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Moby Dick

Moby Dick

Letteratura straniera

Classificazione Letteratura statunitense
Autore Herman Melville

Editore

Casa editrice Mondadori


Ishmael, narratore e testimone, si imbarca sulla baleniera "Pequod", il cui capitano è Achab. Il capitano ha giurato vendetta a Moby Dick, una immensa balena bianca che, in un viaggio precedente, gli aveva troncato una gamba. Inizia un inseguimento per i mari di tre quarti del mondo. Lunghe attese, discussioni, riflessioni filosofiche, accompagnano l'inseguimento. L'unico amico di Ishmael morirà prima della fine della vicenda. E' Queequeg, un indiano che si era costruito una bara intarsiata con strani geroglifici. Moby Dick viene infine avvistata e arpionata. Trascinerà nell'abisso lo stesso Achab, crocefisso sul suo dorso dalle corde degli arpioni. Ishmael è l'unico che sopravvive, usando, come zattera, la bara di Queequeg.

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Opinioni inserite: 3

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Caccia al destino!!

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Herman Melville pubblicò questo romanzo nel 1851 quando, allora trentaduenne, aveva già alle spalle numerose esperienze marinaresche. Aveva già affrontato i pericoli che la navigazione per mari comporta e, guidato dalla sua naturale irrequietezza, si era sempre domandato il “perché”, il senso ultimo della vita umana, alla ricerca di un approdo, un porto sicuro, una verità ultima sulla vita e sull’uomo.
Elemento che ad una lettura superficiale può non essere percepito ma che è fondamentale e va tenuto ben presente.

La navigazione per mari della Pequod rappresenta in sostanza la navigazione dell’umanità nella sua interezza e la sua lotta contro la sorte avversa, Moby Dick, che in questo caso non sarebbe una comune preda di caccia ma rappresenterebbe la forza misteriosa della natura che invita l’uomo alla lotta, come direbbe Hemingway, una lotta in cui l’uomo si ritrova a volte vincitore a volte vinto.
Dunque Melville propone un interrogativo che attanaglia l’uomo ancora oggi. Esiste il destino? La nostra sorte è già stata scritta?
Le opinioni sono discordanti e mentre in molti hanno affermato che “quemque fabrum esse fortunae suae” ovvero “ognuno è artefice del proprio destino” in questo romanzo si afferma il contrario: l’uomo non può niente contro il “maligno destino” e si trova inesorabilmente sopraffatto da ciò che non può controllare.

Spesso quest’opera è stata considerata “per ragazzi” sminuendo così il suo grande valore artistico, ma è difficile che i ragazzi possano scoprire certi significati metaforici dell’opera: essi ammireranno il coraggio degli intrepidi marinai, si lasceranno trasportare per mari e oceani sconosciuti dalla loro fantasia, immaginando di essere anche loro a bordo della Pequod e di vivere mirabolanti avventure. Forse in questo sta il valore educativo del libro, nello stimolare la fantasia, e ad una lettura più attenta a riflettere su interrogativi, se vogliamo filosofici, che da sempre l’uomo si è posto.
Proprio per questo Moby Dick è indicato ai lettori più giovani come a quelli più adulti.

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Consigliato a chi ha letto... Chi ama i romanzi d'avventura.
Chi ama la letteratura marinaresca, Conrad e London.
 

mah...

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faye valentine Opinione inserita da faye valentine
22 Aprile, 2010
Top 50 Opinionisti
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Ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 2010
2 persone su 3 hanno trovato questa recensione utile

è il libro che ha suscitato in me il maggior disinteresse, molti lo definiscono un capolavoro ma da sempre sottovalutato dalla critica: io non riesco a trovare nulla di positivo e accattivante nel romanzo. l'ho trovato pesante e inutilmente dispersivo in descrizioni interminabili, a tratti ridondanti.. forse sono io che non riesco ad apprezzarlo... mah...

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Lettura consigliata no
 

La balena

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Moby Dick è un libro al tempo stesso fatalistico e spietato, come i libri più antichi, eppure caratteristicamente personale, come tanti romanzi dell'Ottocento, con l'accento posto sulla coscienza soggettiva dell'individuo... Ed è questo, questo potere poetico, piuttosto che qualsiasi potere specificatamente umano, questo potere di tracrizione piuttosto che di ogni alterazione della vita... a creare la grandezza del libro.



Alfred Kazin

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Consigliato a chi ha letto... i libri del mare
 
 
 

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