Orgoglio e pregiudizio
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Il VERO AMORE
Avevo undici/ dodici anni quando iniziai a leggere questo libro. E non vi nascondo che quando non so cosa fare o cosa leggere, è il libro che scelgo più spesso. Inoltre all'epoca non leggevo tanto. Ero più presa dalla vita circostante per badare a "sciocchezze" come i libri...
Niente di più sbagliato!
Elizabeth Bennet in persona mi avrebbe fucilata a sentir tale frase!
E infatti, fu proprio la nostra cara Lizzy a farmi cambiare idea... Perchè uscire con gente che si crede superiore a te quando hai l'opportunità di diventare superiore a loro attraverso la lettura? Il non fermarsi mai per sapere la verità?
Mi sono innamorata della penna di Jane Austen già dalla sua prima frase e mi innamoro tuttora, ogni volta che cerco di ricordarla. Parlami di uno scapolo dannatamente orgoglioso e mettici di fianco una ragazza senza dote e con un carattere da far rizzare i capelli e stai pur certa di avere tutta la mia attenzione!
Il linguaggio è ovviamente quello elaborato e aulico dell'ottocento. Lo stile molto raffinato e i personaggi piuttosto complessi.
Abbiamo un padre dai modi bizzarri (lo adoro), una madre che non sa tener a freno la lingua (se la mozzassero non sarebbe certo tutto questo gran danno), due sorelle ingenue e assai ignoranti, un'altra che ha il complesso della ragazza brutta ma che vuol essere colta e poi ci son le due sorelle maggiori: Lizzy e l'adorabile Jane.
A questi si aggiungono poi Mr Bingley (cotto a puntino di Jane), le sue due sorelle (una sposata ma comunque arcigna e l'altra zitella e davvero tanto perfida quanto brontolona) e per ultimo, ma non ultimo nel mio cuoricino, Mr Darcy!!!!
Ora inutile che vi spiego chi sia, poichè oltre alla trama molto dettagliata, ci sono stati parecchi libri e film che tendono a copiare tale figura. Fenomeno che ha preso il nome di Complesso di Darcy!
A rischio di sembrarvi antipatica, preferisco cento mila volte il Darcy originale!!!!!!!!!!!!!
"Solo il vero amore può condurmi al matrimonio, ragion per cui morirò zitella"
Questa è una delle frasi che più amo di questo romanzo. E' una frase profonda, che fa scaturire i veri sentimenti della protagonista fino a farti capire anche il suo carattere.
Pensate ad esempio, che prima di allora era d'obbligo sposarsi con l'uomo scelto dal proprio padre. Pensate che una frase del genere non sarebbe mai uscita dalla bocca di una donna se le cose non fossero cambiate.
Se le cose fossero rimaste a quell'epoca...
Ebbene, Elizabeth Bennet ha la possibilità (nuova a quell'epoca) di scegliere marito. Qualcuno che lei avesse AMATO. E il fatto che fosse certa di non avere alcuna possibilità di trovarne uno, la rende ancora più reale.
Perchè signori, siamo certi della parola AMORE? Sento i ragazzini che si giurano l'un l'altro "Ti amo, piccolo/a". Leggo libri con storie di persone che si incontrano da pochi giorni e si giurano amore eterno. Osservo gente che si tiene per mano, come simbolo della loro unione. E prego ogni giorno Dio di trovare davvero il vero amore, non per non rimanere zitella ma per non morire senza aver AMATO!
Signori, Jane Austen aveva capito tutto dalla vita!
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Ultimo aggiornamento: 17 Marzo, 2013
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UN LIBRO PER SOGNATORI
Ho appena finito di leggere questo libro dopo aver visto il film sette volte.
Ci sono cose aggiuntive che fanno sognare molto di più il lettore! Il film ti fa sognare, vorresti un Mr. Darcy o un Mr. Bingley, ma il libro è meglio! Tutti quei dettagli, le conversazioni, gli occhi di Lizzy considerati sublimi da Darcy... nel film è tutto dimezzato.
Non sono d'accordo sul fatto che ci si divide tra chi legge cime tempestose ed orgoglio e pregiudizio.
A me sono piaciuti entrambi, sono situazioni diverse, descrizioni diverse.
Jane Austen ci mette il sarcasmo, la Bronte è molto più cupa.
Non riuscirei mai a scegliere quale dei due mi piace di più. Per cui, basta stereotipi.
Tornando al libro, Mr. Bennet è un bel personaggio, è ironico ed allo stesso tempo dolce (solo con Lizzy). Mrs. Bennet è stolta, non sa tenere la bocca chiusa e pensa solo al matrimonio delle figlie. Dà la colpa ai suoi poveri nervi PER TUTTO.
Lydia mi dà l'idea di una mini mrs. bennet, Mary di una che resterà zitella per il resto della vita.
Charlotte è l'amica di Lizzy, che per sua sfortuna non è bella quanto Lizzy o Jane e deve sposarsi per convenienza.
Lizzy e Jane sono le mie preferite.
Jane dolce, dolcissima. Sempre a pensar bene di tutti.
Lizzy bella ed intelligente, vivace ed ironica. Una mini Mr bennet.
Mr. Bingley mi ispira fiducia, Mr. Darcy è il genere di persona che amo.
E' circondato da una corazza e fa entrare solo chi vuole.
Il resto dei personaggi mi è insignificante, lady chaterine de bourgh (o come si scrive) o Mr. wickam (o come si scrive pure lui) hanno una funzione importante nella storia, ma non mi hanno colpito più di tanto.
Appena ho finito questo libro mi sono sentita quasi innamorata, poi però il vuoto. Mi manca leggerlo, mi manca ridere ed emozionarmi. Avete presente quando un adolescente riceve il messaggio piacevole e sorride? Ecco, ogni volta che leggevo di Darcy e Lizzy o Jane e Bingley quella era la mia reazione.
Miss Bingley odiosa.
Leggetelo, merita tanto.
Se vi è piaciuto il film, figuratevi il libro!
Che poi sul libro dopo che Mr. Darcy fa la proposta si va avanti a raccontare.
Un discorso tra Mr. Darcy e Lizzy spettacolare!
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orgoglio e pregiudizio
È stato uno tra i primi romanzi che ho letto un po di anni fa, e inutile dire che sono finita per mangiare le pagine,adorarlo e a sentirmi vuota una volta finito (l'avrò riletto migliaia di volte, non c'è neanche bisogno di dirlo).
quello che mi colpì la prima volta, ma che continua a stupirmi è il fatto che la Austen sia dannatamente brava a cogliere quello che le persone sono e trasferirlo altrettanto bene su carta. ricordo che il primo pensiero (avevo 11-12 anni la prima volta che l'ho letto) ed ero abbastanza ignorante per quanto riguarda la letteratura italiana e estera in generale, fu quello di chiedermi se lei fosse una scrittrice contemporanea, perchè non riuscivo a credere che una giovane ragazza, vissuta nell'ottocento, in nelle capagne inglesi (di conseguenza lontano dalla Mondanità di Londra), potesse in realtà rivelarsi molto più moderna e "avanguardistica" (passatemi il termine) di alcuni scrittori contemporanei. in questo libro trovo sempre un'acutezza, una sensibilità, ma forse la parola giusta è consapevolezza. Ecco, lei è consapevole di come il mondo dei sentimenti funziona, e non cerca di mascherarlo, ma anzi decide di approfondirlo. e questo a mio parere non fa altro che rendere intrigante un romanzo come questo.
le descrizioni sono sempre perfette, delicate come un foulard di seta sulla pelle, e le senti tue, per quanto quel mondo sia secoli distanti da quello che siamo oggi, io mi sono sentita come se fossi con Lizzie e Darcy durante il loro viaggio/rapporto/ penso che la parola che renda perfettamente sia "journey" = percorso.
