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Le affinità elettive

Le affinità elettive

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura tedesca
Autore Johann Wolfgang Goethe

Editore

Casa editrice Giunti


La presentazione e le recensioni di Le affinità elettive, opera di Johann Wolfgang Goethe. In un castello, situato al centro di un rigoglioso parco, abita Edoardo, ricco barone nel fiore della virilità, insieme alla moglie Carlotta. Privi di ogni sorta di preoccupazioni, al riparo dal mondo, Edoardo e Carlotta sono votati alla cura della loro tenuta, della casa, del giardino, e si dedicano alla lettura e alla musica, ma già il destino è in agguato, pronto ad irrompere nella quiete della loro esistenza e a turbare gli animi tranquilli. La coppia, non senza riluttanze della donna, quasi presaga della bufera che sta per abbattersi sulla loro vita, invita al castello prima un amico di gioventù di Edoardo, "il Capitano", e poi la nipote Ottilia. Tra i quattro personaggi, in magica alchimia, si scatenerà l’affinità elettiva, un’attrazione magnetica che guiderà Edoardo verso Ottilia e Carlotta verso il Capitano; il destino inevitabile irromperà sulla scena, turbando irrimediabilmente l’esistenza serena, scatenando passioni contro le quali nulla potranno né la ragione né la virtù.

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Opinioni inserite: 12

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lezioni di strategia

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Questo romanzo potrebbe, a prima vista, sembrare il racconto di un fallimento. Quello del tentativo di applicare la strategia alla psiche. L'abilità dell'autore è straordinaria ma non per questo aspetto. Piuttosto, pescando dalla propria biografia e da quello che crede aver imparato dalla vita Goethe tiene lezione. Anzi, adempie, con un grande esercizio di stile, ad un dovere "didattico": mostrare il sottile confine tra tecnica e arte e come lo scrittore-stratega debba continuamente attraversarlo, farci vedere quant'è bravo a manovrare sul campo i suoi soldatini, dotati di una psiche necessariamente semplificata. Lo stesso caso è un soldatino, degradato dal rango di generale per permettere al "giallista", dopo aver seminato ovunque gli indizi della tragedia, di portare a termine il compito con tanto di morale. E tuttavia il tutto sembra naturale. E questa è la grandezza cui andrebbe perdonata, se non la morale, la magnifica e rara pomposità.

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Le affinità elettive

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Per la prima volta che affrontavo quest'autore, non ne sono rimasta pienamente soddisfatta.
La spiegazione quasi matematica a queste "affinità elettive" sembra solo una giustificazione al tradimento.
Il ritmo della narrazione sembra quasi studiato per riattrarre l'attenzione del lettore con qualche colpo di scena mentre il lettore si sta già assopendo con la descrizione degli ambienti o dello stato d'animo dei personaggi...

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La storia è solo un pretesto

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Fin da subito immergendomi in questa storia d'amore e di vita, e ritengo di non sbagliare nel chiamarla così, ho notato un paio di piacevoli stranezze...

Una, il ritmo della narrazione, solitamente gli autori creano suspance, aumentano il ritmo in maniera incalzante come accerchiando il colpo di scena...facendoci capire che sta arrivando qualcosa...Goethe mi ha stupito, un ritmo come il suo non l'avevo mai "sentito", mi ritrovavo davanti a una svolta senza neanche accorgermene, nel giro di un paragrafo si era svolto il fatto, 3 frasi in croce per descriverlo...come a dire "si questo è quanto ma non conta il fatto conta il percorso che ci ha portati fin qui e le sue conseguenze".

L'altra, è quella che a momenti l'autore faceva un balzo fuori dal racconto e come se avesse in mano una enorme lente d'ingrandimento metteva a fuoco qualcosa in particolare.
Il suo approccio con quello che stava succedendo ai personaggi diventava quasi scientifico e in effetti Goethe poteva permetterselo poichè studio praticamente tutto.
E ogni qualvolta lui mi esponeva una sua nuova teoria io non potevo fare altro che pensare "quanto è vero...e quali migliori parole per esprimerlo?...", tanto mi piaceva il suo dire che subito sentivo la voglia di farlo mio.

"L'uno e l'altra sanno conservare il ritmo insieme, anche se le singole battute non vanno all'unisono."

E così mentre mi lasciavo trasportare dagli intrecci amorosi e dai profumi del passato racchiusi in queste pagine mi scoprivo in trepida attesa della "lente di ingrandimento di Goethe", fino a capire che la storia che mi stava racconando Johann era solo un pretesto, un pretesto per poter dimostrare a tutti quello che lui aveva scoperto sull'uomo!

"Un cuore che cerca sente infatti che gli manca qualosa, ma un cuore che ha perduto sente la privazione di ciò che aveva."

Questo libro è poesia e scienza fuse insieme...mai letto nulla di simile.

Imperdibile a mio parere.

Granatina

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Somiglianze e affinità fatali...

