Il Maestro e Margherita Il Maestro e Margherita

Il Maestro e Margherita

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La trama e le recensioni di Il Maestro e Margherita, romanzo di Michail Bulgakov edito da Einaudi. Un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde col più alto dei temi possibili: la Passione. «Il Diavolo è il più appariscente personaggio del grande romanzo postumo di Bulgakov. Appare un mattino dinanzi a due cittadini, uno dei quali sta enumerando le prove dell'esistenza di Dio. Il neovenuto non è di questo parere... Ma c'è ben altro: era anche presente al secondo interrogatorio di Gesù da parte di Ponzio Pilato e ne dà ampia relazione in un capitolo che è forse il più stupefacente del libro... Poco dopo, il demonio si esibisce al Teatro di varietà di fronte a un pubblico enorme... Un romanzo-poema, o se volete, uno show in cui intervengono moltissimi personaggi, un libro in cui un realismo quasi crudele si fonde o si mescola col più alto dei possibili temi: quello della Passione». Eugenio Montale

Di Michail Bulgakov (1891-1940), Einaudi ha pubblicato Romanzo teatrale, La guardia bianca, Romanzi brevi e racconti (1922-1927), I giorni dei Turbin, Racconti. I suoi romanzi sono raccolti in un volume della «Biblioteca dell'Orsa». il suo capolavoro, Il Maestro e Margherita, rimasto inedito per trent'anni, fu pubblicato da Einaudi nel 1967.

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Il Maestro e Margherita 2013-11-17 16:49:44 Karim El Saidi
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Opinione inserita da Karim El Saidi    17 Novembre, 2013

Impressionante capolavoro

C’è qualcosa di nuovo, di strano, di straordinario insolito e di magico in ogni paragrafo del libro; come se Bulgakov (o sua moglie) avesse, intenzionalmente, deciso di non far sfuggire la mente del suo lettore, nemmeno per una attimo. Bulgakov inseriva una “inaspettata ed insolita sorpresa”, anche, tra due parole nel suo racconto. Molto attento al dettaglio, lo scrittore non è mai precipitato nelle banalità ne negli stampi consumati da milioni di narratori.
Che legge “Il Maestro e Margherita”, si ricorderà – senza alcun dubbio – decine di scene e di dialoghi anche senza volerlo. Si ricorderà l’incontro e il dialogo del maestro con Margherita, la battuta del gatto a Margherita riguardante la vodka, Frida, l’impiegato statale che chiede un certificato dal diavolo, il progetto di attentato per pugnalare Gesù; si ricorderà ogni attimo e ogni gesto senza fatica alcuna.
Bulgakov ha potuto, semplicemente, stregare la mia mente e la mia immaginazione.
Grazie, anche, alla traduzione di Vera Dridso

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Il Maestro e Margherita 2013-09-14 00:13:19 Ashuan
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Ashuan Opinione inserita da Ashuan    14 Settembre, 2013
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Diabolicamente caotico!

Il Maestro e Margherita è considerato in genere il capolavoro di Bulgakov, ma l'ho trovato inferiore a Cuore di cane, un libro che mi è piaciuto moltissimo.
Il Maestro e Margherita a mio parere è un libro piuttosto confusionario, la quantità di personaggi è enorme e i loro nomi sono impossibili da memorizzare se consideriamo che sono chiamati sia con nomi propri che con cognomi, soprannomi e patronimici!
Inoltre ogni personaggio ha una carica, svolge un lavoro, nel complesso ingranaggio della Russia sovietica e i titoli delle varie professioni sono davvero troppo numerosi... Direttore del varietà, ragioniere, economista , capocuoco, presentatore e chi più ne ha più ne metta.

La narrazione poi è spesso confusa e rocambolesca, la qual cosa, combinata all'atmosfera surreale generata dalla diabolica combriccola, rende complicato tenere il filo del discorso. L'unico modo che ho trovato per non perdermi nei meandri della trama e tra le schiere di personaggi è stato tenere una scheda in cui ho appuntato nomi e vicende di ognuno, e ciò è davvero esagerato per un libro.

Detto questo lo stile divertente di Bulgakov è un piacere e la trama è interessante (sebbene priva di una reale causalità) come in ogni libro in cui il diavolo è protagonista, perciò non me la sento di condannare appieno questo libro e la votazione complessiva è comunque positiva.

Ribadisco però la mia preferenza per Cuore di cane, in cui a mio parere Bulgakov si è espresso al pieno delle sue abilità.

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Il Maestro e Margherita 2013-08-21 10:31:57 simmi
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Opinione inserita da simmi    21 Agosto, 2013

surreale e fantastico

Un libro coraggioso, per l’epoca in cui è scritto, per il contenuto, per lo stile. All’inizio può apparire pesante, difficile ma bastano poche pagine e si è incuriositi, affascinati e diventa quasi impossibile non finirlo di leggere. La prospettiva del diavolo, la prospettiva dei “dannati” ( Giuda, Ponzio Pilato), dei “tentati dal diavolo” (Margherita), dei deboli (il poeta); una prospettiva nuda e cruda senza orpelli né finzioni. La trama è come un labirinto di porte che si aprono su diverse storie che hanno alla base lo stesso tema: la lotta fra il perbenismo ipocrita e rigido dell’epoca e la realtà del male e dell’amore…in mezzo l’autore pone la follia. Lo stile è affascinante, complesso ed ironico. Il libro va letto lentamente e senza fretta assaporando il sottile e spesso intrinseco significato dei personaggi così volutamente metaforici. Innegabilmente tormentato, quasi palpabile la sofferenza di Ponzio Pilato che permettono di guardare il personaggio dal punto di vista del suo conflitto ed emozioni non già tanto delle sue azioni. Ed il Diavolo che appare simpatico, utile al mantenimento degli equilibri nel mondo. Un libro davvero speciale, da leggere.

