Orgoglio e pregiudizio
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senza parole
Una mia amica questo libro lo legge ogni volta che non ha nulla da leggere e siamo arrivati a quota 7 o 8 volte. Non capendo cosa ci trovasse di bello, me lo ha regalato dicendomi "provare per credere!".
Premetto che non è il mio genere anche se ancora non so che genere predilire, ma è stato molto divertente scoprire una bellissima narrazione anche dietro questo inaspettato libro.
La storia e scorrevole e nonostante il linguaggio sia un pò retrò è molto fluido, elaborato ma comprensibilissimo (cosa che non credevo possibile, chissà perchè).
Le vicende sono spesso divertenti e rendono il lettore partecipe fino all'ultima pagina.
L'ambientazione l'ho adorata. Questi parchi enormi, la natura che sovrasta ogni cosa e associata a queste grandi ville che ora ci fanno tanto tornare ai tempi passati.
E' una storia d'amore, di intrighi ironici e divertenti, di orgoglio di classe e pregiudizi spesso sbagliati.
Mi ha emozionata e divertito, facendomi assaporare epoche lontane.
Solo dopo averlo letto ho capito come mai la mia amica lo ha letto così tante volte.
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UN PIACERE
"L'orgoglio è un difetto assai comune. Da tutto quello che ho letto, sono convinta che è assai frequente; che la natura umana vi è facilmente incline e che sono pochi quelli che tra noi non provano un certo compiacimento a proposito di qualche qualità - reale o immaginaria - che suppongono di possedere. Vanità e orgoglio sono ben diversi tra loro, anche se queste due parole vengono spesso usate nello stesso senso. Una persona può essere orgogliosa senza essere vana. L'orgoglio si riferisce soprattutto a quello che pensiamo di noi stessi; la vanità a ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi.
Al di là della gradevole storia immaginata dalla grande Jane (che io suppongo attinta dalle proprie esperienze di vita) è un grandissimo piacere accarezzare con gli occhi e con la mente questo capolavoro di scrittura. Come vorrei essere in grado di scrivere con tanta delicatezza e perfezione. Appena il mio grado di preparazione sarà di livello sufficiente, sarà il primo libro che leggerò in lingua originale perchè sono convinto che si tratti di un'opera di riferimento per la lingua inglese ancora attuale. Ho da poco "Emma" sul comodino, che comincerò appena possibile.
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Dejavu Letterario
Sfogliando le prime pagine di questo piccolo capolavoro, che ha resistito ai tempi e alle mode, ogni parola, ogni frase mi rimandava a quell'immagine sbiadita della Signora March, seduta in poltrona, con le sue quattro figlie (Meg, Jo, Beth,Amy) riunite intorno al focolare, mentre legge le belle storie che le ragazze seguono in un religioso silenzio.
Da qui l'idea "un tantino" coraggiosa di pensare ad un parallelo letterario tra due grandi opere rimaste intatte fino ad oggi con il fascino della loro vicenda: "Piccole Donne" e "Orgoglio e Pregiudizio".
Lousa May Alcott scrisse "Piccole Donne" nel 1868 e come ben sappiamo, prese a modello del romanzo la sua famiglia, se stessa, la casa in cui visse, la propria adolescenza; eppure l'opera si ispira largamente alla trama austeniana. Certamente non si tratta di un copia-incolla ben riuscito, piuttosto di una rivisitazione del capolavoro di Jane Austen in salsa americana.
Difatti la lettura in sequenza dei due romanzi si rivela stimolante perchè consente di osservare il modificarsi di un tema universale che percorre trasversalmente sia la Letteratura e sia la vita : l'amore.
L'amore non dovrebbe essere uguale a tutte le latitudini ed in tutti i tempi?
Jane Austene e Louisa May Alcott, con le loro opere, sembrano rispondere decisamente di no, perchè le due scrittrici declinano questo tema all'epoca in cui sono vissute, portando in scena esempi di società così diverse come quella inglese (a ridosso della Rivoluzione Francese) e quella americana (durante la Guerra di Secessione).
Jane Austen trasforma il suo romanzo in un ironica critica sociale attraverso cui sperimenta una conciliazione tra l'amore romantico e l'istituto sociale in cui è chiamato a realizzarsi (il matrimonio).
