Narrativa italiana Romanzi Se una notte d'inverno un viaggiatore
 

Se una notte d'inverno un viaggiatore Se una notte d'inverno un viaggiatore

Se una notte d'inverno un viaggiatore

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di Se una notte d'inverno un viaggiatore, romanzo di Italo Calvino. "E' un romanzo sul piacere di leggere romanzi: protagonista è il lettore, che per dieci volte cominica a leggere un libro che per vicissitudini estranee alla sua volontà non riesce a finire. Ho dovuto dunque scrivere l'inizio di dieci romanzi d'autori immaginari, tutti in qualche modo diversi da me e diversi tra loro." Un viaggiatore, una piccola stazione, una valigia da consegnare a una misteriosa persona... Da questa premessa si possono snodare innumerevoli vicende, ma sono dieci quelle che l'autore propone in questo sorprendente e godibilissimo romanzo.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2014-08-15 13:38:44 Marcello Priore
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Marcello Priore Opinione inserita da Marcello Priore    15 Agosto, 2014
Ultimo aggiornamento: 18 Agosto, 2014
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L'artificio del romanzo

Se una notte d’inverno un viaggiatore è l’ultimo romanzo di Italo Calvino, scritto nel 1979 durante il soggiorno parigino, ed è l’opera che meglio rappresenta la concezione Calviniana di letteratura come artificio.
Mi sono avvicinato a questo libro dopo aver letto il Marcovaldo e alcuni estratti di Palomar, affascinato dallo stile semplice ma ricco di sfumature di Calvino di raccontare storie, anche se già da molto tempo, colpito dal titolo dell’opera (errore spesso commesso dai così detti ‘lettori casuali’), mi ero promesso di doverlo leggere.
Protagonista della vicende è il Lettore, che apprestatosi a leggere l’ultimo capolavoro di Calvino (intitolato proprio Se una notte d’inverno un viaggiatore), si accorge che il libro presenta un difetto di stampa che non permette di procedere nella lettura dell’opera. E così si imbatte in un viaggio che lo porterà a conoscere la sua controparte femminile, la Lettrice, Ludmilla, a leggere dieci romanzi tutti diversi tra loro e tutti che s’interrompono improvvisamente, fino ad arrivare a contatto con una cospirazione mondiale romantica di manipolazione di testi ad opera di un losco individuo di cui non si trovano più tracce chiamato Ermes Marana.
Calvino si era proposto di scrivere un romanzo sul piacere di leggere romanzi, identificandosi non più come l’autore, ma come il lettore di essi, cimentandosi così nella stesura di dieci testi apocrifi (attribuiti falsamente ad un autore) tutti diversi da loro sia per temi sia per stile, ma che possono essere facilmente riproposti seguendo lo schema che lo stesso Calvino suggerisce (posseggo l’opera edita da Oscar Mondadori, con presentazione di Giovanni Raboni): “Se una notte d’inverno un viaggiatore” romanzo della nebbia dal forte stampo noir, “Fuori dell’abitato di Malbork” romanzo dell’esperienza corposa, “Sporgendosi dalla costa scoscesa”, romanzo simbolico interpretativo (mi ha colpito particolarmente), “Senza temere il vento e la vertigine” romanzo politico-esistenziale, “Guarda in basso dove l’ombra s’addensa” romanzo cinico-brutale, con forte componente pulp, “In una rete di linee che s’allacciano” romanzo dell’angoscia, tipico esempio di post-modernismo americano con il quale lo stesso Calvino entrerà in contatto nel suo ultimo periodo, “In una rete di linee che s’intersecano”, romanzo logico-geometrico, “Sul tappeto di foglie illuminato dalla luna” romanzo erotico della perversione, “Intorno a una fossa vuota” romanzo tellurico-primordiale, e in fine “Quale storia attende laggiù la fine?” romanzo apocalittico.
Il romanzo dunque presenta una struttura molto originale, presentando un racconto sempre interrotto (spesso nel climax, proprio quando iniziava a catturarci e avremmo voluto saperne di più) e poi un intervallo che ripropone le peripezie del Lettore e della Lettrice Ludmilla.