Ho adorato Lizzie dal primo istante, e sempre in un crescendo, pagina dopo pagina. Come ho adorato Darcy (per un po ho sofferto anche della sindrome di Darcy, a 11 anni gli ormoni fanno brutti scherzi)
a questo libro ho sempre associato anche il film del 2005 di Wright "Pride and Prejudice", secondo me da vedere, perché è come se le parole della Austen fossero state messe in scena. (la parte di Lizzie che corre sotto la pioggia è qualcosa che lascia senza fiato, come il finale che mi riappacifica con il mondo).
è un libro che consiglio a chiunque.
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Ultimo aggiornamento: 30 Gennaio, 2013
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La mia Jane
Il romanzo d'amore per eccellenza, è la prima cosa che mi sento di dire se si parla di Orgoglio e Pregiudizio!
Io amo Jane, non c'è niente da fare, mi rammarico sempre che ci siano 200 anni a dividerci, credo che saremmo state ottime amiche!
Sul podio delle entità (vorrei dire persone, ma non è appropriato!) più importanti nella mia vita è decisamente al secondo posto, preceduta solo dal mio amatissimo pesce rosso, ma decisamente una posizione prima del mio compagno!
Sono anni che difendo Jane e le sue opere, troppo spesso le ho sentite definire "polpettoni" !
Emblematico è l'episodio della mia insegnate di inglese che all'esame di stato mi minaccia di farmi domande totalmente fuori tesina se porto "quella mielosa della Austen" (io ovviamente l'ho portata lo stesso, non avrei mai potuto voltarle le spalle).
Il punto è che chi dice ciò, o non ha mai letto i libri di Jane o quando li ha letti non l'ha fatto scrutando tra le righe!
Prima di tutto,va conosiderato l'ambiente sociale in cui viveva, Jane non ha conosciuto granchè il mondo, è morta giovane (anche per l'epoca), ha vissuto per la maggior parte della sua vita frequentando l'ambiente familiare ed è quindi normale che scriva di ciò che conosce meglio, le donne, i matrimoni e i meccanismi sociali che li governavano all'epoca.
La cosa che amo dei suoi libri è però proprio l'ironia che mette nello scrivere di queste tematiche senza cadere nel melenso (non ci cade mai, lo giuro, è troppo brava!)!
Già l'inizio di O&P, "È verità universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie", fà intendere che lei non è d'accordo, che lo trova assurdo, ma che si adatta.
Poteva fare altro, alla fine del settecento, che ribellarsi con la fantasia lasciando che almeno nei suoi romanzi fossero i sentimenti a decidere?
Jane è stata una donna intelligente, brillante e affascinate nata nel periodo sbagliato!
Detto questo il libro va letto!
Ma va letto a fondo, assimilando i messaggi che Jane ci manda lungo il cammino!
Lei è adorabile, amo il suo prendere spesso in giro i suoi personaggi, e il suo farlo velatamente, con delicatezza, come una mamma che sgrida e perdona subito dopo le sue creature. Non sono mai riuscita a farmi stare antipatico un personaggio di Jane, li perdono tutti alla fine (tutti tranne Kitty e Lydia va!).
Infine conlcudo dicendo, Jane e Bingley sono dolci, buoni, delicati, simpatici e puri come ci si aspetta da due personaggi secondari come si deve, mentre Lizzy e Darcy sono intelligenti, colti, determinati, tosti, passionali e tutto quello che si può volere dai due protagonisti!
Se non l'avete ancora letto, cosa state aspettando?
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Se un pomeriggio d'estate una lettrice...
Difficile scriverne.Molto difficile.
Come iniziare? Come descrivere il sentimento che mi lega a Jane Austen?
Jane Austen, con il suo "Orgoglio e Pregiudizio", è stata il mio incipit. E' stata il mio "cicerone", la mia guida, il mio primo "amore". Senza di lei non sarei qui a scrivere parole apparentemente incomprensibili e probabilmente non avrei fatto alcune scelte che hanno condizionato il mio futuro. Non desidero addentrarmi nei particolari della trama, dell'umanità che la caratterizza, nè tanto meno della storia dell'intramontabile "Lady" perchè credo che un pò tutti abbiano spiegato in modo più dettagliato di quanto saprei fare cos'è Orgoglio e Pregiudizio e chi era Jane Austen e in quale periodo è vissuta.
Ma quei pomeriggi d'agosto di 11 anni fa, trascorsi a leggere quest'opera, come dimenticarli? E io con il corpicino afflosciato sul divano di casa con quel nuovo mondo tra le mani e la mente che volava...
Come spiegarvi la mia smania febbrile di scoprire, di leggere per la prima volta degli amori, degli intrecci di un mondo così lontano nel tempo e nello spazio? E io che mentre leggevo capivo che nasceva qualcosa dentro di me, qualcosa di cui non avrei più potuto fare a meno, che sarebbe stata una droga per tutta la vita.
Come descrivervi quella sensazione nuova, quella di immaginare il vestito di Elizabeth o il tono altero della Duchessa, o ancora lo sguardo dapprima altezzoso e poi innamorato di Mr. Darcy? E io che finalmente capivo che cos'era quel desiderio che tutt'ora rinasce ad ogni nuova prima pagina di una misteriosa avventura di carta : è l'amore per la letteratura, è quella passione che coltivo da quando quella prima volta ho raccolto Orgoglio e Pregiudizio tra i libri di mia sorella e ho pensato di essere diventata grande, ho pensato che in Elizabeth e in Darcy avrei trovato dei veri amici, ho creduto che quell'odore di carta stampata mi avrebbe accompagnata nel corso degli anni molto più di un'amica.
Da quel pomeriggio in cui ho voltato la prima pagina di questa eterna favola d'amore ho sentito di dover ringraziare Jane Austen perchè mi aveva fatto vivere la prima di tante e tante altre storie che non sono la mia, ma sono quelle dei vari Giulietta e Romeo, dei Dottor Faust, dei giovani Werther e delle coraggiose Anna Karenina.
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orgoglio e pregiudizio
All'nizio io mi limitavo a leggere fantasy, perchè erano i libri più recenti.
Poi ho iniziato ad avvicinarmi ai classici e così ho deciso di leggere questo libro meraviglioso.
La storia d'amore tra due persone di ceti sociali diversi; uno orgoglioso e l'altra piena di pregiudizi nei suoi confronti.
Un incontro prima con un signor Darcy scorbutico e arrogante, poi un secondo incontro che farà capire a Elizabeth che le persone bisogna conoscerle bene per capire veramente il loro carattere, le loro passioni e i loro limiti
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Il trionfo dell'eleganza
Orgoglio e Pregiudizio è senza dubbio uno dei romanzi che tutti devono leggere una volta nella vita.
Non per la storia, che può risultare banale e scontata, non per lo stile, eccellente, scorrevole, pacato, tipico della Austen, ma per l'eleganza della narrazione.
I due sentimenti del titolo, l'orgoglio e il pregiudizio, sono la metafora dei due protagonisti assoluti, Elizabeth e Darcy, che, odiandosi -letteralmente- all'inizio del romanzo, si scopriranno incredibilmente attratti con l'avanzare della narrazione.