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Il Maestro e Margherita 2013-06-29 11:08:28 Skippy
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Skippy Opinione inserita da Skippy    29 Giugno, 2013
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Il simpatico maligno

Ho chiesto a voi lettori di consigliarmi un libro per iniziare a conoscere la letteratura russa, e tutti avete citato questo. Devo dire che è stata un'ottima indicazione!! Ho trovato questo libro leggero e spiritoso e allo stesso tempo profondo e meditativo. Satana è il protagonista del racconto ed è colui che decide la sorte dei protagonisti, facendogli fare quello che lui decide, ingannandoli, stupendoli e anche premiandoli. Un libro pieno di colpi di scena, di episodi divertenti e irriverenti che coinvolgono il lettore incuriosendolo grazie a continui cambi di scene e protagonisti. E alla fine proprio colui che rappresenta il male è capace di comprensione e compassione, lasciando al lettore l'idea che il bene e il male non sono così diversi tra di loro. Lo consiglio anche io vivamente perché nella sua particolarità, trovo questo libro davvero geniale!

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Il Maestro e Margherita 2013-04-18 07:33:13 mb
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mb Opinione inserita da mb    18 Aprile, 2013
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Ce l'ho fatta

E' stato molto difficile per me leggere questo libro: quando l'ho finito ho pensato cel'ho fatta basta! Poi piano piano mi son resa conto che il libro mi era entrato in testa e mi ero affezionata ai personaggi, all'ambientazione, allo stile di scrittura. Non voglio parlare della trama perchè la si può leggere ovunque, ma vi assicuro che una volta letto non si può fare a meno di riflettere sulla realtà storica dell'epoca, su tutte le sue implicazioni e su tanto altro.
Non trovo che sia un libro scorrevole ma senza dubbio è un capolavoro (ho amato molto i capitoli su Pilato)

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Il Maestro e Margherita 2013-03-22 10:13:22 Cristina72
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Cristina72 Opinione inserita da Cristina72    22 Marzo, 2013
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Tutto sarà giusto

Il Demonio che si manifesta ai miscredenti per proclamare con la sua presenza l'esistenza di Dio, e senza smettere di tramare piani di morte e distruzione nel mondo compie inaspettatamente giustizia. Assunto per certi versi inaccettabile, ma è ciò che avviene nel capolavoro di Bulgakov: “Questo è un fatto. E i fatti sono la cosa più ostinata del mondo”. E' la seduzione del Male, probabilmente, ma sarebbe troppo facile liquidare la questione in questi termini.
Non è un'opera semplice questa dello scrittore russo, ricca com'è di simbologia e di spunti dal sapore fantastico e onirico. La loro interpretazione è quasi una sfida che il narratore lancia a chi legge, soprattutto ai seguaci del regime staliniano che vietarono la pubblicazione del suo romanzo.
Sapienti cambi di registro spiazzano il lettore, sconvolgendolo, dapprima, di fronte alla comparsa di Woland, il Maligno, per poi divertirlo con scene esilaranti, comico-grottesche, attuate dalla coppia di “canaglie” che fa parte del suo seguito.
Drammatica la scena della Passione di Cristo “filosofo vagabondo”, narrazione nella narrazione, così diversa da quella raccontata dai Vangeli ma di grande impatto emotivo, e la disperazione di Ponzio Pilato, che non si dà pace per avere condannato a morte un innocente, che dal canto suo non lo incolpa, ma che lascia questo mondo puntando significativamente il dito contro la vigliaccheria, “il peggior vizio dell'uomo”.
E poi c'è la storia d'amore tra il Maestro, autore del romanzo su Ponzio Pilato che i critici rifiutano, e Margherita, affascinata dalla sua opera. Un amore clandestino (lei è infelicemente sposata), che pugnala “inatteso e violento come un assassino che sbuchi fuori all'improvviso”, ma per salvare il quale vale la pena vendere l'anima. Scelta, quest'ultima, dai risvolti tutt'altro che negativi.
E come a sottolineare che Bene e Male sono due facce della stessa medaglia, sarà Yeshua - Gesù - a pregare Satana affinché ricompensi almeno con la pace eterna “chi non ha meritato la luce”.
Sarà il fuoco della satira - ma anche un incendio vero e proprio, incendio infernale – a spazzare via tutto ciò che a Mosca c'è di ipocrita, meschino e mediocre, mettendolo in ridicolo, riducendolo in cenere e lasciandoselo infine alle spalle. Vendetta è fatta: nel Maestro, alter ego dello scrittore, il sentimento di “profonda, sanguinosa offesa” lascia il posto ad “un'indifferenza altera”, e infine ad un presentimento di pace.
Promette Woland: “Tutto sarà giusto, su questo si basa il mondo”.

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Il Maestro e Margherita 2013-02-02 06:10:06 petra
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petra Opinione inserita da petra    02 Febbraio, 2013
Ultimo aggiornamento: 02 Febbraio, 2013
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Il Maestro e Margherita

Ipnotico, surreale, profondo ed ironico: un caleidoscopio di emozioni mi hanno attraversata nella lettura serrata di questo romanzo, un turbinio di immagini e di sentimenti di volta in volta diversi: "Il Maestro e Margherita" racchiude e fonde in sé un’armonia di eventi, di visioni e di magia come nessun altro romanzo.

