Rossovermiglio
Letteratura italiana
Editore
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Opinioni inserite: 31
La ribellione di una donna
Un matrimonio combinato è la causa dell'infelicità di una donna ribelle e spaventata che ha il coraggio, agli inizi del novecento, nel mondo dell'aristocrazia torinese, di trasferirsi nelle campagne toscane per una maggiore libertà ed autonomia a seguito dei tradimenti del consorte. La vicenda si svolge durante l’arco di tutto il millenovecento, dai suoi inizi sino ai giorni nostri; la scrittrice con uno stile veloce ed essenziale ci svela, piano piano, le vicende private della protagonista. È curata la scelta lessicale ed il linguaggio risulta ricercato. L’azione è blanda e i tempi sono complessi, come che si voglia seguire volutamente il disorientamento delle capacità mentali della protagonista, il finale è originale e mai scontato. Con sapiente tecnica narrativa viene miscelato il ricordo del passato con lo scorrere del tempo, ricordi che si trasformano in sociali e storici, in un’amalgama che rende il racconto avvincente, denso di atmosfere e di luoghi incantevoli.
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Ci sono privilegi che non perdonano
La storia di una vita lunga quasi un secolo, che nasce nei primi anni del novecento, scavalca la seconda guerra mondiale e arriva ai giorni nostri. La protagonista è una donna ribelle ma non troppo, insofferente e spaventata, che fugge dal piccolo mondo dell’aristocrazia piemontese per inseguire un’esistenza solitaria ma autonoma in una piccola tenuta del senese, tra le meravigliose colline del Chianti. La fuga da un matrimonio combinato non le consente di trovare l’amore duraturo e sincero, ma riesce a trasformare una proprietà in rovina in un’azienda fiorente, che produce grandi vini, autentiche opere d’arte ottenute dalla terra.
L’ambiente, lontano nel tempo, è non soltanto descritto, ma anche fatto rivivere da una successione di immagini e di particolari, che raccontano di una vita fitta di privilegi e di costrizioni. Le convenzioni non erano una trama sottile agli inizi del secolo che ci siamo lasciati alle spalle, ma sbarre d’acciaio, che incanalavano la vita e circondavano anche i sogni.
Non è un libro per chi ama la velocità e l’azione. Lo stile richiede palati allenati, gusti ben definiti: ha un ritmo elegante, complesso ma fluente, molto curato nella scelta lessicale. I tempi della narrazione, complessi e distribuiti in modo non lineare, seguono il disorientamento temporale nella mente della protagonista, ormai molto anziana.
Il disvelamento procede sornione, trascina il lettore attraverso percorsi e linguaggi insoliti, stupisce con un finale che non ha niente di scontato. Non stupisce, invece, la disparità di giudizi ricevuti da questo romanzo, tipica delle opere che si distinguono per l’eccellenza.
