Un sabato, con gli amici Un sabato, con gli amici

Un sabato, con gli amici

Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di "Un sabato, con gli amici", romanzo di Andrea Camilleri edito da Mondadori. I capitoli iniziali raccontano i piccoli e i grandi traumi dell'infanzia di alcuni bambini. Poi la scena cambia, ed è quella di un gruppo di adulti che si ritrova a cena. Succede qualcosa, durante questa cena, qualcosa di drammatico, e la sua radice è nelle ferite che segnarono quei bambini che sono diventati quegli adulti. Un romanzo anomalo nella produzione di Camilleri, dove si sente, fortissima, la sua voce da uomo di teatro. Quando il passato presenta i suoi conti. Le vite di Matteo, Gianni, Giulia, Anna, Fabio, Andrea e Renata detta Rena sono tutte vite segnate. Fin dall'infanzia, con traumi profondi che scuotono l'anima oppure vanno a interrarsi in certe zone segrete della coscienza, e dalla giovinezza che ci aggiunge il suo carico di turbamenti, di rivolte, di affermazioni di sé. Sembrerebbe che gli anni della prima maturità possano portare un inizio di pacificazione, se non altro perché le vite sembrano incanalate nei loro binari borghesi e le coppie si sono stabilizzate, ma non è così. Non è affatto così; anzi, è proprio il contrario: l'età matura è il momento giusto perché i nodi vengano al pettine, gli elementi psichici si combinino apposta per precipitare, per esplodere come una miscela assai temibile con la quale un alchimista improvvido abbia giocato troppo a lungo e con troppa fortuna. Decisamente, questo romanzo è anomalo nella produzione di Andrea Camilleri. Lo è da subito, dalla prima lettura che ci propone una lingua secca, affilata, che non cede all'espressività del dialetto né ad alcuna di quelle varie forme di pietas che spesso si ritrovano nella prosa del maestro di Porto Empedocle e che sotto forma di ironia, tenerezza, comprensione per le umane debolezze intervengono a lenire anche le situazioni più dure e crudeli. Qui invece non c'è possibilità di fuga o di nascondimento. Ogni personaggio è consegnato alla sua dannazione e alla deriva inesorabile delle sue azioni. Quella che si sente, fortissima, in queste pagine, è la voce del Camilleri uomo di teatro. La si sente nelle clausole immediate, nel disegno rigoroso della trama, nella geometria delle relazioni tra i personaggi, nelle battute perfettamente calibrate per efficacia e verosimiglianza, nelle cadenze stilizzate del tipico dramma contemporaneo: morboso, implacabile, assurdo.

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Un sabato, con gli amici 2011-12-29 19:48:01 Giovanni
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Opinione inserita da Giovanni    29 Dicembre, 2011

Mah...

Davvero non riesco a capire perchè Camilleri abbia pubblicato questo libro che per contenuti e atmosfere mi ha riportato indietro nel tempo alle spiacevoli sensazioni regalatemi da Ambarabà di Giuseppe Culicchia. Non è che ha ripescato in qualche cassetto qualcosa che aveva scritto in un'altra epoca lontana anni luce?
Davvero non capisco...
Come già detto da altri, qui manca il dialetto, la Sicilia, l'umanità con la quale il maestro e i protagonisti dei suoi libri guardano il mondo. Manca pure il contesto, cioè, voglio dire il contorno, il paesaggio in senso lato, che nei romanzi di Camilleri si erge sempre a personaggio principale del libro. Qui invece no. E tutto diventa, forse volutamente, claustrofobico.
Vorrei solo fare un appello, per amore dell'autore, a quelli che non hanno letto altri suoi libri al di fuori di questo: Vi prego, non vi fermate. Andate avanti nella lettura di Camilleri. Il resto è completamento diverso. Perdereste davvero un intero mondo se vi fermaste qui.

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Un sabato, con gli amici 2010-07-04 08:59:00 NomeUtente
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NomeUtente Opinione inserita da NomeUtente    04 Luglio, 2010
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Perplesso

L'ho trovato un romanzo confuso, a tratti ci si perde tra i personaggi. Si accavallano le storie, i nomi, i tempi della narrazione, fondendosi in un insieme di vite che nel totale risulta "troppo". Probabilmente la storia di ogni singolo personaggio potrebbe essere un romanzo a se, e il libro risulta un concentrato decisamente incasinato (praticamente un libro in formato .zip)

Devo ammettere però che l'ultimo capitolo da parziale assoluzione: mi ha costretto a percorrere il libro a ritroso per rimettere insieme la storia ... e il giochino mi è piaciuto.

Leggo solo ora le recensioni (dovevo farlo prima) che lo definiscono un libro "quasi sperimentale" di Camilleri, quindi darò una seconda opportunità all'autore, essendo il primo che leggo.

