Frankenstein Frankenstein

Frankenstein

Letteratura straniera

Classificazione

Editore

Casa editrice


La presentazione e le recensioni di Frankenstein, opera di Mary Shelley edita da Mondadori. Nell'estate del 1816 un gruppo di poeti e letterati, guidati dal già celebre Lord Byron e di cui faceva parte anche il poeta Shelley, si trovò isolato per il maltempo nella villa Diodati, sul lago Ginevra. Spinto dalla noia e dalla suggestione derivante dalla lettura di una storia di fantasmi, Byron propose a tutti i suoi amici di comporre ciascuno un racconto che fosse il più terrificante possibile. La pioggia che perseguitava la compagnia non durò abbastanza per la composizione di un Decameron del terrore. Solo la diciannovenne Mary Wollstonecraft Godwin, che poco più tardi avrebbe sposato Shelley, non volle abbandonare il racconto che aveva iniziato in quella "cupa notte". Colpita dall'ipotesi, ventilata dalla scienza di quegli anni, che, grazie al galvanismo, si potesse ridare la vita ai cadaveri, la giovane giunse a concepire l'angosciante storia di un blasfemo creatore di mostri, destinato a vedere la sua vita e i suoi affetti più cari distrutti per colpa della sua stessa creatura. Una favola potente e terribile, capace di imporsi con la forza delle immagini e con la sua autonomia di mito antico e contemporaneo che, pubblicata per la prima volta nel 1818, si diffuse ben presto in tutto il mondo, raggiungendo una fama universale."

Mary Shelley (Londra, 1797) nacque dal filosofo Godwin e da Mary Wollstonecraft, antesignana delle femministe. Moglie del poeta romantico Percy Shelley, scrisse diversi romanzi, ma la sua fama resta legata a Frankenstein, pubblicato per la prima volta nel 1818.

Recensione Utenti

Opinioni inserite: 7

Voto medio 
 
4.1
Stile 
 
4.2  (7)
Contenuto 
 
4.2  (7)
Piacevolezza 
 
4.0  (7)
Voti (il piu' alto e' il migliore)
Stile*  
Assegna un voto allo stile di questa opera
Contenuto*  
Assegna un voto al contenuto
Piacevolezza*  
Esprimi un giudizio finale: quale è il tuo grado di soddisfazione al termine della lettura?
Indicazioni utili
 sì
 no
Commenti*
Prima di scrivere una recesione ricorda che su QLibri:
- le opinioni devono essere argomentate (quindi non scrivere solo 'e' un bel libro');
- il testo non deve contenere abbreviazioni in stile sms ne' errori grammaticali;
- qualora siano presenti anticipazioni importanti sul finale, la recensione deve iniziare riportando l'avviso che il testo contiene spoiler;
- non inserire piu' di 3 nuove recensioni al giorno.
 
Frankenstein 2013-05-06 12:14:45 SARY
Voto medio 
 
4.3
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
SARY Opinione inserita da SARY    06 Mag, 2013
Ultimo aggiornamento: 07 Mag, 2013
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Chi è il mostro?