Siamo nella Mosca degli Anni Trenta quando fa la sua scena, nei giardini Patriarsie, un singolare personaggio straniero esperto di magia nera, Mr. Woland, che altri non è che il diavolo in persona. Un diavolo terribile, certo, ma nel quale l’alone di mistico terrore è moderato da tre strampalati compari, Azazello, Korov’ev e Behemorth,personaggi più bizzarri e folcloristici che temibili. Woland interviene nella discussione fra due letterati per dire la sua circa il fatto che Gesù Cristo sia realmente esistito; sarà il primo di una lunga serie di incontri tragicomici con vari esponenti della letteratura moscovita. L’arrivo del forestiero, infatti, getterà non poco scompiglio nell’ordinata e “categorizzata” Mosca stalinista; dall’incontro con Woland sascaturirà un susseguirsi scompigliati di surreali e a tratti grotteschi accadimenti, che vedranno protagonisti i vari membri dell’ “intellighenzia” culturale moscovita, dei quali saranno messe in luce, senza pietà, meschinerie e grettezze.

In parallelo vediamo svolgersi, mirabilmente descritta, la vicenda del Calvario. In modo particolare assistiamo alla tormentata prova esistenziale di Pilato, il quale, colpito e turbato dalla figura del Cristo, ne avrà l’esistenza sconvolta per sempre, e si macererà nel rimorso per la sua vigliaccheria. "....la codardia era indubbiamente uno dei vizi piú terribili. Cosí diceva Jeshua Hanozri. No,filosofo, ti obietto: è il vizio piú terribile di tutti!", questi pensieri tormenteranno fino all'ultimo il procuratore romano.

Assistiamo, infine, alla dolcissima vicenda dei personaggi che danno il nome all’opera: Il Maestro ( che in russo designa una persona che eccelle in una data disciplina) e la sua amata Margherita: un sentimento fortissimo, maledetto, tormentato, fra il sapiente scrittore, autore di un libro proprio sulla vicenda di Pilato, e la coraggiosa amante, Margherita, l ’unica, in tutto il romanzo, che pur nella sua fragilità tiene testa a Woland, lottando strenuamente per la salvezza del suo amore.

“- L'amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpí subito entrambi. Cosí colpisce il fulmine, cosí colpisce un coltello a serramanico! Del resto, lei affermava in seguito che non era cosí, che ci amavamo da molto tempo, pur senza esserci mai visti”.

Last but not least: l’opera di Bulgakov fu fortemente osteggiata dalla censura politica lungo tutta la sua vita: ecco allora come possiamo comprendere meglio la feroce critica che egli muove, indirettamente, al sistema di tessere e di scrittori “ di partito” che gli impedirono la libertà di espressione , ostracismo che portò alla pubblicazione del romanzo soltanto postumo, ben dopo la sua morte.

Un intreccio fittissimo, una prosa sublime e accattivante, che sa alternare momenti di schietta ironia ad altri di poesia profonda, e propone una sincera e onesta riflessione sulla natura dell’uomo, sulla sua viltà e sui suoi vizi, ma anche sul riscatto che solo il sentimento sincero sa dare.
Un grazie sincero ad Enrico per avermi fatto scoprire questo capolavoro.

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Il Maestro e Margherita 2013-01-14 14:17:55 Mario Inisi
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Mario Inisi Opinione inserita da Mario Inisi    14 Gennaio, 2013
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Satana contro critici e editori

Bellissimo libro di difficile lettura per il profano, nel senso che una persona non esperta della società sovietica del tempo (come me) si perderà alcuni passaggi e piani di lettura importanti e sfumature di significato. (Peccato, ma ci sono ottimi motivi per leggere il romanzo lo stesso).
In ogni caso è evidente il clima di sofferenza dell'artista impossibilitato a esprimersi e lo sconforto per la mediocrità dell'ambiente letterario del tempo. In questo braccio di ferro tra poesia e società che relega l'artista in un manicomio (probabilmente il riferimento alla realtà sovietica qua è alla lettera e non in senso lato), incapace di comprenderne le visioni interviene Satana in persona, grande non nel male, in questo caso, ma nell'indipendenza di pensiero. E' forte la sofferenza dell'autore per l'impossibilità di esprimersi liberamente (anche parzialmente) nella società staliniana e chiusa del tempo. E' evidente come il romanzo sia autobiografico anche se non per gli avvenimenti in sé e come la moglie dello scrittore sia la Margherita del romanzo per come ha sostenuto, incoraggiato e aiutato l'artista in ogni modo a lei possibile.Notevole anche la storia nella storia, la vicenda di Pilato. Ci sono dei passaggi di una bellezza e di una suggestione tali che mi è tornata già voglia di rileggere il libro.

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Il Maestro e Margherita 2012-06-12 13:47:43 Elisa
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Opinione inserita da Elisa    12 Giugno, 2012
Ultimo aggiornamento: 12 Giugno, 2012

Una pugnalata al cuore...

Non racconto la trama, l'hanno già fatto e, comunque, se ne possono trovare di riassunte per farsene un'idea. Sarò più banale... sono del parere che Bulgakov non potesse scrivere un libro più bello di questo, non per sua incapacità, ma per totale perfezione dell'opera. Mi sono ritrovata a non riuscire a chiuderlo, a voler continuare a leggerlo fino alla fine, d'un fiato... Mi ha incantata per la piacevolezza della trama e, soprattutto, per il modo che l'autore ha di scrivere. Mi ha emozionata molto, i personaggi sono affascinanti e ben delineati come in pochi libri mi è capitato di trovare.

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Il Maestro e Margherita 2012-05-03 07:28:51 Angelica Elisa Moranelli
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Angelica Elisa Moranelli Opinione inserita da Angelica Elisa Moranelli    03 Mag, 2012
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L'inferno sono gli altri

Leggere “Il Maestro e Margherita” è probabilmente difficile quasi quanto è stato per Bulgakov scriverlo. La stesura inizia nel 1928 e, tra alterne vicende, termina soltanto nel 1940, anno di morte dell’autore. Quasi un testamento, dunque. Un testamento difficile da decifrare. O meglio. Un testamento che può essere decifrato solo da alcuni. Un messaggio nella bottiglia.

