Nord e sud
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Ultimo aggiornamento: 22 Luglio, 2012
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Incontri e scontri
Il nord e il sud. Due mondi distanti.
Il nord, con le sue fabbriche, i suoi sobborghi abitati da operai sfruttati e malaticci, i suoi malcontenti e le sue proteste, l’aria irrespirabile per il fumo delle ciminiere e il ritmo incessante della sua ambizione, si rispecchia nel carattere di Mr Thornton, giovane imprenditore dell’industria cotoniera, un “uomo”( è importante notare il termine “uomo” in quanto nell’ottocento si sente spesso parlare di “gentiluomo”; proprio a questa figura egli si contrappone) che si è fatto da sé, senza appoggi, lottando per ribaltare la sua vita di stenti causati dalla morte di suo padre; una vita, in seguito, spesa senza risparmio al servizio del lavoro e della famiglia superstite: una madre completamente devota al figlio e una sciocca sorella .
I “Thornton” di Milton Northern sono una famiglia potente ed influente.
Dall’altra parte…. il sud, con il suo calore, i suoi paesaggi da fiaba immortalati da pittori, i suoi sornioni lavoratori locali, gli agricoltori con i loro piccoli appezzamenti di terra e tanta povera gente delle zone circostanti che vive di misericordia altrui, impersonato splendidamente da Margaret, donna virtuosa, dai sani principi e dalle idee ferree; intelligente al punto giusto ma chiusa nel suo “piccolo mondo antico” poco incline ai cambiamenti. Figlia di un pastore anglicano e di una donna proveniente da famiglia benestante, vive ad Helstone , la sua amata cittadina. Quando, a causa della crisi spirituale di suo padre, sono costretti a lasciare la canonica, si trasferiscono a Milton dove il padre lavorerà come precettore di Mr.Thornton.
I due giovani, con i loro mondi e le loro esperienze entreranno in collisione e si fronteggeranno; mentre il “freddo nord” di Thornton, pur rimanendo sulle proprie posizioni, si scioglierà in profondo sentimento per Margaret, portandolo a dichiararsi, il “caldo sud” che è in Margaret ribollirà d’ostilità e percependo il gesto come affronto, non essendo di fatto proveniente da un gentiluomo convenzionale a cui è stata abituata, ma, da un uomo terribilmente pratico, operativo e padrone delle sue cose e delle sue azioni, verrà confusa e disgustata allo stesso tempo, rifiutando sdegnata la proposta.
Riusciranno mai ad incontrarsi in terreno neutrale? E se sì, quale sarà mai questo terreno? Il romanzo della Gaskell, non ha avuto la fortuna dei contemporanei e dell’antecedente Austen. A mio parere, però, non ha nulla da invidiare. Le tematiche affrontate sono di spessore: sullo sfondo della rivoluzione industriale l’autrice traccerà un buon quadro storico di quella che è stata la realtà sociale più penosa per quel secolo e le ingenti difficoltà affrontate dagli operai per arrivare ai privilegi sociali di cui oggi godiamo di rendita. La storia romantica inoltre, non si disperde in sdolcinatezze stucchevoli e tematiche frivole ma, in perfetto equilibrio narrativo, troviamo una minuziosa descrizione di un uomo ed una donna inseriti in un contesto che scalpita di cambiamenti e per potersi trovare veramente dovranno faticare e imparare l’uno dall’altra. Essi intervengono nel romanzo con pensieri diretti interrompendo piacevolmente la narrazione in terza persona. Una prosa sciolta e all’avanguardia; il romanzo dei contrasti per eccellenza. Davvero bello.
