libro ero molto curiosa ed entusiasta di cominciare a leggerlo. Man mano che procedevo nella lettura mi sono quasi pentita della scelta...
La caratteristica che proprio non sono riuscita ad apprezzare della Mazzantini è lo stile che ho trovato troppo patetico.
La storia è deprimente; la protagonista femminile, Italia, mi ha fatto provare pena e pietà per tutta la durata della storia, mentre il protagonista maschile mi ha fatto rabbia e ribrezzo, non sono riuscita a comprendere questo suo amore travolgente che lo porta a comportarsi in modo ingiustificabile verso la sua famiglia. Mi sembra un "inetto", incapace di vivere la propria vita con coraggio. Bruttissima la sua figura come padre, assente e senza un vero rapporto con la figlia alla quale fa questa lunga ed immaginaria confessione, a mio parere, inutilmente o forse solo per scaricarsi la coscienza...
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reale
E' un bel libro,anche se si racconta di questo amore ma non se ne affrontano le motivazioni interiori...o almeno io non le ho capite,restano troppo sullo sfondo.Originale la struttura del romanzo,toccante il finale.
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non ti muovere
Un libro veramente bello che mi ha appassionato dall'inizio alla fine...ed alla fine non si può non piangere, la Mazzantini è una grande scrittrice!
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Bocciato!
Questo romanzo, di cui si parlava come si parla di un capolavoro, è lento, non banale ma neanche eccezionale nella trama, appesantito da uno stile che non mi ha convinto. Se fosse stato più lungo delle 295 pagine che lo compongono, portarne a termine la lettura sarebbe stata un'impresa titanica e probabilmente avrei cominciato a saltare pagine su pagine per arrivare alla fine. Capitoli mal costruiti e collocati, a mio avviso. Ricordi che inseguono il presente e si manifestano senza chiarezza, sovrapponendosi tra loro. Il risultato è una confusione appena leggibile, non adeguatamente sostenuta dalla narrazione sotto forma di monologo. Avendo visto prima il film, ero titubante nei confronti del libro. Mi sono sempre chiesto con che spirito e gusto ci si potesse calare tra le pagine di un romanzo dopo averne visto la trasposizione cinematografica. Adesso ho la risposta: NESSUNO!
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- sì
- no
Non ti muovere
E' stato il primo libro della Mazzantini che ho letto e da qui non ho potuto fare a meno di amarla.Il suo modo di scrivere è straordinario e coinvolgente la descrizione dei personaggi ricca di particolari ma mai ripetitiva o noiosa. Un bel libro della mia scrittrice preferita.
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non ti muovere
Definire un capolavoro questo libro mi sembra veramente eccessivo. La Mazzantini scrive abbastanza bene però il libro l'ho trovato di una noia mortale... sarò strana io.
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non ti muovere.... fermati a leggere!!
Ancora la bellissima penna della Mazzantini, ancora un pieno di sentimenti contrastanti rovesciati copiosamente lungo tutto il libro, ancora un personaggio intenso, struggente e lieve come pochi altri.... Date le premesse, pensate che ve lo consigli o no??!!
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MALINCONICO E INTENSO
Lei è in assoluto la mia scrittrice preferita per cui non potrei non essere che di parte. La storia è intensissima, di Italia ci si innamora e dispiace un sacco per come va a finire. Uno stile impeccabile che porta il lettore a immedesimarsi nelle vite di altri a cui ci si affeziona ed è difficle uscirne. Una strabigliante malinconia pervade tutto il libro. Fantastica Margaret, come in tutti i suoi libri.
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splendido
capolavoro della Mazzantini. Storia tragica che ti prende e ti trasporta nell'amore di Italia la giovane protagonista. Scritto in maniera superlativa lega il cuore anche al pubblico maschile che vi si ritrova. Il film pur se bello non raggiunge, come sempre, l'intensità della scrittura.
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non ti muovere
libro bellissimo. scritto come solo la mazzantini sa fare. un italiano forbito e fluido. una storia tragica che prende il cuore e molto attuale. bellissima la caratterizzazione di una ragazza di nome italia . e' stato tratto un bellissimo film da questo libro.










Opinione inserita da Jan 21 Gennaio, 2011