Se una notte d’inverno un viaggiatore è un libro piacevole da leggere, che ci illude, ci accudisce, ci vizia, ci fa innamorare e poi ci risveglia bruscamente, senza mai arrivare ad una vera conclusione. I dieci romanzi apocrifi sono quasi tutti di alto livello e, almeno personalmente di quasi tutti avrei piacevolmente continuato la lettura (eccezion fatta per “In una rete di linee che s’intersecano”, “Intorno a una fossa vuota” e “Quale storia attende laggiù la fine?”). Non posso dire lo stesso per la parte narrata del lettore e della lettrice, che è solo un mero intermezzo necessario al corretto compimento di questo esperimento Calviniano, ma che non presenta nessuna peculiarità, nessun colpo di scena rilevante e nessun momento di particolare riflessione.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2014-05-28 12:40:46 aislinoreilly
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aislinoreilly Opinione inserita da aislinoreilly    28 Mag, 2014
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Viaggio tra i viaggi.

Questo libro l'ho voluto rileggere perché mi ricordavo che fosse geniale ma volevo avere una riconferma. Infatti l'ho avuta.
Questo libro fu pubblicato nel 1979 e fu subito un grande successo, soprattutto negli Stati Uniti dove fu eletto come esempio di letteratura postmoderna. Detto questo, andiamo brevemente alla trama: Abbiamo una storia d'amore tra il Lettore e Ludmilla che si intreccia tra un incipit e l'altro di 10 libri diversi. Tutto parte con il Lettore che inizia a leggere il nuovo libro di Italo Calvino, " Se una notte d'inverno un viaggiatore " ma non riesce a proseguire nel vivo della storia perché si rende conto che per problemi di rilegatura si ripetono le stesse pagine appena lette per tutto il libro. Parte così la sua ricerca sfrenata del continuo di questo racconto, portandolo così a conoscere e ad innamorarsi della Lettrice, Ludmilla.
La cosa geniale di questo libro è che è tutto un pretesto dell'autore per dimostrare al lettore due cose:
1. Non è possibile conoscere la realtà, per quanto si cerchi di arrivare in fondo ad una cosa (che sia anche un libro), non ne troveremo mai una fine vera e propria, non ne sapremo mai a sufficienza.
2. Farci vedere quanto è bravo a scrivere romanzi.
Alla fine è un viaggio alla scoperta del piacere del leggere, sei tu il Lettore protagonista della storia, non un essere al di fuori della vicenda. Sei lì che leggi ogni nuovo incipit sapendo che la storia non proseguirà oltre ma speri comunque che ciò non accada e che Italo sia stato tanto generoso da concederti qualche altra pagina in più. Invece no. Finisci il capitolo e, come il protagonista, ti trovi spiazzato e di nuovo alla ricerca del continuo di ciò che avevi iniziato a leggere. Questo libro catalizza l'attenzione sull'importanza del leggere con passione, ti cattura perché come sfondo di mille incipit c'è una storia d'amore che pare quasi poliziesca e misteriosa perché Ludmilla è una figura sfuggente che pare quasi un'entità mistica aggiunta alla storia per distrarti continuamente dal tuo unico obiettivo: trovare il continuo di ogni libro iniziato.
Così ho riletto consapevole che avrei sofferto alla fine di ogni capitolo perché sì, ogni storia inventata da Calvino è così bella che vorresti non finisse di lì a poche pagine, ma saresti disposto a supplicare chiunque per averne una copia completa.
Un bel libro che consiglio a chiunque, si legge bene, è avvincente e non annoia.
;)

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2014-01-08 14:12:42 veronic
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veronic Opinione inserita da veronic    08 Gennaio, 2014
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Stai per cominciare a leggere IL NUOVO ROMANZO..

Un romanzo che non scade mai, è sempre Il nuovo romanzo per eccellenza, un libro pubblicato nel fine degli anni 70 del novecento ma che ancora oggi mantiene tutto il sapore della letteratura innovativa.
Se una notte d’inverno un viaggiatore è uno stupefacente esempio stilistico, sia per magnati della letteratura che lettori alle prime armi.
L’originalità del suo stile, accompagnato da una trama brillante ed avvincente, hanno inevitabilmente proclamato la sua immortalità.
Libro da leggere e rileggere, per imparare a sentirci in quanto lettori parte attiva, fondamentale, in connessione con la scrittura.

