Notre-Dame de Paris
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Opinioni inserite: 6
Ultimo aggiornamento: 06 Settembre, 2011
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Notre Dame de Paris
...questa è una storia che ha per luogo
Parigi nell'anno del Signore
millequattrocentottantadue
storia d'amore e di passione...
E' proprio una storia d'amore quella che ci ha lasciato Hugo tanti anni orsono; un amore dedicato alla stramba, affascinante, controversa e superstiziosa Parigi dell'anno 1482, che l'autore ci descrive nei minimi particolari, con affetto, raffinatezza e un leggero tono quasi di rimprovero per quella società gotica così fuori dalla razionalità.
La storia dell'Esmeralda e delle sue sventurate vicende è solo un bellissimo pretesto per descriverci l'antica Parigi con i suoi personaggi e i suoi edifici, con le sue mentalità e le sue cattiverie. I protagonisti che Hugo a scelto ci permettono di volgere lo sguardo in ogni punto della città: dai posti più dissacrati dove ci conduce la buona e sciocchina (sì, lo ammetto, a me la bella non è particolarmente simpatica) Esmeralda insieme al simpaticissimo Gringoire, alle compagnie più dissolute di Phoebus e Jean, fino alla sacra, tetra e splendente Notre Dame, tempio di Claude e Quasimodo. Un vero e proprio viaggio tra mirabili architetture e luoghi di miseria.
Hugo ci descrive la 'vecchia' Parigi sottolineando anche le virgole e gli angoli più polverosi. Uno stile di scrittura sì raffinato, ma decisamente troppo complesso e prolisso per me, lessicalmente molto impegnativo tanto che pure rileggendo uno stesso pezzo più volte non sono riuscita a venirne a capo. Pazienza, aspetterò qualche tempo per riprovare. Ma nonostante questo non mi pento affatto di aver letto questa storia, anzi. E' coinvolgente e spiritosa (Gringoire grazie!), insolita ma anche attuale (ce ne sono tante di Esmeralde e tanti di Phoebus al mondo d'oggi...ah, per non parlare di re Carli XI!!!) e molto molto interessante.
Non saprei cos'altro aggiungere che non sia stato detto nelle precedenti recensioni. I personaggi, tutti i personaggi dai più importanti ai meno rilevanti hanno una loro storia, una loro anima, un loro vivere. Ma anche la gloriosa Notre Dame o la semplice Corte dei Miracoli ha il suo vivere, la sua anima, la sua storia. Le parole non bastano per commentare quest'opera.
E' un romanzo che deve essere letto. Decisamente consigliato.
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Immensità irraggiungibile
Incenerita. Questo libro mi ha totalmente incenerita.
E’ uno dei libri più belli – che aggettivo squallido per un libro di tale spessore – che abbia mai letto.
Leggere “Notre-Dame de Paris” è come provare le sensazioni che più ti fanno sentire viva: sentire il cioccolato sciogliersi in bocca, sorridere senza motivo, amare senza un perchè.
Inutile provare a presentare la trama: chiunque la conosce. Sarebbe come tentare di sorprendere qualcuno tentando di raccontare la fine di ‘Romeo e Giulietta’.
Ciò che mi ha sbalordito è che il genio di Hugo è riuscito a comporre l’intera trama su un’unica parola, scoperta dall'autore stesso nello scuro recesso di una delle torri della Cattedrale: “??????” (fatalità). Questa parola greca incisa nel sasso colpì talmente Hugo che lo spinse ad indovinare quale poteva essere stata la mano medioevale che l'aveva tracciata:
"L'uomo che la tracciò su quella parete è da vari secoli scomparso dal flusso delle generazioni; la parola è, a sua volta, scomparsa dal muro della chiesa; la chiesa stessa scomparirà forse, fra non molto, dalla faccia della terra".