Romanzo classico inglese dell’ottocento.
Il Dott. Frankenstein, ambizioso studioso delle scienze naturali, brama di riuscire nell’impresa nella quale solo Dio può, ridare la vita ai morti. Crea così un umanoide di fattezze brutte e ripugnanti, ma di grande cuore e nobile animo, che chiede solo di essere accettato. Non trovando riscontro positivo alle sue richieste, anzi scontrandosi con persone incattivite dal suo aspetto, da gigante buono diventa un orco cattivo, come quelli delle fiabe, e ne paga le conseguenze per primo un innocente bambino. Spetta ancora al suo creatore decidere la sorte della disgraziata creatura, quale è la scelta migliore, distruggerlo o aiutarlo?
L’inizio dell’esistenza di questo gigante, che non ha un nome proprio e non mi va di chiamarlo mostro, segna la fine del sogno folle di Frankenstein, lunghi anni a sperimentare e a meditare su un gesto che va al di là di ogni buon senso, con la presunzione di dare ciò che è stato tolto da qualcuno di superiore all’uomo. Chi è il mostro? La mente che ha partorito un desiderio simile per poi pentirsene e scacciarlo o chi si è trovato su questa terra senza chiedere nulla ed abbandonato a se stesso? Che tristezza, che fatica, arrancare ogni notte per sopravvivere, completamente soli! La diversità, di qualsiasi natura, fa paura. Il non bello è penalizzato in partenza. Nella società prevale l’esteriorità, è difficile incontrare persone che mostrino interesse verso la sostanza. Alla base ci sono solitamente diffidenza e pregiudizi, raramente apertura mentale con capacità di ascolto.
Ho appreso che anche per l’autrice è stato così, la sua vita è iniziata quando è terminata quella della propria madre, morta di parto. Le pagine del romanzo sono impregnate del senso di colpa per la propria esistenza, il disprezzo verso sé stessi. Credo valga per entrambi, per Mary e per la propria creatura letteraria.
Lo stile di Shelley mi piace, è dolce, elegante, romantico. Si sente proprio che è una penna tutta al femminile, forse un po’ troppo, anche i personaggi maschili hanno un qualcosa di effeminato. Se tutti gli ometti si esprimessero con così tanta grazia e cura, attenti al peso delle parole, riguardosi nei confronti delle fanciulle non si potrebbe più dire che gli uomini vengono da Marte e le donne da Venere! Ma anche così non ci sarebbe il giusto equilibrio!
Le descrizioni dei personaggi e dei luoghi sono dettagliate ma non pesanti. Due note stonate però ci sono. La prima è il lessico del gigante, capisco che sia un autodidatta e concordo che si possa davvero imparare di tutto applicandosi, ma è improbabile che si possa passare da una conoscenza pari a zero in ogni campo ad un linguaggio così forbito da far invidia a docenti universitari di altissimo livello! La seconda è la pacatezza degli avvenimenti e dei sentimenti, avrei preferito qualcosa di più forte.
Cara Shelley, avresti dovuto mediare! Ma ti perdono, perché nel complesso la tua opera mi è piaciuta, è originale, scorrevole e piacevole!

“Niente è più doloroso per la mente umana, dopo il tumulto dei sentimenti suscitati da una rapida successione dei fatti, della calma assoluta dell’inazione e della certezza che subentra e toglie all’anima sia la speranza sia la paura”

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
230
Segnala questa recensione ad un moderatore
Frankenstein 2012-12-02 09:17:35 Mephixto
Voto medio 
 
3.8
Stile 
 
2.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
4.0
Mephixto Opinione inserita da Mephixto    02 Dicembre, 2012
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Peccato lo stile

La cosa più dura per me, quando decido di leggere i Classici intramontabili, e sgretolare il mio involucro di pregiudizi e nozioni apprese dal immensa popolarità di certi testi. Questo è uno dei tipici casi.

Frankenstein di Mary Shelley è stata per me gioia e dolore, un romanzo che ho trovato ricco di buoni sentimenti, ma anche dimostrazione che “ la strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”(Karl Marx) . Perché di questo stratta, della buona volontà e intenzioni che finiscono in cenere nel tempo di un battito di ciglia, il classico esempio della pallina sui piani inclinati, un susseguirsi di eventi che prendono il sopravvento e scorrono via incontrollati sempre più rapidamente. Frankenstein è stato anche un modo di riflettere, in particolare, riflettere su come l’uomo è spesso accecato dalla bramosia di sapere e conoscere, senza minimamente tenere in considerazione le conseguenze che le sue azioni hanno sugli aspetti della “vita e che puntualmente gli sfuggono di mano diventando un boomerang impazzito.
Il romanzo ci viene sottoposto come rapporto epistolare tra: un comandante di marina e la sorella. Cercando in questo modo di aumentare il coinvolgimento del lettore la credibilità della storia, e mi ha affascinato molto devo dire. Mi sono sempre piaciute le cronache, i diari,
Personalmente non ho trovato impeccabile lo stile, anzi troppo femminile, sia negli aggettivi che negli atteggiamenti dei personaggi maschili (anche perche i personaggi femminili sono praticamente assenti), forse, meglio sarebbe stato se la Shelley avesse usato personaggi femminili come protagonisti, più affini al suo stile e alle sue conoscenze intime della personalità maschile. (gioco forza il periodo in cui vive che non le permetteva di essere credibile nella rappresentazione maschile), in quanto in alcuni passaggi Victor Frankenstein l’ho trovato completamente fuoriposto mal rappresentato: troppo sensibile, dalla lacrima facile, lontano dai canoni di mascolinità standard si un personaggio diverso potremmo dire, ma per me troppo femminile per essere credibile. Si, certo, abbiamo appena attraversato il periodo Romance ma è pur sempre un uomo, adulto, che si trova a dover difendere i suoi cari. Insomma non sono entrato affatto in sintonia con la Shelley,proprio lo stile nel caratterizzare i personaggi mi ha deluso oltre ogni modo .
Sono rimasto invece colpito dei temi trattati, questi hanno fatto si che riuscissi a portarlo a termine senza fatica, perchè tutto sommato anche se il linguaggio è aulico e tedioso e i dialoghi in certi istanti improbabili, rimane comunque piacevole e scorrevole.
Devo ammettere che mi aspettavo tutt’altro, esperimenti, fughe, sangue, azione, invece mi sono trovato in mano un libro profondo e intenso, che non mi ha trasmesso brividi, ma un sincera commozione, e tanti tantissimi spunti di riflessione.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Trovi utile questa opinione? 
131
Segnala questa recensione ad un moderatore
Frankenstein 2012-11-29 13:10:52 Sharma
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
Sharma Opinione inserita da Sharma    29 Novembre, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Una diversa chiave di lettura