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Alla ricerca della Bellezza Perduta
Apparso per la prima volta a puntate tra 1854 e 1855 sulla rivista Household Words e pubblicato qualche anno più tardi con l’aggiunta di nuovi capitoli e una prefazione a cura dell’autrice, Nord e Sud di Elizabeth Gaskell ha dovuto attendere più di un secolo e mezzo prima di imporsi all’attenzione del pubblico nostrano. Il romanzo è, dal 16 novembre di quest’anno, disponibile finalmente anche in italiano per la Jo March (http://www.jomarch.eu/) in un’edizione curata da Valeria Mastroianni e Lorenza Ricci. La traduzione è di Laura Pecoraro, affiancata da Marisa Sestito che, dopo aver lavorato su altri testi della scrittrice inglese, si è occupata di rendere nella nostra lingua i versi delle poesie contenute nel volume, oltre a firmare anche l’introduzione. Le motivazioni della tardiva fortuna di Elizabeth Gaskell in Italia sono forse da attribuire alla presenza concomitante di personalità del calibro di Charlotte Brontë, Charles Dickens, George Eliot, solo per citarne alcune, che hanno dominato la scena letteraria della loro epoca nell’immaginario collettivo; per coloro che hanno potuto apprezzare in versione originale le opere della Gaskell (conosciuta soprattutto per la raccolta di storie intitolata Cranford) non vi sono dubbi sul suo diritto a presenziare fra i maggiori scrittori dell’800: la pubblicazione italiana di Nord e Sud, in un’edizione di notevole valore che, oltre all’ottimo contenuto, offre un packaging curato in ogni minimo dettaglio, non fa che confermare quest’idea. Affine per l’atmosfera ai drammi dickensiani, il libro non può essere semplicemente considerato una storia di corteggiamento e matrimonio, il cui fulcro risiede nella crescita morale dei suoi personaggi, o almeno non è solo questo. Come suggerisce il titolo, è la storia dell’incontro/scontro fra realtà apparentemente opposte incarnate dai due protagonisti: l’austera e orgogliosa Margaret Hale e il rigido industriale John Thornton, rispettivamente il Sud e il Nord. Il romanzo è ambientato nell’immaginaria città di Milton, nel Nord dell’Inghilterra, all’epoca della seconda rivoluzione industriale, in una fase storica in cui la potenza delle nuove scoperte in campo tecnologico sovvertì completamente lo stile di vita europeo.
L’eroina, Margaret Hale, è appena giunta in città con sua madre e suo padre, il quale nutrendo dubbi sulla Chiesa ha lasciato l’incarico di pastore per trasferirsi nel Nord e lavorare come insegnante. Il Sud, da cui Margaret proviene, è lo spaccato di un ambiente rurale ormai in declino che nella mente della protagonista si eleva a romantica Arcadia, in netto (e inconsciamente desiderato) contrasto con la sporcizia, la miseria, la fame e l’asprezza incontrati nel Nord. All’inizio della storia Margaret è dominata dal pregiudizio, come l’Elizabeth Bennet di austeniana memoria, un pregiudizio che si traduce principalmente nello sguardo di condanna rivolto a John Thornton, giovane industriale di Milton, la cui immagine rigida e informale non combacia con quella di gentiluomo cui Margaret è abituata, e proprio come Elizabeth Bennet, anche Margaret è costretta a rivoluzionare le perentorie posizioni prese all’inizio contro l’industrializzazione e i suoi fautori per giungere ad una visione della realtà diametralmente opposta, complici i rapporti che man mano stringe con la classe operaia, rappresentata dagli Higgins e con quella imprenditoriale di John Thornton, di cui finirà per innamorarsi. Vi si scorge la riflessione stessa dell’autrice rispetto ai tempi che cambiano: uno sguardo commosso al passato che si sgretola a favore di un futuro all’apparenza spietato, poiché reca in sé la morte di una realtà conosciuta, un passaggio necessario o, quanto meno, ineluttabile. Nel contrasto tra Margaret e John c’è quindi il contrasto tra due mondi diversi che sono destinati ad influenzarsi a vicenda, essendo l’uno la naturale conseguenza dell’altro. La rivoluzione industriale comportò un mutamento territoriale, con lo spopolamento delle campagne e la crescita demografica delle città, uno stravolgimento di usi e costumi, la nascita di nuove classi sociali e, soprattutto, un modo completamente diverso di vedere le cose. La trasformazione che avviene sia in Margaret che in John è lo specchio di quanto accadde in un intero paese. La pubblicazione nel nostro paese di Nord e Sud, trainata forse dal successo ottenuto nel 2004 dall’adattamento per la televisione della BBC con Daniela Denby-Ashe e Richard Armitage nel ruolo rispettivamente di Margaret e John, rinvigorisce le speranze di una maggiore divulgazione delle opere della scrittrice e rappresenta l’indice dell’ascendente che, nel bene e nel male, la televisione ha sulla cultura; se, come sosteneva John Keats, “una cosa bella è una gioia per sempre” l’edizione italiana di Nord e Sud ci restituisce un frammento di eternità.