Il libro ti trasporta via dal mondo odierno, fatto spesso e volentieri di rozzezza, cattivo gusto e mediocrità, e ti lascia in una dimensione in cui anche i più piccoli gesti trasudano eleganza e raffinatezza. La stessa protagonista, Elizabeth, considerata da tutti decisamente poco aggraziata, è mille volte più elegante di tantissime realtà del nostro tempo. La Austen regala al mondo un libro-manifesto dell'eleganza e del portamento, un libro che dovrebbero prendere a modello molti personaggi dei nostri tempi.
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Prime impressioni: l'orgoglio di lui e il pregiudi
Scritto tra il 1796 e il 1797, "Orgoglio e Pregiudizio" venne sottoposto, per la prima volta, ad un editore con un titolo ben diverso e che, sono sicura, molti di voi conosceranno: "Prime Impressioni". Tuttavia, non ci fu alcun esito positivo. Nel gennaio del 1813, viene pubblicato dopo una rivisitazione da parte dell'autrice. Il nuovo titolo mette subito in evidenza i temi trattati: l'orgoglio di Mr. Darcy e il pregiudizio di Elizabeth Bennet.
La vita della famiglia Bennet, composta dai genitori e dalle cinque figlie, viene animata dalla notizia dell'arrivo, nel "vicinato", di un gentiluomo. Mr. Bingley, un giovane e ricco scapolo, ha appena acquistato la dimora di Netherfield in cui si è trasferito con le due sorelle e un amico. La notizia suscita in Mrs. Bennet una frenesia da "dobbiamo accalappiarlo" che dimostrerà al lettore quanto, perdonatemi il termine, insulsa sia. La signora, infatti, ha un unico pensiero: vuole vedere tutte e cinque le figlie fare matrimoni convenienti. E' con questa idea in testa che inizia fin da subito a suggerire al consorte di presentarsi al gentiluomo. Mr. Bennet, diversamente dalla moglie, è una persona riflessiva ed intelligente. In alcune parti notiamo il suo sarcasmo e l'ironia mossa nei confronti degli atteggiamenti della moglie e di alcune delle figlie.
Spesso, leggendo e rileggendo il romanzo, mi chiedo come possano essersi "incontrati" Mr. e Mrs. Bennet. Mah...
Il primo incontro tra i due protagonisti avviene ad un ballo organizzato da Mr. Lucas. Qui, Jane attira l'attenzione di Mr. Bingley mentre Elizabeth si fa' una prima idea sull'amico del gentiluomo. Mr. Darcy appare subito come il classico damerino che pensa, forse per la sua elevazione sociale, di essere migliore degli altri (e non ci vuole molto tempo prima che gli invitati lo additano come un uomo orgoglioso e presuntuoso). Durante la narrazione, a mio parere molto equilibrata (non ci sono eccessive descrizioni lunghe e noiose) tra parte descrittiva e parlata, le prime impressioni di entrambi i protagonisti si trasformano, nonostante le molte differenze sociali e lo stesso livello d'orgoglio (forse Mr. Darcy è un tantino di più).
In un clima permeato dalla presenza di sorelle-oche, bellimbusti in divisa, un cugino inquietante ereditario di casa Bennet (ma non poteva chiedere la mano di Mary?? li avrei visti molto bene insieme) e una Duchessa che, a mio parere, dovrebbe farsi i fatti suoi invece che quelli del nipote, ecco prender vita una delle storie più romantiche del panorama letterario inglese dell'Ottocento. Inutile che vi dica quanto mi sia piaciuto. Lo stile narrativo della Austen, scorrevole e provvisto di ironia nei confronti dei luoghi comuni dell'epoca, risulta molto piacevole e di facile comprensione.
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Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 2012
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Un grande dono letterario di morale ed umanità
Non penso di esagerare nel dire che "Orgoglio e pregiudizio" è il libro più completo e denso di pienezza d'animo che abbia mai letto.
Si tratta del senso di piacevole interezza che, di pagina in pagina, induce chi legge a vivere un vero attaccamento graduale al romanzo, sino al momento della sua conclusione, perfettamente corrispondente ad una grande soddisfazione interiore, e da un punto di vista ricettivo e da un punto di vista puramente legato al piacere della lettura.
Jane Austen è un nome che non può non essere associato al genio letterario, specie se si fa riferimento all'epoca cui questo stesso genio è nato, sviluppandosi sicuramente con non poche difficoltà – considerati i limiti cui erano soggette le donne in quegli anni.
Eppure, c'è qualcosa, una grandezza d'animo impregnata di enorme creatività ed indole artistica che rende Jane Austen probabilmente impareggiabile rispetto alle sue colleghe ad essa contemporanee così come rispetto alle sue eredi letterarie.
Ciascuna persona realmente interessata alla letteratura dovrebbe conscerne la scrittura; ma credo che la sua lettura gioverebbe in primis a chi la letteratura non la ha così a cuore, perchè i suoi romanzi sono così pieni di insegnamento ed umanità, che non si potrebbe non definirle anche perle di enorme ed incondizionata morale.
Inutile concludere, quindi, con la conferma di quanto "Orgoglio e pregiudizio" sia un libro eccezionale, che merita tutte le lodi che continua a ricevere, vincendo con prevedibile facilità l' avanzare inesorabile del tempo.
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Si tratta del senso di piacevole interezza che, di pagina in pagina, induce chi legge a convincersi di un attaccamento graduale al romanzo, sino al momento della sua conclusione, perfettamente corrispondente ad una grande soddisfazione e da un punto di vista ricettivo e da un punto di vista puramente legato al piacere di leggere.
Jane Austen è un nome che non può non essere associato a genio letterario, specie se si fa riferimento all'epoca cui questo stesso genio è nato, sviluppandosi sicuramente con non poche difficoltà – visti i limiti cui erano soggette le donne in quegli anni.
Eppure, c'è qualcosa, una grandezza d'animo impregnata di enorme creatività che rende Jane Austen probabilmente impareggiabile rispetto alle sue colleghe ad essa contemporanee così come rispetto alle sue eredi letterarie.
Ciascuna persona realmente interessata alla letteratura dovrebbe conscerne la scrittura; ma credo che la sua lettura gioverebbe in primis a chi la letteratura non la ha così a cuore, perchè i suoi romanzi sono così pieni di insegnamento ed umanità che non si potrebbe non definirle anche perle di grande ed incondizionata morale.
Inutile concludere, quindi, con la conferma di quanto Orgoglio e pregiudizio sia un libro eccezionale, che merita tutte le lodi che continua ad avere a dispetto dello'avanzare inesorabile del tempo.
Quando il cuore e il cervello vanno d'accordo
Leggere questo romanzo mi ha riportato indietro nel tempo, alle romantiche, fin troppo pudiche, letture della mia giovinezza. Mi sono immersa in questo immaginario corso d’acqua fresco e pulito e mi sono lasciata trasportare dalla lieve corrente delle parole.
Ho ritrovato la scrittura elegante, ma non troppo ricercata, che faceva dell’arte del narrare qualcosa di diverso dalla parlata di tutti i giorni, a volte abusata dagli autori di oggi.
Le pagine si rincorrono senza pesantezze inutili, percorrendo una trama non proprio irresistibile che però si riscatta grazie alla precisa caratterizzazione dei personaggi, con l’ironica descrizione che ne fa la Austen.
Lizzy, seconda di cinque figlie, pensa soprattutto con la propria testa, impermeabile ai canoni e ai giudizi della società inglese di inizio ottocento in cui si trova a vivere.
E’ la prediletta del compassato e disilluso padre, Mr. Bennet, che riconosce in lei l’intelligenza che, ahimè, manca sia alla moglie, sia alle ultime tre figliole, dedite unicamente all’affannosa ricerca di un marito benestante.