Su carta,viene descritta quella dura battaglia necessaria a spogliare l'individuo di ogni "armatura sociale" per consacrare l'unione di due giovani socialmente distanti (Lizzy e Darcy) ma vicini sul piano dell'intelligenza, dell'eleganza, perchè è la somiglianza culturale che porta ad una parità sociale. L'avvicinamento di due mondi così diversi (aristocrazia terriera per Darcy,borghesia per Elizabeth) passa attraverso il matrimonio ma potrà avere inizio solo quando Darcy saprà rinunciare al suo "orgoglio di classe" e si renderà generoso e timido, e quando Lizzy invece imparerà a frenare la sua natura perchè si è ormai scoperta intelligente ma troppo avventata nei giudizi.
Louisa May Alcott, con leggere pennellate tratteggia un ambiente americano non molto dissimile da quello inglese: in entrambi i casi, si tratta dell'epoca dei grandi "balli di società" dove le ragazze dovevano accogliere l'invito a ballare come una promessa di matrimonio, il pegno di un amore eterno: ecco perchè diventa fondamentale la scelta dei nastri, dei guanti e delle scarpe. Tuttavia in "Piccole Donne" la critica sociale non assume mai un ruolo primario e cede il passo all'aspetto educativo e pedagogico, motivo per cui ancora oggi, il piccolo capolavoro della Alcott viene considerato, a torto, solo un "romanzo di formazione", una moderna favola.
Ebbene sono entrata nelle case dei signori Bennet e March, mi sono seduta a loro fianco, li ho spiati, e ho vissuto i loro drammi. Sorprendenti sono le analogie che avvicinano due scrittrici così diverse e lontane nel tempo e nello spazio e soprattutto nel modo di rappresentare il loro mondo.
-La prima analogia attiene alla questione temporale: "Piccole Donne" si svolge in un anno, così anche le vicende della famiglia Bennet si snodano in un tempo relativamente breve.
-Si tratta inoltre dello stesso mondo familiare e tutto al femminile, anche perchè il signor March e il signor Bennet sono personaggi- ombra: il primo è lontano da casa per prendere parte alla "Guerra di Secessione" e vi farà ritorno, stanco e malato, solo alla fine del romanzo; l'altro invece è murato vivo nella sua biblioteca, difeso da una curiosa e buffa indolenza.
-Le giovanissime signorine March sono 4: la maggiore, Meg (la più carina, estremamente dolce con i suoi modi aristocratici, giudiziosa e paziente) ricorda la Jane Bennet di Orgoglio e Pregiudizio; Jo March ha la stessa intelligenza vivace, lo stesso piacere di ridere degli altri e di se, la stessa curiosità, la stessa energia di Elizabeth Bennet; Beth March vive in un mondo tutto suo, dal quale esce di rado e studia pianoforte, proprio come Mary (la bruttina di casa Bennet che si sforza ad apparire colta e a modo). Mary Bennet legge libri e ne ricopia parti intere, mentre Amy March, "la piccola Raffaello di casa" ha uno spiccato talento artistico e si diverte a copiare fiori e paesaggi. Tuttavia, entrambe hanno già un opinione alta di se e volutamente cercano di inserire nei loro discorsi vocaboli o concetti difficili.
Kitty e Lydia sono le figlie sciocche dei signori Bennet, con l'inguaribile vizio di correre dietro agli ufficiali. In particolare, Lydia, la più giovane, ha una vitalità prorompente che spesso si traduce in sfacciataggine e in spavalderia. Sarà lei a dare scandalo
- Entrambe le famiglie vivono un disagio di carattere economico: i March hanno conosciuto l'agiatezza ma per aiutare un amico in difficoltà, hanno perso tutto ritrovandosi quasi nella miseria. Una condizione tuttavia che viene vissuta da tutta la famiglia con estrema dignità e coraggio.
Il patrimonio del signor Bennet consiste in una proprietà terriera che rende 2000 sterline all'anno ma sfortunatamente per le figlie, la proprietà in mancanza di un erede maschio è vincolata ad un lontano parente (signor Collins). Il rischio che le donne di casa possano ritrovarsi senza un tetto sulla testa viene vissuto con angoscia e timore, soprattutto dalla Signora Bennet.
-Le piccole donne non avrebbero mai potuto desiderare una madre migliore della signora March, una donna dall'aspetto benevolo, saggia, altruista, e sempre pronta a dispensare ottimi consigli alle figlie.
