Uomini e caporali Uomini e caporali

Uomini e caporali

Letteratura italiana

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La trama e le recensioni di Uomini e caporali, romanzo di Alessandro Leogrande edito da Mondadori. La Puglia - al pari di altre regioni del Sud d'Italia - è diventata la meta di un pellegrinaggio disperato. Ogni anno centinaia e centinaia di stranieri giungono lì col miraggio di guadagnarsi un po' di soldi lavorando alla raccolta estiva dei pomodori o di altri frutti della terra. In particolare l'Europa dell'Est si è rivelata il serbatoio ideale di questa manodopera a basso prezzo. Ma quasi immancabilmente ragazzi e adulti provenienti dall'Ucraina e dalla Polonia vedono il loro piccolo sogno di miglioramento economico infrangersi davanti a una realtà durissima, fatta di condizioni igieniche, lavorative e salariali atroci. Molti di loro cadono vittime di veri e propri caporali dello sfruttamento (spesso loro connazionali) che - col tacito accordo dei proprietari dei terreni - li fanno vivere e lavorare in condizioni davvero semischiavistiche. L'ignoranza della lingua, la scarsa conoscenza dei luoghi e delle leggi, e un sistema ben organizzato di minacce e violenze fanno sì che le settimane di lavoro si trasformino in un'esperienza da incubo. Questo magistrale racconto-inchiesta prende le mosse dalla morte in circostanze quantomeno misteriose di un ragazzo polacco (sepolto in una tomba senza nome nel cimitero di un paesino) per cercare di dare un quadro il più chiaro e veritiero possibile della situazione. La storia che ne viene fuori è a forti tinte, e in essa incontriamo personaggi quasi romanzeschi nella loro primitiva ferocia, gli sguardi persi e disperati delle vittime e i volti nobili di alcuni pugliesi che hanno saputo e voluto essere di aiuto a questa umanità alla deriva. La puntuale descrizione del modo in cui funziona questo ciclo atroce di sfruttamento si intreccia con la narrazione di un massacro di braccianti perpetrato nel 1920 a Gioia del Colle da uomini al soldo dei latifondisti della zona. A quasi cento anni di distanza da quella strage ancor oggi in Puglia degli uomini vengono trattati come bestie e a volte uccisi per la raccolta del pomodoro. Cambia la nazionalità, ma il sangue, le umiliazioni e le sofferenze pare siano rimaste le stesse.

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