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George Duroy è il prototipo dell'arrampicatore sociale d'ogni tempo: un giovane e fatuo provinciale che scende a Parigi dopo una deludente avventura militare e, sfruttando il successo con le donne, si trasforma in un giornalista di grido imparentato con l'alta finanza. Dietro la sua cinica, insopprimibile vitalità si cela però un'ossessionante paura della morte che vanifica la sua sfrenata ricerca del successo.

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Bel Ami 2017-07-14 10:51:35 Roleg
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Roleg Opinione inserita da Roleg    14 Luglio, 2017
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Basic instints

Duroy, soprannominato Bel Ami, è un uomo opportunista, cinico, ambizioso, senza scrupoli, invidioso, dalle capacità mediocri, che non guarda in faccia e non ama nessuno.

Non sa scrivere, è abbastanza ignorante, ma fa il giornalista. Non è un nobile, ma fa il nobile. Non è ricco, ma si atteggia a ricco, spendendo e spandendo. Non è interessato alle persone, ma diventa un politico. Non è un gentiluomo, maltratta e tradisce le donne, ma piace alle donne.

Capisco di avere sbagliato tutto, nella vita.

Esiste una relazione tra interessi, politica e stampa? Sono proprio le qualità positive che crediamo possano portare a posizioni di potere? O non piuttosto la capacità di manipolare gli eventi, di gestire le conoscenze, di usare le persone, di contrattare nell'ombra?

Le donne qui, fragili, passionali e fedifraghe, sembrano essere relegate a un ruolo subalterno a quello degli uomini, interessati solamente al raggiungimento del potere.
Chi fa la figura migliore? Questi uomini cinici, opportunisti e invidiosi oppure queste donne passionali, emotive e interessate alle relazioni? Forse, tra le righe, Maupassant ci suggerisce la scelta!

Bello, bellissimo, irresistibile questo romanzo. Maupassant ha una scrittura raffinatissima, ha continui guizzi di classe e riesce a tratteggiare situazioni anche scabrose in poche elegantissime parole.

Un romanzo di una attualità stupefacente. Bellissimo!

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Bel Ami 2017-05-31 07:05:10 Renzo Montagnoli
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Renzo Montagnoli Opinione inserita da Renzo Montagnoli    31 Mag, 2017
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Tutto, pur di arrivare

Il romanzo, scritto nel lontano 1885, è tuttavia di un’attualità sorprendente. Infatti, la storia di Georges Duroy, conosciuto nella buona società parigina dell’epoca come Bel-Ami non è solo quella di un uomo attraente che si avvale di questa sua qualità per intraprendere una scalata sociale, ma è anche, soprattutto, quella di un personaggio notevolmente contemporaneo, con il suo desiderio esagerato di raggiungere il successo e di ottenere la ricchezza con qualsiasi mezzo. Grazie all’aiuto di un amico, un vecchio compagno d’armi, che poi morirà di tubercolosi e di cui lui sposerà la vedova, entrerà nel mondo del giornalismo e poco a poco, grazie a una frenesia arrembante, che fa leva soprattutto sulle donne, specialmente quelle che contano, in quanto consorti di uomini potenti, raggiungerà il suo scopo. É certamente un seduttore, ma le signore che conquisterà con il suo fascino sono solo le pedine della battaglia che ha intrapreso; verso di loro non prova amore, perché in effetti ama solo se stesso. Nella società intellettuale, economica e finanziaria della fine del XIX secolo, popolata di altrettanti arrivisti, grazie anche alla sua innata astuzia procederà intrepido e con la convinzione che il successo sia a lui dovuto. Personaggio di poche capacità professionali, sa cogliere con precisione le occasioni che via via gli si presentano. Dell’arrivista ha tutte le caratteristiche:
un innato egoismo, la certezza, accompagnata da un intimo compiacimento, che ogni persona può essere usata per il raggiungimento del suo scopo. É un parvenu in quel mondo, ma ben presto diventerà un autentico pescecane, capace di aggirare ogni ostacolo, di galleggiare nel marasma, e ciò malgrado l’odio che raccoglie intorno a sé. Maupassant è fenomenale nel descrivere la mediocrità di Duroy e della società parigina di fine ‘800; il suo stile è snello, ma è preciso come non pochi nel ritrarre un mondo vuoto e privo di ideali. Se ci si ferma un attimo per una breve riflessione, sembrerebbe un romanzo scritto oggi; è trascorso più di un secolo, ma il mondo attuale non è diverso, fatto di tanti che sgomitano per farsi avanti con qualsiasi mezzo pur di raggiungere la ricchezza e il successo. É quindi proprio vero che un “classico” è tale quando è senza tempo, o meglio ancora quando non tramonta mai, perché le situazioni raccontate, i temi trattati hanno il raro dono di essere presenti in ogni epoca.
In queste pagine vengono presentati aspetti che non ci sono sconosciuti, quali
l’influenza del potere mediatico sulla politica e le commistioni di affari pubblici e privati. Da buon naturalista Maupassant, nel rappresentare la realtà, è capace, con sobrietà, di mostrarci una situazione complessa, in cui se non esiste il bene assoluto, non figura tuttavia anche il male assoluto. Il suo personaggio, così teso a rinnegare un passato da travet senza riuscire a cancellarlo, in preda a un egoismo totale finisce con l’essere artefice e vittima della sua vicenda. Il bello di tutta la faccenda è che al lettore Duroy non suscita né simpatia, né antipatia; anche in questo Bel Ami è un mediocre, un vestito che non riuscirà mai a togliersi nonostante le apparenze.
Questo romanzo non è solo un bellissimo, è uno dei grandi capolavori della letteratura mondiale di tutti i tempi.

