Jane Eyre
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Opinioni inserite: 15
Ultimo aggiornamento: 13 Febbraio, 2013
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JANE.JANE....CHARLOTTE!
Voglio prima ringraziare chi mi ha consigliato questo bellissimo romanzo. :-)
Premetto che prima di acquistarlo ,essendomi consigliata e avendo letto le recensioni, mi risultava in qualche modo familiare..Ed infatti ne avevo visto il film(anni fa) che per fortuna non ricordavo molto,tranne che per il *particolare* , che se non lo avessi conosciuto avrebbe senz’altro aumentato a dismisura la suspense e la curiosità, ma ormai il danno era fatto.
Così consiglio, a chi volesse leggere questo libro di non guardare il film ,tantomeno consultare la biografia di Charlotte Bronte perché ci sono troppi elementi che si mischiano al romanzo e possono rovinarne l’autenticità,facendolo apparire scontato. Non a caso è definito come un romanzo autobiografico.
Per chi ama la franchezza e non si lascia facilmente influenzare da suggerimenti esterni(come il film e la biografia della scrittrice) può tranquillamente continuare a leggere la mia recensione che vuole essere un’analisi introspettiva e non risparmierò neanche le critiche,assolutamente chiarificatrici e non negative, dato che questo romanzo, questa storia affascinante, è assolutamente INCRITICABILE.
L’inizio è tragicamente commovente, e capiamo subito chi abbiamo di fronte. Una bambina orfana, indesiderata e maltrattata ma anche ribelle. La conseguenza di ciò la porta ad avere un’indole piena di astio e risentimento.
Ho le membra dolenti e il corpo affaticato
E lunga è ancor la via,selvagge le colline.
Il crepuscolo incombe illune, tetro,ostile
Sopra l’aspro sentiero dell’orfana bambina.
Quello che stupisce subito di questo romanzo è che non annoia… Ha un filo narrativo senza intoppi,pause strane, o pagine che sembrano incomplete e prive di forza o fantasia man mano che vanno avanti.
Tutto il libro sembra essere scritto in un solo giorno e sotto lo stesso unico impulso. Sono circa 527 pagine.
Jane Eyre non è un personaggio di fantasia, è Charlotte Bronte, è il personaggio femminile che sarebbe stato se le circostanze reali della vita glielo avessero permesso .
La scrittrice, per sfuggire alla tetra realtà, costellata da lutti, insuccessi e successi letterari, fallimenti come insegnante, orfana di madre in tenera età, figlia di un pastore protestante, allevata dalla zia materna e dalla domestica ,sviluppa questo romanzo autobiografico con contorni misteriosi, presagi,sogni premonitori, superstizioni e tutta la mentalità tipica dell’Ottocento ma anche, e purtroppo lo devo scrivere, con dei pregiudizi che ho trovato insopportabili , per una come lei, che si definisce indirettamente femminista. (Ecco le critiche) Anche Jane Eyre/Charlotte Bronte ha dei pregiudizi; cioè quello di considerare rozzi, bassi di spirito e intelligenza le persone di umili origini. A quell’epoca questo pensiero era molto diffuso,comune e condiviso anche dalle femministe. Ma questo glielo si può perdonare e Jane/Charlotte stessa cerca di superare questo pregiudizio ma che tuttavia rimane radicato. Questo dimostra che ci troviamo di fronte a una Charlotte che lotta contro l’emancipazione ma che,nonostante tutto, non riesce a liberarsene completamente.
Altra cosa che ho potuto notare, è la squisita ingenuità del romanzo. Diffido completamente che ci siano uomini capaci di essere perspicaci ,acuti e che sappiano leggere nell’animo femminile con la stessa intensità dell’affascinante Rochester. :-)
Un uomo come lui non esiste , sono rarissimi e molto spesso hanno una mentalità femminile più che maschile. E’ come se la Charlotte, pur descrivendo alla perfezione le caratteristiche maschili e i comportamenti tipici, abbia inventato un personaggio maschile rendendolo più di suo gusto e secondo le sue aspettative. Il Signor Rochester dalla rude bellezza e il pastore Saint-John dal profilo greco quando si esprimono sono di stampo brontiano,anche se fanno la parte del contrasto maschile. Questo toglie un po’ di realismo.
