Pura vita Pura vita

Pura vita

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice




La presentazione e le recensioni di "Pura vita", opera di Andrea De Carlo pubblicata da Bompiani.

"Un De Carlo quasi perfetto nel suo ruolo di psicanalista del nostro presente... Un romanzo compiuto, quasi necessariamente "filosofico", in cui ognuno può confrontarsi, nei dilemmi quotidiani della propria insoddisfatta normalità."
Sergio Pent, La Stampa

Andrea De Carlo è nato a Milano. Ha scritto ‘Treno di panna’, ‘Uccelli da gabbia e da voliera’, ‘Macno’, ‘Yucatan’, ‘Due di due’, ‘Tecniche di seduzione’, ‘Arcodamore’, ‘Uto’, ‘Di noi tre’, ‘Nel momento’, ‘Pura vita’, ‘I veri nomi’, ‘Giro di vento’, ‘Mare delle verità’, ‘Durante’, ‘Leielui’.
I suoi romanzi sono tradotti in 26 paesi.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 1

Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0  (1)
Contenuto 
 
5.0  (1)
Piacevolezza 
 
5.0  (1)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Indicazioni utili
 sì
 no
Commenti*
Prima di scrivere una recesione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate (quindi non scrivere solo 'e' un bel libro');
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms ne' errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire piu' di 3 nuove recensioni al giorno.
 
Pura vita 2011-10-06 03:25:15 Bruno Elpis
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Bruno Elpis Opinione inserita da Bruno Elpis    06 Ottobre, 2011
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

"Pura vita" di Andrea De Carlo - invito alla lettu

Una copertina naif, disegni infantili di frutta, dolci, alimenti e bevande su fondo azzurro. Rispecchia lo stile in alcuni punti apparentemente puerile di De Carlo. E riproduce, per certi versi, i tratti psicologici e dialogici del protagonista: Giovanni, storiografo un po’ fuori dagli schemi, come molti degli eroi che l’autore ha creato nei suoi romanzi.
E’ la storia di un viaggio vacanza verso la Camargue, che Giovanni affronta con una giovane compagna, la cui identità viene svelata a romanzo inoltrato. Il viaggio, incredibile a dirsi, non è occasione per descrivere gli affascinanti luoghi che costituiscono la meta dell’assortito binomio. I riferimenti geografici sono appena accennati: i paesi e le loro mura, canneti e stagni, un paesaggio avvolto nella nebbia, una campagna acquitrinosa percorsa a cavallo ... Perché l’interesse principale è la conversazione tra i due viaggiatori, che discutono di tutto, in un confronto generazionale ove a volte l’adulto è un bambino e l’adolescente la vera adulta.
I colloqui si articolano su molte questioni essenziali: qualità e difetti, impulsi ecologici e struggente desiderio di una vita più autentica, uomini e donne, meccanismi di sopravvivenza e selezione naturale, atteggiamenti e sostanza degli individui (oggi sono “ottanta per cento di sostanza e venti per cento di atteggiamenti”), noia e traguardi come motori dell’agire umano. Argomenti sempre interessanti, sviluppati senza cliché e con l’originalità di De Carlo. Pura vita, come recita il titolo.
Nel viaggio si insinua, relegata a telefonate e mail, la probabile inquieta eutanasia di un rapporto amoroso. Quello tra Giovanni – “l’agguantatore fulmineo di momenti”, che mal sopporta tutte le fini: dei rapporti, dei libri, dei viaggi - e la sua donna. Una sorta di “nec tecum nec sine te vivere possum”, tra due poli: quello evanescente di Giovanni, (sospeso “nell’eccitazione fibrillante del momento. Senza mai un progetto o almeno un’intenzione di costruire qualcosa di continuativo …”) e quello più concreto della sua donna (M.).
Nel frattempo prosegue il confronto con la giovane compagna di viaggio. Ma poi viene il tempo di tornare e un litigio scoppia con la stessa forza della pioggia che si abbatte sul “quasi fuoristrada”. L’alterco è causa di un’appendice imprevista di avventura e di altre sorprese: atmosferiche, vitali e relazionali.
Mi piace concludere difendendo gli slanci di Giovanni e aderendo idealmente alla sua filosofia. Facendo mia una sua frase:
“Non puoi volere una zebra e non accettare le sue strisce!”

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore