Di qua dal paradiso
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Di qua dal paradiso
Questo primo romanzo di Fitzgerald scritto nel 1920 e ambientato in America negli anni della prima guerra mondiale, fotografa la gioventù dell'epoca appartenente a classi sociali medio- alte.
Giovanotti ambiziosi che frequentano l'università ed i relativi circoli, locali alla moda, auto di lusso, belle ragazze sfuggenti : al primo impatto sembrerebbe un panorama del tutto positivo, ma ecco che l'autore, strada facendo, mette a nudo vizi e virtù, ardori e sconvolgimenti che portano alla deriva questa generazione, che da una parte è ancorata al passato e dall'altra è pronta ad abbandonare gli antichi retaggi, mossa da un bruciante anelito al futuro, alla modernità, ad una vita diversa.
Sicuramente il Fitzgerald di questo romanzo è un autore ancora acerbo, con uno stile narrativo che pecca di piacevolezza in taluni momenti, mentre sul fronte contenutistico già emerge sia l'interesse per la propria epoca e per un mondo che sta cambiando, sia una buona capacità di analisi psicologica dei protagonisti.
Non è un testo semplice e scorrevole, ma può rappresentare un primo approccio per avvicinarsi a questo autore e al periodo da lui rappresentato nei suoi romanzi.
Indicazioni utili
The Eden.
Amory Blaine è la "gioventù mai avuta di Gatsby", l'ultimo dandy, il giovane vitellone americano.
Ma dentro di lui, Fitzgerald ha intessuto le corde di un'arpa irlandese : caldo suono,voce roca.
Amory è l'uomo che brucia la propria coscienza nel falò dei sogni più alti...e più difficili da conseguire.
Credo che questo libro risulti introvabile.
Quando incontrai sulla mia strada Fitzgerald dovetti ricorrere alla biblioteca.
Ma forse l'avranno ristampato.
Di certo negli USA è un libro molto letto e considerato.
Un vero romanzo di formazione, insomma.
Per palati molto fini.










Opinione inserita da Jan 14 Gennaio, 2011