Sostiene Pereira Sostiene Pereira

Sostiene Pereira

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Sostiene Pereira, romanzo di Antonio Tabucchi edito da Feltrinelli. Lisbona, un fatidico agosto del 1938, la solitudine, il sogno, la coscienza di vivere e di scegliere, dentro la Storia. Un grande romanzo civile. Due premi nazionali come il Viareggio-Repaci e il Campiello e il Prix Européen Jean Monnet. Ventidue traduzioni all'estero. Una memorabile interpretazione cinematografica di Marcello Mastroianni. Una storia che continua a suscitare il fascino e la meraviglia delle opere destinate a durare nel tempo.

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Sostiene Pereira 2012-05-14 19:30:17 enricocaramuscio
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enricocaramuscio Opinione inserita da enricocaramuscio    14 Mag, 2012
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Rinascita della coscienza civile

Lisbona, estate 1938. Non c’è solo il caldo ad opprimere la capitale portoghese, a soffocare tutta la nazione e gran parte del continente. E’ un periodo di forte deriva verso destra e nel paese lusitano siamo agli albori del regime di Salazar; l’aria diventa ogni giorno più pesante a causa dell’opera della polizia politica, della propaganda nazionalista, della censura, della disinformazione e della repressione nei confronti di chi non si dimostra ben allineato all’ideologia dominante. Ma il dottor Pereira, responsabile della pagina culturale del Lisboa, un giornale del pomeriggio di Lisbona, sembra non accorgersi di ciò che succede nel suo paese e in tutta l’Europa, perso nel suo mondo fatto di letteratura, limonate, ricordi dei bei tempi andati e dialoghi con il ritratto della moglie morta da diversi anni. Solo dopo aver conosciuto il giovane Monteiro Rossi e la sua ragazza Marta, una coppia attivissima nella lotta antifascista, il giornalista comincerà a guardarsi intorno, ad informarsi e a rendersi conto di ciò che sta succedendo. Il decisivo contributo alla rinascita della sua coscienza civile arriverà poi dalla bella amicizia che Pereira stringerà con il suo medico, il dottor Cardoso, che lo affascinerà con la sua teoria sulla confederazione delle anime e lo spingerà a seguire il suo nuovo “Io egemone”. Tutto ciò lo porterà a compiere un importante e coraggioso gesto a favore della democrazia. Un ritratto storico e politico straordinario quello che ci regala Tabucchi, che inquadra perfettamente la situazione europea nel periodo delle grandi dittature. Al lettore sembra quasi di sentire incombere su di se il peso del regime, e questo peso sembra aumentare sempre più man mano che si procede nella lettura. Pur non raccontando fatti eclatanti e nonostante il ritmo non altissimo l’autore è molto bravo nel tenere alta la tensione e vivo l’interesse. Lo stile è impeccabile, pacato ed elegante, bellissimi i dialoghi, superlativa la figura del protagonista. Rilevante infine il messaggio civile e umano che il grande scrittore lancia agli uomini: quello di tenere sempre alta la guardia contro ogni tipo di oppressione e di non restare mai passivi davanti a chi cerca di soffocare la libertà.

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Sostiene Pereira 2011-01-10 17:14:38 cesare giardini
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cesare giardini Opinione inserita da cesare giardini    10 Gennaio, 2011
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Un romanzo magistrale