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Ginseng666 Opinione inserita da Ginseng666
29 Gennaio, 2011
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Ultimo aggiornamento: 29 Gennaio, 2011
11 persone su 12 hanno trovato questa recensione utile

Storia di altri tempi, scaturita dalla mente di un genio come Goethe, narra la vicenda di una coppia apparentemente felice che decide di accogliere in casa la nipote di lei, giovane e fresca, di cui Edward si innamora perdutamente...
Da parte sua, Charlotte, la moglie perde la testa per il fascinoso capitano, pur riuscendo a mantenere un certo distacco, che la spinge a preferire il matrimonio alla tresca con l'amante..
I destini dei quattro personaggi si intrecciano e si confondono fino al tragico epilogo che lo scrittore ha creato secondo me come monito e ammonimento alla passione cieca...
Per essere sincera la storia mi è piaciuta anche se certi dialoghi fra Charlotte e Edward li ho trovati un tantino pesanti, che la filosofia e la morale dell'epoca mi pare eccessiva, ma sicuramente valutando l'insieme degli elementi che la vicenda reca come senso oscuro della passione e delle sue tragiche conseguenze, si può dire che si può leggere, tentando di abbattere il pregiudizio che rende il libro bloccato nelle nebbie
fosche dell'epoca.
La mentalità si sa era quella: guai ad avere una relazione fuori dal matrimonio!!
E l'autore non pare proprio possedere uno spirito innovativo.
Consiglio questo libro agli amanti delle letture classiche.
Con tutte le riserve che ho espresso.
Saluti.
Ginseng666

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Capolavoro

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elfina Opinione inserita da elfina
26 Gennaio, 2011
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Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 2011
11 persone su 11 hanno trovato questa recensione utile

Quando andavo a scuola non ero una grande amante della lettura e quindi mi sono persa dei capolavori.
Ma sono contenta di gustarli ora!!
Mi sono avvicinata a questo titolo incuriosita dalle recensioni trovate qui su qlibri.
E devo ammettere che ho fatto bene.
Un "romanzo" bello!!! Mi è piaciuto soprattutto perchè questi amori impossibili si intrecciano e direi incastrano a pennello con l'arte in tutte le sue sfacettatudini: la musica, la pittura, il teatro, l'architettura. Senza tralasciare naturalmente la chimica che dà vita al titolo "Le affinità elettive".
Niente è banale, ogni minimo particolare è ricercato perchè il lettore si appassioni e diventi spettatore di un'opera d'arte completa.

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Grandioso

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4 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

Decisamente un capolavoro!!!
Se siete anche vagamente amanti della psiche umana correte a comprarlo!!

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Affinità .... distruttive ?

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pinucciobello Opinione inserita da pinucciobello
11 Giugno, 2010
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Ultimo aggiornamento: 06 Luglio, 2010
2 persone su 2 hanno trovato questa recensione utile

Avevo letto che questo romanzo faceva parte, insieme a "Guerra e Pace" di Tolstoj e le "Illusioni perdute" di Balzac, della triade dei romanzi più belli dell'ottocento. Secondo me dei tre è il meno affascinante, anche se indubbiamnete molto ben fatto, ma il lettore non viene completamente catturato come avviene, invece, per il testo di Tolstoj (è da considerare che ci sono anche una settantina di anni di differenza tra le date di pubblicazione dei due testi, e settanta anni di scrittura romantica hanno un indubbio peso). La storia si basa sull'intreccio delle vicende sentimentali di quattro personaggi, (struttura copiata, tra gli altri, anche da Henry James ne "La Coppa d'oro" o Milan Kundera in "L'insostenibile leggerezza dell'essere") fino all'epilogo inevitabilmente tragico. Ovviamente, trattandosi di un capolavoro assoluto, ci sono pagine meravigliose ed incredibilmente moderne, i personaggi sono descritti alla perfezione (personalmente parteggio per il Capitano), ma ci siamo abituati a questi livelli. Assolutamente da leggere

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l'armonia dei classici moderni

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6 persone su 6 hanno trovato questa recensione utile

Una scrittura sublime,ricca di filosofia e introspezione,sicuramente non una lettura facile.Una tragedia dei sentimenti descritta con uno stile armonico,impegnative e a volte moderne le conversazioni tra i personaggi.Decisamente un notevole classico moderno.

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l'armonia dei classici moderni

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Opinione inserita da gio gio 2
27 Aprile, 2010
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una scrittora piacevole, ricca e di filosofia e introspezione. un dramma descritto con uno stile armonico, impegnative e a volte molto moderne alcune conversazioni tra i personaggi. decisamente un bel classico moderno.

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Consigliato a chi ha letto... solo a chi ama veramente i classici
 

Le affinità elettive

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Ouroboros81 Opinione inserita da Ouroboros81
29 Luglio, 2009
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Ultimo aggiornamento: 29 Luglio, 2009
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La trama è avvincente: storie d'amore che si intrecciano, carte in tavola che si rimescolano ad ogni avvenimento.

Belle anche le descrizioni, delle camminate, dei boschi... Pure le riflessioni a carattere "filosofico-psicologico" che appesantiscono a volte la lettura, concorrono a rendere il libro un classico da dover leggere.

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Consigliato a chi ha letto... A chi ama i "classici" nella loro ricercatezza.
 

Lettura lunga ma piacevole

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Il libro parla di tre storie d'amore che si intrecciano tra di loro. sono presenti molte riflessioni che rallentano il ritmo del racconto, all inizio le ho trovate fastidiose ma poi andando avanti ho imparato ad apprezzarle, parlavano di argomenti molto veri e ogni volta che me ne capitava una mi soffermavo moltissimo a rifletterci sopra. mi ha molto colpito il finale, non me lo sarei prprio aspettato, e mi ha fatto capire tutto il contenuto del libro: se tra due persone c'è affinità, questa "affinità elettiva", non importa quali strade prenderanno le vite di queste due, ma alla fine si riuniranno sempre... in vita o in morte

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Consigliato a chi ha letto... Cime tempestose
 

Non facile

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Come ogni classico non è così scorrevole, lo stile un po' pomposo rallenta la lettura e la distrae spesso. Tuttavia con un po' d'impegno si riesce ad abituarsi e scoprire le sfaccettature che l'autore minuziosamente sparge nei particolari della vicenda. Bellissima la descrizione dei giardini e della natura sempre molto presente negli scritti di Goethe.

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