Ci racconta l’avventura di un lettore medio, definito dall'autore con il pronome personale “Tu”, il quale, alle prese con la lettura dell’ultimo romanzo di Calvino, si ritrova per un apparente problema di stampa, interrotto al primo sedicesimo d’impaginazione.
Il lettore parte alla ricerca del continuo della sua lettura, e si imbatte sempre in altri testi, di cui però, per un motivo o per un altro riesce sempre a leggere solo gli incipit.
La sua ricerca è affiancata da un’altra coprotagonista che a differenza di lui, è dotata di un nome: Ludmilla.
Ecco che così noi lettori ci ritroviamo con dieci incipit di storie di diversi generi, intermediati da altri dodici capitoli che ci narrano le avventure dei nostri protagonisti.
E’ un intreccio razionale-fiabesco, che ci presenta dei prototipi narrativi, e dei prototipi di vita dei lettori medi, insomma, dei prototipi di vita testuale e meta testuale.
La narrazione va costruendosi, per selezione e compromessi, tra l’attrazione del lettore e l’interesse dell’autore a soddisfare i suoi virtuosismi letterari. Un vero e proprio laboratorio di scrittura a cielo aperto.
Con entusiasmo e spirito d’avventura, saltella tra vocaboli e storie, carpendone solo il meglio, cercando così di mostrarci il suo ambizioso obbiettivo poetico: raggiungere la leggerezza.
Leggerezza, raggiunta attraverso la cancellazione del superfluo per giunge esclusivamente all'essenza delle cose, alla squisitezza dei termini, donati al lettore nella maniera più colloquiale possibile.
Mi viene in mente un esempio pittorico coevo del romanzo, o meglio l’arte della cancellatura di Emilio Isgrò, come l’artista con i segni neri evidenzia ancor più ciò che rimane, così Calvino, lasciando in sospeso i romanzi, ancor più nel romanzo apocalittico finale, non fa altro che evidenziare ciò che rimane: L’incipit più saliente delle cose.

Una volta che sei riuscito a prescindere da qualcosa che credevi essenziale, t’accorgi che puoi far a meno anche di qualcos'altro, poi ancora di molte cose. Eccomi dunque a percorrere questa superficie vuota che è il mondo.

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Qualsiasi amante della lettura, di qualsiasi genere letterario, non può non trovare dei buoni motivi per apprezzare quest'opera.
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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2013-08-12 10:04:04 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    12 Agosto, 2013
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Geniale

Non può mancare questo romanzo nella biblioteca di un qualsiasi appassionato lettore, esso infatti racchiude in s? tutto ciò che noi lettori siamo e cerchiamo.
Si tratta di un romanzo labirintico, filosofico ed intellettualmente molto stimolante.
Calvino sperimenta diversi generi narrativi, parlando direttamente al lettore, il quale ad un certo punto incontra una lettrice ed insieme iniziano a passare da un libro all’ altro poiché i romanzi si interrompono tutti dopo il primo capitolo.
Trovo davvero difficile recensire questo romanzo, trovare altre parole oltre alla genialità, è un libro che rileggerò sicuramente perché sono convinta che ad ogni lettura mi lascerà qualcosa di nuovo,uno dei romanzi più intelligenti che abbia mai letto.
Imperdibile.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2013-06-17 11:47:00 Pelizzari
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Pelizzari Opinione inserita da Pelizzari    17 Giugno, 2013
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Sul più bello

