Le notti bianche Le notti bianche

Le notti bianche

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La presentazione e le recensioni di “Le notti bianche”, opera di Fëdor Dostoevskij pubblicata da Mondadori.

«Il tema del 'sognatore romantico', dell'eroe solitario che - come l'"anima bella" schilleriana che vive nel regno dell'ideale e dell'utopia estetica più astratta - trascorre i suoi giorni immerso nella dimensione del sogno, in un paradiso di illusioni, malinconicamente sofferente e lontano dall'incolore e consueta realtà dell'esistenza quotidiana, percorre come un filo di Arianna questo racconto. In una notte bianca, crudelmente reale, passeggiando solitario l'eroe del racconto incontra sul lungofiume una ragazza che risveglia in lui il sentimento dell'amore - il simbolo della temuta vita reale -, e coraggiosamente egli decide di fuggire dal regno dei sogni, e delle fantasticherie in cui trascorre i suoi giorni, aprendosi alla vita. Ma quando la ragazza gli rivela di amare un altro, la sua speranza svanisce, annullata dalla crudele vendetta del destino, ricacciata nella dimensione del sogno, a un tempo capace di dare felicità e sofferenza. Un regno delle illusioni che è anche metaforicamente simbolo del male».

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Le notti bianche 2012-05-12 10:24:27 Musica
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Musica Opinione inserita da Musica    12 Mag, 2012
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La verità di un Sogno fatto di Realtà

Ad oggi resta il mio libro preferito. Nonostante siano trascorsi anni dalla mia lettura di questo capolavoro letterario, non passa momento che dedico a questo romanzo in cui non possa pensare a quanta dolcezza incondizionata trasudi. In un clima trasognato ed ovattato, perennemente notturno eppure così colorato, ci si aspetta davvero che tutto combaci con il sogno. Io credo che Fedor sia riuscito a cogliere la Vera bellezza dell'amore e a raccontarla coraggiosamente perchè realisticamente, con una meticolosa attenzione per il vero che non viene però mai del tutto annientato o reso cieco dal sogno. Un finale quanto mai adeguato esprime proprio nel suo obbligato disincanto la nobilità dell'animo umano che si eleva in virtù del più grande sentimento che l'uomo possa vivere. Un tenero insegnamento che suona come un docile ed ingenuo consiglio e che rende 'Le notti bianche' una perla sempreverde della Letteratura.

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Le notti bianche 2012-02-03 20:15:01 erlebnis
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erlebnis Opinione inserita da erlebnis    03 Febbraio, 2012
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Incantevole

Incantevole. E' il primo aggettivo che associo a questo romanzo breve del grande narratore russo Dostoevskij. Eppure non ne restituisce l'atmosfera sognante, il lirismo palpabile, il miracolo con cui il sogno riesce, a differenza delle continue ingerenze della veglia, a colmare l'intera esistenza di un uomo.
Gli incontri tra il timido protagonista e la bella Nasten'ka, tra il sognatore che vive un'esistenza ai margini della realtà e la giovane quasi sopraffatta da un amore che sembra finito, rendono il lettore partecipe dell'idillio notturno dei due personaggi, per poi condurlo al risveglio. Un risveglio magari non gradito; forse previsto dalla maggior parte dei lettori, ma che non lascia l'amaro in bocca. Probabilmente perché siamo sempre e comunque grati ad ogni attimo di beatitudine, anche a quelli regalati da un'ottima lettura.

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"Ricordi dal sottosuolo" di Dostoevskij
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Le notti bianche 2011-07-25 10:00:48 Francescoroma73
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Francescoroma73 Opinione inserita da Francescoroma73    25 Luglio, 2011
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"Le notti bianche"

Il breve romanzo che anticipa i suoi capolavori trae spunto dal tardo spegnersi del giorno a Pietroburgo dove è ambientato. E’ in queste quattro notti che il protagonista sogna, s’illude e poi torna nel suo torpore dove tutto gli appare più vecchio compresa la sua stessa immagine. Alcuni tratti dell’impiegato – altro classico del romanzo russo – ricordano l’ingenuità de “L’idiota”. La sua emozione è simile a quella “innocente” di un bimbo che scopre la passione nella tristezza e la dolcezza di una donna, la sostiene nei suoi affari di cuore pur essendone innamorato. Il suo puro cuore – onnipresente e inevitabile ridondanza in un racconto d’amore - colpisce quello confuso della bella Nasten’ka (del protagonista il nome resterà un mistero), affascinata dalla timidezza (“vi dirò che alle donne piace una timidezza così; e se volete saperne di più, vi dirò che anche a me piace”) e le premure del suo cavaliere. Ma Nasten’ka è in attesa del ritorno del suo vero cavaliere che la fa attendere. Nel momento in cui la corda pare spezzarsi il suo uomo ricompare improvvisamente e l’immagine della sua mano che si divincola dal nostro eroe è quasi lirica come l’ulteriore passaggio con il bacio “forte, con passione”. In fondo il protagonista trova anche sostegno da questa avventura unica nella sua vita lodando il suo minuto di beatitudine, di certo più romantico del famoso “quarto d’ora di notorietà”

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