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Bel Ami 2016-09-07 14:39:49 Vita93
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Vita93 Opinione inserita da Vita93    07 Settembre, 2016
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Una rete nell' acqua

La bimba apparve, si fermò interdetta, poi corse verso Duroy battendo le mani, tutta contenta nel vederlo, e gridò: " Ah, Bel Ami! ".
La Signora De Marelle scoppiò a ridere: " Ma pensa! Bel Ami! Laurine l'ha battezzata! E' un bel nomignolo amichevole; la chiamerò anch'io Bel Ami! ".

Ma chi è Bel Ami ? E’ Georges Duroy, uno dei personaggi più furbi e calcolatori che la storia della letteratura ricordi.
Figlio di un oste, privo di qualsiasi titolo studentesco e con alle spalle una breve e inconcludente carriera militare, Duroy si trasferisce a Parigi nella speranza di diventare un giorno ricco e affermato come quei signori così ben vestiti e altezzosi che vede frequentare i locali più in vista della capitale francese.
Sarà l’ incontro con Charles Forestier, vecchio commilitone di Georges ed ora caporedattore politico di un poco stimato quotidiano, ad aprirgli le porte di una scalata sociale di cui l’ iniziale modesto impiego a “ La Vie Française “ è solo l’ inizio.

Raramente nella mia giovane esperienza di lettore ho incontrato un personaggio altrettanto equilibrato e ben congegnato.

Può un arrampicatore sociale egoista, sfruttatore e freddo calcolatore non attirare le antipatie del pubblico ? Eccome, se può. E il merito è tutto di Guy De Maupassant.
Formidabile nelle descrizioni, ironico e brillante nei dialoghi e nella gestione dei colpi di scena, frizzante e beffardo nello stile, l’ autore compie il suo miracolo letterario più grande proprio nella caratterizzazione di Duroy.

Perché se da un lato non ho potuto fare a meno di storcere la bocca di fronte all’ arrogante e a tratti vigliacca ascesa di un individuo tutto sommato di capacità limitate, dall’ altra non si può non riconoscergli una smisurata voglia di fare e di vivere, animato da una passione e da una volontà di emergere tali da permettergli di essere sempre un passo avanti, infallibile nel capire come e quando muoversi, nell’ assecondare le debolezze altrui, consapevole di possedere un ascendente sulle donne che se ben sfruttato lo farà gioire come può gioire solo un uomo che ha raggiunto i suoi scopi soddisfacendo al contempo la propria sete di sensualità e vanità.

“ Sarei un bello scemo a farmi della bile. Ciascuno per sé, e Dio per tutti. La vittoria arride agli audaci. Tutto al mondo, è egoismo “.