Trovare la chiave vuol dire sostituire a tutti i lucchetti che l’autore ha sparso in giro per la sua opera, la giusta combinazione. Aprire porte e allo stesso tempo essere in grado di guardare dentro, senza paura, con spirito critico e lucidità, come Margherita ha fatto sulla soglia dell’Inferno, la notte di Venerdì Santo, dolorante e impaurita.

Come ogni grande libro anche il Maestro e Margherita non contiene la storia nuda e cruda che pensiamo di leggere: vi sono diverse ambientazioni, diversi linguaggi, diversi livelli, infine.
La prima ambientazione è quella nella Russia degli anni ’30. Più precisamente la Mosca degli anni ’30 in cui irrompe con eco tragica e grottesca la figura di Woland, un esperto di cabala (più prosaicamente, Satana).

Woland giunge col suo seguito chiassoso ed efficiente (Behemot il gatto, il sicario Azazello, la strega Hella ed altri) come una bomba che scortica il buonsenso e mette a nudo l’essenza vera della società russa, soprattutto di quel microcosmo che è la prestigiosa società di scrittori presso la Casa Griboedov. A questo proposito molte e divertentissime sono le scene madri da ricordare, soprattutto lo spettacolo di magia nera al teatro, che svela l’orrore e le perversioni del quotidiano perbenismo alto-borghese.

La seconda ambientazione è un paesaggio marginale, a cavallo tra mondo reale e sogno, è il regno di Woland, tra inferno (ma chi può stabilire cosa sia davvero l’inferno?) e realtà, quella realtà che assiste attonita ed impotente all’ingresso in scena del sogno/incubo e che è da questo trasfigurato e viceversa, in un turbinio di vicende grottesche e surreali come è, a volte, la vita. La soglia dell’Inferno, sita in un qualsiasi appartamento di Mosca, è una voragine che si apre solo davanti a chi ha abbastanza coraggio per guardarla, e chi ha questo coraggio avrà amore e libertà.

La terza ambientazione è quella del romanzo del Maestro, la vicenda di Ponzio Pilato ed il suo rapporto con Cristo. Una vicenda che, a sua volta, si muove su più livelli che si intersecano con maestria: quello puro del romanzo storico, arricchito col difficile rapporto tra il procuratore della Giudea (il carnefice/amico) e Jeshua (la vittima/amico) e quella geniale del personaggio-Ponzio Pilato, prigioniero del suo autore (metapersonaggio).

Così come un’idea, un sogno, una passione sono i prigionieri e le vittime dei nostri pensieri fintanto che giacciono dimenticati in un angolo della memoria. E che vivano dunque: basta lasciarli liberi di andare.

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Il Maestro e Margherita 2012-04-23 14:42:21 Re Pigro
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Re Pigro Opinione inserita da Re Pigro    23 Aprile, 2012
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Il diavolo veste Woland

Ne "Il maestro e Margherita" troviamo il gusto della favola dark impegnata con un retrogusto storico. Un vero e proprio capolavoro, nonché l'opera più importante di Bulgakov

Mosca, anni venti. Due scrittori si accingono a passare un pomeriggio in compagnia, fra un drink e uno scambio di idee, ma uno strano individuo si avvicina loro, intromettendosi nella loro conversazione. Il discorso di quest'uomo verterà su un avvenimento storico riguardante una famosa sera del 14 nisan. I due scrittori, atei, non apprezzeranno il discorso, tanto più quando il bizzarro signore sembrerà predire la morte di uno di essi di lì a qualche istante. Le sue parole si avvereranno e quel momento segnerà l'inizio di un incubo non solo per il sopravvissuto, ma per l'intera città di Mosca.
Woland e la sua compagnia semineranno scompiglio nella vita e nella mente di molti personaggi, e causeranno una svolta decisiva nella vita di Margherita e del suo amante scrittore, da lei chiamato maestro.

Un racconto singolare, una lettura impegnativa, che non lascia nulla di incompiuto e non ha nulla di superfluo. Inizialmente può disorientare l'alternanza fra i due racconti, quello riguardante le malefatte di Woland e quello che ha per protagonista Ponzio Pilato, ma tutto ha uno scopo in questa narrazione intelligente. Come già detto nel precedente post, Bulgakov riesce a donarci un'istantanea di un'epoca non facile, anche se nel caso de "Il maestro e Margherita" questa caratteristica appare in secondo piano rispetto alla trama. Una storia che appare come un'allucinazione, quasi un incubo, ma che sa divertire e strappare anche qualche sorriso, e che in conclusione ci fa riflettere sulla natura umana e sui suoi tremendi difetti.

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Il Maestro e Margherita 2012-02-12 08:48:37 bucintoro
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bucintoro Opinione inserita da bucintoro    12 Febbraio, 2012
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il maestro e margherita

molto spesso, leggendo i classici russi, venivo assalito da una specie di spossatezza e pesantezza, come quando si mangia troppo e cose pesanti. totalmente differente è invece il mio giudizio riferito a questo libro che trovo di una freschezza, fantasia, ironicità unica , calcolando anche il periodo e il posto dove viene concepito. composto da vari episodi che spesso si fa fatica a trovarvi un nesso tra di loro .(intendiamoci, non è una scittura particolarmente facile, anzi..). ottimo e consigliatissimo.