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non mi ha convinta
No, questo libro non mi ha convinta.Ho letto la storia,ho cercato di esserne la protagonista,di vivere il contesto storico e sociale cui si riferisce:una Torino regia e prefascista e la famiglia nobile e rigida,aliena all'etica del lavoro e all'esternazione dei sentimenti.Ma no,non vengo trascinata nella storia. Vi è questa donna,Manuela Cuadrado detta Minù,prima bimba poi ragazza,che cresce in questa famiglia torinese fredda e convenzionale,alla quale viene imposta la scelta di un marito della sua stessa estrazione sociale in una rosa di cinque candidati.Fra questi lei sceglie quello che crede sia il male minore e inizia una vita matrimoniale senza amore nella quale da subito, invece di incolpare se stessa per aver subito l'imposizione del matrimonio senza reagire, incolpa il marito della sua perduta libertà.Nella realtà non cerca in alcun modo di conoscere veramente lo sposo,che davanti ad un muro di disprezzo e freddezza reagisce orgogliosamente facendola soffrire e tradendola pubblicamente.Purtroppo sono entrambi prigionieri di un'inadeguatezza sentimentale retaggio della rigida ed antiquata educazione ricevuta in famiglia. Dopo 10 anni di matrimonio Minù si decide a lasciare il marito per andare a vivere nella proprietà toscana ereditata dal fratello morto,la Bandita.Anche questa decisione avviene però in conformità con il comportamento dell'epoca, cioè senza dare scandalo, e , ancora una volta in modo vigliacco, cioè senza che ella cerchi un confronto diretto col marito.Solo dopo moltissimi anni essi si riincontrano e finalmente avviene la spiegazione tra i due:ma nemmeno questa volta in maniera diretta:ancora una volta Minù scopre dalla lettura di un carteggio del marito, i veri sentimenti che lui aveva sempre provato nei suoi confronti: la speranza che lei potesse vederlo per ciò che era veramente al dilà della sua apparente frivolezza e l'orgoglio che gli impediva di svelarsi a lei nella sua fragilità sentimentale. Durante gli anni passati separati, entrambi trovano qualcuno col quale esprimere il proprio lato sentimentale, ma solo alla fine del loro percorso si ritrovano insieme ormai fragili e anziani ma per la prima volta disarmati uno di fronte all'altra.Forse finiranno la loro vita insieme.
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N O I O S I S S I M O !!!!
Trama povera di spunti originali.
Vita di una donna di inizio Novecento e testo con periodi lunghi e dispersivi. L'ho finito di leggere solo per la curiosità di un colpo di scena MAI AVVENUTO!
Una vera delusione sotto tutti gli aspetti.
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Ultimo aggiornamento: 05 Aprile, 2011
rossovermiglio
trovo affascinante la storia della protagonista: come la bella addormentata, senza bisogno di un principe, perchè le donne sanno svcegliarsi anche da sole, dà una svolta epocale alla sua vita in un periodo in cui alle donne si consiglia di ricamare dopo aver fatto le mogli e la mamme.
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insomma...
insomma... la storia poteva essere potenzialmente interessante ma la lettura devo ammettere che si è rivelata un pò noiosetta, lo consiglio perchè è comunque un libro piacevole, mi sono soffermata sui paesaggi della toscana e sulla splendida torino perchè il personaggio protagonista non mi ha colpito particolarmente, vuole essere una donna ribelle ma a mio avviso non è riuscita nel suo intento. Come ho già detto non è avvincente ma è comunque una lettura piacevole
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Rossovermiglio
Il romanzo ruota attorno alla vita di una donna nata agli inizi del Novecento da una famiglia torinese aristocratica. Costretta ad un matrimonio combinato, come di consuetudine per l'epoca, sarà destinata ad una esistenza infelice e tormentata.
L'idea poteva essere buona, ma la trama del racconto è piuttosto scarna, pochi approfondimenti del contesto storico e di quello geografico, mancanza assoluta di pathos, a causa di una scarsa introspezione psicologica dei personaggi. L'ho trovato un lavoro freddo e asettico, dove i personaggi non trasmettono al lettore quelle emozioni che ci si aspetterebbe, considerate le problematiche trattate.
Personalmente non mi è piaciuto e non mi sento di consigliarne la lettura.
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Ultimo aggiornamento: 02 Giugno, 2010
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POCO COINVOLGENTE
Ho trovato la trama poco originale con passaggi lenti e troppo descrittivi. L'ho letto con distacco ed il finale sembra incompiuto.
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Una rivelazione
L'ho letto prima che la tempesta pubblicitaria lo investisse e non mi ha sorpreso il successo che ha raggiunto pochi mesi dopo. E' un libro ben scritto e certe immagini del territorio senese o di torino mi sono rimaste impresse a distanza di mesi.
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Rossovermiglio di Benedetta Cibrario
Recensione
Rossovermiglio di Benedetta Cibrario
I Narratori ed. Feltrinelli pag. 212
Romanzo-Narrativa
Quarta di copertina: “Senti. Andiamo via.”
“Dove?”