Le donne, il mezzo usato da Bel Ami per proseguire la scalata, non resistono al portamento di Duroy, al corteggiamento galante, al fascino dei suoi baffi curati. E sebbene esse appaiano spesso superficiali, viziate e incoerenti, anche qui l’abilità di Maupassant è tutta nell’ equilibrio; “ Bel-Ami “ non è un romanzo misogino, non è maschilista, e anzi il sospetto è che l’ autore fosse tutt’ altro che sprovvisto in quanto a conoscenza della psicologia femminile.

Ho appena terminato di leggere un capolavoro, un affascinante ritratto della Francia della Terza Repubblica dove amore, politica e giornalismo sono vasi comunicanti di una società superficiale, simbolo di certe dinamiche e tentazioni che restano le stesse nonostante il trascorrere del tempo.

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Bel Ami 2015-07-10 09:14:46 siti
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siti Opinione inserita da siti    10 Luglio, 2015
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"Madamina, il catalogo è questo..." o così fan tut

Secondo romanzo di Maupassant, si muove sul doppio binario della continuità e della frattura rispetto al primo, “Una vita”.
La continuità può essere ravvisata nella rappresentazione della società francese, riflettori puntati ora sulla rampante borghesia parigina, mentre l’elemento di frattura mi pare evidente nel registro stilistico. Se “Una vita” rappresenta con delicatezza e in equilibrio armonico, tramite i numerosi inserti descrittivi una vicenda privata nella quale il paesaggio concorre a creare l’atmosfera, “Bel- Ami”,adotta un registro a tratti volgare e scurrile consono a delineare un degrado morale e nel protagonista ma, in misura maggiore, nella società ove egli faticosamente cerca di inserirsi.

Un posto al sole ambisce il provinciale giunto dalla Normandia, poco impegno, scaltro ingegno: abile opportunista. Maupassant lo crea ad arte per inserirlo, in un continuo gioco di specchi e di rimandi, dentro uno spaccato a lui noto, per i soliti motivi autobiografici che fustellano la sua opera, fatto di eccessi sessuali, tentativi letterari, carriera giornalistica, frequentazioni altolocate. Leggere la biografia dell’autore permette di individuare gli spunti autobiografici e forse anche di comprendere la frase emulatrice di quella flaubertiana che lo portò, giocando (?), a dire: “Bel- Ami sono io”.

Ma chi è Bel-Ami?
È George, l’arrivista perfetto, la cocotte declinata al maschile, la prova provata dell’esistenza della mobilità sociale. Privo di talento e di formazione, si inserisce nel mondo agognato che dai boulevard osserva, schivato, denigrandone, ipocrisia e falsità. L’invidia lo punge, è il motore che gli permette la scalata sociale. Noi lettori attraversiamo con lui sobborghi, bettole, lussuosi saloni, redazioni giornalistiche manipolatrici delle informazioni e degli interessi privati, conosciamo donne, donnette e donnacce e macchiette umane. Un solo personaggio assurge ad un ruolo diverso, Maupassant lo usa per trasferire al suo protagonista una lettura della vita che è la riprova di quanto comune sia, in un modo o nell’altro, errare. Sono le parole del poeta Norbert de Varenne le pagine più belle del romanzo, le declama quasi di notte all’errante Bel – Ami per confermare a se stesso l’esistenza dell’errore nella breve parabola esistenziale di ciascun uomo. Lo affranca da sentirne il peso perché quando questo si farà sentire il tempo sarà già trascorso. Lo invita a circondarsi di affetti per non temere la solitudine. È una pagina sola, non può nulla contro la forza del protagonista. È una macina, stritola tutto, mette a nudo il marcio, vi affonda le fauci, se ne alimenta divenendone finalmente parte.

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Bel Ami 2013-01-20 19:48:15 antares8710
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antares8710 Opinione inserita da antares8710    20 Gennaio, 2013
Ultimo aggiornamento: 21 Gennaio, 2013
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Storia di un arrampicatore sociale

Il "Bel-Ami" di Maupassant è senz'altro uno dei più grandi capolavori che ci ha regalato la letteratura francese sul finire dell'Ottocento. Un romanzo che ancora adesso viene citato e discusso per la sua incredibile attualità e per la sua capacità di non perdere mai smalto. Tante sono state le trasposizioni cinematografiche di questo romanzo ma questo non ci stupisce, avendo una trama che ben si adatta al grande schermo.

