Doppio sogno
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Il sogno, la realtà e le nostre convinzioni
Il libro racconta la crisi di coppia che colpisce due giovani borghesi della Vienna degli anni '20 del Novecento, il medico Fridolin e la moglie Albertine. I due per la prima volta si confessano di aver provato attrazione per delle persone sconosciute incontrate in un ballo mascherato al quale hanno preso parte. Si tratta di una crisi di coppia che agisce su due piani differenti ma correlati: sul piano della realtà monotona e uguale di tutti i giorni e sul piano della realtà onirica, del sogno dove tutto è possibile e lecito. Può un sogno, un desiderio inespresso, mettere in crisi una coppia nella realtà?
Il romanzo psicologico si apre con i due protagonisti della vicenda che rimangono soli, uno davanti all'altra, entrambi sconvolti ed eccitati dalle fantasie erotiche vissute durante una festa mascherata tenutasi la sera prima. Ed è a questo punto che decidono di confessarsi tutto, di essere sinceri e leali fino in fondo, nella speranza che quella reciproca confessione possa sconfiggere la noia e la diffidenza che regnano nella coppia. Una volta rivelate quelle fantasie, le convinzioni sulle quali si fondava il loro amore piano piano si sgretolano, lasciando Fridolin e Albertine smarriti e confusi...
Il romanzo, che fu molto apprezzato dal padre della psicanalisi Sigmund Freud, amico stretto dell'autore, sicuramente appassionerà gli amanti dei racconti psicologici dalle trame complesse. Un libro che si muove continuamente tra il piano onirico e quello reale, togliendo qualsiasi punto di riferimento fisso al lettore, il quale verrà accompagnato in un viaggio nei meandri della psicologia dei due personaggi principali. Un libro che però, bisogna ammetterlo, non risulta mai spiacevole o fastidioso.
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Ho fatto un doppio sogno..
Anche da titolo non saprei cos'altro dire riguardo questo libro, mi ha lasciato qualcosa nel cuore che non saprei spiegare, scoperto con una collana di classici promossa dalla 'biblioteca della repubblica', questo titolo mi ha rapito nella sua brevità, l'ho divorato e poi mi sono fermata e ho cominciato a riflettere su quello che mi aveva lasciato, il risultato? mi ha lasciato un vuoto, ma un vuoto positivo, una storia così non me l'aspettavo quando ho aperto il libro!
Che dire, a volte seguire le collezioni in edicola fa scoprire dei bellissimi titoli!! e direi che andrebbe promossa di più questa cosa.. vorrei solo avere la possibilità di finire la mia collezione.. sapete se c'è un modo per recuperare i titoli persi? :(
Scusate per lo svago, tornando a libro che altro dire, è magnifico e lo consiglio vivamente a tutti!
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Ultimo aggiornamento: 09 Novembre, 2012
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“Doppio sogno” di A. Schnitzler - Commento di Brun
Nella Vienna degli inizi del XX secolo, il medico Fridolin e la consorte Albertine partecipano a un ballo in maschera.
“…Fridolin… era stato salutato da due maschere in domino rosso che non era riuscito a identificare…”
“…La moglie appena liberatasi da uno sconosciuto dall’aria malinconica e blasé e dall’accento straniero, palesemente polacco, che l’aveva dapprima affascinata, poi all’improvviso offesa e addirittura spaventata con un’insolita parolaccia.”
La festa è l’occasione per i due coniugi per una nuova prospettiva: “…dalla leggera conversazione sulle futili avventure della notte scorsa finirono col passare a un discorso più serio su quei desideri nascosti, appena presentiti, che possono originare torbidi e pericolosi vortici anche nell’anima più limpida e pura…”
Il libro può essere letto per diversi motivi e secondo diverse chiavi interpretative.
Ad esempio, può essere valutato nei rapporti con la coeva nascita della psicanalisi: Schnitzelr rappresenta, in campo letterario, ciò che Freud è stato in ambito scientifico. Il padre del romanzo psicologico il primo, il fondatore della psicanalisi il secondo. O, in altri termini, Schnitzler esprime con l’intuizione artistica ciò che Freud ha indagato con metodo analitico. Addentrandosi nelle valenze del sogno e ipotizzando forme di piacere non canoniche (Albertine, nel suo sogno, sperimenta piacere sadico nel congiungersi a un altro uomo, nel vedere il dolore di Fridolin e nell’immaginare la crocefissione del marito).
