Prima che il mondo cominci a bruciare. Un problema italiano
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Letteratura italiana
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La presentazione e le recensioni di "Prima che il mondo cominci a bruciare. Un problema italiano", opera di Federico Crosara pubblicata da La Riflessione - Davide Zedda Editore.
«Mi chiamo Luca. Ho venticinque anni e sono seduto in caserma aspettando che un giudice mi interroghi. È sera.
Mi hanno arrestato stamattina presto e mi accusano di tentata strage.
E io che mi preoccupavo di quell'altra cosa.
In realtà non so se volevo fare una strage, credo che volessi fare un po' di pulizia. Dare un segnale più che altro.
Non sono mai stato arrestato prima, non ho mai infranto la legge prima, ma da quanto ne so, il mio avvocato, che non ho, mi consiglierà di seguire la linea dell'infermità mentale, parziale, totale o temporale.
Chi se ne frega, mi sembra una buona idea.
C'è solo un problema: più mi guardo in giro, più penso di non essere io il pazzo».
«Il tema è quello del precariato. Ebbene sì, ancora precariato:
Che cosa succederà nel prossimo futuro? Quanto queste persone possono resistere in queste condizioni? e alla generazione successiva che cosa rimarrà? E soprattutto com'è possibile che accanto a questi sfruttati ci siano invece delle classi (caste) sociali con molti più privilegi di quelli che meritano? Se queste domande, com'è avvenuto fino ad adesso, non troveranno risposta è molto probabile che i precari le porranno in modo molto diverso per riappropriarsi dei loro diritti di cittadini. La trama riporta alcuni accadimenti capitati a lavoratori, più o meno trentenni, che si susseguono nell'arco di pochi mesi, raccontati in prima persona dal protagonista. Ci sono numerose parentesi oniriche -ma mai visionarie- sparse lungo l'intera narrazione, che anticipano in qualche modo gli avvenimenti reali. Potranno sembrare allucinazioni o sogni, per me è solo un modo diverso di vedere le cose. “Prima che il mondo cominci a bruciare” è la storia di Luca che si trova, suo malgrado, catapultato nella realtà del lavoro precario. Lui e i suoi amici hanno un'alternativa a questo sistema che li sfrutta e li opprime. Le cose però gli sfuggiranno di mano».
Dalla presentazione di Federico Crosara
«Mi chiamo Luca. Ho venticinque anni e sono seduto in caserma aspettando che un giudice mi interroghi. È sera.
Mi hanno arrestato stamattina presto e mi accusano di tentata strage.
E io che mi preoccupavo di quell'altra cosa.
In realtà non so se volevo fare una strage, credo che volessi fare un po' di pulizia. Dare un segnale più che altro.
Non sono mai stato arrestato prima, non ho mai infranto la legge prima, ma da quanto ne so, il mio avvocato, che non ho, mi consiglierà di seguire la linea dell'infermità mentale, parziale, totale o temporale.
Chi se ne frega, mi sembra una buona idea.
C'è solo un problema: più mi guardo in giro, più penso di non essere io il pazzo».
«Il tema è quello del precariato. Ebbene sì, ancora precariato:
Che cosa succederà nel prossimo futuro? Quanto queste persone possono resistere in queste condizioni? e alla generazione successiva che cosa rimarrà? E soprattutto com'è possibile che accanto a questi sfruttati ci siano invece delle classi (caste) sociali con molti più privilegi di quelli che meritano? Se queste domande, com'è avvenuto fino ad adesso, non troveranno risposta è molto probabile che i precari le porranno in modo molto diverso per riappropriarsi dei loro diritti di cittadini. La trama riporta alcuni accadimenti capitati a lavoratori, più o meno trentenni, che si susseguono nell'arco di pochi mesi, raccontati in prima persona dal protagonista. Ci sono numerose parentesi oniriche -ma mai visionarie- sparse lungo l'intera narrazione, che anticipano in qualche modo gli avvenimenti reali. Potranno sembrare allucinazioni o sogni, per me è solo un modo diverso di vedere le cose. “Prima che il mondo cominci a bruciare” è la storia di Luca che si trova, suo malgrado, catapultato nella realtà del lavoro precario. Lui e i suoi amici hanno un'alternativa a questo sistema che li sfrutta e li opprime. Le cose però gli sfuggiranno di mano».
Dalla presentazione di Federico Crosara
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