Personalmente sono intollerabile al sentimentalismo e in questo romanzo, con mia grande sorpresa,non ne ho trovato, molti aspetti caratteriali di Jane Eyre sono simili ai miei,cosa che mi ha piacevolmente stupito. In questo libro ci si entra appieno,sei partecipe, osservi i personaggi, provi le loro stesse angosce e diffidenze. Alcuni dialoghi, specie quelli del Signor Rochester,dopo la rivelazione della propria passione,sono pedanti,noiosi e troppo lunghi perché possano essere pronunciati veramente da un uomo reale tanto che mi son trovata ad alzare gli occhi esasperata e a dire mentalmente: “Daaai,abbrevia suu.. “Sia nel Rochester che nel Saint-John ho trovato dialoghi abbastanza tipici e conditi da descrizioni atmosferiche, modalità usata anche da Jane Eyre,il che toglie l’originalità dei diversi caratteri.
Per dire, soprattutto per chi ha letto il libro, non c’è bisogno di spiegare un dato di fatto richiamando la Natura ,della serie: Ho incontrato Tizio Caio ed era una giornata piovosa,con la foschia, la luna che calava,la stella che splendeva ,la pioggia che batteva…etc..e continuando per altre 8 righe la stessa noia. Per raccontare un dato di fatto la Charlotte “tortura” con questo tipico modo di raccontare,presente in maniera smisurata nel Rochester e in Jane Eyre.
Questo mi ha fatto molto innervosire ma anche divertire perché questo significa entrare veramente nel cuore del romanzo e calarsi completamente nella storia. Ci sono alti e bassi, ci sono stati momenti in cui ammiravo sinceramente Jane Eyre e altri in cui l’ho mal sopportata. Momenti in cui trovavo insopportabile ed arrogante il Signor Rochester e momenti in cui il suo fascino mi colpiva. Confesso apertamente di non aver tollerato in Jane Eyre ,nel periodo della sua passione ormai sbocciata, quei discorsetti in stile macchinetta spara raffiche senza senso , o quel suo atteggiamento da cagnolino sottomesso. E’ una cosa che dalla protagonista,devo essere sincera,non mi aspettavo,almeno dagli inizi del libro. Ma lo si può perdonare perché in fin dei conti, nei periodi della passione in boccio, si dicono un sacco di minchiate. :-) E perdonate il linguaggio scurrile, ma è per rendere bene l’idea.
Perché è vero che Charlotte non è una sentimentale e lo ha dichiaratamente specificato anche attraverso Jane Eyre, ma io ancor di più!
Se fosse ancora viva alla Charlotte Bronte avrei posto questa domanda:
"Lei è un eccellente scrittrice,mi ha stupito, e mi congratulo con lei,veramente.. una fantasia veramente non comune,fuori dall'ordinario e molto piacevole... ma mi può spiegare il perché quasi tutte le figure maschili sono dei pastori protestanti??Voglio dire, un pò di fantasia nei mestieri,questi pastori si trovano ovunque nel suo romanzo!..."
E lei risponderebbe in stile Jane Eyre: "Perché mi piacciono"
E mi rifilerebbe quel classico sorriso ambiguo e furbo che Jane rivolgeva spesso al Signor Rochester.
Ed io non posso fare a meno di alzare le spalle e concludere la recensione e dire addio a tutti i personaggi di Jane Eyre che in questa settimana hanno occupato le mie giornate.
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Ultimo aggiornamento: 16 Gennaio, 2013
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"Preferisco essere una creatura viva piuttosto che
......un angelo".
Accostarsi a Jane Eyre e respirare le sue pagine è come leggere un manuale su come migliorare la condotta degli uomini e Jane Eyre parla in prima persona con tutta la sua naturalezza di creatura eterea, ottimista, quasi sublime, quasi perfetta, quasi “santa”.
Quel “caro lettore” che compare spesso in ogni episodio narrato, racchiude tanta bellezza e tanto sentimento, con grazia sbriciola e schiude tutte le sue sofferenze, le sue angosce e lo fa senza cadere in agonia ma con grande determinazione senza perdersi nella disperazione, ma pregando, ringraziando e non abbandonando mai la Fede in quel Signore meraviglioso che la sostiene in tutte le sue difficoltà e la ripagherà di tutte le sofferenze subite sin dalla nascita, da orfana, povera, sola e incompresa prima, a creatura matura successivamente, intelligente, amata, desiderata e soprattutto pronta per dare agli altri tutto il suo calore, la sua amorevole dedizione senza ripensamenti, solo seguendo la condotta dell’amore, quello vero, quello puro.