La signora Bennet invece è una donna di scarsa cultura, invadente ed imbarazzante, pettegola,sprovvista di tatto e di decoro, il cui unico scopo è quello di assicurare alle figlie un matrimonio "redditizio".
-Proprio nel modo che le due madri hanno di educare, di avviare alla vita le loro figlie, si registra uno scarto incolmabile tra i due racconti:
emblematiche le parole pronunciate dalla signora March, in vista del matrimonio di Meg con un giovane insegnante privo di mezzi: "Sono contenta di vedere Meg cominciare modestamente perchè se non mi sbaglio,possiederà con ricchezza il cuore di un uomo ONESTO, e ciò vale quanto un capitale".
La signora Bennet invece accoglie in casa, con un inspiegabile cortesia, l'ufficiale Wickham, un TRUFFATORE che aveva attentato all'onore della giovane Lydia e che si era risolto a sposarla solo dopo aver ricevuto la rassicurazione che ogni suo debito verrà saldato.
E ancora, la signora March, sempre a proposito del matrimonio della sua figlia maggiore: "sarei contenta di sapere che il signor Brook riesce a procurarsi un buon lavoro, che gli frutti una rendita sufficiente a non far debiti e a procurare una vita comoda a Meg. Non ho l'ambizione che le mie figliole trovino fortune straordinarie,posizioni aristocratiche o grandi nomi."
Di altro tenore le parole della signora Bennet quando apprende del fidanzamento di sua figlia Lizzy con il signor Darcy : "Come sarai ricca e importante! Quanti soldi, quanti gioielli, quante carrozze avrai.Sono così contenta, così felice! 10 mila sterline all'anno e probabilmente di più. Quel Darcy vale quanto un Lord".
"Meglio avere figlie zitelle e felici che mogli sfortunate o ragazze indecorose alla ricerca di un marito", questo è il motto della signora March, ben lontano dal mondo della signora Bennet dove il decoro non vale mai quanto un "perfetto matrimonio".
-Altra differenza: mentre le signorine Bennet amano oziare e divertirsi, le donne March lavorano.
La stessa signora March ha trovato un occupazione in un laboratorio di sartoria. Meg, grazie alla sua cultura scolastica e alla sua buona educazione, lavora come istitutrice presso la famiglia King; Jo è la dama di compagnia della zia March e Beth è l'angelo del focolare.
E' proprio la signora March a spiegare alle sue figlie, attraverso un efficace "esperimento", quello che accade in casa, quando ognuno pensa a se stessa, scegliendo di non essere collaborativa. "Il lavoro è benefico, fa been alla salute e allo spirito e procura un senso di forza e di indipendenza molto più di quanto ne procurino il denaro e la società".
Neanche a dirlo, diversa è l'opinione della signora Bennet che aspramente redarguisce il povero signor Collins colpevole di aver anche solo pensato che quel pranzo fosse stato preparato da una delle signorine. In risposta, la signora Bennet precisa che quella è un incombenza che spetta alla cuoca, non alle sue figlie.
Ma ancora più paradossale è quello che accade nel "campeggio Laurence" quando il signor Brook mette a tacere una giovane inglese, che aveva criticato,sia pur velatamente, il lavoro di Meg, con : "le signorine americane amano la loro indipendenza come l'amavano i loro antenati e sono ammirate e rispettate per il fatto di sapersi mantenere da se". Il femminismo della Alcott qui supera di gran lunga quello di Jane Austen.
- In entrambi i racconti fanno ingresso gli uomini: Laurie,il nipote del ricco signor Laurence (come Darcy è il nipote della ricca Lady Catherine), è solitario e sensibile. Si invaghisce di Jo, chiederà la sua mano (in "Piccole donne crescono") ma verrà respinto.
John Brooke è povero ma serio e assennato. La sua forte amicizia con Laurie, di cui è anche il precettore, ricorda quel forte legame che univa il signor Bingley a Darcy. Sarà il signor Brooke a chiedere la mano di Meg, ma come Darcy viene rifiutato. Meg scoprirà di amarlo solo dopo il discorso della zia March. Poichè le era stato ordinato perentoriamente di non amarlo (così fece la zia March con Meg e così fece Lady Catherine con Lizzy), Meg si risolse ad accettarlo.
