Narrativa italiana Romanzi Storia del nuovo cognome
 

Storia del nuovo cognome Storia del nuovo cognome

Storia del nuovo cognome

Letteratura italiana

Editore

Casa editrice


Capii che ero arrivata fin là piena di superbia e mi resi conto che avevo fatto tutto quel viaggio soprattutto per mostrarle ciò che lei aveva perso e ciò che io avevo vinto. Lei naturalmente se ne era accorta fin dal momento in cui le ero comparsa davanti e ora stava reagendo spiegandomi di fatto che non avevo vinto niente, che al mondo non c'era alcunché da vincere, che la sua vita era piena di avventure diverse e scriteriate proprio quanto la mia, e che il tempo semplicemente scivolava via senza alcun senso, ed era bello solo vedersi ogni tanto per sentire il suono folle del cervello dell'una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell'altra.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 8

Voto medio 
 
4.7
Stile 
 
4.8  (8)
Contenuto 
 
4.4  (8)
Piacevolezza 
 
4.8  (8)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Commenti*
Prima di scrivere una recensione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate ed esaustive;
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms o errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire oltre 2 nuove recensioni al giorno.
Indicazioni utili
 sì
 no
 
Storia del nuovo cognome 2017-05-02 16:15:15 Mian88
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mian88 Opinione inserita da Mian88    02 Mag, 2017
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L'età adulta. Lila e Elena parte seconda.

Abbiamo conosciuto Elena e Lina bambine, le abbiamo strette nei periodi bui della loro giovinezza e le abbiamo abbracciate quando la vita ha deciso per loro la strada da intraprendere, ed ora, in questo secondo e ricco episodio, le ritroviamo adulte e padrone di due percorsi sempre più diversi. Mentre infatti la prima riesce a diplomarsi distinguendosi per bravura ed acume nonché ad entrare, dopo una serie di travagliati avvenimenti umani e sentimentali che hanno fortemente provato e segnato gli ultimi due anni di liceo classico, alla Normale di Pisa, l’altra è la protagonista di questi sconvolgimenti emozionali che di riflesso si sono scagliati sull’amica, vi è catapultata come in una morsa irrefrenabile a cui è impossibile sottrarsi. La vita di Lina è inoltre contraddistinta dal continuo bisogno di stimoli, in particolare letterari. Ogni suo comportamento, ogni suo gesto è atto e volto a trasmettere questo desiderio intimo di cui è stata – volente o nolente – privata. Non solo. Ella è oggetto dell’adolescenza, del sentimento. Lo conosce per la prima volta, lo focalizza, lo capta e cattura prima dentro di sé per poi convergerlo verso chi ha attorno.
A prescindere dalla trama che si sviluppa in modo lineare, preciso e chiaro alternando colpi di scena allo scorrere naturale delle giornate, l’opera è intrisa di uno stile elegante ed agile che colpisce e non annoia grazie al ben articolato ritmo improntato. E se anche la parte centrale può risultare essere al contempo più lenta e più veloce perché culmine degli avvenimenti più significativi, di fatto, il lettore non riesce a staccarsi dall’elaborato. Può rallentare la lettura, può metterla in pausa, ma torna sempre ed immancabilmente da Lila e Elena.
Detto capitolo è inoltre caratterizzato da quell’alone di mistero che ha coinvolto a lungo l’identità dell’autrice e che pertanto porta il conoscitore ad interrogarsi sul rapporto verità-fantasia inerente lo scritto, nonché da una esposizione delineata da un io narrante maschera. Pertanto il l’avventuriero conoscitore, a differenza degli scritti ove la prima persona regna sovra e dove dunque quest’ultimo è facilitato/agevolato in quel processo di fusione che intercorre tra chi scrive e chi legge, con Elena non entra mai in simbiosi. Ella intrattiene, descrive, narra, come se fosse chiamata a rendere dei fatti. La sua è una chiaccherata calma, pacata mai volta a rendere giudizi e/o a lasciarsi travolgere dagli eventi. Pagina dopo pagina è sempre più chiaro come essa miri a tutelare la propria sfera personale, il proprio cuore, il proprio io.
A questa intimità si somma un’amicizia turbata dall’evoluzione della quotidianità, un legame che talvolta fatica ad andare avanti, che ha difficoltà a ritrovarsi e a comprendersi ma che nonostante tutto si mantiene intatto anche a distanza di tempo, anche se tra le due donne esiste una distanza fisica, anche se le vite di entrambe sono ormai agli antipodi. E così il loro rapporto, che si alterna tra cose dette e non dette, che si colora di gelosia e che si sviluppa attraverso lo stimolo continuo che l’una costituisce per l’altra, prosegue, scorre.
Infine, altro elemento caratterizzante, è il dato storico-sociale. La Ferrante, come ne “L’amica geniale” ricostruisce con dovizia e minuzia il contesto ove i fatti prendono campo. Non solo, rende in modo chiaro ed inequivocabile anche il divario che esiste tra la realtà napoletana e quel che è esterno ai suoi confini. Nel momento in cui Elena lascia la città natia, quest’ultimo particolare diviene palpabile con mano talché la stessa ragazza finisce col sentirsi un’estranea in quella che dovrebbe essere la sua terra, la sua casa.
E come l’opera si snoda, va avanti anche chi legge che, battuta dopo battuta si interroga, riflette, ama, odia, pensa ed ancora pensa, odia, ama, riflette, si interroga.