“Lo amavo tanto, più di quanto io stessa potessi ammettere, più di quanto potessi esprimere a parole.”
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Un amore intramontabile
Mai avrei pensato di innamorarmi di due innamorati, di innamorarmi perdutamente di una storia dal carattere prevalentemente sentimentale. Ma è proprio così e credo di poter dire che nella mia personale esperienza di lettore quella narrata nel romanzo “Jane Eyre” sia la più bella storia d’amore che abbia mai letto. Uno di quegli amori veramente senza confini, che non tiene conto del tempo, dello spazio, delle condizioni sociali dei diretti interessati, dei loro caratteri nelle debolezze e nelle virtù. Un amore raccontato in maniera magistrale da una componente di quel talentuoso trio femminile i cui romanzi spopolarono ai tempi dell’Inghilterra vittoriana. Le tre sorelle Bronte, tre talenti messi a frutto per regalarci, scolpiti nella meritata atemporalità che si conquistano i grandi classici, numerosi capolavori del romanzo inglese ottocentesco. In questo caso è Charlotte, terza di sei sorelle ma prima del trio celeberrimo, a mostrarci la propria maestria costruendo un romanzo raffinatissimo in tutte le sue componenti. Uno stile narrativo scorrevole e insensatamente moderno ci racconta della vita di Jane, che inizia nel più infelice dei modi, nella più infelice delle esistenze. Privata delle gioie dell’infanzia perché troppo odiata da genitori e fratelli adottivi, la protagonista procede nel suo cammino frequentando una rigida prigionia in riformatorio. Diventata istitutrice essa stessa, Jane ottiene il suo primo incarico professionale, per così dire, e da quel momento la sua vita verrà sconvolta dall’incontro con Rochester.
Jane, una ragazza forte, matura come una donna fatta, dura, marmorea, granitica, dal cuore gelato dalla freddezza con cui ha troppo spesso dovuto convivere. Un’anima che non ha mai provato amore, affetto, calore. Un carattere scolpito nella pietra, limato fino all’ossessione da un’autodisciplina tanto ferrea quanto indispensabile per continuare a vivere in un mondo che nulla ha da offrirle se non una vita solitaria. Un personaggio di una bellezza indicibile, così fiero ed eburneo da rimanerne affascinati dalla prima parola con la quale Charlotte Bronte ce la presenta. Un personaggio commovente Jane, che si vede sconvolgere le proprie certezze, la propria intera vita da un amore inaccettabile, apparentemente impossibile, che deve essere assolutamente estrirpato per non contravvenire alle convenzioni, sociali ma soprattutto intime. Un amore che deve essere represso e combattuto con forza da quel carattere capace di rimanere insensibile di fronte all’offesa, alla violenza e alla derisione. Una tensione al limite della sopportazione turba questa ragazza che deve far guerra a se stessa per non cedere ad un sentimeno lento ma inesorabile che non riuscirà più ad ignorare. Non tutto va come previsto, la storia segue pieghe sinuose fino ad una conclusione meravigliosa, che ci porta un lieto fine intelligente, elegantissimo e senza la benché minima ombra di leziosaggine, diventata topos delle grandi storie di sentimenti.
Personaggio strepitoso anche quello del Signor Rochester, austero nobile decaduto dal carattere altrettanto forte. Rude, burbero, scortese, ma all’occorrenza anche raffinato pensatore e galant’uomo, con un’assoluta incapacità di dimostrare sentimenti, una visibile difficoltà nel volersi donare al prossimo proprio perché anch’esso deficitato di esempi positivi.
Una trama meravigliosa che si intreccia alle evocative descrizioni di una Inghilterra brumosa, con i decadenti manieri di campagna che conservano intatto il loro fascino oscuro, vagamente gotici, velati dalla nebbia. Un’Inghilterra vista dalle campagne, dalle periferie più pittoresche, dai borghi isolati all’interno di realtà rurali molto distanti dalle grandezze mondane e lucenti della capitale.
In definitiva, un romanzo che tratta i sentimenti come tardiva scoperta, a tutti possibile nonostante trascorsi burrascosi e privi d’amore, un romanzo che mostra, secondo una mia interpretazione, come dalla mancanza di affetto possa crearsi a sua volta affetto, come dalle convenzioni morali si possa evadere in qualcosa di diverso e di più profondo, come da ogni cuore, benché provato, possa nascere sentimento.