- I Gardiner compaiono in entrambi i romanzi: Sallie Gardiner, amica delle sorelle March, è simpatica e cordiale, come sono altrettanto cordiali gli zii Gardiner delle signorine Bennet (a loro Lizzy e Darcy devono la loro unione).
-Forte è il legame che unisce Meg e Jo in "Piccole Donne" e Lizzy e Jane in "Orgoglio e Pregiudizio".
Jo vive con disperazione il matrimonio di Meg, perchè consapevole di perdere una sorella ed un amica ("vorrei che portassimo ferri da stiro sulla testa per impedirci di crescere").
Quando il sign Bingley compra una proprietà in una contea vicina al Derbyshire si realizza il sogno di Lizzy e Jane ossia quello di poter vivere a sole 30 miglia di distanza l'una dall'altra.
-Non mancano scene analoghe: al ballo nessuno si avvicina a Joe, come Lizzy che è costretta a rimanere a lungo senza cavaliere.
Jo scivola in un vano nascosto da tendaggi ma una persona timida (come lo era Darcy) aveva scelto lo stesso rifugio : si tratta di Laurence che confessa di trovarsi lì perchè "conosceva poche persone e si sentiva un estraneo" (la stessa sensazione che Darcy confessa di aver provato).
-Comune è anche l'uso dell'ironia, del sarcasmo caustico e sprezzante.
-Per entrambi i romanzi, indispensabile è la corrispondenza epistolare perchè molte delle notizie più importanti, vengono apprese tramite delle lettere: per esempio la malattia del signor March in "Piccole Donne" o la confessione del signor Darcy in "Orgoglio e Pregiudizio".
Il Massachussetts e Loungbourn non sono mai stati così vicini....
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E quindi?
Orgoglio e pregiudizio, Darcy & Elizabeth.
Darcy rappresenta l’orgoglio, la severità, la nobiltà, la compostezza. Elizabeth rappresenta la ribellione al mondo borghese, la lotta per ottenere qualcosa di diverso da ciò che una donna ottocentesca solitamente otteneva. In un mondo in cui nascere donna significa dedicare la propria esistenza a formare una famiglia, risulta come trovarsi in una società eccessivamente superficiale, in cui si prende marito in base alle sterline annuali che porta a casa. Vittima numero uno di tutto ciò è in modo particolare la mamma di Elisabeth, la quale vuole assolutamente trovare mariti alle 5 figlie. Unico obiettivo della sua vita, unica aspirazione. Diventa il personaggio più odioso del libro.
Derisa dal sig. Bennet, suo marito, il quale guarda ciò che gli circonda con occhi più ironici, ma di quell’ironia, ahimè!, per niente confortante. È là che la Austen dà il meglio di sé da un punto di vista umoristico (anche se tanto umoristico, io, non l’ho trovato!).
5 sorelle, la maggiore (Jane) più assennata ma pur sempre “donzella ottocentesca”, poi c’è Elizabeth che vivrà l’innamoramento in modo particolarmente complicato e differente dal consueto. Le altre si rivelano donnette stupide, eccessivamente superficiali e fastidiosamente noiose per via del loro accanito interesse nello spettegolare e cercare marito.
Per me si tratta di 5 ragazzine pseudo-arrapate di cui Elizabeth spicca come quella più rigida e più realista, ma come le altre pur sempre vittima di quel comportamento inutile e estremamente “barocco” della società altolocata dell’800.
Mi aspettavo molto di più da una scrittrice che, sebbene sia considerata di un calibro “banale” (relativamente parlando), non ha saputo, nemmeno con una pagina, toccarmi e scuotermi le vene.
Il suo raccontare è piatto, insoddisfacente ed inconcludente.
Ma con tutti questi alti voti inizierò a farmi delle domande, promesso! :D
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Ultimo aggiornamento: 05 Marzo, 2012
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Orgoglio e pregiudizio: romanzo protofemminista?
Jane Austen quando scrisse il suo romanzo tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo non immaginava di certo che sarebbe diventato un cult destinato ad avere molte versioni cinematografiche e anche delle rivisitazioni letterarie.
Scritto in terza persona con una relativa presenza del narratore onnisciente ma prevalentemente basato su dialoghi più che su descrizioni tanto che sembra dare l'impressione di una certa preveggenza da parte dell'autrice alla tecnica filmica ( i suoi dialoghi stringati si adattano a pennello alle sceneggiature), Orgoglio e pregiudizio potrebbe sembrare per la sua trama quasi una storia protofemminista.