Su Frankenstein siamo stati bombardati da una visione solo esclusivamente cinematografica (perlomeno per quanto mi riguarda) senza porci la domanda ma questa storia da dove viene? l'ha scritta qualcuno? La risposta all'ultima domanda è presto detta “sì”, per giunta è un classico della letteratura e per di più scritto da una donna, chi l'avrebbe detto (solo per l'argomento narrato, personalmente non lo vedevo di attrattiva femminile)? Ma proprio qui sta il nocciolo della questione è proprio un romanzo femminile e sapete perchè? Perchè aldilà della rappresentazione cinematografica , che è una cosa totalmente diversa dal libro, mette in evidenza i sentimenti, la ricerca spasmodica dell'amore, quello che l'essere umano ogni giorno va cercando e la cui assenza rende vacuo ogni nostro sforzo su questo bellissimo pianeta. Senza amore siamo dei sacchi vuoti che si afflosciano su se stessi, è la linfa vitale di ognuno di noi, possiamo essere delle persone di successo, fare tanti soldi, gratificati ogni giorno dai nostri sacrifici o di contro possiamo essere dei disoccupati senza gratificazioni e stimoli ad affrontare ogni santo giorno e comunque il sole si alza in cielo. Sia nell'uno e nell'altro caso se abbiamo una madre amorevole che ci coccola o solo che ci vuole bene con parole giuste dette al momento giusto, una sorella o un fratello che possono essere un punto di approdo, un marito o una moglie, dei figli, solo in questi casi possiamo vivere. Insomma provate ad immaginare per un solo istante se venissimo privati del sentimento dell'amore dato o ricevuto, cosa saremmo? Disadattati, violenti, in parole povere dei MOSTRI! E' questa una chiave di lettura di questo piacevole romanzo, una creatura creata in laboratorio, non partorita, privata della madre, un padre (che in effetti il dottor Frankenstein era) lo ha misconosciuto orrendamente, provando ribrezzo egli stesso per la sua materia viva. Troppo semplice poter eliminare le nostre responsabilità ignorandole o buttarle in pasto alla società senza alcun supporto. Ci sono stati molti esami di laboratorio con cavie che hanno portato a questa conclusione infatti se si prendono due scimmie di cui una fatta cresce con la propria madre, la seconda privata alla nascita della sua figura e della sua presenza, ebbene la seconda è cresciuta totalmente disadattata e con il tempo sempre più aggressiva. Noi esseri umani potremmo essere così ma non lo siamo. La creatura del Dottor Frankenstein voleva solo affetto, voleva qualcuno accanto a se, almeno una compagna, ha cercato di farlo capire in tutti i modi che lui aveva un cuore, non era un mostro, ma non c'è stato nulla da fare dall'alto della sua deità il dottore ha rinnegato tutte le sue responsabilità, il risultato è stato quello di scatenare il peggio della creatura, la sua ferocia. Siete sicuri che noi nella stessa situazione avremmo fatto diversamente? Certamente no! Questa è la chiave di volta, noi non siamo così siamo mille volte meglio di così, solo grazie all'AMORE che facciamo la differenza, possiamo fare grandi cose e lasciare un segno su questa terra durante gli anni che ci vengono dati di vivere.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
A chi ama la buona lettura.
Trovi utile questa opinione? 
130
Segnala questa recensione ad un moderatore
Frankenstein 2012-10-29 08:10:41 Ginseng666
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    29 Ottobre, 2012
Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre, 2012
Top 50 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Ognuno è artefice del suo destino...