“Torniamo a casa. Vengo a vivere con te. Ti insegno a fare il vino.”
Un secolo di storia. Un matrimonio spento. Una passione mitteleuropea. Le colline del Chianti. La passione che spezza un incantesimo lungo una vita.
Torino 1928. La protagonista del romanzo, di cui non si sa il nome di battesimo, ha i contorni di un’eroina ottocentesca, bella, fragile, ancora imbavagliata dalle rigide etichette proprie, della sua classe sociale, l’aristocrazia piemontese, è spinta da una ribellione interiore in nuce non abbastanza forte da governare appieno la sua vita. Queste due antinomie solcheranno il suo percorso esistenziale che dalla adolescenza arriverà alla vecchiaia; circa un secolo di storia dal Fascismo alla Seconda Guerra Mondiale al Dopoguerra fino all’incirca ai giorni nostri, la Contessa vive questa età in bilico tra presente e passato. Un infelice matrimonio combinato prima e un amore con Trott, avventuriero e affascinante uomo dopo che alterna presenze estemporanee e assenze e silenzi prolungati.
Da Torino alla campagna senese, San Biagio, una fattoria abbandonata diverrà il suo buen retiro prima e la sua ragione di vita dopo. Con l’aiuto di Dino si trasformerà in una fiorente azienda vinicola che produrrà vini di grande qualità come il Lunediante e il Rossovermiglio, appunto il titolo del romanzo. Il finale a sorpresa sorprende il lettore e lascia un senso di sperdimento quando i sentimenti del cuore sono repressi esteriormente e la tempesta agita dall’interno abbattendo le certezze e le illusioni. Come la fiaba La bella addormentata nel bosco di Perrault che la scrittrice cita nella storia, la Contessa è addormentata da un incantesimo e il risveglio tardivo non può più modificare gli eventi. I personaggi sono emblematici di una certa classe sociale in cui arroccati nei loro privilegi di casta guardano la realtà dal loro “particolare” educati come sono senza passioni civili o politiche, serpeggia nei loro animi la paura che il mondo cambi e con esso il loro status. Interessante quello che dice un cugino della protagonista nell’attesa dell’esito del referendum del 1946: la paura che le cose cambino per i nobili i cui titoli diventeranno delle paroline in disuso, buone solo per raccontare le fiabe ai bambini, essi sanno conservare, non mutare. Un romanzo vivo, scritto con l’animo, denso di ricordi personali che diventano sociali e storici in un tutt’uno affascinante. Densa la scrittura come la terra vangata e strappata alla sterpaglia e ricondotta alla sua greve fertilità, incantevoli i paesaggi del Chianti, i colori della natura dipinti con amore e passione. Un bel romanzo che senza acclamare al capolavoro rispecchia le qualità artistico-espressive di una narratrice a tutto tondo.
L’autrice Benedetta Cibrario è nata a Firenze. E’ cresciuta a Torino ed è vissuta a lungo in Inghilterra, ma la sua vera residenza, per dedizione e amore della terra, è in Toscana. Questo è il suo primo romanzo.
Arcangela Cammalleri
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Rossovermiglio
Verrebbe da dire che, se ha vinto questo, vuol dire che non c'era di meglio...e probabilmente di meglio non c'era davvero, se consideriamo lo Strega parallelamente assegnato a Giordano.Nell'attuale panorama letterario italiano, evidentemente spiccano due libri che mi sembrano avere molto in comune: garbo, finezza, uno stile non eccelso ma nel complesso piacevole, nulla di particolarmente intellettuale, una trama che si fa leggere "per vedere come va a finire". Niente di meno e niente di più, ma mi sembra già molto, nel contesto attuale, che la Cibrario, così come Giordano, sappia scrivere in italiano. Personalmente, quindi, trovo che Rossovermiglio non sia un capolavoro, ma sia un libro che si legge piacevolmente, senza brividi di emozione ma anche senza sbadigli di noia. In questo momento storico, forse, non possiamo aspettarci di più.