La Austen da' grande importanza al mercato del matrimonio, ma per una motivazione di ragione pratica: alle donne dell'epoca se di buona famiglia era interdetto lavorare inoltre non ereditavano direttamente degli immobili e quindi in mancanza di un diretto parente di sesso maschile erano spesso costrette a lasciare le proprie abitazioni pertanto era vitale per loro assicurarsi un marito e un erede di sesso maschile.
La madre delle cinque sorelle Bennet è all'ossessiva ricerca di un consorte per le sue figlie ed è descritta come una donna meschina e fragile incline a fingersi debole di nervi, arma a cui molte donne ricorrevano per porre rimedio alle loro frustrazioni, per contro la protagonista Elizabeth, secondogenita della famiglia , è di carattere forte e poco propensa al compromesso anche se questo potrebbe significare una esistenza futura poco rosea. Il suo obiettivo è un partner da amare e da cui ricevere amore e rispetto e non solo un mantenimento economico. Senza dubbio si tratta di un ragionamento rivoluzionario per l'epoca!
Colpisce la modernità del pensiero della Austen malgrado la sua morigeratezza di costumi e il suo disagio per il Romanticismo, la corrente letteraria in voga all'epoca.
Libro consigliato per la tecnica narrativa moderna, per l'ironia e la scorrevolezza della storia.
Di negativo l'eccessiva lunghezza di alcuni punti e il finale affrettato secondo i canoni dell'epoca mutuati tra l'altro dalla narrativa del XVIII secolo e in particolare da Henry Fielding ( Tom Jones) al cui stile la scrittrice si ispirava.
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Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 2012
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Romanticamente classico
Orgoglio e Pregiudio è decisamente il mio classico preferito.
Jane Austen è riuscita a rappresentare la realtà dell'epoca, pregi e difetti compresi, con molta ironia e con uno stile che non annoia il lettore, anzi, lo diverte.
La storia narra di una famiglia di 5 sorelle e delle loro vicende per un lieto finale.
La protagonista è Elisabeth Bennet e tutta la storia è incentrata principalmente su di lei.
lo scopo principale della madre delle 5 ragazze è quello di trovar marito per tutte e inizilmente le mire per la maggiore Jane, ricadono su un certo sig. Bingley da poco trasferitosi nei pressi di Longbourn, la tenuta di famiglia.
Il titolo è evocativo, non a caso spesso nel libro si parla dei pregiudizi che la protagonista, che si vanta di possedere una speciale capacità per capire da subito i caratteri delle persone, avrà nei confronti di vari personaggi, soprattutto del sig. Darcy.
Oltre al pregiudizio, c'è l'orgoglio, sottolineato più volte dalla scrittice come un difetto grave che non aiuta a farsi nuove amicizie.
Non mancano le descrizioni dei difetti delle società, come il matrimonio per interessi o al solo scopo di garantirsi una vita comoda, la mancanza di educazione soprattutto nella casa Bennet dove le figlie minori sono descritte dal padre "sciocchine come mai ce ne sono state" o i colpi di scena e gli scandali, poi felicemente accomodati.
Il lieto fine è assicurato e per i lettori romantici è un classico che si dovrebbe assolutamente leggere.
Devo dire che il film tratto dal libro è molto bello e abbastanza fedele, ma ritengo sia più piacevole leggere il romanzo.
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LIZZY
Come spesso accade mi cimento nella lettura di un libro dopo aver visto il film. Devo dire che sono rimasta incantata dall' omonimo film del 2005. Leggere il libro è stato poi un piacere. Adoro la Austen per il suo modo di ironizzare sull'epoca del suo tempo, perchè e capace di guardare la realtà con occhio critico e fare delle protagoniste dei suoi libri delle donne indipendenti e emancipate che sembrano quasi dei pesci fuor d'acqua in un contesto nel quale si da tanto importanza al vuoto formalismo, all'apparenza e ai beni materiali.
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Un rosa di alta classe
Ne ho lette due versioni in italiano, questa e una presa in biblioeca del 1931. La più vecchia è decisamente datata come scrittura.
Il libro è un capolavoro di detto e non detto, di fraintendimenti e di frasi cortesissime ma al vetriolo. Un mix che fa battere il cuore e che avvinghia alla lettura.