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Jane Eyre
Ho sempre saputo l' esistenza di questo libro, ma mai avevo provato a leggerlo, perchè avevo gia' visto il film e credevo che leggere la storia sarebbe stato inutile. Invece mi sbagliavo. Charlotte Bronte ha usato un modo per descrivere gli ambienti ed i personaggi che non avevo mai incontrato in nessun altro libro. Era come essere presente ai fatti che accadevano. Molto scorrevole e avvincente, direi che questo libro merita di essere letto, nonostante la lunghezza che forse puo' mettere indecisione nel lettore.. ma non preoccupatevi, ne vale la pena.
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Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 2012
Semplice e attuale
Era da un po' che volevo leggere questo libro, ma avevo sempre rimandato per paura di trovarmi davanti un mattone pesantissimo! Invece sembra scritto ieri! Scorrevolissimo, piacevole e attuale! Adoro come vengono descritti i paesaggi, ma soprattutto i personaggi inquadrati con pochi, ma decisivi particolari fisici e caratteriali. Niente è lasciato al caso!
Trovo sorprendente anche l riflessioni interiori di Jane e la sua crescita spirituale (soprattutto quando dopo anni rincontra la zia).
Peccato che l'aver visto il film (peraltro fedelissimo) mi abbia un po' smorzato la suspense delle misteriore risate nella casa!
Assolutamente da leggere!
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incantevole
Altro libro che mi ha lasciata incantata.
Non me lo sarei mai comprata di mia spontanea volontà perchè nonostante tutto i classici, ancora adesso, mi fanno un po di timore.
Ma se sono "classici" c'è un perchè no? Ebbene si.
Una storia romantica dell'ottocento che parte con questa storia malinconica di ragazzina che viene abbandonata dagli unici parenti che dovrebbero accoglierla dopo la morte dei suoi genitori.
Mandata in un orfanotrofio dove si trova il minimo di umanità utile a tenere in vita le povere orfani che dovranno fare i conti con la selezione naturale e le condizioni poco favorevoli di vestiti e vettovaglie.
Jane Eyre non si perde d'animo e comincia ad apprendere e assorbire il possibile per poi insegnare nello stesso orfanotrofio da cui ancora deve andare via dopo 8 anni dal suo arrivo.
Raggiunta la maggiore età mette un annuncio e viene presa come insegnante e tutrice di Adèle, una bambina un po viziata di buona famiglia ma assolutamente non cattiva.
Qui troveremo dei bei personaggi come la signora Fairfax, Adèle e i vari domestici che le faranno compagnia nella sua permanenza presso Tornfield Hall.
Però si sa che dopo essersi abituati anche la novità diventa normalità e Jane Eyre decide di allontanarsi da Tornfiel Hall per andare in centro con una scusa banale e questo farà si che la sua strada si intrecci con il signor Rochester, uomo burbero e dai modi duri e anche brutto.
Mano a mano che si va avanti nel romanzo ci saranno vari colpi di scena in cui lui si lascerà andare a qualche licenza poetica, questo amore innato vedo non vedo, queste due anime che si sono incontrate e attratte come legate da una corda molto salda.
Tutto bello e magico finchè non si verrà a scoprire un segreto, una stanza oscura dove strani rumori si celano e vengono nascosti.
Un susseguirsi di fatti che mescolerà la situazione da favola idilliaca a inferno in terra dove tutti sembreranno staccarsi più per bon ton che non per sentimenti reali.
Questo però porterà Jane Eyre alla scoperta di altri lidi, di altre persone, un eredità inattesa e casualmente alle sue origini.
E' un bellissimo romanzo a lieto fine ma anche molto complesso che fa sognare e tiene il lettore avvinghiato alle pagine.
Mi ha un po annoiato la parte dove lei si allontana da Tornfield Hall e incontra queste nuove persone a Millcote ma poi da li, il romanzo tornerà in salita perchè due anime che si amano e che sono unite nel profondo non possono non riconciliarsi.
Lei lo amerà nonostante tutto e lui per amore recupererà ciò che, secondo lui, per punizione divina gli è stato tolto.
Purtroppo non posso spoilerare perchè è bello che certi misteri li scopra chi avrà voglia di leggere e secondo me ne vale la pena.