Idea geniale. Modalità di scrittura straordinaria. Inizi la lettura di queste pagine immedesimandoti nel Lettore ed il grigiore della nebbia della stazione e del bar in cui ti trovi immerso ti avviluppa, facendoti sentire subito catturato nella vicenda. Poi c'è un'interruzione. E l'interruzione dell'intreccio è un motivo strutturale del libro, che è un continuo flusso ingorgato di circostanze, coincidenze, discordanze. E' un libro dedicato ai lettori ed alla lettura. Il lettore medio è il doppio protagonista, doppio perchè si scinde in un Lettore ed in una Lettrice. Io mi sono molto riconosciuta in questa Lettrice. Perchè leggere è andare incontro a qualcosa che sta per essere e nessuno sa ancora cosa sarà. Leggere è confrontarsi con qualcosa che non è presente, che fa parte del mondo immateriale, invisibile. Leggere vuol dire spogliarsi di ogni intenzione e di ogni pregiudizio, per essere pronti a cogliere una voce che si fa sentire quando meno te l'aspetti, una voce che viene non si sa da dove. Tutto il libro è un incantesimo, al continuo inseguimento del libro interrotto, per le cause più disparate, e ci vuole davvero fantasia ad immaginarle. Ogni libro, e sono dieci quelli di cui si affronta la lettura, ha una diversa impostazione stilistica ed un diverso rapporto con il mondo. Per questo motivo, oltre ad essere una storia, è un romanzo davvero molto intellettuale. Che merita di essere letto più volte. Che necessita di essere letto più volte per essere pienamente compreso in tutte le sue sfaccettature.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2012-10-21 19:15:10 Venenix
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Venenix Opinione inserita da Venenix    21 Ottobre, 2012
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Cosa stiamo cercando esattamente?

Questo libro mi è stato consigliato come lettura estiva dalla mia professoressa di italiano. E tra i lamenti e le preghiere dei miei compagni di classe che, tornati dalle vacanze, non avevano neanche provato ad aprirlo [forse non l'avevano neanche comprato], io ero la macchiolina nera sul foglio bianco, che non solo l'aveva comprato, ma l'aveva anche letto. Due volte.
Raramente i libri che mi consigliano/mi forzano a leggere a scuola li leggo due volte, perché di solito sono sempre libri ambientati durante la seconda guerra mondiale, quei libri tristi e grigi che ti fanno solo salire un profondo senso d'angoscia e magari, nei casi più rari, un senso di colpa che si estinguerà solo pochi giorni dopo. Quei libri che di solito lasci a metà, ma dici di aver letto per auto compiacimento. E forse anche per autoconvincimento, perché se riesci a convincere te stesso, forse riesci a convincere anche gli altri.
Invece sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Se Una Notte d'Inverno un Viaggiatore è l'esempio di metalibro. Se c'è una cosa che adoro di Calvino sono le tecniche sperimentali che usa. Per l'autore ogni libro era sempre una sfida con sé stesso, un voler provare, calibrare e scegliere con attenzione quasi maniacale delle tecniche di narrazione, di stile, di linguaggio. Il protagonista del libro? Noi.
Noi lettori, noi lettrici, noi bibliofili che cerchiamo con la passione negli occhi il seguito di un libro che, per un errore di stampa, non prosegue. E lo cerchiamo disperatamente, legando con un lungo filo rosso tantissimi lettori, proprio come noi!, che cercano, cercano come delle anime in pena, il seguito di quell'altro libro che non era il seguito del primo, ma era il seguito di un terzo libro che finirà per sfociare in un quarto, in un quinto, in un sesto, e non si sa più se si stia cercando il seguito del libro o il motivo per cui noi lettori siamo libro-dipendenti.
Perché?
Naturalmente questo libro non ci dà risposte definite, ma altre domande, che anelano a delle risposte, che però non riusciremo a trovare. E quindi cosa possiamo fare? Ahimé, io non ho la risposta, sono solo una modesta lettrice che cerca delle risposte proprio come voi.
Ma forse posso cercarle in quel libro che aspetta di essere letto nella mia libreria o quel libro dimenticato in biblioteca che può portare lontano, ma nessuno vede...
Forse la bellezza dei libri sta proprio qui; non il trovare delle risposte, ma il cercarle attraversando un lungo filo che si chiama storia.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2012-08-24 13:08:15 Artemisia*
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Artemisia* Opinione inserita da Artemisia*    24 Agosto, 2012
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E' ancora possibile il romanzo?

