La montagna incantata
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Mille panorami umani
Hans Castorp si reca a trovare un cugino in sanatorio e finisce col restarvi, ammalatosi a sua volta, per 7 anni. A contatto con il microcosmo del sanatorio, vero e proprio panorama di tutte le correnti di pensiero, il suo carattere subisce un'evoluzione e un incremento: passa attraverso la malattia, l'amore, il razionalismo e la gioia di vivere, il pessimismo irrazionale, senza che nessuna di queste posizioni lo converta. E in mezzo a tante forze contrastanti, Castorp trova il suo equilibrio. Scoppia la guerra nel 1914 e Hans viene strappato da questa magica e raffinata atmosfera per essere gettato sui campi di battaglia dove la sua sorte resta incerta, ma immersa in un clima di morte. E’ una metafora, della Grande Guerra, che distrugge l'atmosfera gaudente e dorata della Belle Epoque, simboleggiata dal gruppo di malati rinchiusi nel sanatorio. Lo stile di questo romanzo è lentissimo, e, se ci si lascia trasportare, diventa avvincente, quasi ipnotico: certo occorre concentrazione ed è una bella sfida, anche, ma non solo, per la lunghezza. E’ indubbiamente un romanzo che presenta innumerevoli ed elevati spunti di riflessione sul pensiero filosofico e umano. Un classico della letteratura tedesca, irrinunciabile.
Indicazioni utili
Alla corte del Kaiser Mann.
Ammetto una mia debolezza : è il mio libro preferito del grande Thomas Mann.
Il sanatorio inteso come locus amenus dove, al di fuori del mondo, in un contesto di pace apparente, uomini e donne "malati" si ritrovano ... a parlare di politica con Ludovico Settembrini o, alle ore canoniche, a provarsi la temperatura dopo sedute di una o due ore sotto il plaid, all'aperto.
La montagna incantata è un testo la cui metascrittura e metastilistica mi hanno sempre affascinato.
Come un bambino.
Perché ci si sente dannatamente piccoli di fronte al Genio.










Opinione inserita da Jan 31 Dicembre, 2010