Il dottor Pereira è redattore della pagina culturale di un quotidiano portoghese del pomeriggio, il “Lisbooa”. Siamo nel 1938, Pereira è un brav’uomo, tranquillo, senza grilli per la testa, metodico, lavoratore, esperto di letteratura soprattutto francese; s’interessa poco di politica, pur vivendo in un periodo di fermenti prebellici, con una guerra civile che sta per sconvolgere la vicina Spagna e un governo portoghese autoritario e poliziesco che appoggia i falangisti e che ha orecchie e spie dappertutto. Pereira è al corrente dell’attualità tramite Manuel, un cameriere che ascolta radio libere e che lo informa di tutto quello che succede. Ma Pereira è immerso nella sua amata passione letteraria e non sembra vivere emotivamente gli accadimenti che lo circondano, finchè incontra un giovane ribelle, Monteiro Rossi, incaricato di arruolare volontari da mandare a combattere in Spagna: Pereira non sa, non vuole sapere, si limita ad offrire un compenso per le saltuarie collaborazioni che il giovane gli offre al giornale. Poco a poco, però, Pereira viene coinvolto dalla passione civile del giovane, comincia a comprendere il motivo profondo della sua ribellione: teme per l’incolumità del suo collaboratore, lo nasconde in casa ma viene raggiunto da sgherri della polizia che scoprono il nascondiglio, massacrano Monteiro e intimano a Pereira di non aprire bocca. Qui Pereira non ha più dubbi : con uno stratagemma fa pubblicare sul “Lisboa” un durissimo attacco ai metodi della polizia, indicando nomi, cognomi, luogo del delitto e ubicazione del cadavere. Quindi, con il ritratto della moglie in valigia e passaporto falso, si avvia con studiata calma (prima che il “Lisboa” sia in edicola ) probabilmente verso un’agognata libertà.
“Sostiene Pereira” (indimenticata l’interpretazione di Mastroianni nell’omonimo film) è indicato come uno dei libri da non perdere nel patrimonio di letture di ognuno di noi. Tradotto in tutto il mondo e vincitore di grandi premi letterari (tra cui il Viareggio e il Campiello), si colloca nel panorama letterario come grande romanzo civile, scritto in modo semplice e magistrale, e si fa leggere tutto d’un fiato perché (come scrive Lalla Romano) è troppo bello e si fa amare senza riserve. Resta da riflettere su significato del titolo : chi o che cosa sostiene il nostro Pereira ? Si potrebbe pensare che “sostiene” tutto quello che afferma davanti a un tribunale, al quale non è riuscito a sfuggire, Oppure davanti al tribunale più grande e universale della letteratura, grande passione di sempre del dottor Pereira. Oppure ancora mi piace pensare che Pereira sostenga tutto quello che narra dinnanzi alla propria coscienza, una coscienza di uomo libero e consapevole di scegliere la propria via e la propria vita nella Storia.

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Josè Saramago
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Sostiene Pereira 2010-10-04 08:58:51 Manem
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Manem Opinione inserita da Manem    04 Ottobre, 2010
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Sostiene Pereira ma non sostiene il lettore...

Che NOIA!
Il romanzo non prende mai una piega. Non spicca mai il volo. Non c'è da aspettarsi mai niente: l'autore non stuzzica l'attenzione del lettore! Meno male che sono solo 200 pagine! L'utilizzo sempre di frasi molto corte non favorisce la scorrevolezza del racconto. In più questo linguaggio da "verbale", descrittivo ma anche molto distaccato dai pensieri e dalle emozioni del protagonista, fa sì che non ci sia mai un attaccamento allo stesso. Se si togliesse tutte le volte che l'autore cita "limonata" e "omelettes alle erbe" il romanzo sarebbe la metà!

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Sostiene Pereira 2010-09-25 07:52:47 Stefp
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Stefp Opinione inserita da Stefp    25 Settembre, 2010
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Sostiene Pereira