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Il Maestro e Margherita 2012-02-03 09:44:04 isabella82
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isabella82 Opinione inserita da isabella82    03 Febbraio, 2012
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L'arte istrionica di raccontare la Russia

Chi avrebbe mai potuto pensare che un romanzo che cela una fortissima critica alla società Russa di inizi '900 potesse rivelarsi un'istrionica opera, sottile e sagace al tempo stesso. L'immaginario corre libero tra le parole, a cavalcioni della scopa assieme a Margherita, alla ricerca del perduto amore e di un ordine da ricostituire. Complesso e di impegnativo approccio, il romanzo è una lunga strada tracciata tra la discesa del diavolo Woland e della sua circense truppa nella città di Mosca, e la disperata ricerca da parte di Margherita del Maestro, di cui è perdutamente innamorata. Il gusto dell'espediente sorprendente tiene l'attenzione sempre viva e conduce amabilmente verso la soluzione della storia. Riuscirà Margherita ad abbracciare il Maestro? Potrà quest'ultimo ritrovare la sua opera, vincendo le resistenze di una cultura immobile e refrattaria al cambiamento? Potrò sbagliarmi, ma Woland non rappresenta alcunché di negativo, egli sovverte l'ordine costituito, svela le piccolezze della borghesia e dei letterati russi, sorprende l'animo della bella Margherita che coraggiosa accetta il compromesso. Il diavolo (non nel significato consueto di antitesi a Dio) è la modernità che si afferma prepotentemente a Mosca e in senso lato in Russia.

Per chi ha voglia di un viaggio fantasioso e al tempo stesso calato in un preciso periodo storico, questo è il libro giusto.

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Cuore di cane
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Il Maestro e Margherita 2012-01-12 19:22:49 MagicalRobert
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MagicalRobert Opinione inserita da MagicalRobert    12 Gennaio, 2012
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Attenti al diavolo!

Si, il diavolo inteso come espressione del male, della malvagità umana, in questo capolavoro postumo di Michail Afanas'evic Bulgakov. Il diavolo che altro non è se non attraverso le sembianze dell'inquietante Woland, personaggio dall'aspetto elegantemente intrigante, grande affabulatore... a me ricorda molto Leland Gaunt, l'affascinante diavolo di Cose Preziose di Stephen King. Il Maestro e Margherita, un romanzo che viene raccontato attraverso storie ben distinte tra loro, dove non è, appunto, sempre facile trovare dei punti d'incontro. Mosca sovietica,anni trenta,in questa prima storia, incontriamo Woland il mago che compie strani esperimenti di magia; lui al centro di conversazioni di carattere religioso con intellettuali russi atei, tra l'altro spesso presenti nei romanzi classici della letteratura russa. Un mago molto particolare, lui la rappresentazione del diavolo che nega l'inesistenza di Dio... già, come immaginare il diavolo senza Dio, il bene senza il male? Woland,diabolico! Capace di mettere in allerta ed in confusione la rigida burocrazia sovietica dell'era staliniana! Il secondo racconto, è praticamente il romanzo del maestro, e narra di uno strano rapporto tra Gesù e Ponzio Pilato.Un rapporto talmente inquietante, per il semplice motivo che, nel momento in cui lo si legge, riesci a ritenerlo veritiero, grazie allo stile ed alla fantasia di Bulgakov; almeno a me ha trasmesso questa sensazione sgomenta! Il terzo racconto narra della storia d'amore tra il maestro e la dolcissima Margherita. Il maestro, uno scrittore vittima del fallimento del suo romanzo. Violentemente criticato dal regime, il maestro viene fatto internare in una clinica psichiatrica. Il forte amore di Margherita per il maestro, farà si che lei cederà alla promessa di poterlo rivedere, fattagli da Woland, a condizione che lei diventi la regina di una danza infernale! Il bene ed il male si alternano attraverso le vicende di Woland, in contrapposizione all'intensa storia d'amore tra... Il Maestro e Margherita. Proprio attraverso l'immensa forza che traspare da questo amore, si rimane convinti, spero, di quanto questa forza sia l'unica salvezza contro il diavolo, inteso come, già scritto, la malvagità ed il male che albergano spesso nella nostra anima! Di più, non racconterò ah no! E buona lettura a chi vorrà scegliere questo prezioso romanzo.

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A chi ama i classici russi!
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Il Maestro e Margherita 2011-11-15 07:45:03 Mephixto
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Mephixto Opinione inserita da Mephixto    15 Novembre, 2011
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Splendido

Un classico, Michail Bulgakov riesce a metterea insieme una storia pregna di tutto quello che un romanzo deve essere contenitore.
Io personalmente gli scrittori russi li trovo prolissi e complicati ma in questo caso mi sono dovuto ricredere. Il maestro e Margherita e uno dei pochi romanzi che ho vissuto piu che letto.
Il dualismo bene male, il mischiarsi dei due confini è sempre presente in questo stupendo romanzo ancora molto attuale.
Tutta la storia da la sensazione che un filo conduttore attraversi i secoli e leghi in modo indissolubile Mosca e Gerusalemme.

« Ma allora chi sei tu, insomma? Sono una parte di quella forza che eternamente vuole il male ed eternamente compie il bene »

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Il Maestro e Margherita 2011-08-31 08:52:46 polenta violenta
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polenta violenta Opinione inserita da polenta violenta    31 Agosto, 2011
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parlarne oltre è inutile ma...

il mio libro preferito e forse uno dei più grandi mai scritti.

divertente, simbolico, scorrevole. è insomma la quintessenza della letteratura con la miscelanza di storie, dai bonzi funzionari pubblici fino ad alte cariche cittadine passando per ponzio pilato. I dialoghi di Satana-Woland con margherita, i vari personaggi e i suoi due collaboratori, le scene impreniate di una commedia oscura.

insomma un capolavoro!