«Non mi avrebbe mai fatto del male, era capace di farne solo a se stesso» p.81

«Quelli che stanno sotto vogliono andare sopra, quelli che stanno sopra vogliono restare sopra, e in un modo o nell’altro si arriva sempre a prendersi a sputi e calci in faccia”. “Proprio per questo il punto è risolvere i problemi prima che si arrivi alla violenza”. “E come? Portando tutti sopra, portando tutti sotto?”. “Trovando un punto di equilibrio tra le classi”. “Un punto dove?Quelli di sopra si incontrano a mezza strada con quelli di sopra?” “Diciamo di si” “E quelli di sopra scendono di sotto volentieri? E quelli di sotto rinunciano ad andare più su?” “Se si lavora a risolvere bene tutte le questioni, si. Non sei convinta?” “No. Le classi non giocano a briscola ma fanno la lotta, e la lotta è sempre all’ultimo sangue”» p. 208

«Capii che ero arrivata fin là piena di superbia e mi resi conto che – in buona fede, certo – avevo fatto tutto quel viaggio soprattutto per mostrarle ciò che lei aveva perso e ciò che io avevo vinto. Ma lei se ne era accorta fin dal momento in cui le ero comparsa davanti e ora, rischiando attriti coi compagni di lavoro e multe, stava reagendo spiegandomi di fatto che non avevo vinto niente, che al mondo non c’e’era alcunché da vincere, che la sua vita era piena di avventure diverse e scriteriate proprio quanto la mia, e che il tempo semplicemente scivolava via senza alcun senso, ed era bello solo vedersi ogni tanto per sentire il suono folle del cervello dell’una echeggiare dentro il suono folle del cervello dell’altra» p.464

Trovi utile questa opinione? 
110
Segnala questa recensione ad un moderatore
Storia del nuovo cognome 2016-04-05 07:05:46 Mario Inisi
Voto medio 
 
4.5
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
5.0
Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    05 Aprile, 2016
Ultimo aggiornamento: 08 Aprile, 2016
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Un'amicizia quasi perfetta