Il racconto può anche essere visto come un interessante esame del rapporto di coppia, principalmente attraverso la simmetria tra sogno di Albertine (“non c’è sicuramente nulla nella nostra vita cosciente che possa eguagliare la serenità, la libertà la felicità che ho provato in questo sogno”) e incubo reale di Fridolin (nei suoi incontri di una notte: la figlia di un paziente deceduto, una prostituta, Pierrette, la nobildonna misteriosa di un sensuale ballo in maschera. “Tutto ciò che credeva di aver vissuto quella notte non era altro che delirio?!”). In una dinamica che attraversa il desiderio di trasgredire, la presa d’atto dell’ipocrisia (“… si rese conto di nuovo che tutto quell’ordine, quell’armonia, quella sicurezza della sua esistenza non erano che apparenza e menzogna”) per ricomporsi in una nuova consapevolezza dell’amore (“ma ora ci siamo svegliati… per lungo tempo”).
Il libro può anche essere considerato in rapporto alla trasposizione cinematografica che Kubrick ne ha fatto in “Eyes wide shut” con la coppia (che fu tale anche nella vita reale) Nicole Kidman – Tom Cruise.
Io ho letto “Doppio sogno” soffermandomi sul fascino misterioso delle maschera, simbolo dell’alienazione intesa come estraniazione dei due coniugi.
Così diversa dalla concezione di un altro grande degli esordi del secolo scorso. Luigi Pirandello. Per il quale “una realtà non ci fu data e non c'è, ma dobbiamo farcela noi, se vogliamo essere: e non sarà mai una per tutti, una per sempre, ma di continuo e infinitamente mutabile”. Per il quale l’uomo - in balia del caso – tenta di costruire forme fisse, nelle quali potersi riconoscere, ma finisce per costruire maschere che sente estranee o nelle quali è costretto a identificarsi per dare un senso alla propria esistenza.
Mentre Oscar Wilde aveva sostenuto che “Ogni uomo mente ma dategli una maschera e sarà sincero”.
Un avvertimento: le mie considerazioni forse sono influenzate dall’avatar di…
… Bruno Elpis
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Ultimo aggiornamento: 20 Agosto, 2012
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Schnitzler: un indagatore della psiche umana
Comprato perché mi incuriosiva la trama e anche perché aveva ispirato Kubrick per il film Eyes wide shut che però non ho guardato (di questo regista ho visto solo Arancia meccanica, Shining e Full Metal Jacket ), questo libro inizialmente mi ha lasciato abbastanza indifferente e a tratti quasi deluso; poi, la nota di Giuseppe Farese me l’ha fatto valutare un po’ di più anche se il mio parere rimane sulla sufficienza. Ma partiamo con ordine:
• Parlando dello stile, trovo che sia semplice e al contempo abbastanza professionale con un buon uso della punteggiatura; non presenta particolari caratteristiche di struttura linguistica ma è un modo di scrivere corretto.
• Riguardo il contenuto, se non fosse stato per il commento finale di Farese, avrei capito poco di questo libro; tutto si muove su una sorta di psicoanalisi che lo stesso Arthur era riuscito a scoprire tramite “raffinata autopercezione” generando in contemporanea un contrasto con il “lavoro faticoso” che lo stesso Freud ha compiuto per parlare di tale tesi. Infatti, molte cose che ci sono nel libro e che possono risultare apparentemente inutili, sono essenziali per capire il tutto. Per questo motivo considero Doppio sogno più che un libro di narrativa, una pseudo-analisi della suddetta teoria psicologica (anche se l'autore mantenne sempre una notevole distanza critica nei riguardi di Freud e delle teorie psicoanalitiche). Senz’altro è interessante e sicuramente può anche meritare un 4 come voto, ma siccome non possiedo una conoscenza approfondita della psicoanalisi, non posso dire se tale esperimento sia corretto, seppur lo stesso Freud definisca Schnitzler una sorta di suo “sosia” che non voleva conoscere. Perciò metto 3 ma terrò per conto un mezzo punto in più.