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Il Maestro e Margherita 2011-04-26 17:00:49 LucianaR.
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LucianaR. Opinione inserita da LucianaR.    26 Aprile, 2011
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Il Maestro e Margherita

Una decapitazione; una testa che cade: questo l’inizio del libro. Quale testa viene recisa dal tram che passa, la testa di chi? La testa di qualcuno che non crede, dunque un miscredente. La domanda che si pone è in cosa non si crede e perché. Bulgakov risponderà in maniera indiretta ma precisa, nel corso di tutto il romanzo e delle infinite peripezie, anche temporali, che propone. Ci si può sperdere in quelle peripezie e in quei tempi diversi, ma la risposta ci raggiungerà comunque alla fine, per ricordarci che la domanda esiste: quale testa è caduta e perché? La risposta sarà del tutto sorprendente.
In realtà quella testa non è stata affatto tagliata; dovrebbe esserlo. Dovrebbe perché è la testa del potere, della burocrazia che ottunde, della cecità indotta e violentemente tramandata che non consente di vedere oltre regole cogenti che accecano, della stupidità e della rigidità che non sa parlare altro che linguaggi preimposti, svuotati di ogni significato esistenziale e che dunque non parlano. Quella che dovrebbe cadere è una testa con una lingua muta e un cervello spento, che non riconosce l’arte, la letteratura, il teatro, la libera espressione creativa. Che tenta di costringere all’interno di maglie uncinate che soffocano ma non riescono, comunque, a zittire. Il diavolo in persona, dunque l’irrazionale, l’antitesi assoluta di quella rigidità, renderà giustizia, e popolando il mondo di streghe e incredibili avvenimenti, che colpiranno senza sosta i burocrati ciechi e muti, riporterà nel mondo l’incredibile, la fantasia, l’irriducibile libertà del creare.
Questo il romanzo. E la risposta? Il diavolo non può abitare il mondo; ricorda che c’è, ma non è tutto. Dovremo preservarne l’espressione, concedere spazio al suo linguaggio alieno, altrimenti, nell’antitesi di un dialogo difficile, troppo spesso impossibile, tra libertà e costrizione, significato e insignificanza, l’unico esito non potrà essere altro che l’oblio.

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Il Maestro e Margherita 2011-03-27 09:02:01 Frax90
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Frax90 Opinione inserita da Frax90    27 Marzo, 2011
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é ora è ora!

Capolavoro postumo del maggiore e aimè più sconosciuto novellista novecentesco,"miracolo che ognuno di noi deve salutare con commozione"(cit. Eugenio Montale),manufatto satirico e appariscente,"il maestro e margherita", è indubbiamente l'opera che ha consacrato l'immortalità letteraria di Michail Bulgakov. Scomparso prematuramente all'età di quarantanove anni, Bulgakov, è stato perennemente eclissato, durante la sua celere vita, dall'ombra imponente e mastodontica delle grandi cariatidi russe:Dostoevskij e Tolstoj.Nonostante l'ammirazione e l'encomio per questi grandi maestri(più volte evidenziato nel corso della narrazione del romanzo),Michail prova, a parer mio, una sorta di ossequiosa venerazione per questi due giganti...complessi d'inferiorità letteraria e scrittoria?Spero vivamente di no,siccome non ha niete da invidiare a questi suoi "concittadini".
Ciò, ci viene dimostrato con questo Romanzo - poema,indice di grandi doti artistiche. Il personaggio più appariscente attorno a cui ruota l'opera è il Diavolo,ma non Satana come noi lo ricordiamo o lo immaginiamo dalle raffigurazioni bibliche o dalle folk loriche leggende popolari(dimenticatevi la barba caprina, gli zoccoli , le corna ed il tridente), bensì apparentemente solo un uomo ben vestito che compare dinanzi a due cittadini, uno dei quali sta enumerando le prove dell'inesistenza di Dio accompagnato e confortato dalla frescura mattutina. Il neo-venuto(non voglio anticiparvi nulla), smembrerà la tesi di questo compagno russo...e non solo quella. La vicenda s'intreccerà poi con le celebri vicissitudini vitalizie di Ponzio Pilato,quinto procuratore della giudea,vicissitudini alle quali, il nostro elegante”gentleman”, era ovviamente presente.
Qui si insinua il dubbio e la folle curiosità di conoscenza nella mente del lettore:"chi è veramente costui,onnipresente,misterioso,cupo,amaro ,triste che incute rispetto e paura?".Si chiama Woland,professore e storico di magia nera, ginto fino in Russia per esibirsi al teatro di varietà di fronte alla vasta e cospicua popolazione,bramosa di effetti speciali e divertimento. La seànce occulta, però, non da i frutti tanto agognati, infatti,i “trucchi” di magia saranno così spettacolari da creare profondi disturbi socio_comportamentali o addirittura psichici alla quasi - totalità degli spettatori del “varietè”.
Come espongono le critiche e le recensioni al romanzo(svolte da scrittori assai più competenti di me) ,il tema centrale dello scritto è la passione miscelata con un crudo realismo. Accondiscendo in parte, siccome indubbiamente la passione è un tema ricorrente nel filo logico della narrazione, ma (e mi rivolgo a lettori audaci e volenterosi rilettori) io porrei lo sguardo sull’area tematica della corruttibilità umana. La corruzione si evince da ogni minimo dettaglio che Bulgakov infonde su ognuno dei suoi personaggi:una buona retorica accompagnata a una bella mazzetta risolve ogni problema. Così ,aimè,è anche nella vita reale, trasbordante di immoralità, vigliaccheria e orgogliosa putrefazione dell’anima.L’accento su ciò da me appena discusso è evidente e facilmente riscontrabile nel romanzo,ciononostante ,all’interno di questo arzigogolato labirinto di corruttibilità materiale ed emotiva, emerge una nota di passione in si bemolle,un suono dolce e caldo,rappresentato dall’amore sconfinato ed irrecintabile di Margherita per il Maestro. Un amore apparentemente sfiorito a causa di un insuccesso letterario del Maestro, ma che si dimostrerà ancora rutilante di fuoco nel cuore , seccato dalle lacrime salate,di Margherita. Quindi, cosa non fare per riconquistare l’affezione dell’amato? Vendere i propri servigi al Diavolo in persona si può bastare?Allora eccovi serviti,o lettori,ancora una volta dal tema del Compromesso, magari una “convenzio” a fin di bene, per riagganciarci a qualcosa di eternamente perduto….pur sempre però pattuizione blasone di effimera solidità dei valori e del rispetto umani.
Cercando di non essere eccessivamente prolissi,(mi scuso vivamente per i peccati di estensione), auguro a tutti voi una buna lettura!