Il protagonista di questo romanzo si chiama Georges Duroy ed è un militare in congedo con un piccolo impiego nelle Ferrovie del Nord. Nonostante questo, il nostro protagonista è roso dall'invidia per chi ce l'ha fatta, per chi è arrivato in alto, in mezzo a ricchezze, lussi e belle donne. E' un uomo, nonostante la precaria situazione economica, arrogante e pieno di sè con la "fame" tipica degli arrampicatori sociali.
Bellissime le parole che lo introducono: "procedeva arrogantemente nella via affollata, urtando spalle, spingendo la gente per non uscire di rotta. Portava un cilindro piuttosto sfatto appena inclinato sull'orecchio, e batteva i tacchi sul selciato. Sembrava sempre in atto di sfidare qualcuno, i passanti, le case, la città intera..."

La sua vita cambierà di colpo quando incontrerà il suo amico ex commilitone, Charles Forestier, il quale lo introdurrà nel mondo del giornalismo e delle serate mondane di Parigi. Sfruttando le sue abilità di seduttore, conquisterà le donne più ricche e importanti, arriverà a sposare una giovane ragazza, figlia del direttore del suo giornale, che porta con sè la dote più ricca di tutta la Francia. La scalata sociale è conclusa.

Maupassant è eccezionale nel raccontare gli ambienti dell'alta borghesia parigina di quel tempo, dando notevole rilievo ai personaggi, ben definiti e strutturati, che popolano il suo romanzo. E' un mondo fatto di cinismo, di vanità in cui vince chi è più arrogante e privo di scrupoli. Un mondo dove l'unica cosa che conta è l'apparenza. Emblematica una frase che Forestier rivolge al protagonista, dopo avergli dato del denaro per comprarsi un abito da sera: "A Parigi è meglio non avere un letto che un abito da sera".

Il protagonista, con il suo cinismo e arroganza, non si accattiva le simpatie del lettore. Anche se, in fondo, questa sua ardente vitalità che si manifesta anche nel sedurre con facilità le donne di Parigi, nasconde un desiderio di fuggire dalla morte, di esorcizzare i dubbi e i conflitti che si manifestano in lui. In ossequio ai principi della letteratura realista francese,infatti, Maupassant si astiene dall'esprimere critiche morali e valutazioni sul comportamento di Duroy. Egli, come il suo grande amico Flaubert, si limita a raccontare il "vero", senza giudizi e senza abbandonarsi ad intenti pedagogici.

Alla fine Georges Duroy ce la fa. La sua scalata sociale si compie. Il matrimonio con la la piccola Suzanne, la figlia del direttore, è la celebrazione del suo trionfo, l'esaltazione del figlio di contadini di una piccola città della Normandia che conquista Parigi: "Du Roy lo ascoltava, ubriaco d'orgoglio. Era un prelato della chiesa romana che parlava così, proprio a lui. E avvertiva dietro le sue spalle tutta una folla, una folle illustre venuta per lui. Gli sembrava che una folla lo spingesse, lo sollevasse. Diventava uno dei padroni della terra, lui, lui, il figlio dei due poveri contadini di Canteleu".

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Bel Ami 2012-12-17 10:07:21 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    17 Dicembre, 2012
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“Che fetentacce, 'ste donne.”