Colpisce la modernità e l'indipendenza della protagonista nonostante l'ambiente sociale in cui si muove. Allo stesso modo brillano per stucchevolezza la sorella maggiore e il suo spasimante: figure perfettamente aderenti ai costumo dell'epoca. Si caratterizzano per stolto compiacimento di sè figure come la signora Bennet madre, il reverendo Collins e la figlia minore. Non può mancare nel creare ulteriore sobbuglio nella trama (e nel lettore) la figura del "cattivo" nei panni del capitano Wickham.
Per tutte le fan di mr Darcy consiglio vivamente la visione della serie tv a cura della BBC con Colin Firth, probabilmente la sua migliore interpretazione in assoluto. E' molto bravo nel rendere il personaggio di Darcy soprattutto con gli sguardi. Non lo sapevo, ma in GB questa serie è un cult. Durata 5 ore e mezzo ... che si guardano d'un fiato. Impressionante l'adesione al libro, parola per parola.
Interessante anche lo script del film,in inglese. Costumi ed ambientazioni sono eccezionali.
E infine, sempre per le fan di questo libro, sugggerisco una versione moderna - del libro e del film Orgoglio e pregiudizio - che è "Il diario di Bridget Jones"! Era proprio nelle intenzioni della Fielding riproporre gli stessi stati d'animo (in particolare la caccia a qualcuno da amare) in una visione moderna e accattivante. E infatti il protagonista ha voluto chiamarlo Darcy. Un Darcy interpretato ancora da Colin Firth nella versione cinematografica di quest'ultimo romanzo. Non casualmente...
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Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2011
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Umorismo e verità
Mi sono molto divertito leggendo questo libro, che nel complesso sembra trattare solo della felicità matrimoniale dei vari personaggi.
Attraverso le vicende della famiglia Bennet si delinea una storia non particolarmente articolata, ma molto interessante e affascinante in cui la fanno da padrone i due sentimenti evocati nel titolo. Da un lato l’orgoglio di classe che si concretizza nel sig Darcy , algido e arrogante aristocratico , che sicuro dei suoi mezzi e della sua posizione sociale , crede di non poter ricevere neanche un rifiuto. Dall’altro il pregiudizio di Elizabeth , la quale pretende di arrivare a conoscere una persona da ciò che si dice di lei, o semplicemente dalla prima impressione (e infatti il titolo originale dell’opera era “First Impressions”). Una situazione caratteristica dell’uomo , anche di oggi, spesso in bilico tra un orgoglio smisurato e un ostinato pregiudizio, e non sempre il buon senso trionfa come in questo romanzo. Intorno ai due protagonisti si muovono una miriade di personaggi davvero ben delineati , ognuno con caratteristiche spiccate. Geniale l’accoppiata dei due coniugi Bennet : tanto lei è sciocca e impertinente , frivola e totalmente dentro la mentalità del suo tempo, tanto lui è disilluso e indolente rispetto al mondo che lo circonda , sempre pronto a sbeffeggiarlo intelligentemente. Interessante anche il Sig Collins descritto come “un misto di superbia e servilismo, di boria e di bassa umiltà” così come l’altera e autoritaria Lady Catherine de Bourgh. Insomma veramente tanti personaggi che popolano un mondo acutamente descritto dalla Austen che riesce a cogliere in maniera sorprendente il clima culturale e sociale di un’epoca analizzando con grande ironia la quotidianità degli eventi. Lo stile non è particolarmente fluido considerando anche il fatto che il romanzo è stato scritto tra la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento, e quindi potrebbe risultare per noi lettori moderni un tantino datato.
Sarebbe davvero interessante capire quanto la Austen abbia riversato nella sua opera sentimenti e convinzioni personali (fermo restando che non è un libro autobiografico), visto anche il suo particolare percorso di vita; sono convinto che tra tutte le eroine dei suo romanzi Elizabeth sia quella che si avvicina di più alla sua figura.
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Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 2011
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Stupendo
Che libro incantevole!!! La storia è bellissima, piacevole, dolce e romantica. La protagonista Elizabeth Bennet è semplicemente da stimare e adorare per il suo carattere forte e deciso, e Mr. Darcy è così misterioso e oscuro, capace di suscitare profondi sentimenti di adorazione. Jane Austen era veramente una scrittrice coi fiocchi, e questo è senza dubbio il suo capolavoro.
