Narrativa straniera Avventura Il segno della croce
 

Il segno della croce Il segno della croce

Il segno della croce

Letteratura straniera

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Intorno a loro, si apre l’infinito deserto di ghiaccio e vento dell’Antartide. Dopo ore di faticoso cammino, il gruppo di uomini raggiunge il punto segnato sulla mappa. E lo individuano: l’ingresso di una caverna scavata decenni prima da chi li ha preceduti in quel continente disabitato. Quando entrano, in religioso silenzio, si trovano davanti un museo ideato per conservare reperti che il mondo crede perduti per sempre. Ma quegli uomini sono arrivati lì per due oggetti soltanto. E adesso li stringono tra le mani. Ne manca ancora uno, poi l’alba di una nuova era sorgerà sul mondo. In un piccolo paese dell’Abruzzo, un giovane sacerdote si alza dal letto. Il dolore è lancinante. La fasciatura intorno ai polsi è intrisa di sangue. Con cautela, il prete scioglie le bende. Le sue suppliche non sono state esaudite, le piaghe sono ancora aperte. Il sacerdote chiude gli occhi e inizia a pregare. Prega che gli sia risparmiata quella sofferenza. Che gli sia data la forza di superare quella prova. E che nessuno venga mai a conoscenza del suo segreto. Una ricerca iniziata quasi 2000 anni fa e giunta solo oggi a compimento. Un’ossessione sopravvissuta alla guerra che segnerà il destino di tutti noi. Una storia la cui parola «fine» sarà scritta col sangue...

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Il segno della croce 2016-11-19 06:28:46 Vania Russo
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Vania Russo Opinione inserita da Vania Russo    19 Novembre, 2016
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Il segno dello scrittore

Il romanzo di Cooper non delude le aspettative, è avvolgente, prima ancora che coinvolgente e questa è la sua caratteristica più incentivante.
In un mondo in cui tutti scrivono, ci sono ancora scrittori, Cooper è uno di questi. I personaggi, tutti quanti: Cal Donovan, Lambret, Giovanni, perfino Himmler (che Cooper osa rievocare narrativamente) sono convincenti, ben tratteggiati e accattivanti, nel bene e nel male.
La trama, che ogni tanto suggestiona con le atmosfere anni trenta e poi viaggia in diverse epoche in flashback ottimamente costruiti, per tornare sempre all'oggi protagonista spazio temporale della storia, è costruita con lo scalpello di uno scultore.
Niente è lasciato al caso, tutti i nodi tornano al pettine e la soddisfazione leggendo è proprio quella di ritrovare riannodati tutti i fili.
Il ritmo un po' lento nella fondazione, si slancia nello sviluppo e schizza nello scioglimento, diventando adrenalinico.
È un romanzo scritto da manuale. Perfino i cliché, come l'investigatore americano affascinante e donnaiolo o il neonazista torturatore e cattivone, risultano accattivanti e avvincenti, perché lo scrittore, consapevolmente, li utilizza certo di suscitare sentimenti ed emozioni già note.
Non ci sono le solite scene di erotismo esplicito, anche in questo Cooper rischia, rispetto alla narrativa oggi in piazza, e lo fa con stile eccellente, lasciando sentimenti, desideri, passioni in sospeso, alimentando così la tensione emotiva della lettura e dimostrando che si può "vendere" anche senza svendere il mestiere di scrittore.
Nonostante questo, ci sono delle fragilità:
- i dialoghi, sebbene realistici, sono macchiati dal ripetersi di espressioni reiterate e fastidiose come i continui "be'" gli "un po'" e le forme tipiche del colloquiale americano, perfette per il protagonista Cal Donovan, un po' meno se a pronunciarle sono Himmler o i cardinali italiani;
- le relative spuntano come funghi, (forse un problema legato alla traduzione) ma ci sono passaggi in cui si contano anche cinque "che" di fila e questo rende la prosa saltellante e poco fluida;
- il co-protagonista Cal Donovan, esperto di miti e religioni, ne sa perfino più degli italiani su certe faccende di storia e religione, come per esempio quando fa una lezione di storia a una giovane docente italiana sull'eresia catara. Perdonabile, ma poco credibile;
Al di là di queste piccolezze di stile, la pecca più grande, secondo me, è il finale segnato da troppi colpi di scena. Cooper da' ritmo e sa farlo molto bene, ma infila 4/5 colpi di scena in poche pagine. Alla fine chi legge rischia di non capire nemmeno cosa stia succedendo, soffocato dagli accadimenti e questo è un peccato.
Un ultimo pensiero va al "papa nascosto" mi riferisco a papa Francesco, celato dietro il nome di Celestino. Cooper lo fa per rispetto o per timore? Dettaglio curioso in un libro tutto da leggere.

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