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Un sabato, con gli amici 2009-08-22 19:54:32 antonio
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Opinione inserita da antonio    22 Agosto, 2009

cosa ha spinto Camilleri a scriverlo?

Sono curioso, vorrei tanto saper perché Camilleri ha scritto questo libro così diverso. Descrive un popolo allo sbaraglio, senza più valori o altro? Cosa ci vuole dire?

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E' da leggere due volte.-
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Un sabato, con gli amici 2009-04-28 15:41:25 bucintoro
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bucintoro Opinione inserita da bucintoro    28 Aprile, 2009
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un sabato con gli amici

rispetto ad altri libri di Camilleri, che mi erano piaciuti, in questo caso sono rimasto parecchio deluso. troppo truculente queste vite e esagerate.

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Un sabato, con gli amici 2009-02-21 17:38:06 LaValeIP
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LaValeIP Opinione inserita da LaValeIP    21 Febbraio, 2009
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Un sabato, con gli amici

Premetto che non ho letto altri libri di Camilleri ma questo mi ha proprio deluso! Poche pagine ma molto confuse, troppi personaggi.. Buono invece l'ultimo capitolo ma si poteva ampliarlo di più.

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Un sabato, con gli amici 2009-02-14 20:19:37 Arcangela Cammalleri
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Arcangela Cammalleri Opinione inserita da Arcangela Cammalleri    14 Febbraio, 2009
Ultimo aggiornamento: 16 Febbraio, 2009
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Un sabato, con gli amici di Andrea Camilleri

Recensione

Un sabato, con gli amici di Andrea Camilleri



Senza Montalbano, senza Sicilia, senza dialetto, Camilleri “Esordisce” ottantenne con un romanzo sperimentale, come lui stesso afferma; intraprende strade diverse, con esiti un po’ disorientanti. Non sembra di leggere Camilleri, non lo stesso stile narrativo al quale siamo abituati, non lo stesso sguardo compartecipe verso i suoi personaggi. Il suo estro creativo ci estrania e ci devia verso percorsi insoliti, anche se, in pectore, forse, giaceva una storia borghese di tal fatta con magmi sotterranei di insoluti traumi e drammi a causa dei quali la vita dei protagonisti del romanzo si veste di menzogne e ambiguità. Il titolo sembra echeggiare una pièce teatrale tipo “Metti una sera a cena” di Giuseppe Patroni Griffi o i drammi pirandelliani dell'assurdo o certi film di riunioni amicali dove succede di tutto. La struttura del plot è costruita secondo tecniche teatrali, dalle scene iniziali in cui sette bambini vivono inconsapevoli situazioni scabrose alle scene successive, in un intreccio capriccioso del destino, in cui li ritroviamo adulti e tutti insieme, per relazioni di varia natura intercorrenti tra loro. Alcuni, compagni di liceo o di università, legati da un passato sotterrato che adesso riemerge e rischia di sprofondarli in abissi senza fine. E’ questa storia un dramma borghese intrisa di ogni tipo di nefandezze e obbrobri che si celano come certi incubi notturni o sogni allucinatori che ottenebrano il ben dell’intelletto e scattano meccanismi perversi spacciati per normalità. La trama, in breve, racconta, per istantanee, tranches di vita di Matteo, Gianni, Giulia, Anna, Fabio, Andrea, e Renata, detta Rena, da bambini, vittime di adulti insani e poi nell’età matura una tranquillizzante elaborazione del loro passato, ripugnante, non è catarsi, ma dannazione. Non si sciolgono i nodi dell’intricato vissuto infantile, ma si disvelano solo nella mente dei protagonisti con tutto il loro peso morboso e ineluttabile. Camilleri plasma una materia narrativa profusa a piene mani di miserie e una scrittura non indulgente, ma secca, essenziale, dialogata, scarnificata da qualsiasi pietismo personale restituendoci degli esseri umani che d’umano hanno ben poco. Che dire, spiazzante lo scrittore, non finisce di stupirci e, forse controverso ne risulta il grado di piacevolezza che questo libro ci offre. Certo è che Camilleri impavidamente si mette sempre in gioco come un giocatore d’azzardo che osa ad oltranza o come chi pratica sport estremi per misurare se stesso in una sfida continua.

L’autore. Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle nel 1925. Ha esordito come romanziere nel 1978 con “Il corso delle cose”. Della sua ricchissima produzione letteraria tutti i romanzi con protagonista il commissario Montalbano sono pubblicati dalla casa editrice Sellerio e altri, tra questi ricordiamo: “La forma dell’acqua”, “Il cane di terracotta”, “Il ladro di merendine”, “La voce del violino”, “La stagione della caccia”, “Il birraio di Preston”, “La concessione del telefono”, “La gita a Tindari”, “Maruzza Musumeci”, “Il casellante”, “Il campo del vasaio”, “L’età del dubbio”.



Arcangela Cammalleri

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Camilleri e non può fare a meno di leggere ogni sua opera pubblicata
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