Leggere Hugo è come fiondarsi in un marasma di ironia, profondo umorismo, lacrime, compassione, dolore. E’ imbattersi contro le mura di una Cattedrale alta e possente. E’ leggere e voler capire, sentire di poterlo fare, comprendere di non riuscire a farlo fino in fondo. E così si consigliano 4, 7, 9 mila altre letture. Perché la prima non basta, non perché non se ne ha l’intelligenza, ma perché la lettura è talmente frastagliata e misteriosa che si VUOLE leggerlo ancora. E ancora. E poi ancora.
Della saggia scrittura di Hugo ho amato talmente tanto che una recensione non basterà ad elencare ciò che ha illuminato i miei occhi. Mi limiterò per cui a citare pochi elementi.
La forza dirompente della sua descrizione: c’è gente che dice in giro che certi capitoli sono noiosi. Orrore! Quei capitoli sono l’essenza del libro stesso: le descrizioni di Parigi, della Cattedrale.. sono semplicemente essenziali per immergersi nella frenesia della società parigina di fine medioevo.
Le caratterizzazioni psicologiche. Assolute e complete sin nel minimo personaggio di secondo.. che dico, terzo piano.
Le storie dentro la storia che poco hanno da invidiare alla Monaca di Monza del coetaneo Manzoni.
Tiene alta l’attenzione del lettore chiamandolo in causa per ridestarlo dal torpore letterario. Un genio. Un genio.
L’incredibile descrizione dell’innocente e bellissima Esmeralda, del fedifrago Febo, di Quasimodo, la creatura mostruosa e incapace d’essere amata. E soprattutto i moti interni e divergenti di Claudio Frollo. Uno dei personaggi più contorti e veri e strazianti della letteratura moderna.
Tutto. Hugo ci infila di tutto, dentro IL libro. Amore, morte, nostalgia, senso della vita. E non aggiungo altro.
La storia è un susseguirsi di eventi narrati in una maniera così delicata e aggressiva che solo la competenza di uno scrittore come Hugo poteva partorire.
Il capoverso finale è straziante. Ho i brividi a parlarne.
E il libro così si presenta reale ma ideale, liricamente popolare, perfetto, inimitabile.
Un capolavoro immenso come la cattedrale.
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Merveilleux!
“Sono già oggi trascorsi trecentoquarantotto anni sei mesi e diciannove giorni da che i parigini si svegliarono al frastuono di tutte le campane che suonavano a distesa nella tripla cerchia della Citè, dell’Universitè e dell’intera città. Il 6 gennaio 1482 non è però un giorno che la storia ricordi…”
L’autore ci introduce così nella Francia del ‘400 e dopo un’ampia digressione comincia ad introdurre i personaggi principali e a tessere la trama del romanzo.
L’arcidiacono di Notre-Dame, Claude Frollo, si innamora della celebre danzatrice zingara Esmeralda. Incarica perciò il grottesco campanaro della cattedrale, il gobbo Quasimodo, di rapirla.
Victor Hugo è stato spesso criticato per i suoi eccessi, non solo nel suo modo di vivere ma anche nel suo modo di scrivere. E’ ben noto il suo uso di ampie digressioni storiche, descrittive che procedono per elenchi che sembrano a volte interminabili.
Tuttavia egli rimane maestro indiscusso nella caratterizzazione dei personaggi, la cui psicologia così complessa li porta a vivere passioni talmente intense da coinvolgere il lettore in un vortice di emozioni. Per chi è tanto perseverante da superare la prima barriera che può essere di noia, tedio, si troverà calato in una atmosfera così magica, in un mondo che se da un lato sembra lontanissimo dalla nostra realtà, dall’altro sembra così reale, tangibile. Un coinvolgimento che lo scrittore francese è abilissimo a creare in tutte le sue opere.
Il suo periodare, il suo stile mi hanno affascinata oltre alla bellezza e alla tragicità ( elementi che spesso convivono strettamente in Hugo) della storia narrata.
Quando si arriva al termine della lettura, questo libro non può essere considerato come una cosa a se stante ma lascia qualcosa di sé nel cuore di chi l’ha letto. Almeno per me è stato così e non posso che consigliarne a tutti la lettura.
