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Letteratura italiana

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La presentazione e le recensioni di "Viola", opera di Pervinca Paccini pubblicata da Autodafè Edizioni. Due sorelle, Giulia e Viola, all’inizio degli anni Settanta. Un legame intenso, che proviene dai giochi dell’infanzia e dai sogni dell’adolescenza: l’università, le lotte nel movimento studentesco, la disubbidienza femminista, l’amore e il sesso sperimentati come liberazione, la politica come passione. Succede qualcosa, qualcosa di oscuro che non le riguarda direttamente, ma che le coinvolge. Aprile 2003: una serie di eventi casuali pone Giulia di fronte agli interrogativi inquietanti sulla morte della sorella, avvenuta trent’anni prima. L’incontro con Gabriele le dà la consapevolezza di non essere più sola e di poter intraprendere quel viaggio nel passato, doloroso ma necessario, per restituire la morte di Viola alla quiete del ricordo senza cedere alla rassegnazione. Sullo sfondo, Milano: la Milano di oggi, in bilico fra la memoria delle proprie radici morali e i nuovi miti del presunto progresso; e la Milano di ieri, con i suoi quartieri, le osterie, la cultura vissuta come rivoluzione, l’intransigenza, le ingenuità e gli eccessi di una partecipazione politica che credeva negli ideali non ancora offesi dalla banalizzazione del qualunquismo mediatico. Un romanzo che mette a confronto, e in rapporto, la generazione che “ha fatto il sessantotto” e quella dei figli, senza indulgere a facili sentimentalismi, senza rimpianti e senza pentimenti. Il presente, narrato da Gabriele, e il passato, una sorta di monologo d’autore che si rivolge a Viola con un “tu” quasi inquisitorio (ma carico di condivisione), prendono il via da luoghi e motivazioni distanti per poi mescolarsi, nei capitoli seguenti, con ritmi sempre più serrati fino quasi a confondersi. Viola ha ricevuto nel 2010, attraverso il voto dei lettori, il premio per il miglior incipit tra i romanzi pubblicati su IlMioLibro.

Pervinca Paccini (1950) è nata e vive a Milano. Ha insegnato materie letterarie nella scuola media e diretto per diciotto anni un istituto scolastico statale. Nella professione, nella vita e nella scrittura considera irrinunciabile l’attenzione all’uomo nella sua dimensione individuale, sociale e culturale. Con Autodafé ha già pubblicato la raccolta di racconti Vuoti a perdere (2010).

Recensione della Redazione QLibri

 
Viola 2012-02-28 10:21:40 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    28 Febbraio, 2012
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Al di sotto delle aspettative

Sarò sincera: il libro non mi è piaciuto. Detto questo, non lo sconsiglio del tutto, per alcune parti toccanti meglio riuscite che alzano un po' il livello dell'insieme.
Ma mi aspettavo qualcosa di diverso, un contesto storico più approfondito nelle atmosfere, odori e colori anni Settanta, non semplici reminiscenze che si possono leggere ovunque. Anche i personaggi del passato e del presente non sono sempre ben tratteggiati. Marianna, per esempio, grintosa ragazza new global, che aspetto ha? Poche righe liquidano il suo vissuto: ex anoressica, madre passata a miglior vita e, “per completare l'opera”, violentata da un padre violento.
Ma tanto “è guarita”, e poi quello che conta davvero è il dolore della bella Giulia, che ha perso la sorella Viola in circostanze misteriose e a distanza di trent'anni non se ne fa una ragione.
Un personaggio, quello di Giulia, proposto in doppia versione: negli anni Settanta, studentessa universitaria della sinistra rivoluzionaria, e ai giorni nostri, insegnante cinquantenne.
Nella narrazione dei fatti dell'epoca ci si rivolge a Viola con accenti accorati, mentre in quella moderna occorre sciropparsi il punto di vista di Gabriele, restauratore di libri antichi innamorato della Giulia non più giovane, ma un tantino anche della defunta Viola.
Quest'ultima, bidimensionale quanto le foto che la ritraggono, resta impantanata in una storia tutt'altro che verosimile: spaventata da personaggi inquietanti, non ne imbrocca una, e lo stesso, in fin dei conti, fanno i suoi persecutori.
Per restare in tema di verosimiglianza, i personaggi di questa e di quella generazione, che dialogano come se leggessero un copione, sono tutti generosi e amiconi, pronti a dare una mano ad una certa Martina, gravemente malata, per scoprire che “la sofferenza ci fece bene: diede respiro alla nostra fretta, dentro cui si infilarono piccole pause tranquille come sacche vuote nel disordine del troppo”. Frasi del genere, piuttosto caricate, costellano tutto il romanzo e non incontrano decisamente il mio gusto.

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Viola 2012-02-15 12:46:26 GiuliaRaniero
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GiuliaRaniero Opinione inserita da GiuliaRaniero    15 Febbraio, 2012
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Giulia e "Viola"

Un romanzo stilisticamente giocato su due diversi punti di vista: il primo con un tu confidenziale per raccontare il passato (sessantotto e dintorni), il secondo in prima persona per raccontare il presente.
La dualità si sviluppa nella storia di due sorelle, Giulia e Viola, con il loro vissuto da giovani studentesse, con le loro lotte. i loro amori, i loro turbamenti, fino ad un epilogo tragico per Viola. Il presente racconta il tentativo di Giulia di ricostruire i fatti con l'aiuto di Gabriele...

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Viola 2011-10-20 20:00:10 Michele
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Opinione inserita da Michele    20 Ottobre, 2011

Il sessantotto raccontato in un romanzo.

Un romanzo avvincente, che non ti concede pause. Da leggere tutto d'un fiato. Finalmente il sessantotto raccontato in un romanzo e non in un saggio. I protagonisti di ieri e la loro vita di oggi. La storia si snoda con uno stile piacevole e un ritmo incalzante. Originale l'utilizzo di più punti di vista narrativi.

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