Impossibile seguire questo testo senza prima aver liberato la mente da tutto ciò che può ingombrarla. E' come se Calvino ci inviti alla lettura delle storie di personaggi comuni e straordinari al tempo stesso, e questi personaggi sono di volta in volta uguali e diversi tra loro. Un romanzo sull'impossibilità del romanzo, una contraddizione in termini forse, ma chi ha letto il Calvino de "Il castello dei destini incrociati" o della trilogia, sa che non c'è nulla da stupirsi. Calvino è un autore ben oltre la realtà e oltre la fantasia. E' un surrealista, un dadaista, un prestigiatore che fa apparire e riapparire i suoi personaggi in questo scritto che sa di una ricerca, la ricerca infinita di una risposta e di un senso al quale forse è impossibile accostarsi.
E si può leggere questo "romanzo" in qualsiasi posizione si voglia (chi ha letto il libro mi capirà...chi non lo ha letto spero che lo faccia presto perchè ne vale la pena), la problematica non si risolverà mai : è possibile ancora nel mondo moderno il romanzo?
A giudicare da quest'opera sublime di Italo Calvino potremmo forse credere che non è possibile. Eppure se andiamo ancora in libreria, se ancora apriamo un volume con la speranza che quell'odore di carta stampata colpisca le nostre narici, ecco forse noi ci crediamo che il romanzo sia ancora possibile.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2012-07-16 08:36:13 Yoshi
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Yoshi Opinione inserita da Yoshi    16 Luglio, 2012
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Con lode!

Ammetto che mi trovo un po' in difficoltà a dover recensire un libro di questo spessore perché c’è il rischio di banalizzarlo o di non rendere l’idea della magnificenza di questo testo.
Ho provato, parlandone, a fare un breve riassunto a voce ma è praticamente impossibile e rischi di allontanare il curioso da una bellissima lettura.
Nessun riassunto può rendere l’idea, secondo me, ma posso parlare delle sensazioni che ha scatenato ed è ciò che so fare meglio.
Fin dall’inizio ero intimorita all’idea di leggere questo colosso della letteratura italiana tanto che ne ero tanto attratta quanto scettica. Per non parlare di tutte quelle persone che mi hanno detto “Calvino non è semplice da capire” oppure “ha una scrittura complessa” ecc ecc.. Tutti giudizi che non aiutano, visto anche il periodo estivo e la necessità di leggerezza.
Mi sono fatta coraggio, ho preso il libro, ho letto due frasi, l’ho lasciato, l’ho ripreso, ho letto altre due righe...
Come se fosse necessario lasciare decantare dentro di me quelle prime parole perché raggiungessero il giusto livello di curiosità. E dopo poco mi ha completamente assorbito.
La prima cosa che salta all’occhio è la scrittura che sembra incastrarsi perfettamente parola dopo parola come fosse un puzzle. Sembra che ogni parola sia stata calibrata e misurata per creare quel testo scorrevole e fluido come pochi sanno creare nonostante il continuo passare da un pensiero all'altro, cambio di narrazione continua e anche persona.
Con questo libro in mano non ti stanchi mai di scoprire dove vuole portarti perché ogni pagina è una sorpresa da scoprire.
Ti ritrovi a camminare dentro le pagine del libro, in questi sogni dai contorni offuscati dove nessun personaggio ha una faccia ben precisa, ma basta solo sentirne parlare che ti sembra di conoscerli da sempre. Lo stesso vale per i luoghi.
E’ un sogno fantascientifico e surreale a forma di infinito in cui tutto è collegato.
Ti ritrovi con un sacco di parole messe in fila perfettamente assemblate con armonia che creano un susseguirsi di fatti narrati straordinariamente.
Un po' di mistero, di fantasia, realtà, amore ed erotismo, lavoro e passione mescolati per creare queste storie surreali da cui farsi cullare.
Passatemi l’associazione: quando lo leggevo avevo la costante sensazione che questo libro fosse come uno dei quadri di Dalì.
Vi siete mai trovati davanti ad un suo quadro cercando di dargli confini definiti? Io credo che più si cerca di capire e definire un quadro di Dalì, più ti perdi nella banalità razionale della nostra psiche in cui tutto deve avere un significato terreno, razionale e materiale.
Invece se osservi il quadro assorbi le sensazioni che ti fa riaffiorare e lasci che i pensieri scorrano naturalmente riesci a trovarti nella giusta rotta e sembra di comprendere in pieno il significato.
Secondo me è la stessa cosa per questo libro.
In conclusione, mi sento di consigliarlo perché è un viaggio psichedelico e fuori dal normale che è giusto provare.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2012-03-24 14:44:27 charicla
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charicla Opinione inserita da charicla    24 Marzo, 2012
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Un libro non semplice