E' scorrevole e ha una scrittura che prende da subito, richiama la curiosità del lettore a proseguire con la lettura fino alla fine e chi è sensibile di animo finirà anche per versare qualche lacrima finale in cui tutti finalmente vivranno felici e contenti.
Avrei messo Piacevolezza 4 per quella parte in cui ho detto che mi annoiata ma sarei ingiusta.
Leggetelo!
Ne vale la pena!!
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Sempre attuale
Nonostante sia un libro dell'Ottocento, è un romanzo che stupisce per la sua scorrevolezza e piacevolezza, oltre che per il suo contenuto: non la solita storia di una donna abbattuta, afflitta e noiosa perchè non ricambiata dall'uomo che ama, bensì quella di una bambina, non troppo fortunata, che nel corso della sua vita supera ogni ostacolo che incontra sul suo cammino, con grande forza d'animo e con un coraggio che all'epoca non si credeva assimilabile ad una donna!
Una figura femminile di carattere, un'esempio da emulare, una Donna con la D maiuscola! Non si può non aver letto questo libro!!
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Ultimo aggiornamento: 12 Mag, 2012
meraviglioso
Jane Eyre è un libro semplicemente meraviglioso. Storia bellissima appassionante e travolgente. Stile scorrevole che fa di questo romanzo un libro facilissimo da leggere.
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Ultimo aggiornamento: 10 Mag, 2012
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Una sfida alle convenzioni
Jane Eyre è la figura di donna più affascinante della letteratura inglese.....Jane è la donna emancipata che sfida le convenzioni del tempo senza preoccuparsi delle conseguenze; Jane ama profondamente e passionalmente un uomo ritenuto già vecchio per l'epoca; non lo ama per i suoi soldi, per la sua posizione in società; lei resta ammaliata dalla vita interiore di quest'uomo, dalle sue esperienze, ed è per questo che Jane diventa speciale; non abbiamo più a che fare con la donna comune che troviamo in altri romanzi......è diversa....Jane pensa.
Ed è la forza di questo suo pensiero a renderla accattivante....e Rochester lo carpisce e se ne innamora perdutamente...perchè davanti alla pacatezza, al giudizio, alla diligenza di questa personcina in apparenza insignificante, il suo carattere tempestoso depone le armi e si abbandona ad un amore tra i più intensi della letteratura di tutti i tempi. Finalmente una donna diversa, finalmente una donna che non ha paura dei giudizi anzi, pacatamente li subisce e li sfida senza mai rinunciare a se stessa e finalmente....vive!!! Un romanzo coinvolgente dallo stile schietto e pulito....una prova narrativa superba e una scrittrice indubbiamente avanti.
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L'attualità di un romanzo classico
ho letto questo libro dopo aver visto al cinema l'omonimo film, circa due mesi fa. Devo dire che il film non mi aveva particolarmente convinta ma mi aveva lasciato un senso di irrisolto e insoddisfazione dato dal fatto che pur avendo subito intuito la potenzialità della storia di Jane Eyre, a mio parere la rappresentazione cinematografica non gli aveva reso giustizia. Ho quindi iniziato a leggere il libro. Devo dire che è stato un vero piacere avvicinarmi a quest'opera; conoscendo la storia e quindi mancando il "fattore curiosità", mi sono cimentata nella lettura del libro gustandomi e godendomi ogni singola frase. Il modo di scrivere di Charlotte Bronte è scorrevole, profondo e molto visivo, una vera goduria per la mente. Oltretutto ho apprezzatto uno dei tanti messaggi che l'autrice ha voluto mandare con quest'opera: la bellezza e la ricchezza non sono imprescendibili nel conseguimento di una vita felice e di successo. Tematica che rende l'opera sorprendentemente attuale e che offre lo spunto per una riflessione rivolta ai giorni nostri in cui sempre più spesso si dà importanza all'apparire.
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Jane Eyre
E’ il mio secondo approccio con un classico, e dopo aver messo da parte la Francia ed Edmond Dantes è stato bello immergersi in questa Inghilterra vittoriana con Jane Eyre, splendido personaggio.
Avevo visto il film qualche anno fa, ma fortunatamente non lo ricordavo benissimo così è stato più piacevole leggere e vivere la storia , pagina dopo pagina.