La primogenita Jane, pur essendo una bella persona, risulta quasi stucchevole per il nostro sentire contemporaneo, troppo “politicamente corretta” per appassionare davvero.
La Austen ci offre uno spaccato dell’ambiente in cui vive la famiglia Bennet, rappresentando con perizia i verdi paesaggi inglesi, i rapporti sociali improntati al classismo tra i nobili e gli altri, le feste in cui la rivalità tra donne si accende per accaparrarsi i favori dei maschi papabili.
Stranamente non insiste nella descrizione degli abiti, dal che deduco che non fossero proprio la sua passione, dimostrandosi anche in questo un personaggio femminile atipico, come d’altronde lo è la sua protagonista Lizzy, in cui l’autrice probabilmente si identifica.
Esemplificativo, a questo proposito, l’episodio in cui per recarsi presso la residenza dei Bingley ad assistere la sorella Jane, Elizabeth non esita a inzaccherarsi, incurante del suo aspetto che invece scandalizzerà le Bingley. Ma forse, e significativamente, è proprio da questo momento che Mr. Darcy se ne innamorerà in maniera irreversibile.
Descrive la protagonista preferita come carina, ma non bellissima, premurosa nei confronti della famiglia, ma non esente dal senso critico che la porta a metterne in discussione parecchi comportamenti. La sua arma vincente è decisamente il cervello. Si permetterà di rifiutare due pretendenti, salvo ripensarci per sposare l’ultimo, che oltretutto rappresenta quanto di meglio offre il mercato. Alto, bello, di gran classe e , manco a dirlo, ricco a palate.
La storia tra lei e Mr. Darcy finirà con il far crescere entrambi, smussando in lui l’esagerato orgoglio che gli deriva dal nobile casato per portarlo ad imparentarsi con una famiglia di rango inferiore, e in lei il pregiudizio che le fa valutare erroneamente i comportamenti altrui.
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L'orgoglio di lui, il pregiudizio di lei
Darcy, Darcy, Darcy per tutta la vita! Ma quanto ho adorato questo libro. Ho amato Darcy dalla sua prima "apparizione", ho amato il suo orgoglio, il suo tormento, i suoi dubbi e ho amato Lizzy nel suo porsi continuamente domande, cercare di capire chi fosse nel giusto e chi nel torto, nel suo tentare di "estromettersi" dai comportamenti poco "nobili" e rispettosi della sua famiglia, dal suo negare fino alla fine l'amore per Darcy nonostante fosse chiaro dall'inizio il sentimento che provava...odiosi i personaggi di Lady Catherine, le sorelle Bingley e Lydia (quest'ultima però ha avuto la fine che meritava).
Insomma è una bellissima storia d'amore come ne esistono poche nella realtà, e come già letto in altri commenti, descrivere "Orgoglio e Pregiudizio" lo banalizzerebbe troppo e lo renderebbe una storiella di amorucoli sempliciotta...ma non è affatto così!! BISOGNA leggerlo per capire, davvero, che libro è "Orgoglio e Pregiudizio"!
Citando "Il giovane Holden"...questo è il primo libro di Jane Austen che leggo, ma che voglia di averla come amica!!
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senza parole
Una mia amica questo libro lo legge ogni volta che non ha nulla da leggere e siamo arrivati a quota 7 o 8 volte. Non capendo cosa ci trovasse di bello, me lo ha regalato dicendomi "provare per credere!".
Premetto che non è il mio genere anche se ancora non so che genere predilire, ma è stato molto divertente scoprire una bellissima narrazione anche dietro questo inaspettato libro.
La storia e scorrevole e nonostante il linguaggio sia un pò retrò è molto fluido, elaborato ma comprensibilissimo (cosa che non credevo possibile, chissà perchè).
Le vicende sono spesso divertenti e rendono il lettore partecipe fino all'ultima pagina.
L'ambientazione l'ho adorata. Questi parchi enormi, la natura che sovrasta ogni cosa e associata a queste grandi ville che ora ci fanno tanto tornare ai tempi passati.
E' una storia d'amore, di intrighi ironici e divertenti, di orgoglio di classe e pregiudizi spesso sbagliati.
Mi ha emozionata e divertito, facendomi assaporare epoche lontane.
Solo dopo averlo letto ho capito come mai la mia amica lo ha letto così tante volte.
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UN PIACERE
"L'orgoglio è un difetto assai comune. Da tutto quello che ho letto, sono convinta che è assai frequente; che la natura umana vi è facilmente incline e che sono pochi quelli che tra noi non provano un certo compiacimento a proposito di qualche qualità - reale o immaginaria - che suppongono di possedere. Vanità e orgoglio sono ben diversi tra loro, anche se queste due parole vengono spesso usate nello stesso senso. Una persona può essere orgogliosa senza essere vana. L'orgoglio si riferisce soprattutto a quello che pensiamo di noi stessi; la vanità a ciò che vorremmo che gli altri pensassero di noi.
Al di là della gradevole storia immaginata dalla grande Jane (che io suppongo attinta dalle proprie esperienze di vita) è un grandissimo piacere accarezzare con gli occhi e con la mente questo capolavoro di scrittura. Come vorrei essere in grado di scrivere con tanta delicatezza e perfezione. Appena il mio grado di preparazione sarà di livello sufficiente, sarà il primo libro che leggerò in lingua originale perchè sono convinto che si tratti di un'opera di riferimento per la lingua inglese ancora attuale. Ho da poco "Emma" sul comodino, che comincerò appena possibile.
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Dejavu Letterario
Sfogliando le prime pagine di questo piccolo capolavoro, che ha resistito ai tempi e alle mode, ogni parola, ogni frase mi rimandava a quell'immagine sbiadita della Signora March, seduta in poltrona, con le sue quattro figlie (Meg, Jo, Beth,Amy) riunite intorno al focolare, mentre legge le belle storie che le ragazze seguono in un religioso silenzio.
Da qui l'idea "un tantino" coraggiosa di pensare ad un parallelo letterario tra due grandi opere rimaste intatte fino ad oggi con il fascino della loro vicenda: "Piccole Donne" e "Orgoglio e Pregiudizio".
Lousa May Alcott scrisse "Piccole Donne" nel 1868 e come ben sappiamo, prese a modello del romanzo la sua famiglia, se stessa, la casa in cui visse, la propria adolescenza; eppure l'opera si ispira largamente alla trama austeniana. Certamente non si tratta di un copia-incolla ben riuscito, piuttosto di una rivisitazione del capolavoro di Jane Austen in salsa americana.
Difatti la lettura in sequenza dei due romanzi si rivela stimolante perchè consente di osservare il modificarsi di un tema universale che percorre trasversalmente sia la Letteratura e sia la vita : l'amore.
L'amore non dovrebbe essere uguale a tutte le latitudini ed in tutti i tempi?
Jane Austene e Louisa May Alcott, con le loro opere, sembrano rispondere decisamente di no, perchè le due scrittrici declinano questo tema all'epoca in cui sono vissute, portando in scena esempi di società così diverse come quella inglese (a ridosso della Rivoluzione Francese) e quella americana (durante la Guerra di Secessione).
Jane Austen trasforma il suo romanzo in un ironica critica sociale attraverso cui sperimenta una conciliazione tra l'amore romantico e l'istituto sociale in cui è chiamato a realizzarsi (il matrimonio).