Il secondo volume della tetralogia è bello come il primo e se nel primo sono descritte le bambine, qua sono riportati gli studi di Elena fino alla pubblicazione del suo primo romanzo. Quello che colpisce è lo stile elegante e agile e la piacevolezza della scrittura che non annoia mai, sorprende, non cade nel banale e lascia un’impressione di originalità. Nel secondo romanzo salta all’occhio anche la doppia blindatura dell’identità dell’autrice: la prima data dalla non conoscenza del suo vero nome, la seconda data dal fatto che l’io narrante è la maschera. Perciò a differenza di tanti romanzi in prima persona dove proprio la prima persona facilita il lettore nell’entrare nella testa e nel cuore dell’io narrante finendo per fondersi con lui, con Elena questo non succede che in poche pagine. L’io narrante è sempre la maschera anche se questo può passare inosservato nel senso che l’eleganza stilistica fa sì che non ci si accorga che Elena intrattiene il lettore come se fosse ospite nel suo salotto: gli parla con garbo e con educazione ma senza mai urlare e dare da matto o farsi cogliere in vestaglia e ciabatte. Il fatto che le emozioni non sono urlate fa sì che il romanzo resti affascinante e interessante e crei un elegante distacco, credo voluto, che è la peculiarità dei romanzi di Elena.
Elena per tutelarsi ha dunque tolto dal romanzo la chiave principale di lettura che servirebbe per entrare nella sua testa e nel suo cuore, cosa che lei non vuole che accada.
Quale potrebbe essere la chiave di lettura del romanzo:
1)Le due amiche potrebbero essere due figure di fantasia uscite dalla mente di Elena autrice, 2) Lila e Elena potrebbero essere due diverse personalità dell’autrice, 3) Lila potrebbe rappresentare per Elena un amore impossibile o una rivale in un amore impossibile. 4) Elena potrebbe essere un uomo che vuole battere la donna perfetta, bella e intelligente sul suo stesso terreno dimostrando di poter essere più femminile di lei, una sfida nella sfida, dunque. 5) Una amicizia reale tra le due donne sarebbe l’ipotesi più difficile da capire.
L’ amicizia tra le due donne è infatti faticosa, pericolosa per il loro strano rapporto pieno di non detto. In tutto il non detto, la cosa che viene detta meno di tutte è l’affetto mentre è spiegata l’invidia, l’essere l’una stimolo all’altra, la gelosia.
Il romanzo è bello, non c’è bisogno di dirlo, ma il modo di essere di Elena porta riflessioni amare sul senso dell’esistenza e su come una donna intelligente riesca a buttare a mare la sua vita e a farsi sempre del male pur avendo tanto successo e tanto talento. Elena trasmette al lettore questo senso di mancanza a cui non dà nome. Forse è l’amica che le manca ma è sempre lei a cacciarla, a tenerla lontana, a non sopportare il confronto.
Lila mi ricorda Elsa Morante per la genialità, il carattere ribelle, la bellezza e per il fatto di avere studiato da sola.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
170
Segnala questa recensione ad un moderatore
Storia del nuovo cognome 2015-10-07 08:07:00 MATIK
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
MATIK Opinione inserita da MATIK    07 Ottobre, 2015
Ultimo aggiornamento: 07 Ottobre, 2015
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Storia del nuovo cognome. (Secondo volume)

"Provai piacere per quel NOI ma mi infastidì il brusco passaggio all'IO: IO ho sempre sbagliato tutto. NOI, avrei voluto correggere, SEMPRE NOI, ma non lo feci."
Continua la storia di Lila e Lenù, il loro rapporto di amicizia, ma anche di rivalità, di amore che a volte rasenta l'odio, di dipendenza dalla quale però sempre più spesso si sente la necessità di allontanarsi e di vivere un'esistenza indipendente l'una dall'altra.
La Elena Ferrante è riuscita anche con il secondo volume a catturare l'attenzione del lettore, che ancora ed ancora, legge pagina dopo pagina, senza stancarsi, il trascorrere della vita di Lila e Lenù.
La prima è una donna ormai sposata, che si accorge da subito di aver commesso un gravissimo errore, la vita con Stefano è difficile, si passa continuamente dai momenti di calma apparente fino a scontri furibondi che si concludono con le mazzate, è passata dalla povertà del rione, alla donna che ha tutto: ricca, la casa nuova, i più bei vestiti e padrona delle attività del marito, ma tristemente infelice ed incompleta.
"Non mi piace più quello che ho fatto e quello che sto facendo."
La seconda continua la carriera "scolastica" tra alti e bassi, sempre più consapevole della sua capacità di non accettarsi, in contrasto con la facilità di piacere a tutti, perché lei è la brava ragazza studiosa e diligente, non si impone mai e riesce a nascondere e camuffare i propri reali sentimenti, soffre profondamente per la passione che travolgerà Nino, suo amore da sempre e Lila.
"Capii all'improvviso perché non avevo avuto Nino, perché lo aveva avuto Lila. Non ero capace di affidarmi a sentimenti veri. Non sapevo farmi trascinare oltre i limiti. Non possedevo quella potenza emotiva che aveva spinto Lila a fare tutto per godersi quella giornata e quella nottata. Restavo indietro, in attesa. Lei invece si prendeva le cose, le voleva davvero, se ne appassionava, giocava a tutto o niente, e non temeva il disprezzo, lo scherno, gli sputi, le mazzate. Lei insomma s'era meritata Nino perché riteneva che amarlo significasse provare ad averlo, non sperare che lui la volesse."
"Storia del nuovo cognome" è un genere di libro, che a me piace molto, perché non si sofferma solo al racconto dei fatti della vita delle due protagoniste contornate da amore, tradimento, sofferenza, rivalità, gelosia ecc., ma entra nell'animo femminile, l'autrice cerca di raccontare le mille sfaccettature dei sentimenti, dell'emozioni e delle passioni che si provano ogni giorno affrontando la quotidianità, nel libro troviamo il continuo oscillare tra il carattere forte e distruttivo di Lila e quello accomodante e complesso di Lenù, questo ce lo rende affascinante, irresistibile e ammaliante.
"La mia vita mi spinge a immaginarmi come sarebbe stata la sua se le fosse toccato ciò che è toccato a me, che uso avrebbe fatto della mia fortuna. E la sua vita si affaccia di continuo nella mia, nelle parole che ho pronunciato, dentro le quali c'è spesso un'eco delle sue, in quel gesto determinato che è un riadattamento di un suo gesto, in quel mio di MENO che è tale per un suo di PIU', in quel mio di PIU' che è la forzatura di un suo di MENO senza contare ciò che non ha mai detto ma mi ha lasciato intuire, ciò che non sapevo e che poi ho letto nei suoi quaderni. Così il racconto dei fatti deve fare i conti con filtri, rimandi, verità parziali, mezze bugie: ne viene una estenuante misurazione del tempo passato tutta fondata sul metro incerto delle parole."
E adesso non mi resta che leggere il terzo volume....per sapere nuove verità sull'amicizia che lega Lila e Lenù!

