Tia non parla a nessuno
Letteratura italiana
Editore
Salvatore Rosetti, nato in Sicilia nel 1981, vive a Serradifalco, suo paese d'origine, dove attualmente collabora a una web agency. Tia non parla a nessuno è il suo primo romanzo.
Recensione della Redazione QLibri
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Mai voltarsi indietro.
Che cos’è il Male? Scelta o necessità? Ambiente o arbitrio? Di certo il termine merita la maiuscola, anche oltre l’ambito filosofico.
Gran parte dei personaggi che danno vita a questo romanzo Lo conoscono bene. Molti di loro sembrano schiacciati dalle condizioni in cui sono “gettati a vivere”. Non sono privi di arbitrio, anzi cercano di combattere. Ma il minimo errore, in un ambiente così difficile, può costare più della vita. Tia non ha speranza, non ha i mezzi per lottare. Tonino ha delle possibilità, ma le cose andranno male anche per lui.
Tia è una bambina che vive nel buio, nel silenzio. La violenza le ha portato via la speranza, quindi le parole. Il protagonista del libro invece è Tonino, un ragazzino che vive in un ambiente degradato, ma non del tutto negativo. Non ha un padre, ma ha una madre, che lo ama davvero. Ci sono gli amici, che sono amici davvero.
Tonino è in grado di provare sentimenti, affetti, ma soprattutto desideri, anzi il desiderio. Il sesso è la sua ossessione, la sua mancanza principale. Non è un figlio di papà, quindi per ottenere ciò che vuole deve lavorare. Non cerca un lavoro onesto, quindi non ha difficoltà a trovarlo. Prima ancora di ricevere la sua prima lettera d’amore vive la sua prima esperienza con una prostituta. Ma i piccioli non bastano, deve dimostrare di "avere le palle". La strada della violenza gli si spalanca davanti, e lo porterà a incrociare l’esistenza buia di Tia.
La trama è ben costruita. La storia, radicata nella realtà sociale del nostro paese, è amara, coinvolgente e narrata con un ritmo brillante, che riesce a strappare più di un sorriso. I personaggi, soprattutto quelli principali, trascinano l’identificazione del lettore. Si può rimproverare la mancanza di originalità di alcune figure secondarie, come la puttana buona, la vecchia maestra bigotta e saccente, il figlio di papà dalla parlata ridicola... Ma anche questi personaggi risultano ben inseriti.
Un bel romanzo, per chi non ha paura di affrontare tinte ed emozioni forti.