Su carta,viene descritta quella dura battaglia necessaria a spogliare l'individuo di ogni "armatura sociale" per consacrare l'unione di due giovani socialmente distanti (Lizzy e Darcy) ma vicini sul piano dell'intelligenza, dell'eleganza, perchè è la somiglianza culturale che porta ad una parità sociale. L'avvicinamento di due mondi così diversi (aristocrazia terriera per Darcy,borghesia per Elizabeth) passa attraverso il matrimonio ma potrà avere inizio solo quando Darcy saprà rinunciare al suo "orgoglio di classe" e si renderà generoso e timido, e quando Lizzy invece imparerà a frenare la sua natura perchè si è ormai scoperta intelligente ma troppo avventata nei giudizi.
Louisa May Alcott, con leggere pennellate tratteggia un ambiente americano non molto dissimile da quello inglese: in entrambi i casi, si tratta dell'epoca dei grandi "balli di società" dove le ragazze dovevano accogliere l'invito a ballare come una promessa di matrimonio, il pegno di un amore eterno: ecco perchè diventa fondamentale la scelta dei nastri, dei guanti e delle scarpe. Tuttavia in "Piccole Donne" la critica sociale non assume mai un ruolo primario e cede il passo all'aspetto educativo e pedagogico, motivo per cui ancora oggi, il piccolo capolavoro della Alcott viene considerato, a torto, solo un "romanzo di formazione", una moderna favola.
Ebbene sono entrata nelle case dei signori Bennet e March, mi sono seduta a loro fianco, li ho spiati, e ho vissuto i loro drammi. Sorprendenti sono le analogie che avvicinano due scrittrici così diverse e lontane nel tempo e nello spazio e soprattutto nel modo di rappresentare il loro mondo.
-La prima analogia attiene alla questione temporale: "Piccole Donne" si svolge in un anno, così anche le vicende della famiglia Bennet si snodano in un tempo relativamente breve.
-Si tratta inoltre dello stesso mondo familiare e tutto al femminile, anche perchè il signor March e il signor Bennet sono personaggi- ombra: il primo è lontano da casa per prendere parte alla "Guerra di Secessione" e vi farà ritorno, stanco e malato, solo alla fine del romanzo; l'altro invece è murato vivo nella sua biblioteca, difeso da una curiosa e buffa indolenza.
-Le giovanissime signorine March sono 4: la maggiore, Meg (la più carina, estremamente dolce con i suoi modi aristocratici, giudiziosa e paziente) ricorda la Jane Bennet di Orgoglio e Pregiudizio; Jo March ha la stessa intelligenza vivace, lo stesso piacere di ridere degli altri e di se, la stessa curiosità, la stessa energia di Elizabeth Bennet; Beth March vive in un mondo tutto suo, dal quale esce di rado e studia pianoforte, proprio come Mary (la bruttina di casa Bennet che si sforza ad apparire colta e a modo). Mary Bennet legge libri e ne ricopia parti intere, mentre Amy March, "la piccola Raffaello di casa" ha uno spiccato talento artistico e si diverte a copiare fiori e paesaggi. Tuttavia, entrambe hanno già un opinione alta di se e volutamente cercano di inserire nei loro discorsi vocaboli o concetti difficili.
Kitty e Lydia sono le figlie sciocche dei signori Bennet, con l'inguaribile vizio di correre dietro agli ufficiali. In particolare, Lydia, la più giovane, ha una vitalità prorompente che spesso si traduce in sfacciataggine e in spavalderia. Sarà lei a dare scandalo
- Entrambe le famiglie vivono un disagio di carattere economico: i March hanno conosciuto l'agiatezza ma per aiutare un amico in difficoltà, hanno perso tutto ritrovandosi quasi nella miseria. Una condizione tuttavia che viene vissuta da tutta la famiglia con estrema dignità e coraggio.
Il patrimonio del signor Bennet consiste in una proprietà terriera che rende 2000 sterline all'anno ma sfortunatamente per le figlie, la proprietà in mancanza di un erede maschio è vincolata ad un lontano parente (signor Collins). Il rischio che le donne di casa possano ritrovarsi senza un tetto sulla testa viene vissuto con angoscia e timore, soprattutto dalla Signora Bennet.
-Le piccole donne non avrebbero mai potuto desiderare una madre migliore della signora March, una donna dall'aspetto benevolo, saggia, altruista, e sempre pronta a dispensare ottimi consigli alle figlie.
La signora Bennet invece è una donna di scarsa cultura, invadente ed imbarazzante, pettegola,sprovvista di tatto e di decoro, il cui unico scopo è quello di assicurare alle figlie un matrimonio "redditizio".
-Proprio nel modo che le due madri hanno di educare, di avviare alla vita le loro figlie, si registra uno scarto incolmabile tra i due racconti:
emblematiche le parole pronunciate dalla signora March, in vista del matrimonio di Meg con un giovane insegnante privo di mezzi: "Sono contenta di vedere Meg cominciare modestamente perchè se non mi sbaglio,possiederà con ricchezza il cuore di un uomo ONESTO, e ciò vale quanto un capitale".
La signora Bennet invece accoglie in casa, con un inspiegabile cortesia, l'ufficiale Wickham, un TRUFFATORE che aveva attentato all'onore della giovane Lydia e che si era risolto a sposarla solo dopo aver ricevuto la rassicurazione che ogni suo debito verrà saldato.
E ancora, la signora March, sempre a proposito del matrimonio della sua figlia maggiore: "sarei contenta di sapere che il signor Brook riesce a procurarsi un buon lavoro, che gli frutti una rendita sufficiente a non far debiti e a procurare una vita comoda a Meg. Non ho l'ambizione che le mie figliole trovino fortune straordinarie,posizioni aristocratiche o grandi nomi."
Di altro tenore le parole della signora Bennet quando apprende del fidanzamento di sua figlia Lizzy con il signor Darcy : "Come sarai ricca e importante! Quanti soldi, quanti gioielli, quante carrozze avrai.Sono così contenta, così felice! 10 mila sterline all'anno e probabilmente di più. Quel Darcy vale quanto un Lord".
"Meglio avere figlie zitelle e felici che mogli sfortunate o ragazze indecorose alla ricerca di un marito", questo è il motto della signora March, ben lontano dal mondo della signora Bennet dove il decoro non vale mai quanto un "perfetto matrimonio".
-Altra differenza: mentre le signorine Bennet amano oziare e divertirsi, le donne March lavorano.
La stessa signora March ha trovato un occupazione in un laboratorio di sartoria. Meg, grazie alla sua cultura scolastica e alla sua buona educazione, lavora come istitutrice presso la famiglia King; Jo è la dama di compagnia della zia March e Beth è l'angelo del focolare.
E' proprio la signora March a spiegare alle sue figlie, attraverso un efficace "esperimento", quello che accade in casa, quando ognuno pensa a se stessa, scegliendo di non essere collaborativa. "Il lavoro è benefico, fa been alla salute e allo spirito e procura un senso di forza e di indipendenza molto più di quanto ne procurino il denaro e la società".
Neanche a dirlo, diversa è l'opinione della signora Bennet che aspramente redarguisce il povero signor Collins colpevole di aver anche solo pensato che quel pranzo fosse stato preparato da una delle signorine. In risposta, la signora Bennet precisa che quella è un incombenza che spetta alla cuoca, non alle sue figlie.
Ma ancora più paradossale è quello che accade nel "campeggio Laurence" quando il signor Brook mette a tacere una giovane inglese, che aveva criticato,sia pur velatamente, il lavoro di Meg, con : "le signorine americane amano la loro indipendenza come l'amavano i loro antenati e sono ammirate e rispettate per il fatto di sapersi mantenere da se". Il femminismo della Alcott qui supera di gran lunga quello di Jane Austen.
