Otel Bruni Otel Bruni

Otel Bruni

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La trama e le recensioni di Otel Bruni, romanzo di Valerio Massimo Manfredi edito da Mondadori. Attingendo a memorie vive, scandagliate con la meticolosità dello storico e il fervore dell'artista, Valerio Massimo Manfredi si misura in queste pagine con una materia incandescente: la storia del nostro Novecento, i cui segni sono ancora incisi nella nostra pelle e nei nostri gesti. Il passo epico, incalzante che è la cifra distintiva di tutta la letteratura di Manfredi si trasfigura, in Otel Bruni, nel respiro profondo, dolente ma non meno grandioso di una saga: la storia vicinissima e senza tempo di uomini e donne semplici ma destinati a rimanere incisi nella nostra memoria, la rievocazione piena di poesia di un mondo perduto dove l'amore, il coraggio, la speranza erano i valori di una umanità che credeva ancora in se stessa. I Bruni - Callisto, la Clerice, i loro figli, sette maschi e due femmine, e il loro regno: la cascina nella pianura emiliana, i campi coltivati con fatica perché diano frutto per il notaio che ne è proprietario, e la grande stalla, albergo per ogni pellegrino e luogo in cui ci si riunisce per celebrare il rito della veglia nelle lunghe notti d'inverno, quando Cleto, l'aedo, narra le sue storie meravigliose, retaggio di una tradizione millenaria. Come quella della capra d'oro, idolo demoniaco la cui apparizione nel buio è presagio di orribili sciagure... Questo mondo antico, fatto di valori elementari ma fortissimi, di leggende ancestrali, magie, scongiuri, di fatica immensa ma anche di certezze come il cibo, la casa, la solidarietà, non può sottrarsi al corso della storia: tutti e sette i maschi dei Bruni partiranno per la Prima guerra, e la famiglia dovrà affrontare i lutti, il nuovo regime con la sua violenza, il secondo terribile conflitto mondiale e ancora la guerra civile, con le distruzioni, le umiliazioni, le paure e i cambiamenti che portano con sé. Ma anche, ogni volta, con la straordinaria capacità di rimboccarsi le maniche, di affidarsi al volgere delle stagioni e guardare avanti con rinnovata fiducia. Floti, Gaetano, Armando, gli altri fratelli, le donne coraggiose e piene di vita che gli sono compagne: attraverso i loro gesti quotidiani, la loro intelligenza viva come può esserlo solo quella nata da animi generosi e da una istintiva conoscenza della natura, attraverso i loro occhi i lettori di queste pagine compiranno un viaggio straordinario che va dall'aia di casa Bruni fino alle pietraie del Carso e al corso del Piave e del Tagliamento, dall'Africa alla Russia, dal 1914 al '49 e oltre, da una famiglia unita intorno al focolare alla diaspora del dopoguerra, dall'ordine immutabile della vita contadina alla complessità di un mondo nuovo, nel quale ciascuno fa parte per se stesso e i diritti dei più deboli non sono più garantiti dalla solidarietà istintiva. Dal tempo in cui l'otel Bruni dava riparo e ascolto a ogni viandante nella notte, al vento nuovo che soffia nella campagna ormai disertata dall'uomo...

Valerio Massimo Manfredi (Modena, 1943), topografo del mondo antico, ha insegnato in prestigiose università italiane e straniere e ha condotto spedizioni archeologiche in molte località del Mediterraneo. Saggista, giornalista, sceneggiatore e brillante divulgatore, si è affermato come scrittore di grande successo internazionale con la trilogia Aléxandros, da cui è stato tratto un film. Tra i suoi saggi: La strada dei Diecimila (1986), Le isole fortunate (1990); con Luigi Malnati Gli Etruschi in Val Padana (1991); con Lorenzo Braccesi Mare greco (1992) e I greci d'Occidente (1996); con Vencenslav Kruta I celti d'Italia (1999). Tra le opere di narrativa: Palladion, Lo scudo di Talos, L'oracolo, Le paludi di Hesperia, La torre della solitudine, Il faraone delle sabbie, Chimaira, L'ultima legione, Il tiranno (2003), L'impero dei draghi (2005), L'ultima legione (2007) e Idi di marzo (2008). Per ragazzi ha pubblicato Il romanzo di Alessandro (2005).

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Otel Bruni 2012-02-12 13:54:35 Riccardo Mari
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Opinione inserita da Riccardo Mari    12 Febbraio, 2012
Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 2012

insomma...

Insomma... Dopo aver letto tutti i libri di Manfredi rimanendo sempre estasiato quest'ultimo racconto mi ha deluso molto, non sembra neanche scritto da lui... 19 euro per un libro cosi non ne vale neanche un po'! Ho provato a scrivere su altri blog la mia delusione ma poco dopo i miei post venivano subito cancellati, come se Manfredi non possa sbagliare un libro... saluti Riccardo

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Otel Bruni 2011-08-01 15:54:46 st_bruno
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st_bruno Opinione inserita da st_bruno    01 Agosto, 2011
Ultimo aggiornamento: 04 Agosto, 2011
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Bello, ma non un capolavoro.

Questo romanzo aveva tutte le potenzialità per essere un capolavoro, ma così non è stato.
L'autore caratterizza bene certi personaggi ma non tutti (per esempio Dante), le vicende della prima guerra sono incentrare su Floti, Gaetano, e Checco, ma non sugli altri.
La superstizione iniziale della capra d'oro, meritava forse una continuazione nel corso della lettura, invece sembra essere stata introdotta per sostenere un finale un po' forzato.
Detto ciò, il libro si legge tutto d'un fiato e la vicenda della famiglia Bruni, si dimostra interessante, anche perchè attraversa un periodo storico, fra le due guerre, che ho sentito testimoniare direttamente dai miei nonni.
Triste è l'abbandono della famiglia della fattoria, con l'incapacità della matriarca Clerice di tenere unita la famiglia (anche a seguito dei lutti subiti) e di almeno uno dei figli a "reggere" il passaggio generazionale. Anche se il paragone non è dei migliori, in quanto metto a confronto la lettura dei libri, con la visione dei film, a "Otel Bruni" manca la poesia che si riscontra ne "L'albero degli Zoccoli" di Ermanno Olmi (palma d'oro a Cannes nel 1978) e la forza politica presente in "Novecento" di Bernardo Bertolucci.
Per essere completo il libro doveva forse contenere il triplo delle pagine, con un maggiore dettaglio narrativo , come ne "Mondo senza fine" o i "Pilastri della terra" di Ken Follet.

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Consigliato a chi ha letto...
... a chi ha visto e gli sono piaciuti i seguenti film:
L'albero degli zoccoli
Novecento
La neve nel bicchiere
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Otel Bruni 2011-07-02 09:08:17 bucintoro
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bucintoro Opinione inserita da bucintoro    02 Luglio, 2011
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otel bruni

bello,bello,bello. scusatemi,lo so che essendo io un ammiratore di manfredi( amo quasi tutto cio' che ha scritto,) posso sembrare imparziale ,ma in questo caso mi sento di consigliarlo anche a chi non lo apprezza. bellissimi i racconti di contadini in inverno al caldo della stalla con unica compagnia un bicchiere di vino e un pezzo di formaggio. cose vere e cose "magiche" vengono narrate ,mentre dai vetri si vede scendere la neve che ammanta il tutto in un silenzio irreale. era una vita povera, dura ma "vera" e per questo da rispettare. bravo nanfredi. una piccola critica: che abbia preso spunto da "canale mussolini"? mah.

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