Capolavoro assoluto, pietra miliare della letteratura, il romanzo di Maupassant attraversa gli anni senza perdere neanche un po' del suo smalto. E non invecchierà mai, proprio come “Bel-Ami”, il suo protagonista.
Più bello che buono, più furbo che intelligente, Georges Duroy è uno che sa stare al mondo, almeno nel mondo di arrivisti in cui si trova a vivere.
Fascinoso e impettito, con lo stomaco vuoto e senza un soldo, lo incontriamo per la prima volta per le strade della Parigi di fine Ottocento e lo lasceremo in gran tiro, con un avvenire luminoso e la città ai suoi piedi. Non lasciarsi scappare l'occasione giusta, sfruttare al meglio le proprie potenzialità di seduttore, fare a meno degli scrupoli: ecco la chiave del suo successo.
La parola “amore” sarà pronunciata da lui in tutte le salse, ma troverà sempre sbarrate le porte del suo cuore.
L'impresa più impegnativa per il bel Georges non è certo portarsi a letto una donna, ma condurre all'altare quella giusta per le sue ambizioni. Lo farà calpestando senza tanti complimenti le passioni più disperate e scrollandosi con leggerezza di dosso gli insulti dei cuori infranti.
Duroy è una discreta canaglia che suscita la simpatia del lettore per il perenne contrasto tra il comportamento spavaldo che ostenta in società e i suoi pensieri più genuini.
Ci si ritrova a vedere con i suoi occhi il meschino campionario di umanità che gli si para davanti: imbecilli in carriera grazie al cervello delle consorti, mogli ricche e annoiate, signore stagionate e sentimentali.
Ma si perdona tutto a Bel-Ami e si ride delle sue uscite ciniche, dietro le quali fa chiaramente capolino lo spirito di Maupassant, notorio tombeur de femmes: “Che fetentacce, 'ste donne”.

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Bel Ami 2012-09-08 21:43:55 paolodal
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paolodal Opinione inserita da paolodal    08 Settembre, 2012
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col dito, col dito....

Gran bel romanzo, stile elegante e addirittura avvincente. Trasmette un grande messaggio, tutt'altro che misogino: se vuoi fare carriera e crearti una posizione sociale non devi trascurare il ruolo delle donne. Dietro questi grandi uomini ci sono grandi donne. Non piace alle femministe? Posso essere d'accordo in principio, ma la realtà è questa.
Romanzo che seduce come il suo coraggioso protagonista. Grande l'episodio del duello. Non mi sembra poi così cinico. Lui le donne le ama sul serio. E' un romanzo che descrive bene il ruolo della donna e lo esalta.
Eppoi lasciatemelo dire..... finalmente uno che ce la fa!!!!! ma vi dà tanto fastidio? Beh, se vi disturba tenetevi il vostro eskimo e smettete pure di farvi la doccia, magari qualche vecchia pelosa sessantottina la rimorchiate ancora......

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L'"Unità" negli anni 70
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Bel Ami 2012-09-01 09:43:05 Ally79
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Ally79 Opinione inserita da Ally79    01 Settembre, 2012
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Bel-Ami se ti becco ti uccido!

Io ho un difetto(in realtà ne ho una marea…ma non starò qui a renderveli noti.)
Comunque…dicevo….il mio difetto è la assoluta mancanza di rispetto.
Mi spiego meglio:sei un vecchietto e devo cederti il posto sull’autobus?Non ci penso proprio.
Sei più adulto di me e questo dovrebbe portarmi ad essere riguardosa nei tuoi confronti?Me ne frego.
Sei un vigile,un poliziotto,un carabiniere e devo rispettare la tua autorità?Scordatelo.

Ecco questa premessa l’ho voluta fare solo per farvi capire che se non mi intimidisce un tenero vecchietto figuriamoci un classico della letteratura.
Con questo spirito mi sono avvicinata a Bel –Ami,sfidando de Maupassant a farmi vedere cosa sapeva fare.

(Avanti ragazzino!Mostrami di che pasta sei fatto!)

Sapete cosa ha combinato?Mi ha fatto innervosire come una jena idrofoba.
Perché questo famoso Bel-Ami altri non è che un tronfio,egoista,stupido,ignorante,furbo,subdolo,superficiale,viziato omuncolo.
Fa sesso di qua,fa sesso di là,si sposa da un lato,divorzia dall’altro,prende soldi dalle donne,fa il giornalista ma non sa scrivere,fa l’omm ma nun è omm!
(Sorry,quando sono arrabbiata non riesco a esimermi dall’utilizzo del napoletano.)
Ora,non solo dunque passiamo il tempo a leggere di questo deficiente,ma la cosa grave è che il nostro autore raccontandoci tutte le sue buffonate,non ci mette in mezzo nemmeno un giudizio morale!
Niente.Nada.Nothing.
Questo se ne va allegro in giro a fare danni(a picchiare donne!)e nessuno gli dice due paroline!
Nessuno lo prende per la collottola,lo sbatte in faccia a un muro e gliele da di santa ragione!NESSUNO.
Ma insomma dico io!!Non eravamo noi la generazione dei senza valore???
Al confronto siamo una banda di agnelli sacrificali puri e innocenti.
Non voglio inoltre nemmeno soffermarmi sulla stupidità delle donne che cadono ai piedi di questo bellimbusto.Davvero.
(E’evidente che non avevano mai letto Donne che amano troppo della Norwood e pertanto le giustifico di buon grado.)

