La signora Dalloway
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Ultimo aggiornamento: 01 Febbraio, 2012
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La signora Dalloway che c'è in noi
Giugno 1923. Oggi saremo la signora Dalloway.Da quando si sveglia a quando andrà a dormire.Vivremo i suoi sogni,le sue sconfitte,le sue rinunce,i suoi amori.Incontreremo i suoi amici e i suoi familiari e sfioreremo il destino di persone che senza conoscerla le passano accanto. Siamo tutte signore Dalloway? Un poco si.Ognuna di noi ha rinunciato a qualcosa, ha zittito se stessa, per il marito, per la famiglia,per i figli.E' sbagliato?E' un compromesso al quale non si deve acconsentire? Non lo credo più.Forse un tempo credevo che l'affermare se stessi dovesse essere sopra ogni cosa.Ora credo che anche la rinuncia della nostra soddisfazione a favore di colore che amiamo sia un'affermazione di se stessi.
Indicazioni utili
Impegnativo, ma ne vale la pena.
Leggere Virginia Woolf non è semplice.
Ci provai anni fa, nella traduzione italiana, e non riuscivo a entrare nel suo mondo.
Poi,dopo anni,ho letto un brano tratto da "Mrs Dalloway" in lingua originale.Colpo di fulmine.
Non è la trama che conta,in questo breve romanzo.
Abbiamo una donna di nome Clarissa che fa delle feste il fulcro della sua esistenza.
Almeno per me,una donna tediosa e insopportabile.
Se non fosse che la Woolf ti introduce nel suo flusso di pensieri con un'abilità sconcertante.
Tradurre il pensiero, così com'è, in letteratura,è un'opera titanica.La Woolf ci riesce, rendendo questo "pensiero trascritto" veritiero e allo stesso tempo poetico.
Quante volte, sotto la superficie di una giornata qualunque,a spasso per le strade affollate della città, abbiamo ripercorso, nel segreto della nostra mente,tutta la nostra esistenza, il nostro passato,gli errori, gli eventi rimasti indecifrabili?
Questo è quello che fa Clarissa, mentre compra fiori e rammenda abiti.
In parallelo, entriamo nella mente turbata di Septimus,reduce di guerra,ormai incapace di comunicare con la moglie,chiuso in un dolore che non gli darà pace.
Woolf ci serve questo dolore nudo,insopportabile,che ti contorce le budella.
Molti autori odierni sbandierano con compiacimento tragedie umane senza saperle indagare, ma solo perché sanno che il lettore-voyeur vuole questo.
Ecco,questi autori dovrebbero imparare da Woolf e dal suo pensiero nudo, lacerante, inerme, fluttuante.
Spero di poter leggere al più presto altre sue opere.