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Il libro più bello che io abbia mai letto
Secondo me, questo è il più bel libro che esista al mondo: è un romanzo intenso, coinvolgente, commovente, toccante e anche divertente. Victor Hugo era uno dei migliori scrittori al mondo: ci ha regalato un capolavoro unico al mondo! Le descrizioni sono estremamente realistiche che danno l'illusione di trovarsi veramente nella Parigi del 1482, e le diverse storie narrate e i vari personaggi sono assolutamente indimenticabili: la bellissima e dolce zingara Esmeralda, il deforme ma buon campanaro Quasimodo perdutamente innamorato della gitana, il sapiente e oscuro arcidiacono Claude Frollo, il nobile ma freddo capitano delle guardie Phoebus de Chataupers, il simpaticissimo e sfortunato poeta Pierre Gringoire, il selvaggio e spietato re dei gitani Clopin de Trouillefou.... Non c'è dubbio: chi ha amato questo commovente romanzo e i suoi protagonisti, non lo dimenticherà di certo.
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Notre-Dame de Paris
Un' opera grandiosa, partorita dalla mente geniale di Hugo.
La Parigi del XV secolo fa da sfondo alle vicende narrate ed è il luogo in cui si anima una strepitosa galleria di personaggi, esacerbati da storie di vita complicate, vittime di un destino avverso e crudele. Grazie alla capacità dell'autore di penetrare nella psiche del personaggio e renderlo vivo agli occhi del lettore, il romanzo diviene un viaggio meraviglioso tra le tante sfaccettature dell'animo umano, da malvagità e dissoluzione ad amore e passione, da bontà e premura a scelleratezza ed egoismo.
La lettura di questo testo parte in salita, in quanto nella prime cento pagine ritroviamo un cammeo, a dir poco memorabile, sulla storia dell'architettura parigina dell'epoca dei fatti narrati, alquanto ostico nella comprensione, tuttavia un vero capolavoro a livello contenutistico. Il resto della narrazione è godibilissimo e avvincente, sia per l'intreccio della storia sia per il linguaggio adottato, scorrevole e moderno.
Stilisticamente originale la voce dell'autore tra le righe, in quanto rivolgendosi direttamente al lettore, egli lo affianca e lo coinvolge nello svolgersi del racconto, canalizzando l'attenzione di quest'ultimo su aspetti importanti e su sottili sfumature che nell'insieme danno colore e intensità alla storia e ai personaggi.
Un affresco parigino stupendo che, unitamente alle vicende umane descritte e alla lieve vena ironica sapientemente dosata da Hugo, fanno di questo romanzo uno dei colossi della letteratura.
Da leggere
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L'amico Vittorio
Un giorno ci capita di ritrovare un ragazzo sulla trentina con un cervello enorme(Hugo aveva una capacità cranica di 2 Lt.),riesumato da un remoto e polveroso angolo di libreria,così,tanto perchè non si sà cosa leggere,visto che altre volte era stato disseppellito,e poi rimesso mestamente al suo posto.L'inizio non è dei più promettenti,il narratore,che ci racconta gli eventi standoci a fianco e non dentro la vicenda,si dilunga in interminabili e a volte incomprensibili descrizioni di situazioni e paesaggi,ma la vetta questa volta deve essere conquistata,così proseguiamo a fatica la lettura.
Se siamo tenaci,se sopportiamo l'amico Victor,se gli dimostriamo di essere fedeli,egli ci premierà.
Così tutto d'un tratto fuoriescono affreschi nitidi e dettagliati di personaggi dalle personalità complesse,vicende,intrecci,colpi di scena,amore,odio,vendetta,passione,carità,nell'insieme condito da uno stile scorrevole e confidenziale,da un senso ironico divertentissimo,dando vita ad un affresco della Parigi e dei Parigini del '400 che incanta e ci tiene incollati alla lettura.
Non mi dilungo sulla vicenda,ogni recensione più approfondita su Hugo e la sua opera potrebbe essere sacrilega fatta da un comune lettore,mi sento solo di consigliarne a tutti la lettura,per puro svago e per arricchimento.










Opinione inserita da barch76 28 Novembre, 2010