A questo punto la domanda sorge spontanea:perché questo romanzo è un classico della letteratura???
Perché?Perchè?Perchèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèèè?

(In fondo in fondo il motivo lo conosco,ma la rabbia prevale sulla ragione.)

P.s.Sembra un controsenso che io ne suggerisca la lettura ma,come mia abitudine,non mi arrogo il diritto di aver ragione,e,soprattutto,qualche maschietto troglodita potrebbe trovare in Bel-ami il suo mito.Perchè togliergli l’illusione di poter essere come lui?
P.p.s.Avete presente Match point di Woody Allen?Ecco.Uguale!

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Bel Ami 2012-07-14 09:19:55 pirata miope
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pirata miope Opinione inserita da pirata miope    14 Luglio, 2012
Ultimo aggiornamento: 14 Luglio, 2012
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RECINTI

Maupassant nel suo romanzo del 1885 racconta l’esemplare ascesa sociale di Georges Duroy nella Parigi delle cosiddetta Terza Repubblica. Nella pagine del libro non vi sono giudizi etici da parte dell’autore ma l’assenza di una chiave morale esplicita è qualcosa di più di una rigorosa applicazione dei dettami del naturalismo che imponeva l’eclissi dello scrittore dai fatti narrati. Il lettore viene infatti escluso dalla vita intima di tutti i personaggi della vicenda non per una scelta di poetica: se la buona borghesia della metropoli è un enorme recinto dove ciascun animale del gregge si muove in base all’impulso un mondo interiore nobilitante sarebbe una menzogna. La domanda inquietante in chi legge è infatti questa: a cosa è dovuta la carriera fulminante del mediocre Georges? Egli non ha meriti o talenti, non ha l’intelligenza cinica del genio del male, e neppure l’aspetto di lui colpisce in modo particolare. La sua fortuna inizia da un incontro casuale per strada con un ex commilitone e sono sempre le circostanze casuali presentandogli davanti a determinare le sue mosse. Il segreto del successo di lui lo intuisce una bambina affibbiandogli il nomignolo di “Bel ami”: egli offre a uomini e donne ciò che essi, più o meno inconsciamente, vogliono, egli è l’anima segreta di ciascuno di loro. E’ per il direttore del giornale nel quale lavora il giornalista disonesto e manipolatore di notizie, per la virtuosa moglie di lui il desiderio di trasgressione erotica represso da una fragile religiosità, per l’amante fedele che tutto gli perdona egli è l’allegro compagno di letto a cui tornare sempre e comunque. Georges non è che uno specchio riflettente il volto deforme del nostro vivere in comunità: non basta questo, ahimè, a fare il grande seduttore?

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E' un classico irrinunciabile...consigliato a chi si domanda come sia possibile che persone tanto mediocri arrivino tanto in alto, o nella politica o nella finanza o in qualsiasi altro campo
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Bel Ami 2012-03-21 09:53:04 lucia ciciarelli
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lucia ciciarelli Opinione inserita da lucia ciciarelli    21 Marzo, 2012
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l'ossessione della celebrità

Bel-Ami è un romanzo che descrive lo sfondo della società parigina di fine ‘800, e in particolare l’interconnessione tra la politica, la stampa e il mondo degli affari. Georges Duroy è un bel giovane militare decaduto, attualmente impiegato nelle ferrovie, che da pover uomo venuto dalla provincia, grazie al suo successo con le donne e alla capacità di manipolarle per ottenere quanto desidera, diviene uno dei personaggi più influenti e importanti di Parigi.