Devo dire che il protagonista di questa storia non riscuote particolarmente le mie simpatie..
Per un principio di vanagloria e un delirio di onnipotenza costruisce un mostruoso essere, cercando di emulare il padre eterno che nella creazione ha rispettato comunque un certo equilibrio, e poi non appena compiuta l'opera, se ne disinteressa, lasciando "la creatura" al suo destino...
Uno scienziato pazzo, a mio avviso e per nulla responsabile.
C'è da chiedersi, inoltre chi è il mostro: lui o la creatura che ha creato, violando le tombe, impadronendosi di principi astrusi che comunque, sono vietati alla conoscenza umana...
In seguito, terrorizzato dai risultati conseguiti, che forse non risultano essere di suo gradimento, lo abbandona al suo destino.
E' come costruire una bomba e poi scagliarla sul mondo.
E' naturale che l'aspetto del mostruoso essere spaventa e colpisce gli esseri umani, giacchè l'umanità non è propriamente caritatevole verso coloro che sono diversi...
E così il povero mostro conosce il rifiuto, le percosse e tutte le variegate malvagità degli uomini...frutto
propriamente della paura che suscita il suo spaventoso aspetto.
Quando racconta i suoi disagi al suo fantasioso creatore, chiedendogli di creare una femmina per avere almeno una compagna che lo comprenda e con cui vincere la spaventosa solitudine che lo affligge si sente nuovamente opporre un rifiuto...
Una vita miseranda da trascorrere da solo e circondato dall'odio e dal rifiuto di tutti.
Che pena! A questo punto la creatura diviene malvagia e perseguita il suo creatore, distruggendogli
l'esistenza e uccidendo i suoi familiari, compresa la moglie.
E' naturale. Anche io mi sarei incattivita di fronte a un tale iniquo comportamento.
Tu mi dai la vita e poi mi abbandoni alla terribile sofferenza quotidiana....
Mettiamoci al posto del povero, sfortunato mostro, al quale è stato rifiutato tutto, anche una probabile compagnia...simile alla sua...
Che dire...
Non vogliatemene...cari amici...ma il mio pensiero è questo...
Ognuno è artefice del proprio destino.
Consigliare la lettura...Non saprei...
Vedete voi...se volete leggere una storia particolare, gotica....ma non romantica...
io ve la consiglio...ma in quanto a piacevole...no...io non l'ho trovata piacevole...mi spiace...
La stupidità umana non mi attrae...mai...e il guaio che spesso a farne le spese sono gli innocenti, come in questo caso...
Saluti.
Ginseng666

Indicazioni utili

Lettura consigliata
  • no
Trovi utile questa opinione? 
190
Segnala questa recensione ad un moderatore
Frankenstein 2012-07-18 15:55:40 amuleto
Voto medio 
 
5.0
Stile 
 
5.0
Contenuto 
 
5.0
Piacevolezza 
 
5.0
amuleto Opinione inserita da amuleto    18 Luglio, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

The modern Prometheus

L'opera viene creata nel 1816 a villa Diodati, sul lago di Ginevra, dove si erano riuniti Percy B. Shelley, John Polidori, Lord Byron e Mary shelley.Il gruppo a causa del maltempo si era riunito nella residenza dei coniugi Shelley per dar via ad una "ghost competition", una gara dove si raccontavano storie di terrore.Oltre al Frankenstein viene scritta in questo contesto anche l'opera di John Polidori : "The vampire".
Victor Frankenstein è l'uomo che tenta attraverso la scienza di sfidare Dio e di andare oltre i suoi limiti, sfida Dio proprio come un Prometeo moderno, perchè da vita a una creatura cosi mostruosa, da negargli perfino un'identità. In realtà , secondo le teorie Rousseniane, l'animo della creatura è buono, egli vorrebbe essere guidato alla vita dal suo creatore, vorrebbe essere accettato dal genere umano. Dal suo rifugio in un bosco spia la famiglia De Lacey, ma quando cerca di essere accettato, la sua bruttezza fa si che venga respinto. Da questo momento in poi la creatura si vendicherà contro l'umanità e soprattutto contro il suo padrone fino ad autodistruggersi.
Un'opera moderna e controversa, un classico che non muore mai.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
The castle of otranto di horace walpole
Trovi utile questa opinione? 
90
Segnala questa recensione ad un moderatore
Frankenstein 2012-03-19 08:40:14 Henry
Voto medio 
 