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Il continuo....sempre accattivante!
Trovi utile questa opinione? 
150
Segnala questa recensione ad un moderatore
Storia del nuovo cognome 2014-07-25 17:52:21 pupa
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
5.0
pupa Opinione inserita da pupa    25 Luglio, 2014
Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una donna infelice

Con una trama veloce e scorrevole, il possente “Storia del nuovo cognome” di Elena Ferrante ci ripropone il secondo volume di una trilogia iniziata con "L'amica geniale", in un affresco intrigante, a tratti scabroso, Lila, personaggio femminile narrato, però, dall’io narrante Lenuccia. Nitide, precise e ben determinate descrizioni psicologiche dei personaggi, tratti facilmente intellegibili e resi tangibili da uno stile sobrio, mai volgare, prendono spunto dalla consegna dei diari di Lila a Lenuccia: qui vi si riportano le vicende dell’ingegnosa, scalognata e infelice ragazza che gliene capitano di tutti i colori! Le sue nozze precoci all’età di sedici anni, le infedeltà coniugali di entrambi i partners, le violenze ricevute e le rivalse, l’illusorietà di una ricchezza raggiunta col matrimonio e la successiva stringatezza, un figlio concepito con persona diversa da marito, nuovi rapporti sentimentali, tutte queste storie sono la realtà propria e immutabile delle cose, l’essenza e la sostanza dei diari in una storia che narra con delicata perfezione le gesta di Lila.
È, in definitiva, un'esposizione ordinata, originale, ottimamente strutturata ed avvincente, un potente ritorno alla letteratura, quella buona, che rimane nella storia e, soprattutto, nella mente del lettore.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
Storia del nuovo cognome 2014-07-24 14:40:56 antonelladimartino
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
antonelladimartino Opinione inserita da antonelladimartino    24 Luglio, 2014
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

IL MALODORE

La forza trascinante di quest'opera scaturisce innanzi tutto dall’intensità dei personaggi, permeati di storia e di sentimenti primordiali. Lila e Lenù, la strega cattiva e la brava ragazza: la narrazione smaschera fin dall’inizio questi due stereotipi, per confrontare la superficialità delle etichette con la complessità interiore. Lila e Lenù possono essere anche le due facce della stessa medaglia ovvero i poli opposti di una stessa persona, ma il gioco degli opposti interiori si rivela anch’esso complicato: è la buona Lenu che odia la madre e vuole fuggire a ogni costo dal quartiere, mentre è Lila, la "rompicazzi", che continua ostinatamente ad amare le radici e la famiglia.

La storia delle due amiche si snoda all’insegna dell’ambivalenza, tra affetto e competizione; complicità e incomprensione. In questo secondo romanzo della trilogia gli ultimi anni della loro adolescenza maturano a velocità vertiginosa nello stesso minuscolo rione napoletano dell’infanzia: un microcosmo governato da leggi arcaiche, semplici nella loro crudeltà. Intorno a loro, ritroviamo all’inizio lo stesso coro di personaggi indimenticabili, forgiati dalla storia delle loro famiglie e del loro quartiere, in lotta tra di loro e contro la miseria; ma in seguito Lenù varca i confini del rione per scoprire parte degli infiniti mondi della nostra Italia recente, la loro lenta evoluzione, le loro brutture, i loro passaggi nascosti.

