Warszawa
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Letteratura italiana
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La presentazione e le recensioni di Warszawa, opera di Fabio Elia edita da La Gru. Warszawa è il romanzo d’esordio di Fabio Elia che con quest’opera ha vinto il premio “Giovane Holden 2010” nella sezione “Romanzo inedito”. Felix, un polacco, insegue Felix, un turco, per ucciderlo. Ad osservare, come una muta spettatrice, questo inseguimento nonsense c’è una Varsavia fredda, scolorita, defraudata dalla sua storia e dalla sua identità, che, con i suoi monumenti, le sue costruzioni, le piazze e la popolazione, i suoi vicoli che trasudano di storia, kebab e vodka acquista un ruolo, a pieno titolo, di personaggio del romanzo. I due Felix corrono incessantemente senza riuscire a trovarsi mai e si fanno simbolo di una nemesi radicata e contraddittoria; entrambi infatti sono pervasi dalla voglia di sopravvivere al tedio e di “morire per vivere appieno”. Fabio Elia si presenta come scrittore brillante, capace di tenere alto il ritmo narrativo, e allo stesso modo capace di narrare in maniera estremamente delicata e convincente i passaggi descrittivi, quelli in cui smorza i toni della vicenda per raccontarci le sensazioni e le riflessioni dei due protagonisti, facendo apparire una Varsavia sopravvissuta alla guerra, ai bombardamenti, provata, segnata in maniera indelebile, ma capace di rialzarsi, così come ogni essere umano dopo le sue cadute e disillusioni.
Fabio Elia nasce a Torino nel 1986, ma presto decide di viaggiare. Di lui si sa poco. Sappiamo che ha vissuto a Mosca e qui è stato trovato piangente in ginocchio sotto la statua di Dostoevskij ed è stato portato via a forza. Poi si è spostato a Varsavia dove ha vissuto per un anno fino a quando non è stato cacciato via dal dormitorio in cui ha alloggiato a lungo. E ha iniziato a vagare per la capitale polacca senza un tetto e senza meta finchè non è tornato a Torino. Warszawa è il suo esordio.
Fabio Elia nasce a Torino nel 1986, ma presto decide di viaggiare. Di lui si sa poco. Sappiamo che ha vissuto a Mosca e qui è stato trovato piangente in ginocchio sotto la statua di Dostoevskij ed è stato portato via a forza. Poi si è spostato a Varsavia dove ha vissuto per un anno fino a quando non è stato cacciato via dal dormitorio in cui ha alloggiato a lungo. E ha iniziato a vagare per la capitale polacca senza un tetto e senza meta finchè non è tornato a Torino. Warszawa è il suo esordio.
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