4.0
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
4.0
Piacevolezza 
 
4.0
Henry Opinione inserita da Henry    19 Marzo, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

L’uomo di oggi

Come spesso succede il cinema ha creato uno stereotipo del personaggio molto lontano da quella che è l’idea originale della scrittrice. Frankenstein non è semplicemente un mostro con una sete di vendetta nei confronti del suo creatore. Per dirla tutta non si chiama nemmeno Frankenstein, quello è il nome dello scienziato che gli dà vita. Non ha un nome, è semplicemente “The being”, l’essere.
Plasmato dal suo creatore, unendo pezzi di cadaveri, si ritrova in un mondo che lo rifiuta per la sua diversità. Lo stesso scienziato, spaventato della sua opera, lo ripudia. Sfruttando la sua straordinaria forza fa tutto il possibile per aiutare gli uomini ed essere così da essi accettato ma, i pregiudizi che nascono dal suo orribile aspetto e dalla sua incapacità di parlare, fanno si che la gente si allontani da lui. Dopo molti tentativi infruttuosi, si convince che il suo unico modo per essere felice è avere al suo fianco una donna simile a lui, con cui, seppure lontano dagli uomini, vivere felice. Si presenta a suo “padre” e gli chiede di dargli una compagna con la promessa di non disturbarlo mai più. Frankenstein in un primo momento accetta la proposta ma, colto dai sensi di colpa, si rifiuta di soddisfare la richiesta e in questo modo condanna all’infelicità la sua creatura e la sua stessa vita.

Molti sono i temi trattati in questo libro, l’uomo che vuole sostituirsi a Dio nell’atto divino, la rivolta dell’essere incompleto contro un dio imperfetto, la condanna all’infelicità di entrambi. Un libro che merita di essere letto, e può essere meglio apprezzato, ponendosi dal punto di vista del mostro che, non è poi così lontano dall’uomo di oggi. In fondo tutti hanno bisogno di avere una vita sociale, di comunicare con i propri simili, di avere dei contatti umani, di condividere la propria vita.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
I grandi classici
Trovi utile questa opinione? 
80
Segnala questa recensione ad un moderatore
Frankenstein 2012-03-19 08:06:45 Dianora
Voto medio 
 
3.3
Stile 
 
4.0
Contenuto 
 
3.0
Piacevolezza 
 
3.0
Dianora Opinione inserita da Dianora    19 Marzo, 2012
Top 500 Opinionisti  -   Guarda tutte le mie opinioni

Era una notte buia e tempestosa

Per chi come me è un’amante dei generi horror, gotico e fantasy non poteva farsi mancare questa lettura. I classici mi attirano molto ma, spesso è il linguaggio aulico che mi frena davanti a loro. È stato un caso. Avevo comprato questo libro parecchio tempo fa, l’ho ritrovato nella mia libreria e probabilmente era maturato il tempo per leggerlo.
…E poi mi ha sempre affascinato la notte in cui è stata concepita la storia. L’ambiente: una villa sul lago, la compagnia: i migliori autori del periodo Byron, Shelley Percy, Polidori e lei Mary futura moglie di Shelley). Fu proprio in una notte buia e tempestosa che nacquero le prime storie horror, la più famosa con ripercussioni fino a noi fu quella dell’unica donna!
All’epoca fece molto scalpore: incuteva paura, estremo disagio. Adesso possiamo apprezzarlo come pietra miliare di un genere che tutt’ora attira. La lettura è scorrevole, per niente difficile. Ti affacci alla realtà dell’epoca con le loro priorità e i sentimenti patinati. L’autrice prende spunto da teorie scientifiche innovative del tempo. Il ‘demone’, come lo chiama lei, non è grezzo e inavvicinabile all’intelligenza umana come spesso ce lo hanno fatto vedere nei film, ma un essere abbandonato dal suo creatore, perché orribile all’occhio dell’uomo, che di nascosto riesce a crescere d’intelletto solo per sua volontà. Si affacciano le teorie di Rousseau: nessuno nasce cattivo, sono le esperienze negative a cambiare l'uomo in un essere malvagio.
Vendicativo fino all’estremo, non accetterà mai il rifiuto e l’abbandono del suo creatore, e solo in quel momento troverà la pace.

Indicazioni utili

Lettura consigliata
Consigliato a chi ha letto...
Horror, gotico.
Trovi utile questa opinione? 
60
Segnala questa recensione ad un moderatore