La scelta lessicale è curata e insolita come nelle altre opere della stessa autrice; in particolare ho notato un sostantivo che ricorre spesso: il “malodore” che insegue i personaggi e le tappe delle loro storie. Il malodore del rione torna nella vita di Lila quando ripudia il cognome nuovo impostole dal matrimonio: la ricca signora Cerullo, appendice inglobata nell’identità del marito, vive in un appartamento con tutti gli agi; Lila Cerullo, espulsa dal ruolo di moglie, torna nella stessa sporcizia vissuta nell’infanzia. Il malodore, marchio della povertà e del dolore, è un incubo destinato a tornare.

Nessuno sa chi sia Elena Ferrante, ma investigare è inutile: la forza delle sue parole scritte rende superflua qualsiasi altra rivelazione.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
230
Segnala questa recensione ad un moderatore
Storia del nuovo cognome 2013-11-04 08:51:08 C.U.B.
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
C.U.B. Opinione inserita da C.U.B.    04 Novembre, 2013
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Piccole donne crescono

Ascolta, la senti la voce del dolore ? Lo senti l'urlo, lo strazio del silenzio imposto, di una vita non scelta, di un'alternativa che non c'e' , di un incoraggiamento taciuto ?
Ascolta, lo senti lo scricchiolio dei denti mossi dalla rabbia, dall'odio, da una forza cieca e sorda che non puo' reprimere, non vuole somatizzare ?
Ascolta, lo senti il battito violento di uno schiaffo che vuole zittire , domare, piegare , lo senti il sangue che scorre  senza lavare ma che segna il volto, l'anima, la vita ?
Ascolta, lo senti il clangore della forza, del coraggio, della battaglia di soldati invisibili, del sacrificio ?
Ascolta il lato edificante del dolore, quello che emoziona, che agita, che inquieta, che arricchisce ; quel dolore su cui hai il potere di dire basta a tuo piacere, non come nella vita, il dolore di un libro lo chiudi fuori quando ti pare, e lo riapri quando ti manca.

" Sei proprio n'omm'e mmerd."

Secondo volume della trilogia L'AMICA GENIALE, Lila e Lanu' hanno lasciato alle spalle l'infanzia per rivelarsi ormai giovani donne, per percorrere strade diverse. 
In un tripudio di emozioni, la splendida penna della Ferrante riesce di nuovo ed ancora di piu' ad offrirci un sipario umano e spazio temporale tangibile, verace, vivo, vero in cui sentiamo il cuore espandersi e contrarsi, sciogliersi al sole come il corpo velenoso e lattiginoso di una medusa spiaggiata sulla rena .
Sentirsi sferzati da parole ed eventi in tempesta, da piccole vite potenti e disperate di tormento, di impegno, di sottomissione, di ardore che infiammano come la passione di due amanti adolescenti. Che sconvolgono come una prima notte di nozze  consumata al lume accecante del corpo di una giovane sposa scaraventata  e stuprata.

Sono gli anni Sessanta a Napoli , il rione della Ferrante palpita di bene e di male.
Due ragazze lasciano un'impronta di cemento, potrete coprirle di polvere ma non dimenticarle. Mai piu'.

Buona lettura.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
350
Segnala questa recensione ad un moderatore
Storia del nuovo cognome 2013-09-17 16:31:44 silvia71
Voto medio 
 
4.8
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
silvia71 Opinione inserita da silvia71    17 Settembre, 2013
Top 10 opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ancora Lila e Lenù

Prosegue la storia di Lenù e Lila iniziata nel precedente romanzo “L'amica geniale”, di cui si rende necessaria la lettura.

Se nel primo volume le protagoniste erano due bambine che si affacciavano all'adolescenza, ora sono due giovani donne che camminano verso l'età adulta.
Un'età in cui le responsabilità ed i carichi familiari e personali aumentano e richiedono scelte e sacrifici, un'età in cui la personalità di un individuo si è formata e consolidata mettendo in evidenza le proprie peculiarità.
Se l'infanzia delle due giovani, splendidamente ritratta in precedenza dall'autrice, è stata un groviglio di accadimenti, di sogni infranti, di errori, di fratture, gli anni successivi saranno gravidi di lacrime e di cambiamenti, animati da una voglia di evasione dalla gabbia entro cui la vita le ha rinchiuse.

