Otel Bruni
Letteratura italiana
Editore
Valerio Massimo Manfredi (Modena, 1943), topografo del mondo antico, ha insegnato in prestigiose università italiane e straniere e ha condotto spedizioni archeologiche in molte località del Mediterraneo. Saggista, giornalista, sceneggiatore e brillante divulgatore, si è affermato come scrittore di grande successo internazionale con la trilogia Aléxandros, da cui è stato tratto un film. Tra i suoi saggi: La strada dei Diecimila (1986), Le isole fortunate (1990); con Luigi Malnati Gli Etruschi in Val Padana (1991); con Lorenzo Braccesi Mare greco (1992) e I greci d'Occidente (1996); con Vencenslav Kruta I celti d'Italia (1999). Tra le opere di narrativa: Palladion, Lo scudo di Talos, L'oracolo, Le paludi di Hesperia, La torre della solitudine, Il faraone delle sabbie, Chimaira, L'ultima legione, Il tiranno (2003), L'impero dei draghi (2005), L'ultima legione (2007) e Idi di marzo (2008). Per ragazzi ha pubblicato Il romanzo di Alessandro (2005).
Recensione Utenti
Opinioni inserite: 3
Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 2012
insomma...
Insomma... Dopo aver letto tutti i libri di Manfredi rimanendo sempre estasiato quest'ultimo racconto mi ha deluso molto, non sembra neanche scritto da lui... 19 euro per un libro cosi non ne vale neanche un po'! Ho provato a scrivere su altri blog la mia delusione ma poco dopo i miei post venivano subito cancellati, come se Manfredi non possa sbagliare un libro... saluti Riccardo
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Ultimo aggiornamento: 04 Agosto, 2011
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Bello, ma non un capolavoro.
Questo romanzo aveva tutte le potenzialità per essere un capolavoro, ma così non è stato.
L'autore caratterizza bene certi personaggi ma non tutti (per esempio Dante), le vicende della prima guerra sono incentrare su Floti, Gaetano, e Checco, ma non sugli altri.
La superstizione iniziale della capra d'oro, meritava forse una continuazione nel corso della lettura, invece sembra essere stata introdotta per sostenere un finale un po' forzato.
Detto ciò, il libro si legge tutto d'un fiato e la vicenda della famiglia Bruni, si dimostra interessante, anche perchè attraversa un periodo storico, fra le due guerre, che ho sentito testimoniare direttamente dai miei nonni.
Triste è l'abbandono della famiglia della fattoria, con l'incapacità della matriarca Clerice di tenere unita la famiglia (anche a seguito dei lutti subiti) e di almeno uno dei figli a "reggere" il passaggio generazionale. Anche se il paragone non è dei migliori, in quanto metto a confronto la lettura dei libri, con la visione dei film, a "Otel Bruni" manca la poesia che si riscontra ne "L'albero degli Zoccoli" di Ermanno Olmi (palma d'oro a Cannes nel 1978) e la forza politica presente in "Novecento" di Bernardo Bertolucci.
Per essere completo il libro doveva forse contenere il triplo delle pagine, con un maggiore dettaglio narrativo , come ne "Mondo senza fine" o i "Pilastri della terra" di Ken Follet.
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L'albero degli zoccoli
Novecento
La neve nel bicchiere
otel bruni
bello,bello,bello. scusatemi,lo so che essendo io un ammiratore di manfredi( amo quasi tutto cio' che ha scritto,) posso sembrare imparziale ,ma in questo caso mi sento di consigliarlo anche a chi non lo apprezza. bellissimi i racconti di contadini in inverno al caldo della stalla con unica compagnia un bicchiere di vino e un pezzo di formaggio. cose vere e cose "magiche" vengono narrate ,mentre dai vetri si vede scendere la neve che ammanta il tutto in un silenzio irreale. era una vita povera, dura ma "vera" e per questo da rispettare. bravo nanfredi. una piccola critica: che abbia preso spunto da "canale mussolini"? mah.