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Rosso Vermiglio, la noia ha un altro colore
Poteva essere un gran bel libro, se i canoni, lo stile ed il registro fossero stati altri. Purtroppo spiace vedere questo libro tra i più venduti e con un gran bel premio campiello indosso. Speriamo che il prossimo anno una scrittura più vivace, meno banale e più letteraria possa tappezzare quell'importante premio letterario. Sia chiaro, la Cibrario non è una brutta scrittrice, anzi, ma forse oltre certi piccoli spunti non può andare, il resto è noia e banalissimi espedienti. La qualità è ben altro, e dal premio Campiello ci si aspetta proprio quella caratteristica.
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Scarsino
Scontata e prevedibile la trama da feuilleton, sciatta la lingua,non credibili le situazioni: un uomo che regala all'amante perche' li indossi gli abiti della moglie, come puo' ricercarla dopo quarant'anni sostenendo che l'ha sempre amata?
Feltrinelli sempre piu' commerciale non da' piu' alcuna garanzia di qualita'.
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Rossovermiglio
Storia scontata, personaggi non definiti , stile sciatto
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L'eleganza della semplicità
Libro semplice e lineare ma allo stesso tempo elegante e raffinato.
Piacevole ripercorrere, dal punto di vista "disinteressato" della classe nobile, le vicende dell’avvento della repubblica ma anche perdersi nei sublimi paesaggi toscani.
Non é una capolavoro, soprattutto nella scarsa originalità della trama, ma é sicuramente un promettente inizio di una scrittrice che, sono certa, ci regalerà altri piacevoli romanzi.
Consigliato a chi ama la "nuova" letteratura rosa, in cui non c’é solo una componente amorosa stucchevole ma anche la personalità di donne singolari, di cui può risultare veramente piacevole ripercorrere le gesta ed i pensieri.
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Rossovermiglio
l'ho letto in un soffio, in un'unica giornata, ma giusto per il gusto di finirlo, per vedere se magari alla fine sarebbe migliorato, ma non l'ha fatto. Molto superficiale nella trama, nelle descrizione e scarno nel dialogo.
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rossovermiglio
era da molto che non leggevo un libro così delicato e piacevole.la trama non è originalissima ma secondo me è davvero ben scritto. da toscana mi sono goduta i paesaggi della mia terra, mirabilmente descritti nelle loro linee e colori.
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rossovermiglio
Per me è un libro meraviglioso.. Mi spiace aver letto commenti così duri e quindi vorrei incitare Benedetta Cibrario a scrivere al più presto un nuovo romanzo per regalarci ancora momenti intensi e unici come solo rossovermiglio è stato capace..
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Rossovermiglio
Ho letto il romanzo due volte: la prima, di getto, curioso di apprenderlo e la seconda, più riflessivo, per assaporarlo. Mi è piaciuto molto e mi ha coinvolto.
La storia mi è parsa originale ed interessante. Ho apprezzato molto lo stile delicato e pacato dell’esposizione, particolarmente efficace nel proporre atmosfere e scorci della campagna toscana.
Ho trovato la struttura sequenziale della narrazione impegnativa ma abile ed implicante, quasi a meglio assecondare “il movimento oscillatorio della memoria” della protagonista che si racconta quando è anziana.
Un bel romanzo che consiglio di leggere.
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libro che si legge senza troppo impegno trama abbastanza scontata solo le ultime 10 pagine valgono quelle precedenti. assolutamente non era da premiare ma confidiamo che l'autrice ci possa regalare qualcosa di più incisivo nel prossimo
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Rossovermiglio
Una penna discreta ma che ridicolo contenuto!
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rossovermiglio
mi è molto piacito, l'ho letto in due giorni..e ancora me li vedo davanti i luoghi i personaggi,tutti tenerissimi e veri.mi ha commossa la lettera che il marito le scrive dopo non so quanti anni, leggendo la quale lei capisce che in fondo lui l'ha sempre amata. Questa maledetta incapacità mista ad orgoglio che spesso determina la fine di veri affetti.