Ecco un libro sul piacere di leggere i romanzi … in cui il protagonista, chiamato semplicemente Lettore è costretto ad abbandonare la lettura sul più bello e a causa di svariate coincidenze.
Un libro non semplice e dalla trama abbastanza intricata. Una lettura complicata e frastagliata che si snoda su un percorso poco chiaro e disseminato di fuorvianti particolari, in cui nemmeno la presenza della giovane e ammaliante Ludmilla, servirà a renderlo più lineare.
Calvino è uno scrittore che ama giocare con la realtà e con le parole, infatti, in più occasioni si perde completamente il filo della narrazione e ci si ritrova scaraventati dentro un nuovo contesto.
Interessanti le riflessioni sul piacere della lettura ma a mio avviso, nonostante la grandezza di questo grande scrittore, non c’è molto altro da sottolineare.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2011-12-17 10:06:38 taxan
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taxan Opinione inserita da taxan    17 Dicembre, 2011
Ultimo aggiornamento: 17 Dicembre, 2011
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La poetica calviniana

Noticina pignola ma utile, perché il titolo di questo libro è: "Se una notte d'inverno un viaggiatore", che è un perfetto endecasillabo, verso principe della tradizione letteraria italiana, che non si può rovinare in "Se in una notte d'inverno un viaggiatore".
Comunque, il libro è un'intelligentissima, ironica e straordinaria scrittura sull'intertestualità letteraria, oltre che libro nel libro, o come già notato anche qui, un metalibro, a colloquio tra l'autore e il suo lettore. In questo Calvino è maestro insuperabile.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2011-10-21 10:10:00 OedipaDrake
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OedipaDrake Opinione inserita da OedipaDrake    21 Ottobre, 2011
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Il meta-libro per eccellenza

Un libro che in realtà è un meta-libro, perché parla di libri, romanzi, lettura, lettori (e lettrici), scrittori, giocando sottilmente con tutti questi attori, miscelando stili, situazioni, istantanee scattate da diverse prospettive. Un mosaico all’apparenza caotico, i cui pezzi man mano si intrecciano abilmente per sottendere il significato di cosa sia davvero tanto la scrittura che la lettura: ovvero, la risposta non c’è, non può essere univoca, ma sfaccettata quante sono le emozioni legate ad un libro, sia dalla parte di chi scrive che di chi legge.
Il tutto condito dall’immancabile e intelligente ironia del miglior Calvino, che ama sgretolare le certezze con fantasiosi paradossi, perché ognuno vada alla ricerca della propria verità interiore.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2010-02-10 14:31:33 .doc
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.doc Opinione inserita da .doc    10 Febbraio, 2010
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Il piacere del capolavoro.

Calvino lo dice apertamente: questo è un libro sul piacere di leggere. Uno splendido capolavoro sul piacere di leggere, sarebbe il commento più adatto. L'avventura del protagonista è una chiara ricerca spirituale e una, neanche troppo celata, indagine sulla "cosa in sè" della lettura, come dimostrano gli incipit che si hanno il piacere di leggere con regolarità nel prosieguo del racconto.
Il finale stesso è uno dei più sorprendenti che si potesse porre a un racconto del genere.

Non è un libro che i vostri Padri Letterari avrebbero potuto concepire, sia chiaro. La sua particolare struttura potrebbe scoraggiare più di un lettore, magari un pò troppo affezionato alla canonica struttura di inizio-fine. Insomma è un libro tipicamente novecentesco, pur restando abbastanza fuori dal filone caratteristico del secolo scorso.