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Il Maestro e Margherita 2011-01-28 11:23:47 aittam
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aittam Opinione inserita da aittam    28 Gennaio, 2011
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da interpretare

BREVE RIASSUNTO: nel romanzo si svolgono due storie parallele, una ambientata a Mosca negli anni Trenta, e l’altra a Gerusalemme ai tempi di Gesù. In Russia, all’inizio del racconto, due scrittori, Ivan e Berlioz, incontrano uno strano individuo, probabilmente straniero, che si presenta come esperto di magia nera e che, dopo aver descritto nei dettagli la morte di uno dei due (che in effetti avverrà pochi minuti dopo), spiega ai suoi atei e scettici interlocutori che Gesù è realmente esistito, iniziando a raccontare la storia di Pilato e della condanna di Cristo (l’altra storia all’interno del libro, appunto). Successivamente a Mosca si susseguono degli strani episodi in continuazione, ad esempio sparizioni di persone, o l’apparente pazzia di alcune personalità importanti, che verranno portate al manicomio cittadino. Uno di questi è lo stesso Ivan, che al manicomio conosce il Maestro, uno scrittore che anni prima aveva pubblicato un racconto su Ponzio Pilato, e che era stato duramente criticato e giudicato pazzo dalla stampa. Questi espone la storia della sua vita, in particolare del suo amore per Margherita.
Intanto gli strani fatti proseguono, e si scoprirà che lo straniero, Woland, non è altri che Satana in persona, accompagnato da un seguito di aiutanti (gli autori delle malefatte nella città); lo stesso Woland mostrerà interesse per Margherita, e la farà diventare una strega, in cambio della promessa di farle rincontrare il Maestro e di permettere loro di tornare alla vita di prima.


PERSONAGGI PRINCIPALI: MARGHERITA – L'amante del Maestro, incastrata però in un matrimonio senza amore con un riccone, incontra il Maestro e si innamora di lui. E’ disposta a tutto pur di tornare col suo amato, anche a fare un patto con il diavolo. E’ decisa e senza scrupoli, anche se mostra spesso segni di compassione; è mossa solo dall’amore per il Maestro. Compare dalla seconda metà del romanzo in poi, nonostante la sua importanza cruciale.
WOLAND – si presenta come un mago straniero in città per uno spettacolo, in realtà è Satana in persona, giunto a Mosca per visitare la città e conoscerne gli abitanti. Raffigura appunto i valori e i comportamenti del diavolo, anche se mostra a volte dei segni di debolezza e fragilità (ad esempio reumatismi ecc.).

IL TEMPO: la vicenda è ambientata negli anni Trenta del Novecento. Dura molto poco, dalla sera del mercoledì fino a domenica all’incirca, quindi il tempo della storia è nettamente minore del tempo del racconto. E’ presente anche un altro ‘filone’ narrativo, ambientato nel I secolo d.C., nel quale la vicenda dura anche lì non più di una giornata o due.


IL LUOGO: parte della storia si svolge a Mosca, in Russia, e l’altra parte a Gerusalemme e nei luoghi vicini (Monte Calvo, Getsemani ecc.).

IL NARRATORE: è eterodiegetico e onnisciente; a volte il punto di vista è quello di un personaggio interno alla vicenda, ma non frequentemente.

TESI: il romanzo tratta molte tematiche diverse e complicate. Quella più evidente è il rapporto tra bene e male, giusto e sbagliato, dalla quale sembra di capire che bene e male (rispettivamente Gesù e Satana) non siano in contrasto tra loro, ma che collaborino quasi nella società, per mantenere l’equilibrio, e che in nessuna cosa possa esserci solo bene o solo male, ma che questi convivano e si compensino a vicenda. L’autore sembra anche criticare quella società, superficiale, corrotta, e con persone tutte identiche e vanitose.
Un altro tema è quello della libertà di espressione e in particolare di stampa, dato che l’autore fa capire chiaramente quanto sia ingiusta la censura (a cui verrà sottoposto lui stesso in questo romanzo), perché nega la verità.
E’ presente anche il tema della religione.

GIUDIZIO PERSONALE: questo libro è abbastanza complicato, sia per la storia in sé, in cui appaiono più di 150 personaggi, e che non si articola in modo logico e lineare ma con avvenimenti in apparenza scollegati e fuori dal comune, sia per il significato da interpretare, necessariamente nascosto dall’autore sotto figure e immagini strane per sfuggire alla censura, secondo me.
Comunque il romanzo è abbastanza piacevole, perché è ironico, molto satirico sulla società di quel tempo, e in alcuni tratti sa anche essere divertente.

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Il Maestro e Margherita 2011-01-25 12:44:18 Jan
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Jan Opinione inserita da Jan    25 Gennaio, 2011
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Ascolta...la quiete.