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austen I love you
non può mancare in una biblioteca
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Ultimo aggiornamento: 09 Dicembre, 2010
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Unico scopo della vita: trovarsi un marito...
Uno spaccato della vita familiare e sociale inglese nel 1800...
Una madre petulante e insopportabile vuole accasare le sue figlie con scapoli benestanti...
A quell'epoca lo scopo principale di una ragazza perbene era trovarsi marito, e compito dei genitori era quello di favorire incontri che conducessero a questo ambito traguardo...
Mi fa sorridere adesso l'universo limitato di queste fanciulle: non cultura, non lavoro, non avanzamento della carriera...solo il marito...e se il marito non arrivava era un disastro, un disonore per la famiglia, uno scorno per la ragazza...
Beh, che tristezza...ma anche per gli scapoli era così, ce lo dice la scrittrice all'inizio del suo romanzo, testuali parole che trascrivo: "E' verità universalmente ammessa che uno scapolo fornito di un buon patrimonio debba sentire il bisogno di ammogliarsi", però l'uomo ha maggiori possibilità il lavoro, il prestigio, il patrimonio...il suo universo si allarga, rispetto a quello della donna che è uniterale tutto proteso nello scopo che probabilmente le sarà stato inculcato fin dalla prima infanzia, dicevo nello scopo di trovarsi marito...
Beh, questa epoca non offriva altro alle donne, evidentemente che la possibilità di un bel matrimonio...
In questo universo limitato si inserisce la vicenda dell'amore di Darcy per Jane, che l'orgoglio di lei e il pregiudizio di lui rischiano di rovinare, ma poi le cose si sistemano...
Darcy aiuterà una delle sorelle di Jane a sistemarsi (ohibò, cosa vuoi non tutto può andare alla perfezione e alla Signora Bennet, l'infaticabile cerca-mariti sarà venuto il mal di fegato visto che sua figlia era scappata con un uomo)e poi c'è l'inevitabile lieto fine che conclude una vicenda sciropposa e priva di colpi di scena.
Detto questo e visto che l'autrice era figlia di un ecclesiastico le si può perdonare lo stile austero e i personaggi scialbi...
La storia inserita in questo contesto ha un suo stile, anche se io l'ho trovata un tantino pesante.
La consiglio tuttavia ai lettori appassionati del genere classico.
Saluti.
Ginseng666
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Orgoglio e pregiudizio.
Che meraviglia questo classico della Austen da leggere sempre in ogni momento delle vita...ti sembra di tornare indietro nel tempo e di vestirti con corpetti e con dei cappellini stravaganti. L'amore da trovare combinato, per non rimanere zittelle per i soldi ma anche quello vero con la "a" maiuscola questo il tema centrale di un classico sempreverde!
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Orgoglio e pregiudizio
Campagna inglese XVIII secolo: cinque sorelle di una famiglia medio borghese sono indaffarate nella ricerca di un marito benestante, sostenute ed esortate a ciò da una madre alquanto invadente, petulante e arrivista. A questi ingredienti si aggiunge la minuziosa descrizione della vita sociale della classe aristocratica di quel tempo, dedita unicamente a balli e feste mondane, al pettegolezzo, al lusso e allo sfarzo da esibire agli altri.
La trama in sé non è molto esaltante e a tratti noiosa, ma ritengo che l'aspetto da sottolineare sia piuttosto il linguaggio e lo stile con cui la Austen narra le vicende: se pensiamo a quanto tempo è trascorso dalla stesura del romanzo, è davvero stupefacente la modernità che ritroviamo tra queste righe, carattetizzate da uno stile brioso e leggero, una narrazione pervasa di ironia e una galleria di personaggi ben delineati nei propri vizi e nelle proprie virtù.
Degno di interesse anche il risvolto morale che emerge da questa lettura; il messaggio è quello del superamento della barriera del pregiudizio, che allontana dalla vera conoscenza delle persone, creando preconcetti e giudizi non attinenti alla realtà.
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stupendo
Sensibile ma sarcastica, romantica ma disillusa Jane Austen riesce a coinvolgere e a far fare al lettore moderno un vero salto nel tempo, Orgoglio e pregiudizio è splendido come tutti i suoi libri. Sicuramente da leggere più di una volta.
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Il principe azzurro esiste!