Nonostante il testo sia abbastanza datato, il libro è del 1847 lo stile è godibile e non si fa fatica a leggerlo, è molto lento come è giusto che sia un classico, solo nella parte centrale mi sono arenata un po’, non andava avanti e c’erano lunghi dialoghi tra Jane e il suo padrone che tutto sommato erano più dei monologhi di lui, in quanto Jane è una ragazza di poche parole ma un ottima ascoltatrice.
Jane non ha le caratteristiche delle donne di quell’epoca, non è ricca, non è bella, non ambisce a un buon matrimonio , non è fortunata e soprattutto si mantiene da sola, lavorando, sembra più un anticipazione della donna moderna. Ha delle grandi doti , è umile, molto discreta , non scende a compromessi , e le avversità che ha dovuto subire l’hanno resa forte, la sua ambizione più grande è l’amore, quello vero, quello con la A maiuscola, per lei o quello o niente , non ci sono vie di mezzo di comodo, meglio la solitudine che un amore incompleto.
L’ho apprezzato molto per lo stile di scrittura diretto, è infatti Jane in prima persona che ci racconta la sua vita, le sue emozioni le sue gioie e le sue sofferenze, e riesce a farle vivere anche al lettore, un libro molto intenso, e poi c’è poco da fare, un classico magari non scorre via come un romanzo moderno ma secondo me lascia quel qualcosa in più per cui vale veramente la pena di essere letto.
Ah meriterei un premio per la costanza perché l’ho preso in biblioteca, un’edizione del 1951 in pessime condizioni, due libretti a cui si staccano le pagine solo che le guardi, rilegato malamente per diverse volte credo, insomma una vera sfida riuscire a leggerlo ! Cara bibliotecaria credo sia giunta l’ora di sostituirlo .
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Una storia e una donna sublime!
Non c'è dubbio, Jane Eyre è un capolavoro.
Sono una lettrice di romanzi, ma ho sempre visto con occhio scettico i romanzi cosiddetti classici e quindi sempre evitati. Eppure un giorno ho deciso di provare a leggerne qualcuno ed eccomi qui a commentare questa fantastica opera.
Sin dalle prime pagine sono stata catturata dallo stile e dal contenuto dell' opera; si tratta di un diario autobiografico in cui tutti gli episodi riportati sono legati in modo superbo pur essendo anche lontani cronologicamente.
Credo che la Brontë abbia una capacità incredibile nel riuscire a non annoiare mai il lettore, a tenerlo costantemente sulle spine suscitando il desiderio di andare avanti, di sapere, anche quando la narrazione risulta statica.
Ciò che maggiormente mi ha colpito è il modo in cui vengono descritte le emozioni della protagonista e come tutto e tutti ruotino intorno a questa figura. Sono i suoi desideri, le sue aspirazioni, i suoi dolori a caratterizzare gli altri personaggi e a renderli interessanti agli occhi dei lettori.
Ancora: Jane Eyre è una donna che vive in epoca vittoriana, epoca in cui la donna non gode dei diritti della nostra epoca. La sua figura invece é quella di una donna in cerca dell' emancipazione in quanto lavora e guadagna e soprattutto non si vergogna dei sentimenti che prova per un uomo.
Passione fortissima che viene descritta in modo sublime dalla Brontë «il suo viso era l'oggetto che più amavo al mondo, illuminava più del fuoco più ardente».
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Eleganza della prosa e del personaggio
Un grande libro, non c'è che dire.
La Bronte è riuscita a delineare la figura di una donna perfetta. Una donna che non comprende il suo fascino, giovane ma indipendente, forte moralmente e psicologicamente. Una donna che indossa elegantemente i suoi 19 anni e riesce a riempire la sua vita di esperienze sociali e spirituali che forse tutte le altre non riusciranno ad ottenere in una vita intera.
Dirà infatti al suo Rochester:
"Preferisco essere una creatura viva piuttosto che un angelo"
Spesso le protagoniste dei romanzi, soprattutto dell'Ottocento, sono donne forti, emblema di un coraggio inaudito e che porta alla felicità: la prima che mi viene in mente è sicuramente Elizabeth Bennett di "Orgoglio e pregiudizio". E come scordare Catherine di "Cime tempestose"? Anche Anna Karenina ha un bel caratterino.
E potrei andare avanti così per molto tempo. Ma su tutte domina, incontrastata, la figura esile ma determinata di Jane Eyre.
Dio, quanto vorrei essere lei!