Questo romanzo raggiunge momenti di intensità nettamente superiore alla prima parte, vuoi per la durezza degli eventi narrati vuoi per il consolidarsi di due personalità forti e ottimamente caratterizzate come Lila e Lenù; due giovani donne di cui il lettore riesce a percepire i pensieri, i desideri e le sofferenze.
Le due donne sembrano rappresentare le due facce di una medaglia, speculari eppure diverse, legate da un filo trasparente anche quando la vita le fa marciare su strade parallele; due riuscitissime rappresentazioni della vita e della forza umana, quella forza che esige di trovare una luce ed una buona riuscita alla propria esistenza.

La peculiarità della penna della Ferrante è la corposità e l'abbondanza, capace di travolgere il lettore come un fiume in piena, a tratti quasi disorientante.
Come già riscontrabile nel precedente volume, è grande la capacità di tenere le redini di una narrazione brulicante di personaggi minori, ma che contribuiscono tutti a realizzare il complicato e colorato mosaico che è culla della storia.

E' un' ottima lettura che ci obbliga ad attendere il terzo capitolo per poter chiudere la parabola di vita e di amicizia di Lila e Lenù.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
L'amica geniale
Trovi utile questa opinione? 
290
Segnala questa recensione ad un moderatore
Storia del nuovo cognome 2013-08-29 11:33:58 Melandri
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Melandri Opinione inserita da Melandri    29 Agosto, 2013
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

DISORIENTAMENTO

Mi sono tuffata nella lettura di questo secondo volume de L’amica geniale, dopo essere riemersa da quest’ultimo felicemente appagata. Già di per sé, la decisione di proseguire in questa lettura, dimostra quanto la Ferrante mi abbia conquistata, visto che in genere non apprezzo i romanzi in più volumi. Che siano stati I quattrocento colpi di Truffaut a contagiarmi o la fortuna di aver trovato il libro subito disponibile in biblioteca, ad ogni modo sono andata avanti e la fascinazione è proseguita.

In questo secondo libro, Elena e Lila affrontano l’adolescenza andando oltre, sino alla soglia dei vent’anni. Il loro rapporto pur sfibrandosi nel tempo, come è naturale che accada, si torce e si ritorce creando un legame che seppur debole pare inscindibile. Non desidero anticipare nulla della trama, rispettando così la quarta di copertina estremamente sintetica e non essendo comunque in grado di riassumere i numerosi eventi accaduti. Non c’è ordine di importanza da seguire, sono tutti significativi allo stesso modo. Vengono raccontati con un ritmo cadenzato, alcuni veloci, con poche parole precise e altri lenti e particolareggiati.

Lila sempre più compressa dentro sé stessa cerca invano di annullarsi, mentre Elena sempre più estromessa e al di fuori di sé tenta invano di affermarsi.

I drammi dell’infanzia prendono forma in conseguenze in alcuni momenti davvero drammatici e il pensiero che costantemente mi ha invaso la mente durante la lettura è sempre lo stesso: quanta percentuale di noi stessi lasciamo venga distorta o seppellita dagli eventi, dalle circostanze, dalle persone? E quanta colpa possono averne i genitori quando sono anch’essi vittime di un’ignoranza sociale ed emotiva?

Ovviamente attendo il prossimo libro…

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
L'amica geniale
Trovi utile questa opinione? 
230
Segnala questa recensione ad un moderatore
 

Le recensioni delle più recenti novità editoriali

Dimenticare
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
La testimonianza
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
Il manifesto del libero lettore
Valutazione Redazione QLibri
 
5.0
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La neve sotto la neve
Valutazione Redazione QLibri
 
3.8
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
Cacciatori nel buio
Valutazione Redazione QLibri
 
3.3
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
L'uomo che inseguiva la sua ombra. Millennium 5
Valutazione Redazione QLibri
 
4.3
Valutazione Utenti
 
3.9 (2)
Il maestro
Valutazione Redazione QLibri
 
3.5
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
The Store
Valutazione Utenti
 
5.0 (1)
La narratrice sconosciuta
Valutazione Utenti
 
4.0 (1)
Bello, elegante e con la fede al dito
Valutazione Redazione QLibri
 
3.0
Valutazione Utenti
 
3.3 (1)
Il sentiero
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)
Ogni nostra caduta
Valutazione Redazione QLibri
 
4.8
Valutazione Utenti
 
0.0 (0)

Altri contenuti interessanti su QLibri