Ringrazio principalmente la Redazione per avere prontamente pubblicato la scheda del libro che amo, per così dire, velocissimamente.
Sono d'accordo con Gineisa, io "Il Maestro e Margherita" lo rileggo molto spesso : i russi, mia madre per prima, insegnano che un "votnivor", un libro importante, va riletto spesso perché ci consegnale chiavi di segreti molteplici che, tante volte, non riusciamo a scoprire con una sola immersione nel contesto.
Bulgakov era ucraino, e lo era prima di quella che Stalin designò come "russificazione" dell'URSS.
Bulgakov era un medico, e come spesso capita per noi morì in seguito ad una causa che oggi sarebbe considerata...secondaria: nefrosclerosi. Il dolore causato da questa malattia dà l'idea di un'autoconsunzione lenta, provocata da un restringimento parassita delle vene primarie.Un male immenso, insomma.
Bulgakov morì a 49 anni solamente, ma dettò dal letto le ultime pagine di quest'opera eccezionale alla moglie, letteralmente fra un urlo di dolore e l'altro.

Sono fortunato, mia madre mi lesse il testo in russo quando ero ancora piccolo...e ne rimasi rapito.
Satana scende a Mosca, accompagnato da spiriti burloni servitori che lo assecondano in tutto ciò che desidera.
Ma la potenza scatenante di questo narrato è evidente: alcune battute, la struttura, il paradosso acuto del testo non sfugge alla NKVD...si tratta di una evidente forma di attacco alla figura di Stalin.Bulgakov verrà più volte picchiato e messo in condizione di tacere, ma non desisterà.
Il povero medico che ad un certo punto della vita abbandonerà la professione riesce, per quanto gli è possibile, a scrivere con un ductus grottesco delle cose più turpi...talvolta scivolando nel più evidente umorismo nero.
Il romanzo si svolge su due livelli: da un lato la "visita" diabolica in un paese sottoposto a dittatura, dall'altro la fase finale della vita di Gesù (stupendo a questo proposito il carattere psicologico di Pilato). E' Satana stesso che, presente in quell'ora, rende edotto chiunque lo chieda circa la passione del Cristo.E' un Gesù ben diverso dalla tradizione occidentale, un uomo che affronta la morte secondo una ritualità tipicamente ortodossa.
Ma la magnificenza di questo libro è tutta nell'interrogativo massimo : Satana è il Male o Satana è Dio?
Le azioni del Malvagio sono infatti diversissime da quelle che un lettore ci si aspetterebbe: dimostra la caducità della vita con metodi drastici, è vero, si pensi alla testa mozzata da un tram al povero personaggio che inaugura il tema; eppure questo Satana, a ben guardare, è Giusto. Ha pena del Maestro, un poeta che, secondo l'ottica dell'URSS è stato sottoposto a psichiatrizzazione.Conosce Margherita, la donna che è innamorata della purezza del Maestro, e cade in preda alla confusione: l'amore lo disarma, lo rende conscio di non poter mai, mai, potuto provare amore.
E soltanto tramite Satana, o Dio travestito da Satana, i due troveranno rifugio nell'unico modo possibile sotto una dittatura.
La morte.
Non è però una morte decisiva. E' la morte che comprende l'unità del tutto, la serenità...che non pretende lo stato di felicità.
Per quanto concerne le parti più dolci del libro del grande Bulgakov, io non ho dubbi: la chiacchierata eterna fra Pilato e Gesù che, come reliquato di sabbia, si esprime per sempre su dinamiche surreali...con un Procuratore della Giudea che ogni tanto si ferma edomanda al Nazareno conferma di non averlo...ucciso. Il dialogo come forma di perdono. Stupendo.
Io mi commuovo sempre quando rileggo quelle pagine precise in russo...perché il russo è una lingua dolcissima.
Dopo la morte che morte non è...il finale. Che corrisponde probabilmente all'ultima pagina pensata in vita dal genio di Bulgakov.
Il Maestro e la sua Margherita che si stringono la mano...il Maestro che non sa che dire, ma è la donna che parla.
Sono alla fine del viaggio e sentono di aver diritto ad un premio, soprattutto la donna.
Soprattutto Michail Bulgakov agonizzante nel letto.
Così, Margherita confida al suo Maestro il segreto dell'eternità : "Ascolta la quiete".
Ecco il premio.
Sembra nulla ma,credete, è tutto.
La quiete.
E Bulgakov...smise di dettare.

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Il Maestro e Margherita 2011-01-24 07:13:53 Ginseng666
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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666    24 Gennaio, 2011
Ultimo aggiornamento: 28 Gennaio, 2011
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Una favola noir...

Quando ho letto per la prima volta questo libro ne ho avuto un'impressione di entusiasmo misto a stupore...
Mai come in questa occasione uno scrittore ha saputo concepire un'opera così bizzarra e pur nel suo genere interessante.
Un'opera che lascia una traccia indelebile nel cuore del lettore, che sa avvincere, incuriosire e in certe parti racappricciare...
La vicenda è la seguente: due amici stanno discutendo in una piazza sull'esistenza di Dio, quando uno strano personaggio, intromettendosi nei loro discorsi, afferma che senza dubbio Dio esiste, e ne nasce un'animata discussione che si conclude con una fosca previsione da parte del misterioso personaggio a uno dei due amici: " Tu morirai prima del tramonto"...
Quell'uomo verrà scambiato dai due amici per una spia e inseguito per tutta la città da uno di loro, che poi a causa di questo si troverà in grossi guai...
Che dire? La vicenda non segue un filo logico, senonchè da una parte ci presenta la passione di Cristo, dall'altra le prodezze del diavolo che preso alloggio in un appartamento dell'uomo morto sotto le rotaie del treno, si diverte a complicare la vita degli uomini e a irretirli con denaro che poi il giorno seguente si trasforma in cartaccia..."La farina del diavolo va in crusca".
Il filo conduttore di questa storia è forse la capacità dell'autore di galleggiare mirabilmente fra realtà e fantasia,
con un atteggiamento favolistico e surreale, che affascina e conquista il lettore dall'inizio alla fine.
Ne consiglio la lettura agli amanti del genere horror.
Saluti.
Ginseng666

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