Questo libro ha creato in me un sentimento molto contraddittorio: nonostante il personaggio di George Duroy venga rappresentato come un uomo senza scrupoli, ossessionato dalla ricchezza e dal voler entrare a far parte dell’alta società, tuttavia, stimola nel lettore un senso di pietà per come si affanna tanto a perseguire i suoi miserabili obiettivi, che lui stesso poi si accorge essere futili di fronte al limite umano che è la morte, che non fa differenza tra ricchi e poveri, che non si ferma davanti al potere di nessuno.

Ho trovato piacevole e coinvolgente il modo che ha l’autore nel far vivere le vicende del personaggio, a tal punto che in molti momenti, come per esempio nella prima parte, in cui Duroy è un povero diavolo che deve fare i conti con i pochi spiccioli che ha in tasca e che non gli permettono neanche di mangiare, viene quasi da compatirlo, e perfino quando architetta il piano subdolo per incastrare la prima moglie, viene da pensare “ben fatto!”

Perfino la sua misoginia, intesa come considerazione così bassa della figura femminile a tal punto da spingerlo ad utilizzare le donne come mezzo per raggiungere un fine, in fondo non è propriamente colpa sua; infatti non si ha affatto la sensazione che i personaggi femminili vengano manipolati da lui nel farsi aiutare per la sua scalata sociale, piuttosto che lui si limiti puramente a conquistarle, con il suo fascino e il suo “savoir faire”, e loro stesse, perdute nel proprio folle amore passionale, si prodigheranno nel fargli avere successo e soldi.

Insomma, George Duroy è un personaggio odioso quanto perdutamente affascinate, cinico quanto interiormente disperato e, purtroppo, terribilmente ed effettivamente attuale…un classico che non tramonta mai!

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il ritratto di Dorian Gray...
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Bel Ami 2011-11-22 18:35:06 Giuseppe
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Opinione inserita da Giuseppe    22 Novembre, 2011

Un grandissimo classico

Non è affanto pesante come altri classici dell'epoca, ti fa tornare a quei tempi dandoti sensazioni bellissime sugli scenari della parigi ottocentesca.Lettura molto scorrevole, consigliato a tutti, leggetelo non ve ne pentirete.

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Bel Ami 2011-05-27 19:38:50 Rosaliaa
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Rosaliaa Opinione inserita da Rosaliaa    27 Mag, 2011
Ultimo aggiornamento: 04 Aprile, 2012
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G. R. C.

In fin dei conti, Duroy è il tipico arrampicatore sociale, sensuale, forte, un antieroe decadente perfettamente riuscito, ma è anche molto di più: Georges è un trionfo, l'impotente spina nel fianco dei potenti. La scuola di Flaubert è forte e il protagonista risulta notevolmente sfaccettato; il cinismo non si arrende al sentimento (ricordo come amò Clotilde, a cui dedicò l'ultimo sguardo al suo secondo matrimonio, quasi per suggellare la loro eterna unione) e supera in forma e contenuto (a mio parere) l'altro maestro, Zola. Al diavolo chi parla di amaro in bocca, Georges è il migliore degli attori.

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Flaubert, Zola, A.France
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Bel Ami 2009-11-19 22:37:09 Francesca
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Opinione inserita da Francesca    20 Novembre, 2009

Eccezionale

Questo, come tutti i romanzi del genio Maupassant, restituiscono il lettore alla vita, al senso del bello come armonia tra soggetto e oggetto! Diventa difficile poi passare ad altri scrittori: è scrittura nobile, pura, semplice, interessante, dove il non detto, l'essenza, è splendidamente scolpito fra le righe e va al cuore del lettore per accrescerne l'essenza.

Credo che l'aspetto maggiormente caratterizzante dell'autore, e che questo romanzo riesce a rappresentare, sia la narrazione poetica, fine e intensa dell'evoluzione dell'umano sentire, l'evolversi dei sentimenti dei personaggi. Non ho parole che riescano a rendere giustizia della bellezza di questi romanzi che sono capaci di testimoniare ciò che c'è di eterno nella natura umana.

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Romanzi di letteratura europei dell''800
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