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Jane Eyre & l'amica del cuore Elen Burns
Jane! Jane! Jane!
Lei non fa' parte della famiglia!
Povera Charlotte, che dispiacere, quanto ha fatto per la sorella Emily, cosi' tanto da abassarsi umilmente.
Ma il suo romanzo piu' famoso Jane Eyre e' rimasto ugualmente nel cuore della letteratura.
Sono innumerevoli le volte che mi sono commossa leggendo la prima parte di Jane Eyre, la sua tragica infanzia e l'amica Helen Burns che muore in un malato e squallido istituto per orfane, nel suo lettino freddo, abbracciata a Jane, giravo le pagine con le lacrime agli occhi, e mi sentivo presente vicino a loro, in ogni loro dialogo.
E non potro' mai dimenticare la scritta sulla tomba di Helen "Risorgero'"
E' uno dei personaggi che non ho dimenticato e che mi e' entrato davvero nel cuore, ferendo il mio ruolo di donna e di mamma.
Non so' cosa avrei dato per non farle soffrire.
Questi libri, signori carissimi, sono immortabili, hanno un'eccellenza superiore a tutti gli altri, dare una recensione, non e' cosi' facile come trovarsi immersi in queste pagine, un libro immenso e veramente meraviglioso.
Charlotte Bronte trascina il lettore nel suo mondo,le cose sembrano reali, e le sensazioni corporee avvolte mi tradivano, freddo,caldo, fame,sete, aria,vento,fuoco e neve,cielo, erba,e brughiere infinite ,narrate con classe unica,semplice,vera,di chi sa' amare le piccole cose e renderle grandi.
E' un'opera senza paragoni, Jane Hyre lascia nel cuore sensazioni uniche, valori autentici, senso di giustizia.
Charlotte forse non aveva l'aria poetica della sorella Emily di Cime Tempestose, ma anche Charlotte, gentile lettore, merita con tutto il cuore e con tutto l'amore e l'animo, un posto unico e incontrastato nel firmamento letterario universale.
Vivian
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Ultimo aggiornamento: 22 Novembre, 2010
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Un must per chi ama la letteratura inglese
Jane Eyre. Croce e delizia degli studenti universitari.
Arriva il momento in cui incappi nelle sue gonnelle e non puoi fare a meno di sentire la sua storia.
Jane Eyre ha tutto ciò che le "serve" per essere infelice: è orfana, è povera, non è avvenente, è insofferente alle regole e ha un'intelligenza notevole.
Cresciuta da una zia che la odiava, spedita poi in un orrendo istituto religioso dove le punizioni, corporali e psicologiche, sono all'ordine del giorno, Jane cresce con la consapevolezza di dover lottare per conquistare il benché minimo diritto.
Quando presta servizio come istitutrice nella tetra magione del misterioso Mr Rochester, che vive solo con la figlia e i domestici,la sua vita sembra prendere una piega più interessante, ma sarà solo l'inizio di altri tormenti.
E' un romanzo ricco di spunti di riflessione, imprescindibile per chi vuole conoscere la letteratura inglese dell'800.
C'è una critica non troppo velata a una società puritana e bigotta, che usa la religione per mettere a tacere la spontaneità intellettuale dell'individuo, specie se ancora in età infantile.
C'è un forte accenno alla questione femminile, poiché Jane si pone subito come anti-eroina, imperfetta ma forte della sua sensibilità, della sua intelligenza e del suo senso del giusto.
In lingua originale, Mr Rochester apostrofa Jane "you, little thing" (alla lettera: "cosetta, piccola cosa", ma in realtà si tratta dell'equivalente dell'italiano affettuoso "piccola, piccolina").
Jane si ribella a un'espressione linguistica che vuole ridurla da "donna" a "cosa", e fa capire all'uomo che ha davanti che non si piegherà a nessun compromesso, e che manterrà sempre la sua integrità.
Tuttavia, siamo sempre nell'800. E quindi inevitabili saranno le lacrime, le catastrofi, le tragedie, il finale patetico.
Stilisticamente, il testo è ancora godibile e non accusa i segni del tempo. E' un interessante punto di svolta del romanzo inglese, che abbandona l'ironia pungente e settecentesca alla Austen e alla Swift per diventare più cupo, drammaturgico, talvolta opprimente, ma in qualche modo...affascinante.









