Una labile traccia indelebile
Letteratura italiana
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UN GIALLO TEMPORALE
Un libro... un libro... UN LIBRO. Questo romanzo attira e inchioda dalle prime pagine, inganna con delle brevi elucubrazioni storiche che si lasciano leggere e poi... acchiappa, cattura, azzanna, toglie il fiato, ruba il tempo. Il tempo... svelo solo questo, si parla del tempo e lo si fa con una sorta di fatalismo che oscilla e culla in un susseguirsi di colpi di scena che incuriosiscono ed avvincono. I riferimenti storici (precisati dall'autore) si intrecciano in un abbraccio appassionato con la fantasia che Federici dimostra di avere, una fantasia supportata da evidenti conoscenze, da palesi interessi che riescono a fondere tutto in un risultto finale da best seller. Dite quello che vi pare, ma l'idea di partenza è già di per sè sublime, ciò che rende questo romanzo oserei dire quasi perfetto è la capacità dello scrittore di essere, come dire... colloquiale nel racconto che non è semplice, per lo meno all'inizio. Un'altra caratteristica degna di nota è l'ironia, sottile, continua, non spavalda, piuttosto ovvia, qualcosa che sembra precedere il pensiero del lettore che ad un certo punto sembra poter discorrere piacevolmente con la voce narrante. Ciò che ammiro più di tutto però... è l'azzardo. Federici azzarda e lo fa parecchio, lo fa pesante, lo fa con una naturalezza che in certi momenti ci si ritrova ad andare a rileggere il resoconto su cosa è vero e cosa no. Bello, decisamente bello e consigliato a chi ama le cose insolite, a chi si lascia facilmente prendere da idee che vanno oltre, lontano, non qui. Consigliato e riconsigliato.