Siamo nell'affascinante, malinconica e fatalista Lisbona, nel 1934, sotto la dittatura fascista di Salazar. Pereira è un oscuro direttore della pagina culturale del quotidiano Lisboa. E' un anziano vedovo, visibilmente sovrappeso che vive di letteratura e nel ricordo della moglie scomparsa con la foto della quale colloquia come se fosse ancora in vita. Sembra non accorgersi della dittatura, del clima di violenza, repressione e terrore che si respira. Paradossalmente, per un giornalista, è il cameriere del locale dove va a consumare i suoi pasti a base di omelette che lo tiene informato sulle notizie che il regime non lascia trapelare. Il destino gli fa conoscere due giovani oppositori, clandestini, del regime che inizieranno ad aprirgli gli occhi. L'incontro su di un treno con una donna ebrea che pensa alla fuga dal Portogallo contribuirà a svegliare la sua coscienza assieme al dottor Cardoso al quale si rivolge per una dieta.
Pereira, dopo esser stato testimone di una vile aggressione fascista al suo giovane amico Francesco Monteiro Rossi, cambierà definitivamente, compirà un atto di grande coraggio denunciando il fatto sul suo giornale e abbandonerà la sua triste vita per passare, anche lui, all'opposizione clandestina, una vera e propria fuga per la libertà.
Il "Sostiene Pereira" che Tabucchi ripete in tutte le pagine del romanzo come se il racconto gli fosse stato tramandato proprio dal protagonista ci accompagna fino in fondo donando un taglio singolare al racconto. Tabucchi, contravvenendo al solito cliché nel quale è il vecchio saggio che riporta sulla buona strada il giovane impulsivo e inesperto, fa "redimere" il vecchio Pereira da un giovane, Francesco Monteiro Rossi, che gli apre gli occhi, gli fa ricordare tutte le belle cose della vita seppellite dalla dittatura, gli fa ritornare ad amare la vita, a viverla e non più a farsela scorrere addosso solo nel ricordo di quello che è stato. Gli fa ricordare che ribellarsi è bello e giusto. Il piccolo, ma grande e coraggioso atto di Pereira non cambierà la storia, la dittatura di Salazar avrà vita lunga, ma cambierà la sua vita e ci ricorda che non è mai troppo tardi e non si è mai abbastanza vecchi per non lottare, per non indignarsi, ribellarsi, per non vivere. Tabucchi descrive meravigliosamente una Lisbona malinconica, governata dal "fado", ci fa toccare con mano il bellissimo quartiere arabo; l'Alfamà, i caratteristici tram che si inerpicano per le ripide stradine, ci fa vedere i bellissimi e artistici Azulejos che ornano la città.
Uno dei romanzi più belli che abbia mai letto trasposto in un film altrettanto straordinario di Roberto Faenza con un grandissimo Marcello Mastroianni.

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Sostiene Pereira 2010-08-18 10:41:13 garo
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garo Opinione inserita da garo    18 Agosto, 2010
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Immancabile

Nel 1938 in Spagna imperversa la guerra civile, e anche in Portogallo la situazione politica si fa pesante. Pereira è un vecchio giornalista di cultura, che per caso viene a conoscere due repubblicani giunti a Lisbona per reclutare volontari. Pereira non si interessa di politica e preferirebbe starne fuori, ma un po' mosso da compassione per i due ragazzi, che tratta come suoi figli, un po' per voler dare una svolta alla sua noiosa vita da vedovo, un po' perché (in fondo) antifascista, si farà coinvolgere poco a poco fino all'attacco finale al neonato regime attraverso il suo giornale. Splendido quanto particolare romanzo: quella che leggiamo è la deposizione, o confessione di Pereira, rilasciata a non si sa chi. Le parole “Sostiene Pereira” vengono ripetute in maniera assillante, eppure, anche con questa fredda e distaccata descrizione dei fatti (quasi come in un verbale), riusciamo ad affezionarci tantissimo al gentile, premuroso e infelice giornalista. Capolavoro da bere in un sol sorso.

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Sostiene Pereira 2010-01-21 18:55:08 riky93
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riky93 Opinione inserita da riky93    21 Gennaio, 2010
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Pereira!

Devo ammettere che ho iniziato questo libro con lo scetticismo di chi è obbligato a una lettura. Lo stile dell'autore tuttavia si è dimostrato così veloce, serrato ma allo stesso tempo piacevole e completo che fin dai primi capitoli mi ha convinto che fosse un romanzo interessante. Grandi temi e personaggi amabili sono protagonisti della storia di un uomo che dalla stanchezza esistenziale troverà nuovi motivi per lottare e per avere speranza nella vita. Tematiche fondamentali e sempre attuali ma elaborate in modo originale e costruttivo. Un capolavoro.