• Sebbene la lettura sia fluida, non mi sono sentito troppo coinvolto perché l’intera storia, dal punto di vista narrativo, è raccontata con molte descrizioni vaghe e abbastanza riduttive. I pensieri di Fridolin, seppure vertono sui conflitti della sfera psichica, in certi punti mi sembrano noiosi ma mai quanto la storia della carriera di Nachtigall che ho trovato inutile ai fini della trama (sarebbe stato più giusto se le sue esperienze di musicista fossero state discusse nella conversazione tra lui e il protagonista). Per fortuna questi difetti non hanno reso la lettura poco scorrevole.
Una particolarità del libro, è il conflitto coniugale tra Albertine e Fridolin: mi ha un po’ ricordato i casi di divorzio che sono frequenti nella nuova generazione di sposi. Il conflitto interno tra i due coniugi viene risolto dalla reciproca comprensione come mezzo per “ripararsi dalle oscure forze dell’istinto e del destino”. Tale rapporto confessionale sostengo possa essere una soluzione per risolvere i turbamenti matrimoniali odierni anche se rimane significativo ciò che dice Albertine "Non si può ipotecare il futuro".
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Doppio sogno
Vienna, fine Ottocento.
Fridolin e Albertine, marito e moglie, tornano eccitati da un ballo in maschera.
L’incontro con delle figure misteriose ha risvegliato in loro una strana emozione, un senso di libertà e attrazione verso il proibito.
Quella notte si amano con ritrovata passione.
Il giorno seguente tentano di ricreare quell’atmosfera di vibrante aspettativa raccontandosi delle piccole avventure vissute durante la vacanza in Danimarca dell’anno precedente.
Lo sguardo di uno sconosciuto per cui Albertine avrebbe abbandonato tutto, casa, marito e figlia; il turbamento provocato da una giovane creatura per Fridolin.
Queste rivelazioni però si insinuano come cattivi serpentelli, scie di gelosia e rancore colano e si incollano alle loro menti.
La sera Fridolin, che è un medico, si deve assentare per far visita ad un paziente deceduto. Una volta lasciata l’abitazione del defunto, anziché dirigersi verso casa, che in quel momento gli appare come il posto meno accogliente del mondo, perché lì c’è Albertine, si inoltra nella notte e inizia a vagare per le strade di Vienna.
E la tentazione sembra incrociare i suoi passi lungo tutto il cammino.
E’dapprima il volto fanciullesco di una prostituta.
Poi il sussurro ammaliante di un suo vecchio conoscente su una segretissima festa dove domina il piacere.
E’ il corpo acerbo e profumato della figlia del mascheraio.
E’ infine nelle forme voluttuose della donna nuda e mascherata che cerca di allontanarlo dal misterioso ricevimento, perché se venisse scoperto, rischierebbe la vita.
Tentazioni continue, il tradimento offerto come una mela lucente da cogliere su un ramo basso, ma Fridolin non riesce ad afferrarla e, cacciato dalla festa e giunto alla fine di quella notte insensata, cerca conforto nel calore di Albertine appena destata dal sonno. La moglie però gli narra il terribile sogno appena fatto: lei era divenuta l’amante dell’uomo della Danimarca e assisteva all’uccisione di Fridolin indifferente, ridendo.
Le loro esperienze reali o sognate li lasciano confusi e incerti verso l’altro, rispecchiano il disagio del loro intimo e modificano per sempre l’ordine precostituito della loro coppia.
Un piccolo, meraviglioso racconto scritto con stile fluido e moderno.
Una prima parte pervasa di una sensualità delicata, intrisa di carnalità ma al contempo spogliata di ogni fisicità come accade nei sogni, che non lasciano brividi sulla pelle, ma nell’anima.
Una seconda parte dove il dubbio domina, le luci sono fredde e spietate. Si assiste alla crisi della coppia come al raffreddamento di un corpo al risveglio da un sonno o verso la morte.
Un’opera incantevole dove realtà e sogno si confondono, la dimensione onirica è veicolo di desideri nascosti e volontà celate, riscatto dalla realtà e depurazione.
Da questa novella è tratto il celebre film di Kubrik “Eyes wide shut” e come suggerisce il titolo, durante il sogno gli occhi sono esternamente serrati ma spalancati verso il proprio mondo interiore.