- In entrambi i racconti fanno ingresso gli uomini: Laurie,il nipote del ricco signor Laurence (come Darcy è il nipote della ricca Lady Catherine), è solitario e sensibile. Si invaghisce di Jo, chiederà la sua mano (in "Piccole donne crescono") ma verrà respinto.
John Brooke è povero ma serio e assennato. La sua forte amicizia con Laurie, di cui è anche il precettore, ricorda quel forte legame che univa il signor Bingley a Darcy. Sarà il signor Brooke a chiedere la mano di Meg, ma come Darcy viene rifiutato. Meg scoprirà di amarlo solo dopo il discorso della zia March. Poichè le era stato ordinato perentoriamente di non amarlo (così fece la zia March con Meg e così fece Lady Catherine con Lizzy), Meg si risolse ad accettarlo.
- I Gardiner compaiono in entrambi i romanzi: Sallie Gardiner, amica delle sorelle March, è simpatica e cordiale, come sono altrettanto cordiali gli zii Gardiner delle signorine Bennet (a loro Lizzy e Darcy devono la loro unione).
-Forte è il legame che unisce Meg e Jo in "Piccole Donne" e Lizzy e Jane in "Orgoglio e Pregiudizio".
Jo vive con disperazione il matrimonio di Meg, perchè consapevole di perdere una sorella ed un amica ("vorrei che portassimo ferri da stiro sulla testa per impedirci di crescere").
Quando il sign Bingley compra una proprietà in una contea vicina al Derbyshire si realizza il sogno di Lizzy e Jane ossia quello di poter vivere a sole 30 miglia di distanza l'una dall'altra.
-Non mancano scene analoghe: al ballo nessuno si avvicina a Joe, come Lizzy che è costretta a rimanere a lungo senza cavaliere.
Jo scivola in un vano nascosto da tendaggi ma una persona timida (come lo era Darcy) aveva scelto lo stesso rifugio : si tratta di Laurence che confessa di trovarsi lì perchè "conosceva poche persone e si sentiva un estraneo" (la stessa sensazione che Darcy confessa di aver provato).
-Comune è anche l'uso dell'ironia, del sarcasmo caustico e sprezzante.
-Per entrambi i romanzi, indispensabile è la corrispondenza epistolare perchè molte delle notizie più importanti, vengono apprese tramite delle lettere: per esempio la malattia del signor March in "Piccole Donne" o la confessione del signor Darcy in "Orgoglio e Pregiudizio".
Il Massachussetts e Loungbourn non sono mai stati così vicini....
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E quindi?
Orgoglio e pregiudizio, Darcy & Elizabeth.
Darcy rappresenta l’orgoglio, la severità, la nobiltà, la compostezza. Elizabeth rappresenta la ribellione al mondo borghese, la lotta per ottenere qualcosa di diverso da ciò che una donna ottocentesca solitamente otteneva. In un mondo in cui nascere donna significa dedicare la propria esistenza a formare una famiglia, risulta come trovarsi in una società eccessivamente superficiale, in cui si prende marito in base alle sterline annuali che porta a casa. Vittima numero uno di tutto ciò è in modo particolare la mamma di Elisabeth, la quale vuole assolutamente trovare mariti alle 5 figlie. Unico obiettivo della sua vita, unica aspirazione. Diventa il personaggio più odioso del libro.
Derisa dal sig. Bennet, suo marito, il quale guarda ciò che gli circonda con occhi più ironici, ma di quell’ironia, ahimè!, per niente confortante. È là che la Austen dà il meglio di sé da un punto di vista umoristico (anche se tanto umoristico, io, non l’ho trovato!).
5 sorelle, la maggiore (Jane) più assennata ma pur sempre “donzella ottocentesca”, poi c’è Elizabeth che vivrà l’innamoramento in modo particolarmente complicato e differente dal consueto. Le altre si rivelano donnette stupide, eccessivamente superficiali e fastidiosamente noiose per via del loro accanito interesse nello spettegolare e cercare marito.
Per me si tratta di 5 ragazzine pseudo-arrapate di cui Elizabeth spicca come quella più rigida e più realista, ma come le altre pur sempre vittima di quel comportamento inutile e estremamente “barocco” della società altolocata dell’800.
Mi aspettavo molto di più da una scrittrice che, sebbene sia considerata di un calibro “banale” (relativamente parlando), non ha saputo, nemmeno con una pagina, toccarmi e scuotermi le vene.
Il suo raccontare è piatto, insoddisfacente ed inconcludente.
Ma con tutti questi alti voti inizierò a farmi delle domande, promesso! :D
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Ultimo aggiornamento: 05 Marzo, 2012
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Orgoglio e pregiudizio: romanzo protofemminista?
Jane Austen quando scrisse il suo romanzo tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo non immaginava di certo che sarebbe diventato un cult destinato ad avere molte versioni cinematografiche e anche delle rivisitazioni letterarie.
Scritto in terza persona con una relativa presenza del narratore onnisciente ma prevalentemente basato su dialoghi più che su descrizioni tanto che sembra dare l'impressione di una certa preveggenza da parte dell'autrice alla tecnica filmica ( i suoi dialoghi stringati si adattano a pennello alle sceneggiature), Orgoglio e pregiudizio potrebbe sembrare per la sua trama quasi una storia protofemminista.
La Austen da' grande importanza al mercato del matrimonio, ma per una motivazione di ragione pratica: alle donne dell'epoca se di buona famiglia era interdetto lavorare inoltre non ereditavano direttamente degli immobili e quindi in mancanza di un diretto parente di sesso maschile erano spesso costrette a lasciare le proprie abitazioni pertanto era vitale per loro assicurarsi un marito e un erede di sesso maschile.
La madre delle cinque sorelle Bennet è all'ossessiva ricerca di un consorte per le sue figlie ed è descritta come una donna meschina e fragile incline a fingersi debole di nervi, arma a cui molte donne ricorrevano per porre rimedio alle loro frustrazioni, per contro la protagonista Elizabeth, secondogenita della famiglia , è di carattere forte e poco propensa al compromesso anche se questo potrebbe significare una esistenza futura poco rosea. Il suo obiettivo è un partner da amare e da cui ricevere amore e rispetto e non solo un mantenimento economico. Senza dubbio si tratta di un ragionamento rivoluzionario per l'epoca!
Colpisce la modernità del pensiero della Austen malgrado la sua morigeratezza di costumi e il suo disagio per il Romanticismo, la corrente letteraria in voga all'epoca.
Libro consigliato per la tecnica narrativa moderna, per l'ironia e la scorrevolezza della storia.
Di negativo l'eccessiva lunghezza di alcuni punti e il finale affrettato secondo i canoni dell'epoca mutuati tra l'altro dalla narrativa del XVIII secolo e in particolare da Henry Fielding ( Tom Jones) al cui stile la scrittrice si ispirava.
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Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 2012
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Romanticamente classico
Orgoglio e Pregiudio è decisamente il mio classico preferito.
Jane Austen è riuscita a rappresentare la realtà dell'epoca, pregi e difetti compresi, con molta ironia e con uno stile che non annoia il lettore, anzi, lo diverte.
La storia narra di una famiglia di 5 sorelle e delle loro vicende per un lieto finale.
La protagonista è Elisabeth Bennet e tutta la storia è incentrata principalmente su di lei.
lo scopo principale della madre delle 5 ragazze è quello di trovar marito per tutte e inizilmente le mire per la maggiore Jane, ricadono su un certo sig. Bingley da poco trasferitosi nei pressi di Longbourn, la tenuta di famiglia.