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C'è di meglio!
Lo stile narrativo è discreto e la lettura risulta essere poco scorrevole.
Nè tantomeno la storia è così appassionate tanto da far soprassedere ciò che ho detto in precedenza.
Non lo consiglierei certo ad una parsona come me, abituata e appassionata ad altri stili e storie come quelli del grande Hermann Hesse!
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Ho letto Rossovermiglio e rispondo a Kirghisia17
Scrivo in risposta alla "telegrafica" (così dice) Kirghisia 17: bel punto di vista che le "storie delle persone ricche sono poco interessanti"....evitiamo allora di leggere la letteratura (quasi tutta) del 7-800 fino ad arrivare chessò al Gattopardo??
Mi scusi ma questo non è un libro che parla di persone ricche. Almeno non nel senso che intende lei. Io l'ho trovato ben scritto, scorrevole, leggero, e soprattutto discreto. Nel senso di delicato. Gran qualità in un romanzo oggi come oggi. Consiglio di leggerlo, almeno si passano due o tre giorni immersi nella piacevolezza della campagna toscana!
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rossovermiglio
Scritto bene.Io mi sono innamorata delle prime due pagine.La storia?So&so.A pensarci,mediaset potrebbe farci una fiction...E' stato piacevole leggerlo in questi primi giorni d'autunno.Le colline del Chianti,la vendemmia,mi sanno d'autunno...Sì,questo libro sa d'autunno...
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Piacevole
Ho trovato piacevole la lettura di "Rossovermiglio". La scrittuta è fresca, scorrevole; la trama è semplice nel suo genere ma la protagonista è vera, credibile e alla fine prende coscienza di ciò che non ha saputo vedere e che era sempre stato lì, davanti ai suoi occhi.
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Rossovermiglio
Sarò telegrafica. Ad un discreto stile narrativo, seppure caotico (si sovrappongono i preparativi di due cene che si sarebbero svolte a quarant'anni di distanza, ma stessi commensali!) segue una storia esile esile, dierei da romanzo di appendice. Sarà che le storie delle persone ricche sono di per sè poco interessanti. Per concludere dico che chi vuole lo legga ma non è affatto un libro da premiare.
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ha vinto il campiello
Sono contenta che questo bel romanzo abbia vinto il Premio Campiello.
Una bellissima penna, che scorre leggera.
Una storia di cambiamenti, di crescita magistralmente narrata, quando letteratura è letteratura!
Consigliato a tutti.
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leggetelo
Un libro che scorre leggero ma allo stesso tempo lascia un segno. Piacerà più alle donne, immagino, ma anche qualche maschio dall'animo sensibile lo potrà apprezzare. Bello stile, narrazione convincente, senza fronzoli. La storia non è niente di eccezionale, ma va sottolineata la piacevolezza dello scorrere delle pagine. Letto d'un fiato, e lo rileggerò.
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Rossovermiglio da consigliare
E' assolutamente un giudizio tendenziso, io lo trovo un romanzo leggero, ben scritto, come non se ne vedono (e leggono) quasi più. Sono stanca di parolacce. Nella prima pagina di Come Dio Comanda ne ho contate cinque!! Rossovermiglio è da consigliare invece, perchè la letteratura è questo.
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Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre, 2007
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Banale e deludente
Avevo acquistato Rossovermiglio di Benedetta Cibrario perchè nella libreria fnac in cui ero stata lo scorso fine settimana questo romanzo era segnalato con il bollino "Attenzione: talento". Mmm... dovrei suggerire ai responsabili della libreria di cambiare l'addetto a questi bollini... Una delusione totale. Una storia banale, a tratti scontata, di una bella ragazza cresciuta in una famiglia sobria e severa ma dall'animo di sognatrice. Così si sposa il classico ricco della situazione ma si scoglie per il bellone di turno. Da qui scontati tradimenti e miserie conseguenti. Assolutamente da evitare.