Un viaggio a ritroso nel tempo. Il romanzo narra la storia di 5 ragazze in età da marito e dei loro pretendenti. Elizabeth, Jane, Mary, Kitty e Lydia vivono nella quiete della provincia inglese di fine ‘700. Le sorelle sono tutte molto differenti tra loro: Jane è dolce e attraente; Eliza insolente e ribelle; Mary sgraziata e pedante; Kitty una ragazza scialba e succube della sorella minore; Lydia una sciocca vanitosa.
L’intreccio e i vari fraintendimenti dei protagonisti sono a straordinari. Un libro di un romanticismo d’altri tempi.
Lo stile della Austen è molto bello e rende la lettura molto scorrevole. I personaggi sono tutti stupendi e li si dimentica difficilmente. Consiglio la lettura a tutti quelli che vogliono sognare.
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da non perdere
é un libro davvero stupendo.molto facile da leggere.l'ho letto mille volte e ancora non riesce a stancarmi ogni volta ke lo leggo mi provoca nuove emozioni..l'ho comprato a 15 anni e l'ho subito apprezzato,anke adesso a 17 anni dopo aver letto molti libri ,orgoglio rimane uno dei miei preferiti in assoluto,
più scorrevole di cime tempestose e secondo me più piacevole di madame bovary.. consigliatissimo!!!
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libro moolto romantico..
è un bellissimo libro scritto da una delle più grandi autrici inglesi di tutti i tempi.
può risultare difficile e noioso all'inizio della lettura ma assolutamente vale la pena leggerlo fino alla fine!!
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un classico da leggere
E' uno di quei classici da leggere senza...pregiudizi.
Apparentemente una simpatica storia d'amore a lieto fine, "Orgoglio e Pregiudizio" è, come è già stato detto, un'analisi accurata e deliziosamente ironica della società medio-alta inglese del XVIII secolo.La modernità e l'acume della protagonista, Elizabeth Bennett, si apprezzano ancora di più se contestualizzate nell'epoca in cui vive, ed è con delicata maestria che Jane Austen ci mostra come una ragazza così brillante e dotata di prontezza di spirito, si dimostri poi così ingenua e prevenuta nelle questioni di cuore.
Altrettanto ambivalente la figura di Mr Darcy, spocchioso e gelido all'apparenza, in realtà galantuomo d'altri tempi, e uomo "che-fa-i-fatti".
Una storia piacevolissima, scritta con un'ironia e un garbo che la rendono tutt'altro che sciropposa e lacrimevole.
Credo che uno dei motivi per leggere quest'opera, anche se non il principale, ovviamente, sia la sua modernità. Tolte le gonne lunghe e le carrozze, chi di noi non ha conosciuto madri invadenti e ottuse, sorelle svampite e ansiose di avere l'anello al dito, vecchie signore distinte e insopportabilmente superbe, gentiluomini affabili e ingannevoli, e via dicendo?
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per sognare
Un bel polpettone romantico scritto alla fine del settecento dalla fine e ironica penna di Jane Austen. Questo è stato uno dei primi romanzi che ho letto, ero una ragazzina, è iniziato così il mio amore per la letteratura. La descrizione psicologica dei personaggi è perfetta,il Sig. Darcy è pieno d'orgoglio per la propria posizione sociale ed Elizabeth Bennet non sopporta il suo snobismo. Elisabeth si forma dei pregiudizi nei suoi confronti e lo incolpa di fatti che lo vedono estraneo, ma questo lo scoprirà solo verso la fine del romanzo, perchè a noi donne l'uomo un pò str... che poi si scopre essere una brava persona ci piace assai!!!
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Un libro magnifico
E' il capolavoro della Austen per la finezza dell'indagine psicologica, lo stile scorrevole ed il perfetto meccanismo dell'azione. Molti anni fa ne fu tratto un ottimo film con Laurence Olivier - splendido Darcy- ma la lettura di questo classico è molto più appassionante .
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Romantico...
"È una verità universalmente riconosciuta che un uomo scapolo in possesso di una vasta fortuna debba essere alla ricerca di una moglie." Così inizia uno dei capolavori della letteratura mondiale. A mio parere il più romantico libro mai scritto. L'autrice inglese dipinge alla perfezione tutti i personaggi dando loro sfumature senza tempo e facendo si che ognuno di noi si identifichi in qualche caratteristica ed entri a far parte della storia. Semplicemente divino.










Opinione inserita da Fede93 17 Giugno, 2010