Il titolo è evocativo, non a caso spesso nel libro si parla dei pregiudizi che la protagonista, che si vanta di possedere una speciale capacità per capire da subito i caratteri delle persone, avrà nei confronti di vari personaggi, soprattutto del sig. Darcy.
Oltre al pregiudizio, c'è l'orgoglio, sottolineato più volte dalla scrittice come un difetto grave che non aiuta a farsi nuove amicizie.
Non mancano le descrizioni dei difetti delle società, come il matrimonio per interessi o al solo scopo di garantirsi una vita comoda, la mancanza di educazione soprattutto nella casa Bennet dove le figlie minori sono descritte dal padre "sciocchine come mai ce ne sono state" o i colpi di scena e gli scandali, poi felicemente accomodati.
Il lieto fine è assicurato e per i lettori romantici è un classico che si dovrebbe assolutamente leggere.
Devo dire che il film tratto dal libro è molto bello e abbastanza fedele, ma ritengo sia più piacevole leggere il romanzo.
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LIZZY
Come spesso accade mi cimento nella lettura di un libro dopo aver visto il film. Devo dire che sono rimasta incantata dall' omonimo film del 2005. Leggere il libro è stato poi un piacere. Adoro la Austen per il suo modo di ironizzare sull'epoca del suo tempo, perchè e capace di guardare la realtà con occhio critico e fare delle protagoniste dei suoi libri delle donne indipendenti e emancipate che sembrano quasi dei pesci fuor d'acqua in un contesto nel quale si da tanto importanza al vuoto formalismo, all'apparenza e ai beni materiali.
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Un rosa di alta classe
Ne ho lette due versioni in italiano, questa e una presa in biblioeca del 1931. La più vecchia è decisamente datata come scrittura.
Il libro è un capolavoro di detto e non detto, di fraintendimenti e di frasi cortesissime ma al vetriolo. Un mix che fa battere il cuore e che avvinghia alla lettura.
Colpisce la modernità e l'indipendenza della protagonista nonostante l'ambiente sociale in cui si muove. Allo stesso modo brillano per stucchevolezza la sorella maggiore e il suo spasimante: figure perfettamente aderenti ai costumo dell'epoca. Si caratterizzano per stolto compiacimento di sè figure come la signora Bennet madre, il reverendo Collins e la figlia minore. Non può mancare nel creare ulteriore sobbuglio nella trama (e nel lettore) la figura del "cattivo" nei panni del capitano Wickham.
Per tutte le fan di mr Darcy consiglio vivamente la visione della serie tv a cura della BBC con Colin Firth, probabilmente la sua migliore interpretazione in assoluto. E' molto bravo nel rendere il personaggio di Darcy soprattutto con gli sguardi. Non lo sapevo, ma in GB questa serie è un cult. Durata 5 ore e mezzo ... che si guardano d'un fiato. Impressionante l'adesione al libro, parola per parola.
Interessante anche lo script del film,in inglese. Costumi ed ambientazioni sono eccezionali.
E infine, sempre per le fan di questo libro, sugggerisco una versione moderna - del libro e del film Orgoglio e pregiudizio - che è "Il diario di Bridget Jones"! Era proprio nelle intenzioni della Fielding riproporre gli stessi stati d'animo (in particolare la caccia a qualcuno da amare) in una visione moderna e accattivante. E infatti il protagonista ha voluto chiamarlo Darcy. Un Darcy interpretato ancora da Colin Firth nella versione cinematografica di quest'ultimo romanzo. Non casualmente...
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Ultimo aggiornamento: 17 Mag, 2011
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Umorismo e verità
Mi sono molto divertito leggendo questo libro, che nel complesso sembra trattare solo della felicità matrimoniale dei vari personaggi.
Attraverso le vicende della famiglia Bennet si delinea una storia non particolarmente articolata, ma molto interessante e affascinante in cui la fanno da padrone i due sentimenti evocati nel titolo. Da un lato l’orgoglio di classe che si concretizza nel sig Darcy , algido e arrogante aristocratico , che sicuro dei suoi mezzi e della sua posizione sociale , crede di non poter ricevere neanche un rifiuto. Dall’altro il pregiudizio di Elizabeth , la quale pretende di arrivare a conoscere una persona da ciò che si dice di lei, o semplicemente dalla prima impressione (e infatti il titolo originale dell’opera era “First Impressions”). Una situazione caratteristica dell’uomo , anche di oggi, spesso in bilico tra un orgoglio smisurato e un ostinato pregiudizio, e non sempre il buon senso trionfa come in questo romanzo. Intorno ai due protagonisti si muovono una miriade di personaggi davvero ben delineati , ognuno con caratteristiche spiccate. Geniale l’accoppiata dei due coniugi Bennet : tanto lei è sciocca e impertinente , frivola e totalmente dentro la mentalità del suo tempo, tanto lui è disilluso e indolente rispetto al mondo che lo circonda , sempre pronto a sbeffeggiarlo intelligentemente. Interessante anche il Sig Collins descritto come “un misto di superbia e servilismo, di boria e di bassa umiltà” così come l’altera e autoritaria Lady Catherine de Bourgh. Insomma veramente tanti personaggi che popolano un mondo acutamente descritto dalla Austen che riesce a cogliere in maniera sorprendente il clima culturale e sociale di un’epoca analizzando con grande ironia la quotidianità degli eventi. Lo stile non è particolarmente fluido considerando anche il fatto che il romanzo è stato scritto tra la fine del settecento e l’inizio dell’ottocento, e quindi potrebbe risultare per noi lettori moderni un tantino datato.
Sarebbe davvero interessante capire quanto la Austen abbia riversato nella sua opera sentimenti e convinzioni personali (fermo restando che non è un libro autobiografico), visto anche il suo particolare percorso di vita; sono convinto che tra tutte le eroine dei suo romanzi Elizabeth sia quella che si avvicina di più alla sua figura.
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Ultimo aggiornamento: 16 Agosto, 2011
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Stupendo
Che libro incantevole!!! La storia è bellissima, piacevole, dolce e romantica. La protagonista Elizabeth Bennet è semplicemente da stimare e adorare per il suo carattere forte e deciso, e Mr. Darcy è così misterioso e oscuro, capace di suscitare profondi sentimenti di adorazione. Jane Austen era veramente una scrittrice coi fiocchi, e questo è senza dubbio il suo capolavoro.
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austen I love you
non può mancare in una biblioteca
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Ultimo aggiornamento: 09 Dicembre, 2010
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Unico scopo della vita: trovarsi un marito...
Uno spaccato della vita familiare e sociale inglese nel 1800...
Una madre petulante e insopportabile vuole accasare le sue figlie con scapoli benestanti...
A quell'epoca lo scopo principale di una ragazza perbene era trovarsi marito, e compito dei genitori era quello di favorire incontri che conducessero a questo ambito traguardo...
Mi fa sorridere adesso l'universo limitato di queste fanciulle: non cultura, non lavoro, non avanzamento della carriera...solo il marito...e se il marito non arrivava era un disastro, un disonore per la famiglia, uno scorno per la ragazza...
Beh, che tristezza...ma anche per gli scapoli era così, ce lo dice la scrittrice all'inizio del suo romanzo, testuali parole che trascrivo: "E' verità universalmente ammessa che uno scapolo fornito di un buon patrimonio debba sentire il bisogno di ammogliarsi", però l'uomo ha maggiori possibilità il lavoro, il prestigio, il patrimonio...il suo universo si allarga, rispetto a quello della donna che è uniterale tutto proteso nello scopo che probabilmente le sarà stato inculcato fin dalla prima infanzia, dicevo nello scopo di trovarsi marito...