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Sostiene Pereira 2009-11-18 13:00:03 striga66
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striga66 Opinione inserita da striga66    18 Novembre, 2009
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sostiene pereira

ogniuno di noi davanti a scelte importanti è solo.

chi legge,ascolta,studia;ama la vita propia e dell'umanità intera costretto a scegliere nella desolazione della guerra o scappa o vive fino in fondo il oropio destino

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la storia di elsa morante<br />
cent'anni di solitudine
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Sostiene Pereira 2009-09-05 17:11:56 chicca
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chicca Opinione inserita da chicca    05 Settembre, 2009
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sostiene pereira

bellissimo,quanto mai attuale il messaggio che lancia: intellettuali non nascondetevi, date voce a chi non l'ha.

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Sostiene Pereira 2009-06-18 19:56:44 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    18 Giugno, 2009
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Un romanzo senza tempo

“Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate.”



Inizia così il romanzo di Antonio Tabucchi e quel “sostiene Pereira” viene ripetuto più volte, in modo quasi assillante, e conclude pure l’opera, come se l’autore l’avesse scritta con questo Pereira davanti a lui, tutto preso da una confessione, o meglio ancora da una deposizione.

Da una vicenda di fantasia nasce così una trama che ha tutta la parvenza della realtà e che descrive mirabilmente la dittatura in Portogallo di Salazar, ricreando un’atmosfera sempre più opprimente in un contesto di fatti comuni, di piccole cose che danno esattamente l’idea di quel che è la mancanza di libertà.

A suo modo Sostiene Pereira è un romanzo storico, ambientato nell’estate del 1938 a Lisbona, un periodo in cui è ancora in corso la guerra in Spagna e Italia e Germania volano, ormai senza possibilità di ritorno, verso il grande conflitto mondiale.

Pereira è un giornalista di una certa età, vedovo e solo, che ha abbandonato la cronaca nera di cui si è occupato per tanti anni per curare la pagina letteraria di un quotidiano, il Lisboa.

E’ un uomo qualunque, quieto, senza idee politiche, tutto dedito alla sua passione per la letteratura, soprattutto quella francese. Non ignora di vivere in una dittatura, ma non se ne cura, proprio perché è riuscito a creare un mondo alternativo, rifugiandosi nelle lettere.

La sua vita verrà sconvolta da un evento imprevisto, dalla vicenda, triste, di un giovane che non ci sta a vivere sotto un regime.

Piano piano in Pereira avviene una metamorfosi, comincia a porsi delle domande, sorgono dei dubbi, scopre che in lui esiste un’altra personalità, teoria suffragata da un discorso sulla Confederazione delle anime che gli fa un medico di un centro talassoterapico, dove trascorre una settimana per lenire i suoi acciacchi.

E alla fine non resterà più insensibile al tormento della dittatura, con un gesto clamoroso di ribellione che lo costringerà a emigrare.

Sostiene Pereira, però, non è solo un romanzo storico, ma va assai oltre, perché implicitamente pone la domanda se sia giusto che un intellettuale viva in un mondo tutto suo, avulso dalla realtà che lo circonda. No, sembra dirci Tabucchi, un letterato, un uomo di cultura prima di tutto ha l’obbligo di non nascondersi fra i suoi libri, ma di evidenziare i pericoli, la gravità di un sistema che opprime i cittadini, senza che sia necessario avere idee politiche.

La cultura è libertà e quindi non può rendere insensibile chi la segue alla realtà di ogni giorno, non deve costituire un alibi per non vedere, ma è indispensabile che sia la base per denunciare quello di cui altri non si accorgono, o di cui, per timore, non vogliono accorgersi.

Questo è il grande messaggio del libro e in questo valore universale il romanzo va quindi ben oltre il genere storico e ne spiega il clamoroso successo di critica e di pubblico.

Ricordo fra l’altro che ne è stato tratto un bellissimo film interpretato da un Marcello Mastroianni al meglio delle sue notevoli qualità.

Sostiene Pereira è un romanzo senza tempo, di un’attualità e di una universalità assai rara e quindi sono dell’opinione che la sua lettura sia più che raccomandabile.

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