In ogni caso, la piacevolezza del libro è garantita anche dalla incredibile capacità narrativa di Calvino, mai più a questi -inarrivabili- livelli, che integra la fin troppo nota caratteristica combinatoria con incredibile scorrevolezza. E' difficile parlare del suo valore senza anticipare nulla riguardo il libro, ma sarà chiaro a chi lo leggerà.

Saluti.

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2009-12-28 19:07:37 Dilo
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Dilo Opinione inserita da Dilo    28 Dicembre, 2009
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Sarà forse la volta buona?

E' un libro che parla del piacere di leggere, della voglia di finire un libro, quando si legge.

Parla del viaggio della lettura e per la lettura. Un libro costruito in maniera geniale come solo scrittori come Calvino sanno fare. A volte un po' fastidioso perché ogni poche pagine la storia principale viene interrotta da dei racconti...ma anche in questo sta la genialità del libro e dello scrittore

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Se una notte d'inverno un viaggiatore 2008-05-28 10:21:09 galloway
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galloway Opinione inserita da galloway    28 Mag, 2008
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Se in una notte d'inverno un bibliomane...

Mi sono accorto di non avere ancora parlato in questo posto virtuale, dedicato alla bibliomania, di un libro, anzi di un classico della letteratura sui libri, su chi scrive, su chi legge e su chi viaggia con i libri. Ed ecco la ragione per la quale ho titolato il post deformando il titolo del libro di Italo Calvino. Mi ha sempre colpito il suo incipit, la sua semplicità ed allo stesso tempo la capacità da parte del narratore ad introdurre il lettore in serie intrigata di scene e riferimenti che prendono la forma di un labirinto che non è solo fisico e spaziale ma sopratutto mentale ed intellettuale. Sei spinto a leggere parola dopo parola senza fermarti, quasi calandoti nelle varie situazioni descritte ed arrivi ad immedesimarti nel narratore dal quale non vuoi e non sai più separarti. Il libro l'ho letto anche in inglese e, chissà perchè, mi sembra molto più bello, elegante, pieno di risonanze, suoni, colori, impressioni, come se la tensione che pervade tutto il libro fosse più tesa, misteriosa, inaspettata. Un libro da non perdere, da leggere e rileggere, specialmente nelle notti d'inverno...



Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d'inverno un viaggiatore di Italo Calvino. Rilassati. Raccogliti. Allontana da te ogni altro pensiero. Lascia che il mondo che ti circonda sfumi nell'indistinto. La porta è meglio chiuderla; di là c'è sempre la televisione accesa. Dillo subito, agli altri: «No, non voglio vedere la televisione!» Alza la voce, se no non ti sentono: «Sto leggendo! Non voglio essere disturbato!» Forse non ti hanno sentito, con tutto quel chiasso; dillo piú forte, grida: «Sto cominciando a leggere il nuovo romanzo di Italo Calvino!» O se non vuoi non dirlo; speriamo che ti lascino in pace.



Prendi la posizione piú comoda: seduto, sdraiato, raggomitolato, coricato. Coricato sulla schiena, su un fianco, sulla pancia. In poltrona, sul divano, sulla sedia a dondolo, sulla sedia a sdraio, sul pouf. Sull'amaca, se hai un'amaca. Sul letto, naturalmente, o dentro il letto. Puoi anche metterti a testa in giú, in posizione yoga. Col libro capovolto, si capisce.



Certo, la posizione ideale per leggere non si riesce a trovarla. Una volta si leggeva in piedi, di fronte a un leggio. Si era abituati a stare fermi in piedi. Ci si riposava cosí quando si era stanchi d'andare a cavallo. A cavallo nessuno ha mai pensato di leggere; eppure ora l'idea di leggere stando in arcioni, il libro posato sulla criniera del cavallo, magari appeso alle orecchie del cavallo con un finimento speciale, ti sembra attraente. Coi piedi nelle staffe si dovrebbe stare molto comodi per leggere; tenere i piedi sollevati è la prima condizione per godere della lettura...



