Tempo di uccidere Tempo di uccidere

Tempo di uccidere

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Tempo di uccidere, romanzo di Ennio Flaiano. In un'Africa spogliata di ogni esotismo e folclore, un tenente dell'esercito italiano vaga alla ricerca di un medico, guidato dal mal di denti. Si allontana dal campo, rimane solo, si perde. È così, per caso, che cominciano le avventure del protagonista di "Tempo di uccidere", indubbiamente il capolavoro di Ennio Flaiano. Un susseguirsi di casi fortuiti e banali crea le condizioni per le avventure del protagonista, un antieroe solitario che del caso diventa prigioniero e schiavo, tanto da arrivare a credere che la propria storia non sia nient'altro che il compiersi di un destino prescritto. Perché alla fine, in qualche modo, da ogni circostanza sembra scaturirne un'altra: un incidente, l'incontro con Miriam, l'amore, lo spettro di un omicidio e quello della lebbra. Tutto appare concatenato, tutto concorre a trascinarlo in una cupa crisi esistenziale.

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Tempo di uccidere 2010-10-02 13:01:58 paolodal
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paolodal Opinione inserita da paolodal    02 Ottobre, 2010
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Esistenzialista

Il grande genio di Ennio Flaviano, scrittore, sceneggiatore cinematografico, tra gli artefici del cinema della dolce vita, famoso per i suoi intelligenti aforismi, si esprime bene in questo romanzo che stupisce.
E’ la storia di un tenente di stanza in Africa, nelle ex colonie italiane, durante la seconda guerra mondiale. Con la scusa di un mal di denti, riceve una licenza per andare a cercarsi un dentista. Diverse vicissitudini a tratti rocambolesche, a tratti grottesche, lo portano a commettere e subire fatti gravi. Tutto pero’ si stempera nell’indifferenza altrui, tutto diventa quasi ridicolo nell’incomunicabilita’ tra le persone.
Un’Africa ben descritta. Una susseguirsi di emozioni, in un contesto a tratti onirico e a tratti disarmante nella sua semplicita’.
Questo romanzo vinse il primo premio Strega nel 1947 e successivamente lo ‚’Strega degli Strega’’. A buon titolo e’ da considerarsi un romanzo che si inserisce nella corrente esistenzialista del 900 (Sartre, Camus). E’ come un film di Antonioni, come una scultura di Miro’.
Da leggere assolutamente d’estate, senza usare il condizionatore, ma solo un ventilatore; musica reggae in sottofondo a bassissimo volume; si accompagna bene ad un Prosecco ghiacciato con spiedini di frutta.

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