Beh, questa epoca non offriva altro alle donne, evidentemente che la possibilità di un bel matrimonio...
In questo universo limitato si inserisce la vicenda dell'amore di Darcy per Jane, che l'orgoglio di lei e il pregiudizio di lui rischiano di rovinare, ma poi le cose si sistemano...
Darcy aiuterà una delle sorelle di Jane a sistemarsi (ohibò, cosa vuoi non tutto può andare alla perfezione e alla Signora Bennet, l'infaticabile cerca-mariti sarà venuto il mal di fegato visto che sua figlia era scappata con un uomo)e poi c'è l'inevitabile lieto fine che conclude una vicenda sciropposa e priva di colpi di scena.
Detto questo e visto che l'autrice era figlia di un ecclesiastico le si può perdonare lo stile austero e i personaggi scialbi...
La storia inserita in questo contesto ha un suo stile, anche se io l'ho trovata un tantino pesante.
La consiglio tuttavia ai lettori appassionati del genere classico.
Saluti.
Ginseng666
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Orgoglio e pregiudizio.
Che meraviglia questo classico della Austen da leggere sempre in ogni momento delle vita...ti sembra di tornare indietro nel tempo e di vestirti con corpetti e con dei cappellini stravaganti. L'amore da trovare combinato, per non rimanere zittelle per i soldi ma anche quello vero con la "a" maiuscola questo il tema centrale di un classico sempreverde!
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Orgoglio e pregiudizio
Campagna inglese XVIII secolo: cinque sorelle di una famiglia medio borghese sono indaffarate nella ricerca di un marito benestante, sostenute ed esortate a ciò da una madre alquanto invadente, petulante e arrivista. A questi ingredienti si aggiunge la minuziosa descrizione della vita sociale della classe aristocratica di quel tempo, dedita unicamente a balli e feste mondane, al pettegolezzo, al lusso e allo sfarzo da esibire agli altri.
La trama in sé non è molto esaltante e a tratti noiosa, ma ritengo che l'aspetto da sottolineare sia piuttosto il linguaggio e lo stile con cui la Austen narra le vicende: se pensiamo a quanto tempo è trascorso dalla stesura del romanzo, è davvero stupefacente la modernità che ritroviamo tra queste righe, carattetizzate da uno stile brioso e leggero, una narrazione pervasa di ironia e una galleria di personaggi ben delineati nei propri vizi e nelle proprie virtù.
Degno di interesse anche il risvolto morale che emerge da questa lettura; il messaggio è quello del superamento della barriera del pregiudizio, che allontana dalla vera conoscenza delle persone, creando preconcetti e giudizi non attinenti alla realtà.
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stupendo
Sensibile ma sarcastica, romantica ma disillusa Jane Austen riesce a coinvolgere e a far fare al lettore moderno un vero salto nel tempo, Orgoglio e pregiudizio è splendido come tutti i suoi libri. Sicuramente da leggere più di una volta.
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Il principe azzurro esiste!
Un viaggio a ritroso nel tempo. Il romanzo narra la storia di 5 ragazze in età da marito e dei loro pretendenti. Elizabeth, Jane, Mary, Kitty e Lydia vivono nella quiete della provincia inglese di fine ‘700. Le sorelle sono tutte molto differenti tra loro: Jane è dolce e attraente; Eliza insolente e ribelle; Mary sgraziata e pedante; Kitty una ragazza scialba e succube della sorella minore; Lydia una sciocca vanitosa.
L’intreccio e i vari fraintendimenti dei protagonisti sono a straordinari. Un libro di un romanticismo d’altri tempi.
Lo stile della Austen è molto bello e rende la lettura molto scorrevole. I personaggi sono tutti stupendi e li si dimentica difficilmente. Consiglio la lettura a tutti quelli che vogliono sognare.
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da non perdere
é un libro davvero stupendo.molto facile da leggere.l'ho letto mille volte e ancora non riesce a stancarmi ogni volta ke lo leggo mi provoca nuove emozioni..l'ho comprato a 15 anni e l'ho subito apprezzato,anke adesso a 17 anni dopo aver letto molti libri ,orgoglio rimane uno dei miei preferiti in assoluto,
più scorrevole di cime tempestose e secondo me più piacevole di madame bovary.. consigliatissimo!!!
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libro moolto romantico..
è un bellissimo libro scritto da una delle più grandi autrici inglesi di tutti i tempi.
può risultare difficile e noioso all'inizio della lettura ma assolutamente vale la pena leggerlo fino alla fine!!
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un classico da leggere
E' uno di quei classici da leggere senza...pregiudizi.
Apparentemente una simpatica storia d'amore a lieto fine, "Orgoglio e Pregiudizio" è, come è già stato detto, un'analisi accurata e deliziosamente ironica della società medio-alta inglese del XVIII secolo.La modernità e l'acume della protagonista, Elizabeth Bennett, si apprezzano ancora di più se contestualizzate nell'epoca in cui vive, ed è con delicata maestria che Jane Austen ci mostra come una ragazza così brillante e dotata di prontezza di spirito, si dimostri poi così ingenua e prevenuta nelle questioni di cuore.
Altrettanto ambivalente la figura di Mr Darcy, spocchioso e gelido all'apparenza, in realtà galantuomo d'altri tempi, e uomo "che-fa-i-fatti".
Una storia piacevolissima, scritta con un'ironia e un garbo che la rendono tutt'altro che sciropposa e lacrimevole.
Credo che uno dei motivi per leggere quest'opera, anche se non il principale, ovviamente, sia la sua modernità. Tolte le gonne lunghe e le carrozze, chi di noi non ha conosciuto madri invadenti e ottuse, sorelle svampite e ansiose di avere l'anello al dito, vecchie signore distinte e insopportabilmente superbe, gentiluomini affabili e ingannevoli, e via dicendo?
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per sognare
Un bel polpettone romantico scritto alla fine del settecento dalla fine e ironica penna di Jane Austen. Questo è stato uno dei primi romanzi che ho letto, ero una ragazzina, è iniziato così il mio amore per la letteratura. La descrizione psicologica dei personaggi è perfetta,il Sig. Darcy è pieno d'orgoglio per la propria posizione sociale ed Elizabeth Bennet non sopporta il suo snobismo. Elisabeth si forma dei pregiudizi nei suoi confronti e lo incolpa di fatti che lo vedono estraneo, ma questo lo scoprirà solo verso la fine del romanzo, perchè a noi donne l'uomo un pò str... che poi si scopre essere una brava persona ci piace assai!!!
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Un libro magnifico
E' il capolavoro della Austen per la finezza dell'indagine psicologica, lo stile scorrevole ed il perfetto meccanismo dell'azione. Molti anni fa ne fu tratto un ottimo film con Laurence Olivier - splendido Darcy- ma la lettura di questo classico è molto più appassionante .
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Romantico...
"È una verità universalmente riconosciuta che un uomo scapolo in possesso di una vasta fortuna debba essere alla ricerca di una moglie." Così inizia uno dei capolavori della letteratura mondiale. A mio parere il più romantico libro mai scritto. L'autrice inglese dipinge alla perfezione tutti i personaggi dando loro sfumature senza tempo e facendo si che ognuno di noi si identifichi in qualche caratteristica ed entri a far parte della storia. Semplicemente divino.










Opinione inserita da Fede93 17 Giugno, 2010