Dunque, hai visto su un giornale che è uscito Se una notte d'inverno un viaggiatore, nuovo libro di Italo Calvino, che non ne pubblicava da vari anni. Sei passato in libreria e hai comprato il volume. Hai fatto bene. Già nella vetrina della libreria hai individuato la copertina col titolo che cercavi. Seguendo questa traccia visiva ti sei fatto largo nel negozio attraverso il fitto sbarramento dei Libri Che Non Hai Letto che ti guardavano accigliati dai banchi e dagli scaffali cercando d'intimidirti.



Ma tu sai che non devi lasciarti mettere in soggezione, che tra loro s'estendono per ettari ed ettari i Libri Che Puoi Fare A Meno Di Leggere, i Libri Fatti Per Altri Usi Che La Lettura, i Libri Già Letti Senza Nemmeno Bisogno D'Aprirli In Quanto Appartenenti Alla Categoria Del Già Letto Prima Ancora D'Essere Stato Scritto. E cosí superi la prima cinta dei baluardi e ti piomba addosso la fanteria dei Libri Che Se Tu Avessi Piú Vite Da Vivere Certamente Anche Questi Li Leggeresti Volentieri Ma Purtroppo I Giorni Che Hai Da Vivere Sono Quelli Che Sono. Con rapida mossa li scavalchi e ti porti in mezzo alle falangi dei Libri Che Hai Intenzione Di Leggere Ma Prima Ne Dovresti Leggere Degli Altri, dei Libri Troppo Cari Che Potresti Aspettare A Comprarli Quando Saranno Rivenduti A Metà Prezzo, dei Libri Idem Come Sopra Quando Verranno Ristampati Nei Tascabili, dei Libri Che Potresti Domandare A Qualcuno Se Te Li Presta, dei Libri Che Tutti Hanno Letto Dunque E' Quasi Come Se Li Avessi Letti Anche Tu. Sventando questi assalti, ti porti sotto le torri del fortilizio, dove fanno resistenza



i Libri Che Da Tanto Tempo Hai In Programma Di Leggere,



i Libri Che Da Anni Cercavi Senza Trovarli,



i Libri Che Riguardano Qualcosa Di Cui Ti Occupi In Questo Momento,



i Libri Che Vuoi Avere Per Tenerli A Portata Di Mano In Ogni Evenienza,



i Libri Che Potresti Mettere Da Parte Per Leggerli Magari Quest'Estate,



i Libri Che Ti Mancano Per Affiancarli Ad Altri Libri Nel Tuo Scaffale,



i Libri Che Ti Ispirano Una Curiosità Improvvisa, Frenetica E Non Chiaramente Giustificabile.



Ecco che ti è stato possibile ridurre il numero illimitato di forze in campo a un insieme certo molto grande ma comunque calcolabile in un numero finito, anche se questo relativo sollievo ti viene insidiato dalle imboscate dei Libri Letti Tanto Tempo Fa Che Sarebbe Ora Di Rileggerli e dei Libri Che Hai Sempre Fatto Finta D'Averli Letti Mentre Sarebbe Ora Ti Decidessi A Leggerli Davvero.



Ti liberi con rapidi zig zag e penetri d'un balzo nella cittadella delle Novità Il Cui Autore O Argomento Ti Attrae. Anche all'interno di questa roccaforte puoi praticare delle brecce tra le schiere dei difensori dividendole in Novità D'Autori O Argomenti Non Nuovi (per te o in assoluto) e Novità D'Autori O Argomenti Completamente Sconosciuti (almeno a te) e definire l'attrattiva che esse esercitano su di te in base ai tuoi desideri e bisogni di nuovo e di non nuovo (del nuovo che cerchi nel non nuovo e del non nuovo che cerchi nel nuovo).



Tutto questo per dire che, percorsi rapidamente con lo sguardo i titoli dei volumi esposti nella libreria, hai diretto i tuoi passi verso una pila di Se una notte d'inverno un viaggiatore freschi di stampa, ne hai afferrato una copia e l'hai portata alla cassa perché venisse stabilito il tuo diritto di proprietà su di essa....

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