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Nord e Sud
E' sorprendente quando nei meandri della letteratura classica si scopre qualcosa di nuovo sconosciuto ai più. E' quello che è successo con Elizabeth Gaskell, autrice dell'età vittoriana piuttosto nota in patria ma alquanto ignorata qui in Italia. Sarà stato probabilmente grazie allo sceneggiato della BBC che ha fatto conoscere agli appassionati del genere questo magnifico romanzo, che tanta fortuna sta avendo adesso, grazie all'Agenzia Letteraria Jo March che ha deciso di pubblicare la traduzione italiana e promette di riportare in luce altri grandi capolavori perduti o dimenticati.
La storia si snoda tra Nord e sud, appunto. Margareth Hale, la nostra eroina, viene catapultata a Milton, nel freddo e grigio Nord a causa dei problemi di coscienza del padre. Abituata alla vita mondana londinese, dove ha vissuto spesso con la zia e la cara cugina e alla calda e familiare Helston, nel soleggiato Sud, vive questo trasferimento con sentimenti tormentati, fa fatica ad adattarsi al clima freddo, dentro e fuori, alla gente, agli industriali, alla mentalità calcolatrice e speculatrice del mondo industriale qual è quello del nord. Men che meno riesce a capire e ad accettare il signor Thornton, allievo del padre e ricco industriale, unica famiglia la sua, di un certo livello con cui si confrontano. D'altro canto anche i Thornton hanno grossi pregiudizi su questi Hale di cui non conoscono nulla e che provengono dal sud agricolo e che si credono dei damerini nullafacenti. Ma ciò non impedisce al signor Thornton di innamorarsi di Margareth, nonstante pensi di non meritare il suo amore.
Due mondi che si scontrano, uno che ha dovuto sudare e sgomitare per avere rispetto, un nome e una posizione sociale, l'altro che tutto ciò ce l'ha per diritto di nascita. Ma basta conoscere meglio chi si ha di fronte, far cadere i pregiudizi, esporsi forse e aprire il proprio cuore prima di tutto a se stessi per capire che poi gli altri non sono così diversi da noi. E' così che Margareth, grazie anche all'amicizia con gli operari quali Higgins e sua figlia, e ad altre circostanze fortuite e meno riesce comprendere questo nuovo mondo e a far luce nel suo cuore e scioglere quel nodo di durezza che le impediva di accettare i suoi sentimenti verso il signor Thornton. Questi tuttavia si è sempre dimostrato piuttosto aperto ai cambiamenti e uomo probo e di alto valore morale, cosa che traspare in modo evidente quando per non rischiare lo stipendio dei suoi uomini, quando ormai anche lui ha sciolto il suo cuore e fatto amicizia con l'operaio Higgins, finisce in miseria. Lieto fine non per nulla scontato e che ti fa arrivare all'ultima pagina col fiato sospeso rimpiangendo di non poterne sapere di più sui nostri amati protagonisti.
Uno stile che definirei morbido, ricco di citazioni, ironico soprattuto quando a parlare è la svampita sorella di Thornton, emozionante il rapporto madre-figlio e il sentimento tormentato di questi per Margareth, edificante il percorso di crescita di Margareth.
E per le amanti dei fascinosi personaggi maschili letterari: attenzione! Se avete amato il signor Darcy, John Thornton protrebbe avere l'amabile presunzione di rimpiazzarsi nel vostro cuore.









